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    Vinitaly Design Award cresce ancora: 4 nuove categorie e debutto di Vinitaly Design Experience

    Vinitaly Design Award cresce ancora e per la 29^ edizione di quest’anno amplia le categorie con quattro nuove sezioni di candidatura del concorso dedicato al packaging di vini, distillati, birre e oli extravergini di oliva e che dal 2025 raggiunge, così, complessivamente 20 riconoscimenti.Entrano a far parte del regolamento ufficiale i premi Concept (progetti che esplorano nuovi linguaggi di design), Illustrated Wines (packaging con illustrazioni esclusive che raccontano storie), Restyling Wines (evoluzioni creative tra il “prima” e il “dopo”) e Timeless Wines (icone che hanno lasciato un’impronta indelebile nel mondo del design). A valutare i progetti – dalla bottiglia alla chiusura, dalla capsula all’etichetta e controetichetta, fino a sigilli e all’imballo secondario -, sarà una giuria tecnica composta da 30 esperti (cinque in più rispetto all’anno scorso) guidata dal designer pluripremiato Mario Di Paolo, confermato per il secondo anno alla direzione artistica del Premio di Vinitaly.
    Da oggi e fino al 23 febbraio si potranno candidare le aziende ma anche le agenzie creative italiane ed estere, a condizione che i progetti si riferiscano a prodotti di imprese domestiche. Saranno altresì ammessi progetti di aziende produttrici straniere purché concepiti da designer italiani.
    Tra le altre novità, debutta quest’anno la Vinitaly Design Experience, un progetto di formazione e aggiornamento tecnico in programma il 4 aprile 2025. Professionisti del settore enogastronomico e studenti delle più importanti scuole di design e comunicazione potranno partecipare a workshop e conferenze tenute da esperti di standing internazionale per esplorare le nuove tendenze di packaging design, comunicazione visiva e branding. Lo scopo è quello di ispirare i professionisti del presente e del futuro a lavorare in uno dei settori che più generano valore in Italia e contribuiscono alla diffusione del Made in Italy nel mondo.
    Per quanto riguarda i prodotti, sono ammesse a partecipare le seguenti tipologie: White Wines, Red Wines, Rosé Wines, Sparkling Wines, Fine Wines, Gdo Wines, Concept, Aromatized Wines/Cocktail Base/Soft Alcool/No Alcool, Liqueur Wines, Series Wines, Limited Edition, Private Label, Clear Spirits, Dark Spirits, Secondary Pack, Extra Virgin Olive Oils, Beers. Per ogni categoria saranno assegnati 4 trofei Vinitaly Design Award: Black, Gold, Silver e Bronze. Verranno, inoltre, conferiti 11 premi speciali, tra cui “Best in Show” e “Agency of the Year”.
    I vincitori del 29° Vinitaly Design Award saranno svelati e proclamati sabato 5 aprile nel corso dell’evento di gala dedicato alla consegna dei trofei, presso il Teatro Ristori di Verona.
    Comitato tecnico-scientifico: Mauro Cobelli e Marco Giuri (Avvocati), Paolo Brogioni (Direttore Assoenologi), Luca Fois (Designer e docente) e Chiara Tomasi (Designer ed esperta di packaging).
    Giuria: Antonella Andriani (VP ADI), Zeno Bersanetti (Art Director NSG), Camilla Gatti (Design Director CBA), Maricetta Gianfalla (Creative Director Alias), Gianluca Invernizzi (Design Director Smith Lumen), Nicola Mincione (Partner RBA), Simonetta Doni (Fondatrice e CEO di Doni e Associati), Papi Frigerio (Design Director Robilant Associati), Francesco Voltolina (Designer e artista), Juan Mantilla (Creative Director Kiko), Stefano Torregrossa (Direttore Creativo O,Nice! Design Studio), Dario Frattaruolo (Direttore Creativo Dario Frattaruolo Design), Andrea Basile (Direttore Creativo Basile ADV), Jana Kokrhanek (CEO Luxoro), Michela Pibiri (Editor in Chief PrintLovers), Leila Salimbeni (Direttore Spirito DiVino), Alessandro Regoli (Direttore WineNews), Fabio Piccoli (Direttore WineMeridian), Giuseppe Roberto Biagetti (Direttore ISIA), Fulvio Ravagnani (Direttore Scuola di Comunicazione IED) Giulia Corcos (Sales Director Tannico), Alessandro Rossi (Category Manager Wines Partesa), Daniele Colombo (Category Manager W&S Esselunga). More

