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    Australia – produzione di vino 2020

    Fonte dei dati: Wine Australia – Vintage report, OIV – 2020 wine production first estimates L’Australia ha avuto una vendemmia particolarmente negativa nel 2020 (1.5 milioni di tonnellate di uva, corrispondenti a circa 10.6 milioni di ettolitri di vino), il 13% sotto la produzione media decennale e come non si vedeva dal 2007. Secondo il […] More

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    Esportazioni di vino italiano – aggiornamento agosto 2020

    Fonte: Database ISTAT COEWEB, Database commercio estero UN Comtrade. Con il sito Coeweb in manutenzione i dati ufficiali Istat sulle esportazioni sono fermi a Luglio, per quanto riguarda il dettaglio per categoria merceologica. Purtroppo il sito non è ancora tornato in linea e quindi i dati di dettaglio non sono disponibili. Grazie a UN Comtrade […] More

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    Vranken Pommery – risultati primo semestre 2020

    Su Vranken Pommery ho perso un turno dato che non ho commentato i dati 2019. Recupero con il primo semestre 2020 in cui si accentua in modo netto il calo delle vendite (-26%), che persiste da ormai due o tre anni. I margini nel semestre sono stati in realtà abbastanza “resistenti” nel senso che l’azienda […] More

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    Cavit – risultati 2019/20

    Proprio nell’anno in cui il settore del vino italiano vive un anno difficile, Cavit presenta un bilancio (a maggio 2020) che cresce sotto tutte le dimensioni, grazie a due acquisizioni messe a segno negli ultimi mesi e che contribuiranno anche per il prossimo esercizio fiscale, all’interno di un più ampio accordo con la Cantina di […] More

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    Wine Digital: un potenziale grezzo. Di Christian Forgione

    (Contenuto sponsorizzato) A fine Febbraio 2020 Audiweb, ente che certifica l’utilizzo di strumenti digitali di noi italiani, ha dichiarato che passiamo in media 2,5 ore collegati al web con il nostro smartphone. Se ci fosse ancora bisogno di un segnale di come nessuna cantina possa sottovalutare l’aspetto digitale, questo è solo uno dei tanti dati. […] More

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    Delegat Group – risultati 2020

    Dopo anni di forti investimenti, il business di Delegat è decollato e anche nel 2020 (dati a fine giugno) ha fornito risultati stupefacenti: è diventato il primo esportatore di vino della Nuova Zelanda con 3.3 milioni di casse e un buon bilanciamento geografico, ha realizzato 60 milioni di dollari neozelandesi di utile netto, battendo del […] More

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    Germania – mercato e consumi di vino – aggiornamento 2019

    Il mercato e i consumi di vino e di alcolici in Germania segue l’andamento mondiale del “bere meno ma bere meglio” e lo spostamento del modello di consumo da un prodotto collegato all’alimentazione durante i pasti al “fuori casa”. Si osserva quindi un costante calo dei consumi, recensito anche nel 2019 dal Deutsches Weininstitut GmbH. Per quanto riguarda il vino, i tedeschi nel 2019 ne hanno consumato 23.5 litri, compresi 3.4 di spumante, ormai il 5-6% in meno del picco raggiunto qualche anno fa di 25 litri. Succede più o meno la stessa cosa in termini di valore che vedete replicato qui sopra in maniera dinamica grazie a Fluorish. La spesa dei tedeschi nel 2019 per il vino è calata dell’1% a 4.5 miliardi nell’ambito di un incremento molto leggero della spesa in generale per gli alcolici, 13.5 miliardi di euro, dove a guadagnare terreno sono gli aperitivi e i superalcolici. Entrando più nel dettaglio del consumo di vino, le statistiche forniscono alcuni dati discordanti con le tendenze del passato: nel 2019 i tedeschi sono tornati sui vini rossi, che erano in calo nel mix delle loro scelte da diversi anni, soprattutto per quanto riguarda il consumo di prodotti locali. Passiamo all’analisi dei dati.

