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    Maìa di Siddùra firma l’en plein nelle guide più autorevoli d’Italia

    Per Siddùra, il 2025 prosegue sotto il segno dell’eccellenza. Maìa, il Vermentino di Gallura DOCG Superiore simbolo della cantina, ottiene un autentico en plein nelle più autorevoli guide italiane del vino, conquistando i Cinque Grappoli Bibenda e la Top 300 di Vinibuoni d’Italia. Un risultato che conferma il livello qualitativo raggiunto da Maìa, già insignito dei Tre Bicchieri Gambero Rosso e del titolo di Miglior Vermentino d’Italia, e che rafforza il posizionamento di Siddùra tra le eccellenze enologiche italiane.I Cinque Grappoli Bibenda: la conferma della qualità assoluta. Il massimo riconoscimento della Fondazione Italiana Sommelier (FIS), i Cinque Grappoli Bibenda, rappresenta una delle più alte attestazioni di qualità nel panorama vitivinicolo nazionale. Ogni anno la FIS seleziona, tra decine di migliaia di campioni, solo i vini capaci di distinguersi per coerenza, profondità e capacità di emozionare. Con questo premio, Maìa entra a pieno titolo tra le etichette che incarnano l’equilibrio perfetto tra identità territoriale e raffinatezza stilistica.
    Vinibuoni d’Italia: Maìa nella Top 300 delle eccellenze italiane. Alla conferma di Bibenda si affianca il riconoscimento della guida Vinibuoni d’Italia 2026, curata da Mario Busso e Alessandro Scorsone, che ha assegnato a Maìa la Corona, massimo titolo per i vini da vitigni autoctoni italiani. Su oltre 35.000 campioni degustati, solo 730 hanno ottenuto la Corona. Maìa si è spinto oltre, superando una super selezione nazionale che ha portato il Vermentino di Siddùra nella Top 300, la ristretta cerchia dei vini considerati i migliori in assoluto. Un risultato che premia non solo la qualità tecnica, ma anche la capacità espressiva e la fedeltà al territorio. A completare il quadro, Maìa ha ricevuto anche la Corona “Oggi le Corone le decido io”, assegnata da commissioni speciali composte da giornalisti, sommelier e winelover: un riconoscimento che unisce il giudizio degli esperti all’emozione di chi vive il vino con passione autentica. Un premio che restituisce al vino il valore più umano e universale, quello della condivisione.
    La qualità come cifra distintiva. Per Siddùra, questi nuovi premi rappresentano il coronamento di un percorso fondato sulla ricerca della qualità, sulla valorizzazione del territorio e sull’identità come cifra distintiva. “Essere riconosciuti dalle guide più autorevoli del Paese – afferma Mattia Piludu, direttore generale di Siddùra – è per noi motivo di grande orgoglio. Soprattutto è una conferma che la nostra filosofia – produrre vini di qualità, autentici ed eleganti – continua a parlare una lingua universale”.
    Con i Cinque Grappoli Bibenda e l’ingresso nella Top 300 di Vinibuoni d’Italia, Maìa consolida la propria posizione tra i Vermentini di Gallura più premiati e apprezzati di sempre, confermando Siddùra come una delle realtà di riferimento nel panorama vitivinicolo nazionale. More

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    Lungarotti brinda con la Sir Volley di Perugia