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    Vinitaly Design Award cresce ancora: 4 nuove categorie e debutto di Vinitaly Design Experience

    Vinitaly Design Award cresce ancora e per la 29^ edizione di quest’anno amplia le categorie con quattro nuove sezioni di candidatura del concorso dedicato al packaging di vini, distillati, birre e oli extravergini di oliva e che dal 2025 raggiunge, così, complessivamente 20 riconoscimenti.Entrano a far parte del regolamento ufficiale i premi Concept (progetti che esplorano nuovi linguaggi di design), Illustrated Wines (packaging con illustrazioni esclusive che raccontano storie), Restyling Wines (evoluzioni creative tra il “prima” e il “dopo”) e Timeless Wines (icone che hanno lasciato un’impronta indelebile nel mondo del design). A valutare i progetti – dalla bottiglia alla chiusura, dalla capsula all’etichetta e controetichetta, fino a sigilli e all’imballo secondario -, sarà una giuria tecnica composta da 30 esperti (cinque in più rispetto all’anno scorso) guidata dal designer pluripremiato Mario Di Paolo, confermato per il secondo anno alla direzione artistica del Premio di Vinitaly.
    Da oggi e fino al 23 febbraio si potranno candidare le aziende ma anche le agenzie creative italiane ed estere, a condizione che i progetti si riferiscano a prodotti di imprese domestiche. Saranno altresì ammessi progetti di aziende produttrici straniere purché concepiti da designer italiani.
    Tra le altre novità, debutta quest’anno la Vinitaly Design Experience, un progetto di formazione e aggiornamento tecnico in programma il 4 aprile 2025. Professionisti del settore enogastronomico e studenti delle più importanti scuole di design e comunicazione potranno partecipare a workshop e conferenze tenute da esperti di standing internazionale per esplorare le nuove tendenze di packaging design, comunicazione visiva e branding. Lo scopo è quello di ispirare i professionisti del presente e del futuro a lavorare in uno dei settori che più generano valore in Italia e contribuiscono alla diffusione del Made in Italy nel mondo.
    Per quanto riguarda i prodotti, sono ammesse a partecipare le seguenti tipologie: White Wines, Red Wines, Rosé Wines, Sparkling Wines, Fine Wines, Gdo Wines, Concept, Aromatized Wines/Cocktail Base/Soft Alcool/No Alcool, Liqueur Wines, Series Wines, Limited Edition, Private Label, Clear Spirits, Dark Spirits, Secondary Pack, Extra Virgin Olive Oils, Beers. Per ogni categoria saranno assegnati 4 trofei Vinitaly Design Award: Black, Gold, Silver e Bronze. Verranno, inoltre, conferiti 11 premi speciali, tra cui “Best in Show” e “Agency of the Year”.
    I vincitori del 29° Vinitaly Design Award saranno svelati e proclamati sabato 5 aprile nel corso dell’evento di gala dedicato alla consegna dei trofei, presso il Teatro Ristori di Verona.
    Comitato tecnico-scientifico: Mauro Cobelli e Marco Giuri (Avvocati), Paolo Brogioni (Direttore Assoenologi), Luca Fois (Designer e docente) e Chiara Tomasi (Designer ed esperta di packaging).
    Giuria: Antonella Andriani (VP ADI), Zeno Bersanetti (Art Director NSG), Camilla Gatti (Design Director CBA), Maricetta Gianfalla (Creative Director Alias), Gianluca Invernizzi (Design Director Smith Lumen), Nicola Mincione (Partner RBA), Simonetta Doni (Fondatrice e CEO di Doni e Associati), Papi Frigerio (Design Director Robilant Associati), Francesco Voltolina (Designer e artista), Juan Mantilla (Creative Director Kiko), Stefano Torregrossa (Direttore Creativo O,Nice! Design Studio), Dario Frattaruolo (Direttore Creativo Dario Frattaruolo Design), Andrea Basile (Direttore Creativo Basile ADV), Jana Kokrhanek (CEO Luxoro), Michela Pibiri (Editor in Chief PrintLovers), Leila Salimbeni (Direttore Spirito DiVino), Alessandro Regoli (Direttore WineNews), Fabio Piccoli (Direttore WineMeridian), Giuseppe Roberto Biagetti (Direttore ISIA), Fulvio Ravagnani (Direttore Scuola di Comunicazione IED) Giulia Corcos (Sales Director Tannico), Alessandro Rossi (Category Manager Wines Partesa), Daniele Colombo (Category Manager W&S Esselunga). More

