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    “Le Macchine del Vino” apre al pubblico

    Le Macchine del Vino, la collezione della Carpineto Grandi Vini di Toscana, azienda iscritta nel Registro Nazionale dei Marchi Storici, è stata ideata e riunita dal cofondatore dell’azienda toscana tra le più note firme del vino italiano, Antonio Mario Zaccheo, che ha raccolto qui testimonianze conservate, cercate e collezionate negli anni, emblema di un’intera vita dedicata all’agricoltura e al vino in particolare. Dal museo alla vigna e viceversa, il vino si racconta.“Le Macchine del Vino è una collezione privata unica nel suo genere che racconta la storia e l’evoluzione delle macchine per produrre e conservare il vino e, attraverso queste, la realtà di due famiglie che si sono dedicate con passione a questa terra. Siamo felici che sia il primo museo aziendale ad entrare nella rete di Fondazione Musei Senesi e lo accogliamo volentieri proprio per la sua capacità di raccontare una storia che parte dal territorio, dalla comunità che lo abita e dalle attività produttive tipiche. Questo ingresso conferma nuovamente quanto FMS sia una rete aperta ad accogliere quelle realtà significative che vogliano raccontare e valorizzare il patrimonio materiale e immateriale delle terre di Siena e delle sue comunità”- sottolinea Alessandro Ricceri, presidente di Fondazione Musei Senesi.
    “Sono onorato che questa mia collezione sia entrata a far parte delle Fondazione e ben felice di dare un piccolo contributo ad una regione che tra i suoi beni più preziosi annovera una prestigiosissima produzione di vino”- afferma Antonio Mario Zaccheo che tiene anche a sottolineare il carattere non esaustivo e in divenire di questa collezione che continuerà ad arricchirsi di nuovi pezzi.
    “Le Macchine del Vino é situato nel luogo originario della collezione e della produzione e rappresenta non solo un documento della storia e della tradizione di un lavoro artigianale prezioso quale è quello del viticoltore, ma è anche espressione della sua continuità tra passato e presente e dei cambiamenti, e soprattutto del nostro legame profondo con il territorio”, prosegue Zaccheo che ha voluto idealmente rappresentare qui l’inizio e la fine del processo produttivo, dal vigneto alla bottiglia.
    La collezione raccoglie infatti macchine, strumenti, oggetti, documenti, fotografie, testi che offrono uno spaccato dell’evoluzione delle macchine enologiche dalle primissime cantine passando dal fermento degli anni ’60 del secolo scorso fino alla svolta degli anni ’80: si inizia col lavoro in vigna, poi in cantina e si arriva agli usi e costumi a tavola passando dal commercio e dagli scambi.
    Tutto visto con gli occhi, la passione, la conoscenza di un uomo che ha cominciato bambino (accanto a suo nonno e poi a suo padre già viticoltori) a fare vino, ha proseguito con l’amico e socio Giovanni Carlo Sacchet con il quale nel 1967 ha fondato l’azienda toscana divenuta poi negli anni una delle eccellenze del vino italiane, e tuttora continua a farlo. Un uomo la cui vita riassume oltre 60 anni di storia del vino, dagli inizi pioneristici al prestigio di oggi.
    La collezione conta complessivamente oltre 180 oggetti tra macchine enologiche e oggetti di lavoro. A questo si aggiunge una piccola biblioteca personale con volumi, riviste, guide e fotografie d’epoca.
    Venendo più in dettaglio ad alcune mini sezioni espositive: c’è la sezione viticoltura con addirittura i ferri da cavallo e una zappa e i tanti tipi di forbici da potatura quasi a ritagliare il profilo di una “sartoria del vino”.
