Siamo al secondo anno di commento dei dati di Castel Freres, ossia il bilancio 2024, che, purtroppo, è stato pubblicato soltanto a gennaio 2026 (in compenso è gratis).
I dati sono molto negativi. L’anno scorso parlavamo del calo strutturale delle vendite (-3%) e dei margini (margine EBITDA dimezzato al 2%), che è proseguito anche nel 2024, tanto da portare l’azienda al “rosso”, ossia alla prima perdita netta. Stiamo parlando del capogruppo, che si dedica al vino, e non del gruppo consolidato, dove altri prodotti (birra) e mercati (Africa) rimpolpano in modo importante i conti, tanto da portarli a diversi miliardi di euro di fatturato.
Oltretutto vi ricordo che Castel Freres ha acquisito Tannico nel corso del 2025 e che è anche proprietaria di Nicolas, la catena di enoteche francesi che seguiamo sul blog. Per chiarire, i conti di queste unità non sono inclusi nei bilanci che commentiamo qui, che invece si riferiscono soltanto alla capogruppo.
Tornando ai numeri, a fronte del crollo dei margini e dell’aumento del debito, l’azienda ha cominciato a ristrutturarsi, chiudendo un rilevante sito produttivo nel 2025 (che occupava quasi il 10% del personale).
Passiamo a un commento più dettagliato dei numeri, con tabelle e grafici, nel resto del post.
- Le vendite sono calate del 3% a 633 milioni di euro. La Francia scende del 6% a 508 milioni, mentre le esportazioni crescono del 10% a 125 milioni di euro.
- Questi 21 milioni di euro, persi a livello di fatturato, hanno fortemente impattato i margini. Il margine sul venduto è calato dal 16% al 15% (da 105 a 100 milioni di euro), ma poi, sotto i costi operativi e del personale, sono cresciuti del 4-5%, “allargando” la perdita di margine da 1 a 2 punti percentuali, con un EBITDA che si dimezza da 27 a 13 milioni di euro e un margine che dal 4% passa al 2%.
- Con il debito in crescita, sono stabili anche gli oneri finanziari e, nonostante 3 milioni di proventi straordinari, il bilancio chiude in perdita per 2.6 milioni di euro (sarebbero probabilmente stati il doppio se lo “aggiustassimo”)”.
- A livello finanziario, l’indebitamento cresce a 59 milioni (da 33 milioni). A questo incremento contribuisce anche l’aumento di capitale di una delle controllate per 5 milioni di euro. A leggere il bilancio, non sono stati pagati dividendi agli azionisti, mentre ci sono stati rilevanti investimenti, per circa 22 milioni di euro (a fronte di ammortamenti di soli 15 milioni).
- A proposito di controllate, nel 2024 le loro vendite sono state pari a circa 197 milioni (da 192 milioni dell’anno scorso) e il loro utile netto cumulato è stato di 8 milioni di euro, contro circa 5 milioni dell’anno precedente.
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