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    Il Masi Wine Bar Munich si aggiudica il premio ‘Top Italian Restaurant’ 2025 del Gambero Rosso

    Per il secondo anno consecutivo, il Masi Wine Bar di Monaco di Baviera si aggiudica il prestigioso riconoscimento della Guida “Top Italian Restaurants” del Gambero Rosso, dedicata alle più autentiche esperienze enogastronomiche italiane all’estero (ristoranti, pizzerie ed enoteche).In occasione della cerimonia di premiazione, tenutasi mercoledì 22 gennaio presso la Künstlerhaus di Monaco, durante la degustazione I Vini d’Italia, Vitangelo Galluzzi, Responsabile dei Servizi di Ospitalità della Masi Wine Experience, e Oscar Zorzetto, Direttore Operativo del Masi Wine Bar Munich, hanno ritirato il premio, che conferma il locale come una delle principali mete per gli amanti del vino e della cucina italiani a Monaco.
    Il Gambero Rosso definisce il Masi Wine Bar di Monaco un autentico piccolo tempio del vino italiano, con oltre 50 etichette provenienti da molteplici regioni e una selezione di vecchie annate di Amarone. L’atmosfera elegante si fonde con un design contemporaneo e, secondo la guida ai ristoranti italiani, è “il luogo ideale per una pausa all’insegna del relax, sorseggiando un bicchiere di vino o un cocktail”. Questo, insieme all’offerta di raffinati antipasti veneziani e piatti tipici della regione reinterpretati con creatività, lo rende uno dei 16 migliori wine bar e ristoranti italiani di Monaco. Gli originali drink a base di vini Masi, preparati da un eccellente team di bartender – novità introdotta nel 2024 nell’experience degustativa – fanno di questo bar un vero e proprio punto di riferimento della città monacense.
    Il Masi Wine Bar Munich è parte della Masi Wine Experience, progetto di enoturismo di Masi che include sette location iconiche, tra cui le storiche cantine Masi e Serego Alighieri in Valpolicella, Tenuta Canova a Lazise sul Lago di Garda, Canevel nel cuore delle colline di Valdobbiadene e Masi Tupungato a Mendoza, in Argentina. Fanno parte del progetto di ospitalità anche l’esclusivo Masi Wine Bar Al Druscié di Cortina d’Ampezzo e, appunto, il Masi Wine Bar Munich, nel noto adresse “Campari Haus” in Maximilianstrasse a Monaco di Baviera.
    ***
    MASI AGRICOLA: Masi è produttore leader di Amarone e da sempre interpreta con passione i valori delle Venezie. Nel 2022 ha celebrato la 250° vendemmia della famiglia Boscaini nei pregiati vigneti del “Vaio dei Masi”, valle nel cuore della Valpolicella Classica (1772-2022). Masi ha un expertise riconosciuta nella tecnica dell’Appassimento, praticata sin dai tempi degli antichi Romani, per concentrare colore, zuccheri, aromi e tannini nel vino, ed è uno degli interpreti storici dell’Amarone: il suo presidente, Sandro Boscaini, rappresenta la sesta generazione della famiglia che ha contribuito a creare con questo vino un’eccellenza italiana. Oggi Masi produce cinque diversi Amaroni, la gamma più ampia e qualificata proposta al mercato internazionale.
    Da quasi cinquant’anni ha avviato un ambizioso progetto di valorizzazione di storiche tenute vitivinicole, collaborando con i Conti Serego Alighieri, discendenti del poeta Dante, proprietari della tenuta che in Valpolicella può vantare la più lunga storia e tradizione, e con i Conti Bossi Fedrigotti, prestigiosa griffe trentina con vigneti in Rovereto, a cui si aggiunge lo storico château nel cuore di Valdobbiadene di Canevel Spumanti, cantina rinomata per i suoi spumanti premium e parte del gruppo Masi da fine 2016.
    Nel 2023 Masi ha acquisito Tenuta “Casa Re” nell’Oltrepò Pavese, territorio vocato per la produzione di uve Pinot Nero per base spumante. Masi fonda la propria attività su valori sociali, etici e ambientali e ha un’importante produzione di vini biologici, sia nelle Venezie che nelle tenute Poderi del Bello Ovile in Toscana e Masi Tupungato in Argentina. In linea con il proprio heritage, Masi ha approvato a marzo 2024 il progetto di sostenibilità “Masi Green Governance” che vede l’adozione dello status di Società Benefit e l’integrazione nell’oggetto sociale di ulteriori attività con finalità di beneficio comune, legate alla crescita sociale, alla promozione e valorizzazione della cultura delle Venezie, delle persone, del territorio e dell’ambiente.
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    Il Masi Wine Bar Munich si aggiudica il premio ‘Top Italian Restaurant’ 2025 del Gambero Rosso

