Quando si usa la parola “contemporaneo” applicata al mondo del vino esite un rischio ben preciso, ovvero quello di confonderla con l’effimero, con il trend che svanisce al cambio di stagione o con un semplice maquillage comunicativo utile a rincorrere i capricci del mercato. Ma la Prima del Valtènesi, andata in scena lo scorso 23 marzo, ha ribadito un concetto diverso e ben più solido.
Essere contemporanei, per il Valtènesi, non è un esercizio di stile, ma una risposta lucida e durevole a un mondo in cambiamento. Non è una moda, ma un’evoluzione del pensiero e della produzione. In un’epoca segnata da mutamenti climatici radicali e trasformazioni culturali profonde, il vino non può più permettersi di essere un mero fenomeno estetico, deve essere l’espressione di uno sguardo nuovo, capace di tradurre la finezza e la sapidità del territorio gardesano in un linguaggio che parla a chi beve oggi, con consapevolezza e senza artifici.
A questa modernità di pensiero si affianca una vocazione che definiremo, finalmente, gastronomica. Rivendicare il valore gastronomico di un vino significa riportarlo alla sua missione originaria: la convivialità. Un vino gastronomico non cerca il protagonismo assoluto né l’autocelebrazione nel calice; cerca il dialogo, l’incontro con il piatto e la capacità di sedersi a tavola come compagno versatile e intelligente. È il recupero di una dimensione umana e quotidiana, dove il vino torna a essere il legante naturale tra il cibo e il piacere di stare insieme. Il Valtènesi incontrato alla “Prima” è esattamente questo, un vino felicemente attuale.
Radici Profonde per un Futuro Rosa: L’Identità Valtènesi
Se oggi parliamo del Valtènesi come di un vino contemporaneo, è perché poggia su fondamenta storiche che risalgono a oltre duemila anni fa. Già in epoca romana queste colline, affacciate su quel “mare interno” che è il Lago di Garda, erano culle di una viticoltura privilegiata. Ma la vera svolta, quella che ha tracciato il solco dell’identità attuale, ha un nome e una data precisi: 1896, Pompeo Molmenti.
Senatore e uomo di cultura, Molmenti ebbe l’intuizione di codificare la vinificazione in rosa, dando vita a quello che divenne celebre come il “Vino di una notte”. Non fu un semplice esperimento, ma un gesto visionario che anticipò di un secolo le tendenze globali. Attraverso la tecnica della svinatura per “alzata di cappello” — un contatto rapidissimo tra mosto e bucce — Molmenti cercava (e trovava) un’eleganza sottile, capace di riflettere la luce e la grazia del paesaggio gardesano.
Al centro di questo ecosistema batte il cuore del Groppello, il vitigno simbolo della zona. È un’uva rara, delicata e orgogliosa, che non si adatta facilmente altrove. La sua buccia sottile richiede cure sartoriali, ma in cambio regala una sapidità minerale e note speziate che sono la firma autentica del terroir.
Oggi, questa eredità è custodita da oltre 100 produttori che formano una comunità coesa. Non parliamo di grandi numeri industriali, ma di una filiera corta e familiare, dove il sapere agricolo si tramanda di generazione in generazione.
Oltre la Tradizione: Il Protocollo Rosé e la Connessione Provenzale
La contemporaneità del Valtènesi si misura anche nella sua capacità di darsi regole rigorose per garantire l’eccellenza. Il recente Protocollo Rosé ha blindato lo stile produttivo, puntando tutto sulla qualità e sulla centralità del Groppello.
Questa maturità ha portato il Valtènesi a dialogare alla pari con i giganti del settore, siglando nel 2022 la Rosé Connection con la Provenza. Un’alleanza strategica tra due territori che condividono la stessa vocazione secolare: dimostrare al mondo che il rosé non è un vino “minore”, ma un’espressione di alta gamma, capace di unire freschezza, longevità e un profondo senso di appartenenza.
Il Valtènesi oggi non è più solo una sottozona della DOC Riviera del Garda Classico; è un faro internazionale del rosé d’autore, il territorio più premiato d’Italia in questa categoria, capace di trasformare la storia in un’emozione liquida e profondamente attuale.