    Una cena con i campioni d’Europa della SIR Volley Perugia accompagnata dai vini Lungarotti, che da due anni è sponsor tecnico della squadra. Giovedì 23 ottobre, nella lounge del Pala BartonEnergy di Perugia, i giocatori e tutto la staff della SIR Volley hanno brindato con i vini del Progetto 62 lanciato quest’anno da Lungarotti. Durante la cena, Chiara Lungarotti, amministratore delegato della storica azienda vitivinicola di Torgiano che, in qualità di sponsor tecnico, fornisce il vino per gli eventi che coinvolgono la squadra, ha illustrato il Progetto 62 che prende il nome dalla prima annata del Rubesco e Torre di Giano, le due etichette simbolo create da Giorgio Lungarotti nel 1962 e oggi rivisitate nella forma e nella sostanza. I nuovi Rubesco 62 e Torre di Giano 62 sono un rosso 100% Sangiovese e un bianco a base di Trebbiano e Grechetto, freschi, immediati e trasversali, pensati per raccontare l’Umbria e il suo carattere. Durante tutta la stagione di campionato, i vini verranno serviti in esclusiva ai tifosi che hanno accesso alla lounge.“La pallavolo italiana sia maschile che femminile – ha dichiarato Chiara Lungarotti, – sta vivendo un momento d’oro che contribuisce ad alimentare l’interesse e la passione per il nostro Paese e per il made in Italy di cui il vino rappresenta un elemento importante. Come azienda, come famiglia, come interpreti di una regione unica, sentiamo il dovere e l’orgoglio di raccontare la nostra terra. E lo facciamo attraverso vini senza tempo, autentici, capaci di parlare alle nuove generazioni. I ragazzi della SIR volley Perugia fanno lo stesso con il loro talento, l’impegno e la voglia di vincere. Grazie a loro l’Italia della pallavolo è davvero sul tetto del mondo”.
    “Siamo felici di essere qui con la famiglia Lungarotti – ha dichiarato Gino Sirci, Presidente SIR Susa Scai Perugia – che ha organizzato per noi questo momento conviviale molto bello accompagnato dai vini dell’azienda: autentiche eccellenze umbre apprezzate in tutto il mondo. La famiglia Lungarotti ci segue con calore da due anni e per questo noi li ringraziamo di cuore”.
    Alla serata era presente la squadra della SIR Volley Perugia al completo, inclusi i campioni del mondo Simone Giannelli e Roberto Russo e lo schiacciatore Yuki Ishikawa, capitano della nazionale giapponese, amatissimo anche in Italia.
    Lungarotti brinda con la Sir Volley di Perugia
    Lungarotti, storica realtà vitivinicola dell’Umbria, ha contribuito a scrivere la storia del vino italiano nel mondo. Fu Giorgio Lungarotti, nel dopoguerra, a trasformare l’azienda agricola di famiglia a Torgiano, in una cantina di successo. Una storia che oggi continua nelle tenute di Torgiano e Montefalco, grazie all’impegno, la passione e la competenza di 3 generazioni della famiglia. Con il Progetto 1962, lanciato nel 2025, è iniziato un nuovo ciclo dell’azienda che torna alle sue radici per raccontare una nuova contemporaneità. La visione del Progetto 62, che prende il nome dalla prima annata del Rubesco e Torre di Giano, le due etichette simbolo rivisitate nella forma e nella sostanza, è chiara e ambiziosa: portare l’Umbria e il suo stile di vita lento nel mondo proponendo vini intramontabili e territoriali. Tra i pilastri dell’azienda, l’enoturismo e la promozione della cultura del vino, dell’olio e del patrimonio artistico attraverso il  Museo del Vino – MUVIT  e il  Museo dell’Olivo e dell’Olio – MOO di Torgiano.www.lungarotti.it More

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    Al Museo del Vino di Torgiano inaugurata la mostra “Vino, dono degli Dei”