    Per il secondo anno consecutivo, il Masi Wine Bar di Monaco di Baviera si aggiudica il prestigioso riconoscimento della Guida “Top Italian Restaurants” del Gambero Rosso, dedicata alle più autentiche esperienze enogastronomiche italiane all’estero (ristoranti, pizzerie ed enoteche).In occasione della cerimonia di premiazione, tenutasi mercoledì 22 gennaio presso la Künstlerhaus di Monaco, durante la degustazione I Vini d’Italia, Vitangelo Galluzzi, Responsabile dei Servizi di Ospitalità della Masi Wine Experience, e Oscar Zorzetto, Direttore Operativo del Masi Wine Bar Munich, hanno ritirato il premio, che conferma il locale come una delle principali mete per gli amanti del vino e della cucina italiani a Monaco.
    Il Gambero Rosso definisce il Masi Wine Bar di Monaco un autentico piccolo tempio del vino italiano, con oltre 50 etichette provenienti da molteplici regioni e una selezione di vecchie annate di Amarone. L’atmosfera elegante si fonde con un design contemporaneo e, secondo la guida ai ristoranti italiani, è “il luogo ideale per una pausa all’insegna del relax, sorseggiando un bicchiere di vino o un cocktail”. Questo, insieme all’offerta di raffinati antipasti veneziani e piatti tipici della regione reinterpretati con creatività, lo rende uno dei 16 migliori wine bar e ristoranti italiani di Monaco. Gli originali drink a base di vini Masi, preparati da un eccellente team di bartender – novità introdotta nel 2024 nell’experience degustativa – fanno di questo bar un vero e proprio punto di riferimento della città monacense.
    Il Masi Wine Bar Munich è parte della Masi Wine Experience, progetto di enoturismo di Masi che include sette location iconiche, tra cui le storiche cantine Masi e Serego Alighieri in Valpolicella, Tenuta Canova a Lazise sul Lago di Garda, Canevel nel cuore delle colline di Valdobbiadene e Masi Tupungato a Mendoza, in Argentina. Fanno parte del progetto di ospitalità anche l’esclusivo Masi Wine Bar Al Druscié di Cortina d’Ampezzo e, appunto, il Masi Wine Bar Munich, nel noto adresse “Campari Haus” in Maximilianstrasse a Monaco di Baviera.
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    MASI AGRICOLA: Masi è produttore leader di Amarone e da sempre interpreta con passione i valori delle Venezie. Nel 2022 ha celebrato la 250° vendemmia della famiglia Boscaini nei pregiati vigneti del “Vaio dei Masi”, valle nel cuore della Valpolicella Classica (1772-2022). Masi ha un expertise riconosciuta nella tecnica dell’Appassimento, praticata sin dai tempi degli antichi Romani, per concentrare colore, zuccheri, aromi e tannini nel vino, ed è uno degli interpreti storici dell’Amarone: il suo presidente, Sandro Boscaini, rappresenta la sesta generazione della famiglia che ha contribuito a creare con questo vino un’eccellenza italiana. Oggi Masi produce cinque diversi Amaroni, la gamma più ampia e qualificata proposta al mercato internazionale.
    Da quasi cinquant’anni ha avviato un ambizioso progetto di valorizzazione di storiche tenute vitivinicole, collaborando con i Conti Serego Alighieri, discendenti del poeta Dante, proprietari della tenuta che in Valpolicella può vantare la più lunga storia e tradizione, e con i Conti Bossi Fedrigotti, prestigiosa griffe trentina con vigneti in Rovereto, a cui si aggiunge lo storico château nel cuore di Valdobbiadene di Canevel Spumanti, cantina rinomata per i suoi spumanti premium e parte del gruppo Masi da fine 2016.
    Nel 2023 Masi ha acquisito Tenuta “Casa Re” nell’Oltrepò Pavese, territorio vocato per la produzione di uve Pinot Nero per base spumante. Masi fonda la propria attività su valori sociali, etici e ambientali e ha un’importante produzione di vini biologici, sia nelle Venezie che nelle tenute Poderi del Bello Ovile in Toscana e Masi Tupungato in Argentina. In linea con il proprio heritage, Masi ha approvato a marzo 2024 il progetto di sostenibilità “Masi Green Governance” che vede l’adozione dello status di Società Benefit e l’integrazione nell’oggetto sociale di ulteriori attività con finalità di beneficio comune, legate alla crescita sociale, alla promozione e valorizzazione della cultura delle Venezie, delle persone, del territorio e dell’ambiente.
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    Assovini Sicilia e Università di Milano: un progetto innovativo sul Nero d’Avola