Per chiudere il racconto della Prima del Valtènesi, non potevamo che lasciar parlare i calici. La Masterclass dello scorso 23 marzo è stata un viaggio attraverso diverse sfumature di vino rosa, dove ogni etichetta ha raccontato un pezzetto di territorio, oscillando tra la freschezza dell’ultima vendemmia e la sorprendente capacità di sfidare il tempo.
Ecco il racconto dei sei protagonisti che ci hanno guidato in questa degustazione:
I Protagonisti della Masterclass
Valtènesi DOC 2025 “Anima” – Cantina Bottenago Come suggerisce il nome, questo vino è l’essenza di una famiglia legata alla terra da generazioni. Da uve barbera, marzemino, sangiovese, groppello. Nel bicchiere esplode una sinfonia delicata di piccoli frutti rossi e petali di fiori. Al palato è pura seta: un equilibrio perfetto dove la freschezza dialoga con una morbidezza gentile, lasciando in bocca una scia pulita e vibrante che richiama la sapidità dell’aria di lago.
Valtènesi DOC 2025 “Notterosa” – Pasini Un omaggio alla celebre “vinificazione di una notte”. Da uve groppello gentile (60%) – barbera, marzemino, sangiovese (40%). È un vino che non forza mai la mano, seguendo i ritmi lenti della natura. Il colore è un rosa tenue, quasi timido, che nasconde però un carattere vibrante. Al naso spiccano note delicate di rosa e fiori di campo, mentre al palato colpisce per il suo equilibrio: è un sorso sapido e armonioso, che richiama la piacevolezza tipica dei vigneti che crescono affacciati sul lago.
Valtènesi DOC 2025 “Fontanamora” – Turina Nato in un piccolo anfiteatro naturale perfettamente esposto al sole, il Fontanamora è un ambasciatore di eleganza. La sua particolarità? È un rosa che non ha fretta. Sebbene sia già splendido oggi per la sua ricchezza aromatica, è stato pensato per evolvere, regalando col tempo una complessità e una struttura che pochi rosé possono vantare. Da uve groppello, barbera, sangiovese, marzemino.
Valtènesi DOC 2024 “Rosamara” – Costaripa Qui entriamo nel regno della “lacrima”: si utilizza solo il cuore dell’acino, la parte più nobile. Mattia Vezzola firma un vino che è un’icona contemporanea. Ha un colore perla sottilissimo e un profilo quasi aristocratico: note di pesca, biancospino e melograno si intrecciano in una trama setosa, chiudendosi con quel tipico e affascinante accenno di mandorla amara. Da uve groppello, marzemino, sangiovese, barbera.
Valtènesi DOC 2023 “Antitesi” – Avanzi L’Antitesi sfida i pregiudizi sui tempi del rosé. Da uve 80% groppello e 20% di barbera. Dopo ben 270 giorni di riposo sulle proprie “fecce nobili”, questo vino acquista una profondità e una consistenza uniche. È un calice nitido, agrumato e sapido, che dimostra quanto il Valtènesi possa essere profondo e strutturato pur mantenendo una beva armoniosa e immediata.
Valtènesi DOC 2022 “Lettera C” – Pasini San Giovanni Arriva avvolto in una carta color avorio, come un segreto da proteggere dalla luce. “Lettera C” è pura sperimentazione: groppello in purezza affinato in piccoli contenitori di ceramica (Clayver). È un vino che inizialmente sussurra, quasi timido, per poi aprirsi in note di zagara e mandarino. Un sorso iodato ed elegante che promette di farsi attendere, migliorando anno dopo anno.
Questo percorso di degustazione ha confermato che il Valtènesi ha trovato la sua strada: un vino che sa essere “pop” per la sua piacevolezza, ma “colto” per la tecnica e la storia che porta nel calice.
Valtènesi: The Conscious Evolution of a Contemporary Wine
When using the word “contemporary” in the wine world, there is a specific risk: confusing it with the ephemeral—a passing trend that fades with the season or a simple marketing facelift to chase market whims. However, the Prima del Valtènesi, held on March 23rd, reaffirmed a different and far more solid concept.
For Valtènesi, being contemporary is not a stylistic exercise, but a lucid and lasting response to a changing world. It is not a fad, but an evolution of thought and production. In an era marked by radical climate change and profound cultural transformations, wine can no longer afford to be a mere aesthetic phenomenon. It must be the expression of a new gaze, capable of translating the finesse and sapidity of the Garda territory into a language that speaks to today’s conscious drinker, without artifice.