    Tesori inediti dal Lazio all’Umbria sotto il segno degli Etruschi: circa sessanta reperti archeologici provenienti dalla Tomba 58 della Necropoli dell’Osteria a Vulci sono visibili per la prima volta al Museo del Vino – MUVIT di Torgiano. Preziosi ritrovamenti che sono stati presentati venerdì 24 ottobre, presso la Sala Sant’Antonio, da autorevoli esponenti nel campo della ricerca e della tutela, tra cui Carlo Casi della Fondazione Vulci, Simona Carosi della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale, e Lorenzo Lepri per la Fondazione Lungarotti.La scoperta della Tomba 58 è avvenuta nel corso della campagna di scavo della Fondazione Vulci a cura della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale. L’apertura del sepolcro, avvenuta nell’ottobre del 2023, ha portato alla luce un patrimonio inviolato da oltre 2600 anni costituito da anfore, olle e pithoi ad impasto, vasellame in bucchero e in ceramica etrusco-corinzia, coppe, oggetti in ferro, oltre a manufatti in bronzo. Tra questi, anche un calderone con i resti di un grappolo d’uva, le cui analisi di laboratorio lasciano ipotizzare che il vitigno fosse un “antenato” del Sangiovese, confermando il profondo radicamento in Italia centrale di questa varietà. Tra le anfore contenenti tracce di vino, desta particolare attenzione una che riporta l’iscrizione “io (sono) di Velχa Felusna”, una sorta di primordiale “etichetta” che indica la proprietà della cantina o comunque di quella partita di vino.
    Il vasto e prezioso corredo racconta il rituale del banchetto funebre etrusco e il ruolo fondamentale del vino nelle libagioni e nei sacrifici in offerta agli dèi, oltre che di viatico per l’aldilà, simbolo di continuità tra i vivi e i morti e medium tra le due dimensioni.
    “Siamo orgogliosi di aver contribuito al restauro e alla valorizzazione di questi importanti reperti archeologici rinvenuti a Vulci – dichiara Teresa Severini, a capo della Fondazione Lungarotti – ma soprattutto siamo felici di esporli in anteprima assoluta al Museo del Vino. Si tratta di manufatti naturalmente legati all’anima del museo che propongono ulteriori approfondimenti sulla civiltà etrusca, il vino e il simposio. Un ringraziamento corale a chi ha permesso la realizzazione di questo rilevante progetto”.
    “Dopo il caso della Tomba delle Mani d’argento – dichiara Simona Carosi della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale – grazie alla Fondazione Lungarotti riproponiamo la filiera che dalla scoperta archeologica giunge alla ricerca, alle analisi, alla valorizzazione del nostro patrimonio, in una collaborazione attiva tra pubblico e privato, tra passato e presente”.
    La Tomba, maschile, è databile alla fine del VII secolo a.C. ed è indicativa di un elevato ceto sociale, offrendo ulteriori informazioni storiche sull’aristocrazia etrusca e sul significato attribuito al simposio quale affermazione di status e potere anche nella vita ultraterrena. La centralità del vino nei simposi tra élite in Etruria, dove a differenza della Grecia le donne partecipavano, è testimoniata dai dipinti rinvenuti sulle pareti delle sepolture che, unitamente ai raffinati corredi funebri, diventano importanti mezzi conoscitivi. Dono degli dèi, il vino unisce mondi, civiltà, miti, culture mantenendo il suo carattere divino.
    La mostra, che rimarrà aperta fino al 5 luglio 2026, è stata realizzata nell’ambito del progetto “TraMusei” della Fondazione Lungarotti che identifica una rete di collaborazione e sinergia tra diverse strutture museali, grazie al contributo della Direzione Generale Biblioteche e istituti culturali del Ministero della cultura.
    Il Museo del Vino di Torgiano – MUVIT
    Nato a sostegno dell’economia vitivinicola umbra e nazionale nell’intento di preservare e promuovere il patrimonio storico, artistico e paesaggistico della civiltà del vino, il MUVIT viene aperto al pubblico il 23 aprile del 1974, nella suggestiva notte di San Giorgio, tradizionalmente caratterizzata dall’accensione di falò propiziatori tra le vigne. Polo museale multidisciplinare creato da Maria Grazia e Giorgio Lungarotti, fu tra i primi del settore in Europa e ben presto è divenuto “motore” di un sistema di promozione territoriale e turistica incentrato su vino, cultura, ospitalità, sostenibilità. Un racconto trasversale sul vino, analizzato nelle sue diverse angolazioni e valenze simboliche attraverso collezioni archeologiche, artistiche e tecniche che illustrano cinquemila anni di storia e cultura della vite e del vino, in legame costante tra antico e contemporaneo, passato e presente con proiezione al futuro e alle giovani generazioni. More

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    Oltre 1 milione e 100mila € in beneficenza: nuovo record per Barolo en primeur