    L’associazione di viticoltori Assovini Sicilia, in collaborazione con l’Università degli Studi di Milano, ha avviato una ricerca pionieristica per esplorare nuove frontiere nella produzione vinicola. L’obiettivo principale è diversificare le tecniche enologiche, studiare la varietà del vitigno Nero d’Avola e sviluppare vini con un contenuto alcolico ridotto, mantenendo inalterata la qualità sensoriale. La presentazione del progetto, denominato InnoNDA, si è tenuta martedì 21 gennaio a Palermo presso la sede di Assovini Sicilia.

    Il progetto InnoNDA

    Il progetto InnoNDA riunisce una rete di partner di alto livello: Assovini Sicilia come capofila, l’Università degli Studi di Milano, i laboratori ISVEA e alcune aziende vitivinicole siciliane, tra cui Dimore di Giurfo (CT), Feudi del Pisciotto (CL), Tenute Lombardo (CL) e Tenuta Rapitalà (PA). A supporto del progetto collaborano tecnici e professionisti del settore, tra cui l’Innovation Broker Dott. Enol. Leonardo La Corte.

    L’iniziativa, avviata nell’aprile 2024, punta a individuare tecniche agronomiche ed enologiche innovative che consentano di ottenere vini con una gradazione alcolica ridotta, senza sacrificare l’intensità aromatica e il gusto distintivo del Nero d’Avola, il vitigno a bacca rossa più rappresentativo della Sicilia. Inoltre, il progetto esplora la diversificazione produttiva attraverso l’uso di anfore di terracotta e analizza le diverse espressioni del Nero d’Avola nei vari terroir siciliani.

    Macerazione e affinamento in anfora

    Una delle innovazioni centrali del progetto è rappresentata dalla macerazione e dall’affinamento in anfore di terracotta. Questa pratica, seppur antica, non è mai stata applicata sistematicamente al Nero d’Avola. L’obiettivo è comprendere come questa tecnica possa influire sulle caratteristiche organolettiche del vino, offrendo nuove opportunità di valorizzazione per il vitigno siciliano.

    Feudi del Pisciotto birdeyeview_credit@Alfio Garozzo

    La diversità del Nero d’Avola

    Il progetto pone particolare attenzione alla diversità del Nero d’Avola, esplorando come fattori come il terroir e l’età del vigneto influenzino le caratteristiche dell’uva e del vino. Vigneti più maturi, ad esempio, potrebbero dimostrarsi più resilienti agli effetti dei cambiamenti climatici, un aspetto cruciale per il futuro della viticoltura in Sicilia.

    Tenuta Rapitalà

    Riduzione del contenuto alcolico