Alongside this modernity of thought is a vocation we can finally define as gastronomic. Reclaiming the gastronomic value of a wine means returning it to its original mission: conviviality. A gastronomic wine does not seek absolute stardom or self-celebration in the glass; it seeks dialogue, the encounter with the dish, and the ability to sit at the table as a versatile and intelligent companion. It is the recovery of a human and daily dimension, where wine returns to being the natural bond between food and the pleasure of being together. The Valtènesi encountered at the “Prima” is exactly this: a happily current wine.
Deep Roots for a Rosé Future: The Valtènesi Identity
If we speak of Valtènesi today as a contemporary wine, it is because it rests on historical foundations dating back over two thousand years. Already in Roman times, these hills, overlooking that “inland sea” which is Lake Garda, were cradles of privileged viticulture. But the true turning point, which traced the path of its current identity, has a precise name and date: 1896, Pompeo Molmenti.
A senator and man of culture, Molmenti had the intuition to codify rosé winemaking, giving life to what became famous as the “Wine of one night.” It was not a simple experiment, but a visionary gesture that anticipated global trends by a century. Through the technique of svinatura per alzata di cappello—a very rapid contact between must and skins—Molmenti sought (and found) a subtle elegance, capable of reflecting the light and grace of the Garda landscape.
At the heart of this ecosystem beats the soul of Groppello, the symbolic grape variety of the area. It is a rare, delicate, and proud grape that does not easily adapt elsewhere. Its thin skin requires “sartorial” care, but in exchange, it offers a mineral sapidity and spicy notes that are the authentic signature of the terroir. Today, this heritage is guarded by over 100 producers forming a cohesive community. We are not talking about large industrial numbers, but a short and familiar supply chain, where agricultural knowledge is passed down from generation to generation.
Beyond Tradition: The Rosé Protocol and the Provençal Connection
The contemporaneity of Valtènesi is also measured by its ability to set rigorous rules to ensure excellence. The recent Rosé Protocol has locked in the production style, focusing entirely on quality and the centrality of Groppello.
This maturity has led Valtènesi to dialogue as an equal with the giants of the sector, signing the Rosé Connection with Provence in 2022. This is a strategic alliance between two territories sharing the same centuries-old vocation: proving to the world that rosé is not a “minor” wine, but a high-end expression capable of uniting freshness, longevity, and a deep sense of belonging.
To conclude the story of the Prima del Valtènesi, we must let the glasses speak. The Masterclass on March 23rd was a journey through different shades of pink, where each label told a piece of the territory, oscillating between the freshness of the latest harvest and a surprising ability to challenge time.
Masterclass Highlights
Valtènesi DOC 2025 “Anima” – Cantina Bottenago: (Barbera, Marzemino, Sangiovese, Groppello). A symphony of small red fruits and flower petals. On the palate, it is pure silk: a perfect balance where freshness dialogues with a gentle softness, leaving a clean and vibrant trail that recalls the sapidity of the lake air.
Valtènesi DOC 2025 “Notterosa” – Pasini: (Groppello Gentile 60%, Barbera, Marzemino, Sangiovese 40%). A tribute to the “wine of one night.” A wine that never forces its hand, following the slow rhythms of nature. A delicate nose of rose and wildflowers, with a sapid and harmonious sip.
Valtènesi DOC 2025 “Fontanamora” – Turina: (Groppello, Barbera, Sangiovese, Marzemino). Born in a small natural amphitheater, it is an ambassador of elegance. A rosé that is not in a hurry, designed to evolve and reveal complexity over time.
Valtènesi DOC 2024 “Rosamara” – Costaripa: (Groppello, Marzemino, Sangiovese, Barbera). The realm of the “tear” (lacrima): only the heart of the grape is used. An aristocratic profile with notes of peach and hawthorn, closing with a characteristic hint of bitter almond.
Valtènesi DOC 2023 “Antitesi” – Avanzi: (Groppello 80%, Barbera 20%). Challenges prejudices on the longevity of rosé. After 270 days on fine lees, it acquires unique depth and consistency. Sharp, citrusy, and sapid.
Valtènesi DOC 2022 “Letter C” – Pasini San Giovanni: (100% Groppello). Pure experimentation aged in ceramic (Clayver). It whispers notes of orange blossom and mandarin. An elegant, saline sip that promises to improve year after year.
Fonte: http://www.lastanzadelvino.it/feed/