    La sezione enologica con le pompe, le prime raccolte qui sono di fine ‘800, si tratta di pompe a bilancino manovrate da due persone, passando per quelle che fanno parte dell’evoluzione meccanica che inizia ai primi del Novecento. Nella stessa area, filtri, presse, torchi, bilance. E ancora, macchine di spumantizzazione, una primissima imbottigliatrice, un’etichettatrice.
    Incuriosisce la ricostruzione di un laboratorio dell’enologo con oltre 30 oggetti tra bilance, ampolle, microscopi, colonna refrigerante, bicchiere da assaggi, etc. raccolti presso vari laboratori d’analisi vino e che risalgono alla fine dell’Ottocento, alcuni di questi, soprattutto le vetrerie, sono ancora in uso: pipette, matracci, burette, cilindri graduati. Termometri manuali ad immersione per il controllo delle temperature di fermentazione, un primo esemplare di termometro elettronico.
    Tra le curiosità un Malligand, strumento che misurava la percentuale di alcol, un acidometro per la determinazione dell’acidità, volatile, e poi pipette, e cilindri graduati che servivano per comporre i tagli tra i vari vini e testarli in scala ridotta prima di effettuarli. E ancora, piccole bilance di precisione, capaci di misurare fino al millesimo. Completa il tutto un microscopio della fine dell’800.
    Tra gli oggetti più antichi risalenti a fine ‘700, due filtri in legno e a sacchetti di cotone che servivano a far passare il vino attraverso.
    Ricca la sezione tappi, tappatori e cavatappi esposti per tipologia ed evoluzione.
    Una collezione che rappresenta un nuovo piccolo tassello che si aggiunge al racconto del vino, un bene che da secoli è patrimonio dell’umanità, e che “appartiene alla cultura, per paradosso potremmo dire più alla cultura che alla natura” per usare le parole di Tullio Gregory.
    L’ambiente espositivo è diffusamente illuminato sia con luce naturale grazie alle immense vetrate che si aprono sulla campagna, sia con illuminazione a parete; attiguo allo spazio si trova un ampio salone con un wine bar per l’accoglienza dei visitatori e la convivialità.
    Al piano superiore, in un soppalco open space con vista sulle barricaie, la sala per la degustazione tecnica con oltre 30 posti a sedere.
    All’esterno appezzamenti a perdita d’occhio dove poter vivere un’esperienza immersiva in una realtà agricola contemporanea dove si pratica un’agricoltura di precisione con macchine e tecnologie di ultima generazione a scarsissimo impatto ambientale.
    La collezione si trova infatti nella tenuta del Vino Nobile di Montepulciano, che insiste in parte nel comune di Chianciano Terme e in parte nel comune di Montepulciano, un’oasi green alimentata per gran parte ad energia solare nella Toscana più bella. Un wine retreat di 180 ettari di terreno dedicati a vigneto, uliveto e bosco, ambiente ideale per la selvaggina che lo popola allo stato naturale. Uno spaccato del più suggestivo paesaggio toscano, vitato e non solo, dove a ridosso dei vigneti insistono peraltro anche due tombe etrusche individuate dalla Soprintendenza ai Beni Archeologici e non ancora scavate.
    Presso la tenuta si pratica l’enoturismo con una vasta gamma di proposte di trekking, degustazioni, pic nic sull’erba, pranzi open air, e con personale specializzato in grado di svolgere tasting e passeggiate tra i filari ma anche visite guidate presso il museo. Visita che può essere collegata alle wine experiences oppure del tutto autonoma.
    INFO
    LE MACCHINE DEL VINO
    Strada Provinciale della Chiana, 62 Chianciano Terme (SI)
    ORARI D’APERTURA
    dal martedì al sabato 10.00- 17.00
    VISITA
    Ingresso gratuito con visita guidata previa prenotazione a 347/7603727 o [email protected] More