    In un contesto di crescente attenzione alla salute e alle preferenze dei consumatori, la riduzione del grado alcolico nei vini rappresenta una sfida cruciale. Il progetto InnoNDA mira a rispondere a questa esigenza, sviluppando tecniche di vinificazione che consentano di preservare le caratteristiche sensoriali del Nero d’Avola, pur riducendone il tenore alcolico.

    Tenute Lombardo

    Sinergia tra ricerca e produzione

    La collaborazione tra l’Università degli Studi di Milano e Assovini Sicilia è un esempio virtuoso di sinergia tra ricerca accademica e settore produttivo. Questo approccio consente di integrare conoscenze scientifiche e competenze pratiche, favorendo l’innovazione in un settore chiave per l’economia italiana.

    Dichiarazioni dei protagonisti

    “I cambiamenti climatici e le aspettative dei consumatori spingono le aziende di Assovini Sicilia a sperimentare nuove tecniche agronomiche e produttive”, ha dichiarato Lilly Fazio, vicepresidente di Assovini Sicilia. “Grazie a questa collaborazione con l’Università di Milano, supportata dall’Assessorato Regionale dell’Agricoltura, possiamo affrontare le sfide globali e migliorare la qualità della vita e la sostenibilità produttiva.”

    La Prof.ssa Daniela Fracassetti, responsabile scientifico del progetto, ha sottolineato: “InnoNDA introduce approcci enologici innovativi per il Nero d’Avola, fornendo strumenti utili ai produttori per una crescita consapevole e sostenibile del settore vitivinicolo.”

    Terre di Giurfo

    Infine, l’enologo Leonardo La Corte di ISVEA ha evidenziato: “Questo progetto offre un contributo significativo alla diversificazione della produzione e alla valorizzazione del Nero d’Avola come simbolo del Made in Sicily nel mondo.”

    Il progetto InnoNDA rappresenta una pietra miliare per il futuro della viticoltura siciliana, coniugando tradizione e innovazione per affrontare le sfide di domani.

    Assovini Sicilia

    Fondata nel 1998 da Giacomo Rallo, Diego Planeta e Lucio Tasca, Assovini Sicilia oggi conta 101 aziende associateche producono circa 900 etichette da cui si genera più dell’80% del valore del vino siciliano imbottigliato. Ad unire gli associati è il grande amore per la propria terra e la consapevolezza che il vino siciliano rappresenti un valore unico nel panorama enologico italiano e mondiale. Attraverso la Fondazione SOStain Sicilia, Assovini è inoltre impegnata nel promuovere e supportare la sostenibilità sociale, economica e ambientale, incentivando le buone pratiche per una vitivinicoltura sempre più green. Un’associazione dinamica e contemporanea che ha già tracciato la rotta per il futuro puntando sulle nuove generazioni. More