    Il consumo di vino in Germania pro-capite scende nel 2019 a 20.1 litri (20.5 nel 2018), oltre a 3.4 litri di spumante (stabile). Questo andamento calante si colloca all’interno di un trend strutturale ben definito: i consumi totali di alcolici sono in calo netto negli ultimi anni e nel 2019 sono scesi a 128 litri pro capite, con la birra per la prima volta sotto 100 litri (!).
    In termini di spesa le cose vanno decisamente meglio. La spesa dei tedeschi in alcolici raggiunge quota 13.5 miliardi di euro. In realtà si tratta di un recupero nel senso che questo livello era già stato raggiunto qualche anno fa. Per il vino si registra un livello stabile, con un calo in termini relativi (dal 33.6% al 33.1% del totale per i vini fermi, mentre gli spumanti sono stabili al 7.2-7.3%): con un -1% per i vini fermi e un +2% per gli spumanti. Va meglio nel 2019 per la birra, che compensa in pieno il calo dei volumi e cresce dell’1%, come per gli altri alcolici, nel 2019 in crescita del 2%.
    Vi allego poi i dati sulle preferenze per tipologie di vino. Nel 2019 si registra un rimbalzo nelle preferenze verso i vini rossi tedeschi che non si vede va danni e che stoppa per quest’anno il calo del vino rosso nelle preferenze generali dei tedeschi. Nel 2019, il mix è 46% rossi, 44% bianchi e 10% rosè, senza sostanziali differenze con il 2018.
    Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco More

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    La classifica della competitività per nazione vino – dati France Agrimer 2019

    L’analisi della struttura concorrenziale del mercato del vino è stata aggiornata da France Agrimere per il 2019. Come sapete forse avendo letto le analisi precedenti si tratta di un sistema a punti (massimo 1000) in cui vengono valutate le caratteristiche strutturali produttive e macroeconomiche, la forza dei marchi, ma anche alcune caratteristiche congiunturali. Alcune delle conclusioni sono forse discutibili e la classifica è un po’ volatile, dato che alcuni punteggi variano per esempio in relazione ai livelli produttivi, ma comunque il quadro di insieme non è secondo me totalmente sbagliato. Nel grafico mobile sopra vedete come sono cambiate le posizioni negli anni. Per il 2019 la principale conclusione è che si sono rafforzati i quattro paesi dell’Europa continentale che sono la “storia” del vino: Francia, Italia, Spagna e Germania, mentre peggiora soprattutto per questioni congiunturali (e dunque non di lungo termine) la posizione del Cile. Il tutto nell’ambito di un “punteggio” globale in sostanziale miglioramento. Il 2020 sarà naturalmente tutta un’altra cosa. Per ora e per quanto riguarda l’Italia, secondo lo studio il punteggio migliora, ma unicamente per le caratteristiche strutturali produttive (potenziale produttive e caratteristiche climatiche), dove già siamo considerati i più forti, mentre siamo stabili sui fattori competitivi (dietro la Francia) e peggioriamo nei fattori puramente economici, dove siamo preceduti anche da Spagna e USA. A proposito, se vi interessa leggere lo studio originale, in lingua francese, lo trovate a questo link. Passiamo all’analisi.

    La classifica 2019 France Agrimere sulla concorrenzialità dei sistemi vinicoli mondiali continua a mettere la Francia (giustamente) davanti a tutti, in posizione rafforzata rispetto al 2018 per le conseguenze positive dell’ottima annata vinicola precedente (il 2018). Secondo lo studio Spagna e Italia sono meglio della Francia in termini di potenziale produttivo e caratteristiche pedoclimatiche, ma la Francia eccelle in termini di capacità cometitiva, forza dei marchi, filiera e ambiente economico.
    L’Italia guadagna diversi punti sul 2019, ma si tratta soprattutto di un rafforzamento congiunturale, che comunque ci mette al secondo posto come nel 2018 (mentre prima eravamo classificati, un po’ stranamente, davanti alla Francia). Comunque come dicevo, il punteggio beneficia del forte miglioramento della parte “agricola” del punteggio, mentre sulla parte competitiva e di marchi siamo fermi e su quella dell’ambiente economico andiamo indietro).
    Rispetto al 2018, continua a rafforzarsi la posizione della Germania, ora quinta forza del mercato del vino secondo France Agrimere, e del Sud Africa (ora settimo), mentre viene classificato soltanto ottavo il Cile rispetto al quarto posto del 2018. Ovviamente sono classifiche, ma lo studio comunque fa notare che il potenziale produttivo del Cile è molto legato alla disponibilità di acqua (il 50% del vigneto è irrigato) e questo potrebbe rappresentare un rischio nel futuro.
    Vi lascio ai grafici e alle tabelle.

    Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco More