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Il flusso del tempo e le vigne di Faedo: la separazione consensuale di Pojer e Sandri


Nel 1975 il mondo assisteva a stravolgimenti epocali che avrebbero ridisegnato la geografia politica, tecnologica e culturale del pianeta. Mentre a Seattle due giovani visionari di nome Bill Gates e Paul Allen posavano la prima pietra di una sconosciuta società chiamata Microsoft, destinata a infilare un computer in ogni casa, dall’altra parte del globo la caduta di Saigon decretava la fine ufficiale della drammatica Guerra del Vietnam. L’Italia, dal canto suo, affrontava una singolare quotidianità: la carenza cronica di monete metalliche costringeva le banche a stampare i celebri miniassegni, usati nei negozi persino per pagare il pane, mentre una storica riforma legislativa abbassava la maggiore età da ventuno a ventotto anni, consegnando il diritto di voto a una generazione in fermento. Lo stesso anno veniva tragicamente strappato alla vita Pier Paolo Pasolini sul litorale di Ostia. In questo scenario denso di fratture e sogni, tra i filari arroccati del Trentino, due giovani appassionati legavano i propri cognomi in un destino comune. Mario Pojer e Fiorentino Sandri davano vita al loro sodalizio vitivinicolo.

Pronunciare questi due nomi separatamente appare, a chiunque ami il vino italiano, un esercizio quasi innaturale. Per oltre mezzo secolo l’unione tra l’estro tecnico e la lungimiranza agricola ha rappresentato un pilastro dell’enologia di montagna, un marchio di fabbrica capace di imporre standard qualitativi straordinari e di sdoganare vitigini e distillati ben oltre i confini regionali. Il tempo, tuttavia, non si ferma e accompagna l’evoluzione delle visioni umane. Attraverso un accordo legale e commerciale siglato in forma consensuale, i due storici fondatori hanno formalizzato la divisione delle rispettive quote e attività, concludendo un viaggio imprenditoriale iniziato cinquantun anni fa.

Fiorentino Sandri

Questa decisione non segna la fine di un’identità, bensì lo sdoppiamento di una straordinaria energia creativa in due progetti autonomi. L’azienda di Faedo e San Michele all’Adige manterrà lo storico marchio Pojer e Sandri, preservando intatte le etichette che hanno fatto la storia della cantina e la filosofia produttiva originaria. La continuità aziendale e la custodia del patrimonio viticolo rimangono saldamente nelle mani di Fiorentino Sandri, che guiderà la struttura affiancato da una squadra di comprovata esperienza e dai propri figli, simboli di un ricambio generazionale già pienamente operativo.

Mario Pojer

I vigneti storici compresi tra Faedo e la Val di Cembra, precisamente a Grumes, restano il fulcro produttivo della Pojer e Sandri. La continuità tecnica ed esecutiva è garantita dalla presenza di figure storiche come Michele Sandri, responsabile della cantina da oltre un quarto di secolo e solido punto di riferimento per l’affidabilità stilistica della produzione. Accanto a lui si consolida il ruolo delle nuove leve di famiglia: Elisa Sandri coordina la direzione marketing e commerciale per l’Italia, mentre il fratello Federico si occupa dell’espansione sui mercati internazionali e dello sviluppo delle attività aziendali. Una transizione fluida per una realtà che distribuisce annualmente oltre duecentocinquantamila bottiglie nel mondo, con capisaldi identitari immutati che spaziano dal Müller Thurgau ai raffinati spumanti come il Brut Rosé, fino al rivoluzionario e pionieristico Zero Infinito.

Il nuovo capitolo professionale di Mario Pojer si svilupperà invece proprio tra i ripidi terrazzamenti della Val di Cembra. Qui il celebre enologo proseguirà il proprio cammino personale nel mondo del vino, traducendo la propria inesauribile curiosità e competenza in una nuova dimensione produttiva, accompagnato in questa avventura dalla seconda generazione della sua famiglia. Due strade che si dividono, dunque, ma che continuano a scorrere parallele nel solco dell’eccellenza e della valorizzazione del territorio trentino.

«Il percorso condiviso con Mario Pojer ha rappresentato una parte fondamentale della mia vita personale e professionale», riflette Fiorentino Sandri, guardando al passato con gratitudine e al futuro con determinazione. «Abbiamo costruito insieme qualcosa di importante, partendo da zero e affrontando ogni sfida con passione, curiosità e spirito di sacrificio. Oggi si apre una nuova fase, che affronteremo con la stessa serietà e con la stessa attenzione alla qualità che hanno sempre guidato il nostro lavoro».