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    Al via la quarta edizione dei pic-nic in vigna all’azienda agricola La Ciocca

    E’ partito il conto alla rovescia per la quarta edizione dei “Pic nic in vigna all’azienda agricola La Ciocca”, rassegna di sapori, musica e benessere in mezzo alla natura che dal 25 maggio a fine agosto andrà in scena in località Sghia di Travazzano Piacentino. Come da tradizione, durante i dodici appuntamenti in programma, affacciati su un panorama mozzafiato e circondati da filari in fiore o carichi di grappoli maturi, ci si potrà concedere una pausa di gusto e relax in compagnia dei migliori vini dei Colli Piacentini abbinati a piatti e proposte enogastronomiche del territorio.Davvero ricco il palinsesto dell’edizione 2025 della kermesse, che nei vari appuntamenti prevede di volta in volta la presenza di musica dal vivo, lezioni di yoga e di pilates, laboratori strumentali, d’arte o di artigianato e osservazioni astronomiche al chiaro di luna.
    A inaugurare la rassegna domenica 25 maggio sarà uno speciale pranzo di primavera, preceduto alle ore 11 da una lezione di yoga in vigna a cura di Yogagea a.s.d.
    Nel mese di giugno i pic nic in vigna proseguiranno nel consueto orario serale, a partire dalle 19, con tre date in cui ad accompagnare aperitivi e cene sarà sempre presente musica dal vivo: sabato 7 giugno saranno ospiti Isa&Fabri, mercoledì 18 giugno sarà la volta della voce, del piano e del violino di Ambra Lo Faro, sabato 28 giugno, infine, toccherà alle percussioni africane di Cello accendere l’atmosfera.
    Tutte le sere, a partire dalle ore 19 fino alle 22, si potrà cenare prenotando un ricco cestino da pic nic composto da due calici di vino, una selezione di formaggi e salumi del territorio, marmellata, giardiniera, pane e focaccia, torta salata di verdure, torta di patate e torta sbrisolona da gustare in aree riservate all’ombra delle vigne, con la possibilità di optare anche per una versione vegetariana. In aggiunta o in alternativa saranno sempre disponibili altre proposte sfiziose e un piatto degustazione con prodotti tipici, sempre in versione classica o vegetariana, abbinato a un calice di vino fermo, frizzante o spumante.
    Il calendario completo dei Pic nic in vigna all’azienda agricola La Ciocca è disponibile al link www.laciocca.it/pic-nic-in-vigna/.
    Per info e prenotazioni: tel. o whatsapp 353 4562692 More

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    Vino, UIV: Nel 1° trimestre mercato e consumi in recessione

    Mercato globale del vino italiano in forte contrazione nel primo trimestre dell’anno. Una spirale negativa – rileva l’Osservatorio di Unione italiana vini (Uiv) – già da tempo evidente negli outlook relativi ai consumi reali che oggi si riflette anche nei dati export, fin qui dopati dalla corsa statunitense alle scorte pre-dazi. Secondo Uiv, l’export verso i Paesi extra-Ue ha chiuso il primo trimestre con volumi in calo tendenziale di quasi il 9% (-0,1% il valore) nonostante il +4% degli Usa (che però chiude marzo in frenata). Senza la performance nel Paese a stelle e strisce, il calo presso i mercati che secondo alcuni dovrebbero fare da contraltare alle chiusure commerciali d’oltreoceano sfiorerebbe il -17%.
    Per il presidente di Unione italiana vini (Uiv), Lamberto Frescobaldi: “Negli ultimi sei mesi abbiamo assistito a un apparente paradosso: le spedizioni italiane verso gli Stati Uniti sembravano reggere o addirittura crescere in alcuni comparti, ma i dati reali sui consumi raccontano un’altra storia, ben più preoccupante. La corsa pre-dazi ha illuso i mercati ma la situazione è diversa: i consumi finali sono in calo o nella migliore delle ipotesi stagnanti. È quindi fondamentale – ha aggiunto Frescobaldi – non confondere le uscite (export) con il consumo reale, perché la vera analisi deve concentrarsi sul comportamento del consumatore finale, non solo sui dati doganali. Il rischio è quello di una falsa percezione di solidità del mercato che può portare a decisioni errate lungo tutta la filiera”.
    Uno squilibrio tra spedito e consumato che dal mese di marzo sta riscontrando un riallineamento. Per la prima volta, complice la minaccia dei dazi a metà mese, si riscontra infatti un’inversione di tendenza (volumi a -3,5%) delle esportazioni verso il mercato americano. E il futuro, in regime di dazi, si prospetta complesso: “La fascia superpremium – da 15 euro/litro alla cantina – rappresenta solo il 2% dei volumi e l’8% dei valori del nostro vino negli Usa – ha detto il segretario generale Uiv, Paolo Castelletti –, sarebbe pericoloso aggrapparsi alla tesi dell’insostituibilità in virtù di un posizionamento alto dei nostri prodotti. L’export made in Italy si fonda infatti su un centrato rapporto qualità prezzo. Serve quanto prima un confronto con istituzioni per attivare una difesa reale del settore”.
    Lato consumi, le elaborazioni dell’Osservatorio Uiv su base Nielsen presso grande distribuzione e retail nei primi 3 mercati al mondo (Usa, Germania e Uk) registrano nel trimestre cali tendenziali a volume dell’8% (-5,5% a valore), con Stati Uniti a -5,4%, Germania a -11,8% e Uk a -6,4%. In difficoltà, a eccezione del Prosecco, quasi tutte le principali denominazioni: dal Pinot Grigio delle Venezie al Chianti, dal Lambrusco ai rossi piemontesi ai bianchi siciliani. Fase difficile anche in Italia: in Gdo nel trimestre volumi in calo di circa il 4% ma si prevedono decrementi ancora maggiori nella ristorazione. More

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    VinoVip sbarca a Forte dei Marmi: due giorni tra grandi vini e nuove visioni dell’enologia italiana

    L’8 e 9 giugno 2025, Forte dei Marmi si trasforma in una raffinata vetrina del vino italiano con la nuova edizione di VinoVip al Forte, l’evento firmato Civiltà del bere che porta sulla costa versiliese i nomi più autorevoli del panorama enologico nazionale. Un’occasione per incontrare produttori, assaggiare etichette d’eccellenza e riflettere sul futuro del settore, il tutto in uno dei contesti balneari più esclusivi del Paese.

    Dopo il successo delle edizioni 2018 e 2023, VinoVip torna nella versione “marittima” della celebre manifestazione biennale di Cortina d’Ampezzo, mantenendo intatta la formula che l’ha resa un punto di riferimento: alta qualità, confronto aperto e un parterre d’eccezione. La sede sarà ancora una volta Villa Bertelli, nel cuore di Forte dei Marmi, con il patrocinio del Comune.

    Il programma si apre domenica 8 giugno alle ore 15 con una conferenza di Aldo Fiordelli, giornalista e senior editor di James Suckling, che guiderà una riflessione sui fine wines bianchi a livello internazionale. Segue alle 16.30 una degustazione dedicata ai migliori bianchi italiani, protagonisti di una delle sfide più interessanti dell’enologia contemporanea.

    Lunedì 9 giugno, alle 10, spazio al consueto talk-show VinoVip, intitolato quest’anno “Il mondo del vino raccontato da chi lo farà”: una tavola rotonda con giovani voci del settore chiamate a immaginare l’evoluzione del comparto. Al termine, verrà assegnato il Premio Pino Khail per la valorizzazione del vino italiano, riconoscimento già attribuito a figure di primo piano come Piero Antinori, Chiara Lungarotti e Marina Cvetic.

    A chiudere l’evento, dalle 17 alle 21, il Grand Tasting con i Protagonisti di VinoVip al Forte 2025: un banco d’assaggio con le aziende che hanno segnato la storia dell’enologia italiana. Una vera e propria full immersion tra eccellenze consolidate e nuove sfide da scoprire calice alla mano.

    Il direttore di Civiltà del bere, Alessandro Torcoli, sottolinea come Forte dei Marmi rappresenti “l’alternativa perfetta a Cortina”, per affinità di stile, eleganza e respiro internazionale. «VinoVip è da sempre anche un laboratorio di idee per il vino italiano: quest’anno il focus sarà sui bianchi di prestigio e sulla visione dei giovani», ha dichiarato.