    Si chiude con un nuovo record la quinta edizione di Barolo en Primeur, l’asta benefica internazionale al Castello di Grinzane Cavour promossa da Fondazione CRC e Fondazione CRC Donare ETS con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, che quest’anno per la prima volta raccoglie 1.108.300€ già nella serata principale, destinati a progetti sociali e culturali in Italia e nel mondo. Dopo i 666 mila € nel 2021, i 834 mila € nel 2022, i 877 mila € nel 2023 e il milione e 27mila € nel 2024, in cinque anni l’asta arriva così a un risultato complessivo di 4.512.300 € per quasi un centinaio di progetti in campo no profit. A tale somma si aggiungerà la beneficenza collegata al quindicesimo e ultimo lotto, che sarà protagonista il 9 novembre all’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, trasmessa in diretta con Hong Kong.Sotto il martelletto di Cristiano De Lorenzo, direttore di Christie’s Italia, sono stati battuti, in live streaming con la sede di Christie’s a New York e dal 67 Pall Mall di Londra, 14 lotti a cui sono abbinate altrettante barrique di Barolo Gustava, vinificate separatamente dall’enologo Donato Lanati in base alla parcellizzazione della vigna per esposizione, altitudine ed età delle viti, che daranno origine a 270 bottiglie ciascuna, a fine dei 38 mesi minimi di invecchiamento previsti dal disciplinare. Accanto a queste, oltre 80 cantine del Consorzio hanno contribuito donando i propri vini, riuniti in 8 lotti comunali che rappresentano 11 comuni simbolo della denominazione, per un totale di 914 bottiglie, pari a circa 925 litri, tra formati standard, magnum, jéroboam e réhoboam. A questi, si è aggiunto lo speciale lotto a cui è abbinato il Tonneau di Vigna Gustava, 400 litri di Barolo aggiudicati per 360.000€. Complessivamente, Barolo en Primeur ha così quest’anno messo all’asta 5.525 litri di Barolo e Barbaresco, raccogliendo beneficenza dall’Italia, dagli USA e dall’Inghilterra.Grazie alla beneficenza raccolta, si potranno sostenere diversi progetti benefici ognuno associato a un lotto, che spaziano dal recupero di edifici storici alla promozione dell’arte e della cultura, dal sostegno alle persone con disabilità alla ricerca medica, fino all’educazione dei più giovani, alle borse di studio, alla crescita del sistema di welfare e all’assistenza alle madri in difficoltà. Per quanto riguarda gli otto lotti comunali, il ricavato di quattro sarà destinato a sostenere la Scuola Enologica di Alba e altri progetti del territorio, mentre i restanti quattro saranno devoluti a progetti benefici scelti direttamente dagli aggiudicatari.
    La serata è stata scandita dal comico Federico Basso che con i suoi interventi ironici ha offerto un tocco di leggerezza e riflessione. Ogni bottiglia verrà invece contrassegnata dall’etichetta d’artista “self-devouring figure” di Giulia Cenci, un autoritratto ibrido a matita che riflette sui temi di identità, nutrimento e metamorfosi, in consonanza con i valori di dono e trasformazione di Barolo en Primeur.
    Novità di quest’anno, il tag NFC di certificazione digitale “Autentico NFC”, sviluppato da Tesisquare attraverso il suo IoT Competence Center Elision in collaborazione con la PMI innovativa Autentico Srl. Applicato in modo invisibile sotto l’etichetta, il tag conterrà un codice univoco e crittografato, impossibile da clonare, garantendo origine, tracciabilità e integrità di ogni bottiglia. Attraverso la scansione con uno smartphone, si potrà accedere a una scheda digitale con tutte le informazioni di tracciabilità, alle note enologiche di Donato Lanati, al giudizio en primeur di Antonio Galloni e a una webcam live sulla Vigna Gustava e sul Castello di Grinzane Cavour. Inoltre, grazie alla collaborazione con Fieramente Srl, azienda italiana specializzata nel trasporto di vini di pregio, la consegna delle bottiglie donate con l’asta avverrà senza costi di spedizione per gli acquirenti, assicurando un servizio globale e puntuale.
    “Superare di così tanto il milione di euro è un risultato straordinario” commenta Mauro Gola, Presidente di Fondazione CRC. “Questa quinta edizione di Barolo en Primeur sancisce il successo di un percorso iniziato nel 2021, che continua a crescere in autorevolezza e partecipazione. La forza del progetto risiede nella sua formula: l’idea di associare ogni donazione a una singola barrique ha reso la solidarietà un gesto concreto e accessibile, capace di coinvolgere un pubblico sempre più ampio. È un modello che unisce in modo virtuoso eccellenza enologica e responsabilità sociale, rafforzando il legame tra il vino e la comunità che lo produce”.
    “È straordinario vedere come Barolo en Primeur cresca anno dopo anno, diventando non solo un evento enologico di riferimento, ma un vero e proprio simbolo di solidarietà e partecipazione collettiva” così Giuliano Viglione, Presidente di Fondazione Donare ETS. “I risultati di questa quinta edizione lo confermano: Barolo en Primeur è ormai un appuntamento cardine del calendario della solidarietà italiana e internazionale, riconosciuto e atteso da chi crede che il vino possa essere un veicolo di bene, di cultura e di sviluppo. Il valore di questo progetto risiede nella sua capacità di unire il territorio a una visione globale: le Langhe restano il cuore pulsante, ma i benefici si estendono ben oltre i confini locali, generando opportunità concrete per le persone e le comunità. È un modello virtuoso di filantropia territoriale che parte da un grande vino, ma arriva molto più lontano, costruendo relazioni, fiducia e futuro”.
    “Il successo di questa quinta edizione di Barolo en Primeur non nasce solo dalla generosità di chi sceglie di donare, ma soprattutto dalla forza e dalla qualità straordinarie di due vini unici come il Barolo e il Barbaresco” commenta Sergio Germano, presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. “È grazie a questi ambasciatori riconosciuti in tutto il mondo che abbiamo costruito un progetto che coniuga eccellenza e solidarietà. L’introduzione dell’en primeur rappresenta così un’evoluzione importante: una modalità di promozione e valorizzazione dei nostri vini che dobbiamo continuare a coltivare e far crescere. Barolo en Primeur è oggi una vetrina internazionale in costante espansione, capace di mettere le Langhe in dialogo con mercati e collezionisti di tutto il mondo, rafforzando la reputazione globale del nostro vino e del nostro territorio”. More