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    Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino: appuntamento il 19 febbraio alla Fortezza da Basso

    L’appuntamento è per il 19 febbraio alla Fortezza da Basso di Firenze. Torna, al Padiglione Arsenale (ingresso “Porta Soccorso alla Campagna – Viale F. Strozzi, 1) l’evento vitivinicolo Anteprima Chianti Lovers & Rosso Morellino, organizzato dal Consorzio Vino Chianti e dal Consorzio Morellino di Scansano.
    Le degustazioni saranno dedicate soltanto a giornalisti senza apertura al pubblico. È prevista un’area unica dedicata alla stampa con servizio sommelier alla carta. Dalle 9 alle 18 si terranno degustazioni delle nuove annate Chianti D.O.C.G. Annata 2024, Superiore 2023 e Riserva 2022, in uscita nel 2025 e Morellino di Scansano D.O.C.G. Annata 2024 e Riserva 2022, in uscita nel 2025.
    “Il Chianti continua a crescere nel bicchiere e questo è il dato più importante dopo anni di sacrifici da parte delle imprese nella ristrutturazione dei propri vigneti. Arriviamo con prodotti di alto livello e questo ci dà la possibilità di poter affrontare i mercati mondiali con molta serenità – sottolinea il presidente del Consorzio Vino Chianti, Giovanni Busi – I nostri biglietti da visita sono storia e qualità.”
    “Quest’anno – aggiunge Bernardo Guicciardini Calamai, Presidente del Consorzio Morellino di Scansano, – ci presentiamo alle Anteprime con un nuovo format che dedica piena attenzione alle degustazioni dei professionisti e diventa così un momento ancora più importante di condivisione di confronto con la stampa del settore. La decisione è conseguente alle scelte strategiche fatte negli ultimi anni che hanno portato ad un’ulteriore valorizzazione della denominazione del Morellino, che oggi si conferma una delle realtà più importanti sul mercato interno e in crescita sui mercati esteri.” More

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    Vino (UIV): Americani non rinunciano al Prosecco

    L’export di spumanti verso gli Usa nel mese di novembre è cresciuto in volume del 41%, quello dei vini fermi imbottigliati del 17%. Si tratta, secondo l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) il primo dato post-elezioni che riflette, in particolare di sparkling tricolori, la subitanea corsa alle scorte in previsione dei dazi sulle merci importate annunciati dal neo presidente, Donald Trump. Il rally di novembre, accompagnato anche dal dollaro forte, porta a +7% i volumi spediti dal Belpaese verso gli Stati Uniti nei primi 11 mesi del 2024, con un’impennata degli spumanti (3 bottiglie su 4 di Prosecco) del 19,5%.
    “La buona notizia – ha detto il presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi – è che numeri ci confermano che gli americani non sono disposti a rinunciare ai nostri vini, in particolare gli spumanti; la cattiva è quella del fattore dazi, sempre più imminente. Con un valore all’export che nel 2024 supererà 1,9 miliardi di euro, gli Stati Uniti valgono il 24% dell’export italiano di vino. Uno share rilevante, più che doppio rispetto all’incidenza americana sul totale delle esportazioni made in Italy, che espone particolarmente il comparto in una fase già difficile. Per questo chiediamo al Governo italiano la massima attenzione nella gestione di un dossier che potrebbe rivelarsi decisivo per il futuro commerciale del vino”.
    Secondo l’Osservatorio Uiv, il picco di ordini registrato non trova precedenti nella storia delle esportazioni di spumanti nel mese di novembre con un valore di circa 54 milioni di euro (+29%). “Inevitabilmente – ha aggiunto il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti – gli Usa saranno quest’anno ancora più sotto la lente, non solo per i paventati dazi ma anche per le nuove linee guida sui consumi alimentari. Per questo nei prossimi mesi saremo a New York alle Nazioni Unite per portare un messaggio di consumo consapevole e moderato che identifica la stragrande maggioranza dei consumatori di vino” More