    VinoVip al Forte nasce da un’idea di Civiltà del bere ed è coordinato dall’editore e direttore della rivista Alessandro Torcoli, affiancato dal comunicatore Gianni Mercatali e dal giornalista e critico enogastronomico Aldo Fiordelli. L’iniziativa è patrocinata dal Comune di Forte dei Marmi, il cui sindaco Bruno Murzi ha accolto con entusiasmo la proposta, evidenziando come la città, con ben quattro ristoranti stellati in soli nove chilometri quadrati, rappresenti un’eccellenza gastronomica perfettamente in linea con lo spirito della manifestazione.

    A VinoVip al Forte, saranno presenti alcune tra le aziende più blasonate d’Italia, di seguito la lista, l’elenco aggiornato in tempo reale su vinovipalforte.it.

    Andreola, Marchesi Antinori, Argiolas, Berlucchi Franciacorta, Nicola Biasi (b), Bortolomiol, Broglia (b), Le Caniette, Casadei, Cavazza, Colle Bereto, Il Colombaio di Santachiara, Livio Felluga (b), Félsina, Tenute Folonari, Fontanafredda, Fonzone, Gabe, Herita Marzotto Wine Estates, Cantine Lunae, Le Manzane, Masciarelli, Masi Agricola, Mezzacorona, Nino Franco, Pasqua Vini, Pio Cesare, Poggio al Tesoro, Quintodecimo, San Michele Appiano (b), Sartori di Verona, Surrau (b), St. Roch (b), Torre Rosazza (b), Vite Colte, Umani Ronchi, Velenosi, Venica&Venica (b), Vigneti La Selvanella, Zorzettig.

    (b): l’azienda partecipa solo alla degustazione “I fine wines bianchi italiani”.

    L’evento è aperto ai professionisti e al pubblico. Biglietti disponibili su vinovipalforte.it

    Per ulteriori informazioni e accrediti stampa:

    Anna Rainoldi [email protected] – 02 76110303

    photo Marco Cremonesi More

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    Torna “Scollinando”, la camminata golosa tra le vigne del Buttafuoco Storico

    Domenica 1 giugno, il Club del Buttafuoco Storico rilancia una nuova edizione di Scollinando, l’esperienza enogastronomica itinerante tra le vigne del Buttafuoco Storico: dall’Enoteca del Club in Piazzetta Buttafuoco a Canneto Pavese, i partecipanti – suddivisi in gruppi con partenze scaglionate a partire dalle ore 10:00 – passeggiano in collina con soste gustose tra i filari delle vigne Rogolino, Bricco in Versira e Pianlong. Un percorso di circa 6 chilometri, facilmente praticabili e adatti a tutta la famiglia per immergersi nei sapori tipici e nei paesaggi primaverili dell’Oltrepò Pavese.
    Spiega il Presidente del Club del Buttafuoco Storico Massimo Piovani: “Scollinando è un lungo pranzo in cui ciascuna portata – dall’antipasto al dolce – è servita in un luogo diverso e ad ogni tappa corrisponde una degustazione, abbinata ai calici di Buttafuoco Storico di tutte le aziende associate.
    Con questa edizione, il Club del Buttafuoco Storico conferma la volontà di rilanciare un appuntamento che nel tempo si è consolidato come momento di incontro, promozione enogastronomica e valorizzazione del paesaggio collinare dell’Oltrepò Pavese. Un’occasione per immergersi tra vigneti, sapori autentici e racconti di una terra dal cuore antico e dal carattere generoso”.
    All’arrivo nelle prime due vigne, i partecipanti trovano Miccone di Stradella con salame e focaccia con coppa e pancetta. Si prosegue verso il Parco comunale di Canneto Pavese, per il tradizionale risotto con pasta di salame sfumato al Buttafuoco, preparato dalla Confraternita del Risotto. Alla terza vigna è pronto il salame cotto con scaglie di grana, mentre il ritorno in enoteca riserva un assaggio di Buttafuoco Chinato, servito con scaglie di cioccolato, per chiudere questa esperienza all’insegna del gusto.
    Le degustazioni abbinate all’esperienza Scollinando hanno un costo di 50 €. I partecipanti ricevono inoltre un buono sconto del 10% da utilizzare presso l’Enoteca del Club del Buttafuoco Storico.
    I posti sono limitati e le prenotazioni restano aperte fino a venerdì 30 maggio.
    Per informazioni e prenotazioni:
    📞 339 3012636 – 0385 60154
    www.buttafuocostorico.com More

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    Ampeleia vola a New York e partecipa alla prima edizione di Vinous Icons: Italy

    Ampeleia partecipa alla prima edizione di Vinous Icons: Italy, evento internazionale in programma il 16 e 17 maggio 2025 presso l’Hall des Lumières di New York City. Curato da Antonio Galloni e dal team di Vinous, il format riunisce una selezione di cantine italiane considerate tra le più rappresentative in termini di qualità e identità territoriale.
    Nel corso delle due giornate, Ampeleia presenta in degustazione tre delle sue etichette più significative. Oltre ai due monovarietali “Alicante Nero” e “Cabernet Franc”, anche il portabandiera “Ampeleia”, da uve 100% Cabernet Franc coltivate fra gli alti boschi della Maremma, che ottiene un punteggio di 95 punti da parte della critica. Riconoscimenti come questo confermano la coerenza e la profondità del lavoro portato avanti dall’azienda.
    L’evento rappresenta un’occasione di rilievo per presentare il proprio approccio agricolo e produttivo a una platea internazionale composta da professionisti del settore, collezionisti e appassionati. Un pubblico attento e competente, con cui l’azienda instaura un dialogo diretto, orientato alla condivisione di valori legati alla qualità, alla sostenibilità e al rispetto del proprio territorio.
    Attraverso la partecipazione a eventi internazionali come Vinous Icons: Italy, Ampeleia consolida il proprio impegno verso una viticoltura consapevole, capace di raccontare la complessità del territorio e di dialogare con il mondo, generando valore culturale, in armonia con l’ambiente e con le comunità che lo abitano.
    Ampeleia è un sogno condiviso che ha trovato casa nella selvaggia Alta Maremma. Dal 2002 l’azienda produce vini di pregio che vanno oltre l’ordinario, influenzati dall’alto bosco circostante e manifestazione della terra di minatori da cui provengono, con il Cabernet Franc come varietà di punta. More

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    Festa del Vino – I vitigni autoctoni del Piemonte nel centro storico di Alba