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    Vendemmia 2025: si preannuncia un’annata promettente

    L’azienda Grosjean Vins ha terminato da qualche giorno la raccolta che si preannuncia una vendemmia interessante nonostante le maturazioni anticipate, con fissazioni del colore vivaci e belle, un’APA perfetta (azoto prontamente assimilabile) e con qualche temporale di settembre che ha però certamente aiutato a mantenere le gradazioni alcoliche nella norma. Un processo pressoché perfetto per arrivare con uva sana e pronta per essere portata in cantina.Hervé Grosjean, produttore e titolare – insieme ai suoi cugini – della nota azienda valdostana racconta: “Dopo una primavera relativamente piovosa con un inizio abbastanza normale – in termini di temperature -, il mese di aprile non è stato troppo precoce e, di conseguenza, anche il germogliamento è stato in equilibrio. A giugno, si è purtroppo verificata un’intensificazione di rovesci (come nel 2024) ma che fortunatamente si sono però interrotti nell’arco di qualche settimana”.
    Grazie però all’esperienza e alla consapevolezza che il periodo della fioritura è un momento molto delicato, l’azienda ha lavorato in modo intenso e preciso sulla parte agronomica con aperture, sfogliature, atomizzatori, accompagnando le vigne in questa fase cruciale e mantenendole sane, integre. Successivamente è iniziato un periodo di totale assenza di piogge che si è protratto per quasi 70 giorni.
    Fortunatamente poi il mese di luglio ha regalato un clima mite, fresco (forse il più fresco degli ultimi 10 anni) e ciò ha permesso alla pianta di lavorare in maniera perfetta e costante durante tutta l’estate senza affrontare momenti di grande stress dovuti a un eccesso di calore. In più, l’azienda, disponendo di un’irrigazione d’emergenza, ha potuto monitorare la situazione che si è mantenuta ben bilanciata.
    Conclude: “Sicuramente le tempistiche sono state strette e concitate ma siamo riusciti a mantenere il passo, portando a termine un’annata sicuramente molto incalzante ma allo stesso tempo anche molto elegante”.
    E, a coronare questo 2025, Grosjean celebra le 40 vendemmie di Petite Arvine: un traguardo unico in Valle d’Aosta, che testimonia l’impegno e la visione dell’azienda nella valorizzazione di questo vitigno che trova in questa regione una forte identità e un’autentica espressione.
    GROSJEAN La cantina valdostana è una storica realtà enoica che da sempre coniuga storia e tradizione, creatività e innovazione. Prende vita agli inizi degli anni ’60 sotto la guida di nonno Dauphin che decide di investire nell’attività vinicola e imbottiglia il proprio Ciliegiolo presentato con successo all’”Exposition des Vins du Val d’Aoste” nel 1968. Negli anni ’80 ha inizio un processo di valorizzazione dei vari vigneti di proprietà. Nel 2000 viene inaugurata la nuova cantina. Grosjean Vins è la prima azienda in Valle d’Aosta a compiere questo passo, quasi dieci anni in anticipo sulle altre realtà locali. Il “fattore umano”, l’amore per il proprio lavoro e per la propria terra rappresentano gli elementi fondamentali sui cui negli anni si è consolidata l’identità aziendale. Oggi a guidarla è la terza generazione, i giovani Hervé, Didier, Simon e Marco. More