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    Ceuso 2020, il grande rosso siciliano ideato da Giacomo Tachis

    È un tributo al passato e una promessa di futuro: Ceuso 2020, il vino della famiglia Tonnino che riporta in vita un grande rosso simbolo del rinascimento enologico dell’isola. Il vino a base di Nero d’Avola, Merlot e Cabernet Sauvignon, pensato dal celebre enologo piemontese che nel corso della sua carriera ha firmato alcuni dei più leggendari vini italiani, è stato rielaborato e perfezionato nella nuova annata grazie agli appunti ritrovati e alla sapienza di quello che era all’epoca il cantiniere di Giacomo Tachis, Gino Amato.Un percorso di studio, cura e passione della cantina in provincia di Trapani che proprio nei mesi scorsi ha rilevato il più antico dei bagli ottocenteschi in contrada Vivignato, nei pressi di Calatafimi – Segesta. Qui la famiglia Tonnino intende celebrare un traguardo che vuole essere un nuovo inizio e che vede proprio in Baglio Ceuso una casa comoda e confortevole in una zona storica per la viticoltura siciliana, dove l’azienda ha iniziato i a muovere i primi passi nel 2004 e con la prima vendemmia nel 2006. Un traguardo importante, celebrato con la l’annata 2020 (la prima) di Ceuso (solo 3.300 bottiglie), lo storico vino ideato dal celebre enologo nel 1995 e riportato in vita dopo quasi un decennio dall’ultima annata prodotta: il vino ebbe all’epoca una diffusione internazionale, e con lui il nome del glorioso baglio ai piedi della città di Alcamo realizzato nel 1860. Dopo alcuni anni di chiusura, la costruzione è stata restaurata nel massimo rispetto dello spirito originale dell’architettura e dei principi di sostenibilità di Tonnino.
    Nero d’Avola per metà e poi Cabernet Sauvignon e Merlot, un vino da bere subito o, senza fretta, tra qualche anno: “siamo davvero onorati di poter raccontare una nuova pagina di Ceuso all’interno di un luogo simbolo della viticoltura siciliana – racconta Antonio Tonnino che guida l’azienda insieme alla sorella Francesca e papà Benedetto – Si tratta di un vino che in famiglia ci ricordiamo sin da quando eravamo ragazzi, un faro nell’enologia dell’isola che stiamo avendo il piacere di apprezzare anche con le vecchie annate ancora buonissime”.
    Vendemmia dopo vendemmia Ceuso ha saputo incarnare l’anima della Sicilia ed è rimasto un grande rosso da invecchiamento, frutto di una rigorosissima selezione in vigna delle uve e che prosegue il suo affinamento nelle pregiate barrique Seguin Moreau, un vino per le grandi occasioni, caratterizzato da eccezionale ampiezza e lunghezza aromatica, tannini nobili e vellutati. Oltre Ceuso, la cantina produce altre 10 etichette per un totale di 150mila bottiglie.
    Note sull’azienda: L’azienda vinicola Tonnino si trova nelle campagne di Alcamo e qui sin dagli anni ’50, la famiglia Tonnino è dedita alla viticoltura sostenibile sulle colline di Alcamo e del Belice, due zone conosciute da millenni per la generosità dei terreni e la vocazione alla vite. L’azienda per come la conosciamo oggi è stata fondata nel 2004, poi nel 2006 la prima etichetta ed infine, nel 2020, è stato acquisito e ristrutturato Baglio Ceuso, la cantina situata nelle campagne alcamesi, un simbolo dell’architettura enologica siciliana. I vigneti si trovano su due aree diverse, una nella valle del Belice tra Poggioreale e Contessa Entellina e l’altra nelle campagne alcamesi. 120 ettari condotti in biologico danno vita a 150mila bottiglie. More