    Si avvicina la settima edizione della Festa del Vino dedicata ai Vitigni Autoctoni del Piemonte che si svolgerà domenica 25 maggio nel centro storico di Alba. Un evento ideato e promosso da Go Wine che si sta consolidando con un programma e contenuti unici nel loro genere e sempre più apprezzati dal pubblico degli enoappassionati.Il programma è definito e contiene alcune importanti novità.
    Orario, banco d’assaggio, cantine:
    l’evento si svolgerà lungo la giornata della domenica (11-19) con oltre 30 cantine presenti nel centro storico ad incontrare il pubblico. Un orario più ampio rispetto alle precedenti edizioni, un invito a vivere Alba e il suo centro storico con molte occasioni di incontro e assaggi con i vignaioli.
    La ricchezza e diversità del vigneto piemontese sarà rappresentata da oltre 40 i vitigni, raccontando tanti angoli del Piemonte, affiancando varietà di grande diffusione (come il nebbiolo, per esempio) a varietà rare, oggetto di recupero nel corso degli ultimi anni (come il Baratuciat, il Bian Ver o l’Uvalino per indicarne alcuni).
    Le cantine partecipano all’evento incontrando il pubblico in un banco d’assaggio che animerà il centro storico della città, altri vitigni-vini saranno presentati in speciali enoteche.
    L’evento coinvolge oltre 90 cantine, fra banco d’assaggio, enoteche e masterclass.
    Masterclass, fra Pelaverga, Vini Georgiani e vini rari del Piemonte.
    Si svolgeranno nella sala incontri del Mudet; gli appuntamenti saranno tre.
    Si inizia alle ore 11,30 con la masterclass che di fatto inaugura l’evento: è l’occasione per celebrare uno dei 40 vitigni protagonisti della giornata: il Pelaverga legato a Verduno.
    Festeggia nel 2025 i 30 anni della doc e l’evento intende omaggiare questa ricorrenza con una degustazione guidata speciale legata ad un vino sempre più apprezzato; deve la sua fortuna alla lungimiranza di tanti viticoltori che, pur interpretando grandi Barolo, non hanno dimenticato il piccolo gioiello che avevano nelle vigne.
    La seconda masterclass (ore 15) sarà dedicata ai Vini Georgiani: un approfondimento su una terra straordinaria, legata alla storia del vino, con la presenza di un viticoltore georgiano in sala a conversare con Giampiero Gerbi.
    Il terzo appuntamento è in programma alle ore 17 e sarà una sorta di percorso che Go Wine, con Giampiero Gerbi, svolgerà fra i più rari vitigni piemontesi: 6 vini scoprendo un Piemonte per molti sconosciuto.
    Gli ospiti speciali: Fiano e Vini Spagnoli 
    Secondo tradizione, l’evento si apre al confronto con altre realtà al di fuori del Piemonte. La scelta riguarda anche quest’anno un tema in Italia e un tema fuori confine.
    In Italia è il Fiano il vitigno protagonista: varietà a bacca bianca, firma una delle docg del sud, il Fiano di Avellino. E’ presente anche in altri areali della regione Campania, come il Cilento e il Sannio. Una selezione di oltre 20 vini sarà presentata nel Cortile della Maddalena, valorizzando anche la tipologia Riserva a cui i vignaioli irpini stanno dedicando attenzione.
    L’ospite straniero dell’edizione 2025 sarà la Spagna: un grande Paese del vino, dove la viticoltura è parte fondamentale dell’economia e della cultura rurale.
    Go Wine presenterà una selezione che andrà a considerare le principali regioni del vino spagnolo: dalla Catalunya alla Rioja con i suoi famosi rossi, alla Ribera del Duero (a nord di Madrid), alla Galizia ed alla Andalusia nelle parti più ad ovest. Privilegiando la conoscenza con alcuni fra i principali vitigni autoctoni del Paese: tempranillo, albarino, mencìa, verdeio, garnacha, ecc…
    ***
    E per il Piemonte, ecco l’elenco (in rigoroso ordine alfabetico) dei vitigni protagonisti di questo speciale evento Go Wine:
    Albarossa, Arneis, Avanà, Baratuciat, Barbera, Becuet, Bian Ver, Bonarda, Bussanello, Cari, Caricalasino, Celllerina, Cortese, Croatina, Dolcetto, Erbaluce, Favorita, Freisa, Furmentin, Gamba di pernice, Grignolino, Malvasia, Malvasia di Schierano, Malvasia moscata, Moscato, Nascetta, Nebbiolo, Nebbiolo di Dronero (o chatus), Neretto di San Giorgio, Nibiò, Pelaverga, Pelaverga Piccolo, Quagliano, Rossese bianco, Ruchè, Slarina, Timorasso, Uva rara, Uvalino, Vespolina.
    Un evento di cultura del vino e di piacevolezza un’occasione straordinaria per conoscere nuovi e diversi prodotti, per assaporare il fascino delle tipicità che firmano la viticoltura piemontese e che convergeranno, per un giorno, nel centro storico di Alba.
    “La manifestazione – dicono dall’associazione Go Wine – giunge alla settima edizione; si inserisce tra le iniziative che Go Wine svolge ormai da molti anni in Italia a favore dei vitigni autoctoni: è nata in Piemonte per raccontare la particolare ricchezza del vigneto della regione e rafforza un tema caro all’associazione. Go Wine infatti ogni anno promuove un tour dedicato agli autoctoni in sei grandi città italiane e promuove i vini di territorio come strumento per rafforzare l’enoturismo in Italia; l’evento di Alba rafforza questo impegno dell’associazione sempre nel segno di generare occasioni che promuovano cultura del vino e conoscenza”.
    Come in ogni edizione l’associazione Go Wine promuoverà un’iniziativa a favore della ricerca in campo vitivinicolo.
    La città di Alba è sede dell’evento e il riferimento non è casuale; per il ruolo che Alba ha nel mondo del vino, per le istituzioni presenti come la Scuola Enologica e l’Università, come riferimento di un vasto territorio di vini di eccellenza.
    La Festa dei Vini Autoctoni del Piemonte si svolge con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo. More