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    Bosca lancia il suo primo vino fermo no alcol

    Il nuovo vino dealcolato rosso fermo, inserito nella linea “Luigi Bosca”, rappresenta un’ulteriore evoluzione dell’attività di ricerca e sviluppo su no e low alcol, che Bosca ha intrapreso oltre 30 anni fa. La casa spumantiera di Canelli è stata tra le prime realtà al mondo a porre l’attenzione su questo segmento di mercato che, ad oggi, è in continua evoluzione e sviluppo. Una scelta che affonda le radici nel DNA del brand circa alla volontà di valorizzare e ripensare il vino in chiave più inclusiva.
    Grazie all’evoluzione delle tecniche di produzione e al know-how pluriennale, è stato possibile proporre un’alternativa di vino no alcol capace di esprimere al meglio l’esperienza aziendale di oltre 190 anni nel mondo vitivinicolo. L’ultima novità è la prima variante no alcol sui vini fermi creata da Bosca e si affianca alle proposte nella categoria “Bollicine”: lo storico Toselli e Zero, il primo No Alcol secco di Bosca, lanciato sul mercato nella primavera di quest’anno.
    Il canale distributivo è quello Ho.re.ca e il prodotto è acquistabile anche sul sito Bosca.it.
    VINO DEALCOLATO ROSSO
    “Luigi Bosca”
    Colore: rosso rubino con riflessi violacei.
    Sentori: frutti rossi, ciliegia, note fresche.
    Sapore: Gradevolmente acidulo, leggero e beverino, ma senza perdere in pienezza. Intensamente persistente al palato.
    Gradazione: 0% di alcol – servire a 10 – 12 C°.
    Prezzo al pubblico: 14,00 euro More

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    Collemattoni (Montalcino, SI) presenta il Bilancio di Sostenibilità 2024: tradizione e responsabilità ambientale

