Lanson BCC chiude il 2025 con un fatturato in calo del 9% e utili in forte contrazione, con un secondo semestre forse anche peggiore del primo, a causa della debolezza del mercato francese nel trimestre chiave per lo Champagne, il quarto. L’attenzione, però, è sull’acquisizione di Heidsieck & Co Monopole, che contribuirà agli utili a partire dal 2026.
Il Gruppo Lanson BCC chiude il 2025 con un fatturato consolidato di 233 milioni di euro, in calo dell’8.7% rispetto ai 255 milioni del 2024. Si tratta del secondo anno consecutivo di contrazione, dopo il picco di 289 milioni toccato nel 2022, e il dato si inserisce in un contesto di mercato debole per l’intera denominazione dello Champagne (i dati CIVC indicano spedizioni a -2% a 266 milioni di bottiglie, per un giro d’affari intorno ai 5.6 miliardi di euro, rispetto ai 5.8 del 2024, -3/4%). Il calo delle vendite porta il gruppo a chiudere il 2025 con un calo del 20% dell’utile operativo e del 32% dell’utile netto.
Il secondo semestre è andato peggio del primo: il fatturato si ferma a 141 milioni (-16%), con un utile operativo di 28 milioni (-24%) e un utile netto di 14 milioni (-29%). La direzione lo attribuisce a un quarto trimestre segnato da un clima promozionale particolarmente aggressivo, soprattutto nella grande distribuzione francese, a cui il Gruppo ha scelto di non rispondere per non erodere il valore dei marchi.
Sul piano geografico, il calo è più marcato in Francia (44,7% dei volumi, fatturato -11%), penalizzata appunto dalla GDO, mentre l’export (55% dei volumi) cede il 7%, principalmente a causa del rallentamento di Regno Unito e Stati Uniti. Le vendite in Europa sono complessivamente in calo del 5%, mentre il Nord America scende del 22% e l’Asia del 7%.
Nel 2025 margini reggono meglio del fatturato grazie a un leggero incremento del gross margin dal 48.8% al 50.6% e al controllo dei costi operativi, ma scendono rispetto ai livelli record del biennio 2022-2023. Il margine EBITDA si attesta al 20.6% (contro il 22.5% del 2024 e il picco del 25% del 2023), mentre il margine operativo aggiustato scende al 16.5% dal 18.0% precedente. Sono comunque livelli che restano nettamente superiori alla redditività strutturale storica del Gruppo, che fino al 2020 si muoveva tra il 7% e il 10% di margine EBITDA
L’utile netto si ferma a 16 milioni (-32%), impattato anche da un incremento degli oneri finanziari.
Il punto forse più importante del 2025 è la struttura patrimoniale. Il capitale investito sale a 946 milioni di euro (388 di equity + 558 di indebitamento netto), in crescita di circa 70 milioni rispetto al 2024. A questo contribuisce in modo determinante l’acquisizione per 50 milioni di euro di Heidsieck & C Monopole, che per adesso non ha contribuito in alcuna maniera agli utili. L’acquisizione annunciata a ottobre 2025 per 50 milioni di euro (compresa l’enoteca con i millesimi storici) è stata strutturata in due tranche da 25 milioni con avvio operativo da gennaio 2026. Il marchio sarà sviluppato all’interno della Maison Burtin e rafforzerà proprio il fronte export.
L’indebitamento netto sale a 558 milioni (+7.6%), mentre il magazzino vini cresce a 617 milioni (+40 milioni), con un rapporto debito/magazzino al 90%, e le scorte oltre 2.6 volte il fatturato annuo, e un impatto negativo del capitale circolante di 25 milioni circa. Ci sono poi 6 milioni di dividendi (erano 7 lo scorso anno) e investimenti per 7 milioni (contro 11 del 2024).
Per il 2026, il management non fornisce obiettivi quantitativi come al solito, ma indica due priorità: recuperare i volumi sui mercati dove sono stati persi e consolidare la redditività. Heidsieck & Co Monopole e il rilancio della cuvée Chanoine Heritage dovrebbero offrire gli strumenti per competere sulle dinamiche promozionali del mercato, senza diluire le altre Maison del portafoglio e, possibilmente, migliorare il rapporto stocks/vendite.
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