Il distacco avviene con il rispetto e la lucidità di chi sa di aver scritto pagine indelebili. La Pojer e Sandri prosegue il proprio viaggio ancorata ai valori di comunità, territorio e qualità espressa dai vini di montagna, dimostrando che anche le separazioni più importanti possono trasformarsi in una fertile occasione di rinnovamento per l’intera cultura enologica italiana.

The Flow of Time and the Vineyards of Faedo: The Consensual Separation of Pojer e Sandri

In 1975, the world was witnessing epochal upheavals that would reshape the political, technological, and cultural geography of the planet. While in Seattle two young visionaries named Bill Gates and Paul Allen laid the foundation stone of an unknown company called Microsoft, destined to place a computer in every home, on the other side of the globe, the fall of Saigon marked the official end of the dramatic Vietnam War. Italy, for its part, faced a peculiar everyday reality: a chronic shortage of metallic coins forced banks to print the famous miniassegni, used in shops even to pay for bread, while a historic legislative reform lowered the age of majority from twenty-one to eighteen, granting voting rights to a generation in turmoil. That same year, Pier Paolo Pasolini was tragically torn from life on the Ostia shore. In this landscape dense with fractures and dreams, among the steep vineyards of Trentino, two young enthusiasts bound their surnames in a shared destiny. Mario Pojer and Fiorentino Sandri brought their winemaking partnership to life.

Pronouncing these two names separately seems, to anyone who loves Italian wine, an almost unnatural exercise. For over half a century, the union between technical flair and agricultural foresight has represented a pillar of mountain enology, a trademark capable of setting extraordinary quality standards and establishing grape varieties and distillates far beyond regional borders. Time, however, does not stand still and accompanies the evolution of human visions. Through a legal and commercial agreement signed consensually, the two historic founders have formalized the division of their respective shares and activities, concluding an entrepreneurial journey that began fifty-one years ago.

This decision does not mark the end of an identity, but rather the splitting of an extraordinary creative energy into two autonomous projects. The winery in Faedo and San Michele all’Adige will retain the historic Pojer e Sandri brand, preserving intact the labels that made the winery’s history and the original production philosophy. Business continuity and the custody of the viticultural heritage remain firmly in the hands of Fiorentino Sandri, who will lead the structure supported by a team of proven experience and by his children, symbols of a generational handover already fully operational.

The historic vineyards stretching between Faedo and the Cembra Valley, precisely in Grumes, remain the production core of Pojer e Sandri. Technical and operational continuity is guaranteed by the presence of historical figures such as Michele Sandri, head of the cellar for over a quarter of a century and a solid point of reference for the stylistic reliability of the production. Alongside him, the role of the younger generation of the family is consolidating: Elisa Sandri coordinates the marketing and commercial direction for Italy, while her brother Federico handles expansion into international markets and the development of corporate activities. A fluid transition for a company that distributes over 250,000 bottles annually worldwide, with unaltered identity cornerstones ranging from Müller Thurgau to refined sparkling wines like Brut Rosé, up to the revolutionary and pioneering Zero Infinito.

The new professional chapter of Mario Pojer will instead develop right among the steep terraces of the Cembra Valley. Here, the famous enologist will continue his personal journey in the wine world, translating his inexhaustible curiosity and expertise into a new production dimension, accompanied in this adventure by the second generation of his family. Two paths that diverge, therefore, but continue to run parallel in the wake of excellence and the enhancement of the Trentino territory.

“The journey shared with Mario Pojer has represented a fundamental part of my personal and professional life,” reflects Fiorentino Sandri, looking back with gratitude and forward with determination. “Together we built something important, starting from scratch and facing every challenge with passion, curiosity, and a spirit of sacrifice. Today a new phase opens, which we will face with the same seriousness and the same attention to quality that have always guided our work.”

The parting occurs with the respect and clarity of those who know they have written indelible pages. Pojer e Sandri continues its journey anchored to the values of community, territory, and quality expressed by mountain wines, demonstrating that even the most significant separations can turn into a fertile opportunity for renewal for the entire Italian wine culture.


Fonte: http://www.lastanzadelvino.it/feed/

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