    L’azienda agricola Collemattoni, a Montalcino, presenta il suo Bilancio di Sostenibilità 2024, un documento che racconta l’impegno costante verso un modello produttivo rispettoso dell’ambiente, delle persone e del territorio. Redatto secondo le linee guida del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e le normative europee vigenti, il bilancio segna un passo importante nel percorso di trasparenza e responsabilità sociale dell’azienda, avviato già da tempo.
    La realizzazione del documento è stata possibile grazie alle competenze dello Spoke 9 del Programma Agritech Center, coordinato dal Santa Chiara Lab dell’Università di Siena e finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca nell’ambito del PNRR.
    Situata nel cuore di Sant’Angelo in Colle, nel versante sud di Montalcino, Collemattoni è un’azienda storica che coltiva 13 ettari di Sangiovese in regime biologico dal 2009, producendo Brunello e Rosso di Montalcino che raccontano l’identità del territorio.
    L’azienda investe costantemente in autonomia energetica e riduzione dell’impatto ambientale: oggi l’80% del fabbisogno della cantina è coperto da biomassa e pannelli fotovoltaici, mentre un sistema di recupero delle acque piovane e l’irrigazione di precisione limitano gli sprechi idrici. In vigna, il sovescio, l’inerbimento e l’uso di prodotti naturali rigenerano i suoli e favoriscono la biodiversità. Sul fronte della governance, Collemattoni ha adottato un codice di condotta e un protocollo di acquisto sostenibile rivolto ai fornitori locali, mentre un piano quinquennale punta all’eliminazione completa dei combustibili fossili entro il 2030. Il personale partecipa a percorsi formativi su agronomia biologica avanzata, sicurezza e resilienza al clima. Allo stesso tempo, interventi mirati in vigneto, come fasce verdi per impollinatori e nidi per insetti utili, promuovono l’equilibrio ecologico.
    “Con questo bilancio vogliamo raccontare in modo trasparente il nostro percorso di crescita responsabile – spiega Marcello Bucci, titolare dell’azienda –. Per noi l’utilizzo di pratiche a basso impatto non è una moda, ma un valore fondante che guida ogni scelta, dalla vigna alla bottiglia.” 
    Collemattoni conferma così la propria visione: un’azienda radicata nella storia di Montalcino ma proiettata verso il futuro, grazie a scelte virtuose, innovazione e collaborazione con il mondo della ricerca. More

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    La Festa del Picchio Rosso è alle porte!

    L’appuntamento è fissato per sabato 8 e domenica 9 novembre presso la Cantina Valtidone di Borgonovo, dove anche quest’anno andrà in scena un ricco calendario di iniziative dedicate al territorio e alla convivialità. La due giorni proporrà laboratori creativi per grandi e piccoli, intrattenimento, visite guidate alla cantina e uno stand gastronomico con piatti tipici piacentini abbinati ai vini dell’azienda. L’enoteca rimarrà aperta per tutta la durata dell’evento, con orario continuato dalle 9.00 alle 19.00, offrendo la possibilità di degustare e acquistare le etichette della Cantina.
    Protagonista della festa sarà il Novello Picchio Rosso, primo vino imbottigliato della vendemmia 2025, simbolo di una nuova stagione produttiva. I visitatori potranno inoltre assaggiare le numerose referenze della cantina e acquistare l’elegante Arvange Spumante Metodo Classico Pas Dosé, premiato con i Tre Bicchieri del Gambero Rosso.
    Il programma si aprirà sabato mattina alle ore 10.30 con l’inaugurazione ufficiale e la cerimonia di premiazione del Concorso per le Scuole “60 Vendemmie in un’etichetta”, alla presenza del professor Luigi Cavanna per Amop. Come da tradizione, l’intero ricavato della manifestazione sarà destinato alla nota associazione piacentina. Nel pomeriggio, spazio alla creatività con i laboratori firmati Master Kids, alla personalizzazione artistica delle bottiglie e alle visite guidate in cantina, pensate per far conoscere da vicino la realtà produttiva di Cantina Valtidone.
    La giornata di domenica inizierà nuovamente alle 10.30, sempre con Master Kids, questa volta in versione “piccoli chef”, mentre nel pomeriggio sarà possibile partecipare, su prenotazione, al tour dei vigneti con degustazione in vigna, con partenza alle ore 15.00. Alle 15.30, la compagnia Comic Club animerà il pubblico con uno spettacolo di cabaret.
    A concludere entrambi i pomeriggi sarà il tradizionale taglio della torta Picchio Rosso, momento simbolico della festa, pensato per condividere un brindisi e celebrare insieme la nuova annata.
    Cantina Valtidone rinnova così il suo invito alla comunità e agli appassionati: due giornate di vino, gusto e allegria, per riscoprire il piacere dello stare insieme. More