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    Dall’intuizione al calice: cinquant’anni di Malbech secondo Paladin

    Cinquant’anni fa il Malbech Gli Aceri della cantina Paladin otteneva la sua prima medaglia d’oro alla Mostra Campionaria Nazionale dei Vini di Pramaggiore. Correva l’anno 1975 e quel riconoscimento, assegnato nella prima rassegna enologica ufficialmente riconosciute in Italia, segnava l’inizio della storia di un vino controcorrente: uno dei primissimi Malbech vinificati in purezza nel nostro Paese.

    Carlo Paladin – Nicola Frasson

    Oggi, mezzo secolo dopo, la famiglia Paladin ha celebrato quell’intuizione con una verticale d’eccezione, condotta  da Carlo Paladin e da Nicola Frasson (curatore delle guide Gambero Rosso per il Veneto). In degustazione, cinque annate simbolo: 1999, 2004, 2010, 2018 e 2020, tutte estratte dal caveau aziendale e presentate in un packaging speciale. È l’occasione per riscoprire la tenacia visionaria di Valentino Paladin, fondatore dell’azienda e convinto sostenitore di questo vitigno “minore”, ma capace – se trattato con rispetto – di raccontare una storia profonda e coerente.

    Il Malbech Gli Aceri nasce nel Veneto orientale, nel Lison Pramaggiore, dove questo vitigno trova un equilibrio sorprendente tra freschezza, colore e maturazione fenolica. La vinificazione in purezza ne esalta l’identità: un rosso dal timbro elegante e speziato, affinato per un anno in barrique e successivamente in botti grandi, prima di un ulteriore riposo in bottiglia che gli conferisce armonia e pienezza.

    Il Malbec, o Malbech nella sua grafia italianizzata, è un’uva di origine francese – un tempo coltivata nel Médoc, oggi presente soprattutto nel Cahors – che ha trovato il suo vero palcoscenico in Argentina. Proprio lì, nella regione di Mendoza, ha acquisito fama internazionale, diventando simbolo di un’intera nazione enologica. Le versioni argentine si distinguono per potenza e maturità, con frutto nero generoso, struttura importante e una riconoscibile firma speziata data dall’affinamento in legno.

    In Italia, il Malbech ha avuto un ruolo più defilato, spesso vinificato in blend con Merlot e Cabernet o relegato a produzioni di pronta beva. È raro trovarlo interpretato in purezza, come nel caso di Gli Aceri, che rappresenta una delle poche eccezioni coerenti e longeve. Negli ultimi decenni, molti vigneti sono stati sostituiti da varietà più “commerciali”, ma Paladin ha scelto di custodire questa varietà, trasformandola in un marchio di famiglia.

    I vini da Malbec – o Côt, come viene ancora chiamato in alcune aree francesi – si distinguono per intensità cromatica, acidità ben dosata e tannini levigati. Al naso evocano prugne, more, cacao, tabacco e, nei migliori casi, una vena minerale che ne sostiene la beva. In climi temperati e ventilati, come quello del Veneto orientale, il Malbech riesce a mantenere equilibrio senza rinunciare alla complessità, offrendo versioni capaci di invecchiare con grazia. Ne è prova una straordinaria bottiglia del 1999: un vino che, se degustato alla cieca accanto a rossi italiani ben più blasonati (e costosi), saprebbe certamente tenere testa e prendersi le sue soddisfazioni.

    Nel bicchiere, Gli Aceri è un vino che non cerca l’effetto speciale, ma preferisce raccontare una coerenza stilistica costruita nel tempo. Un rosso che riflette la passione artigianale della famiglia Paladin, oggi rappresentata dalle nuove generazioni, ma sempre fedele allo spirito pionieristico del fondatore. In un’Italia enologica spesso orientata alle mode, il Malbech Gli Aceri resta una voce fuori dal coro, e proprio per questo merita attenzione. More