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    Brilla: Il Prosecco incontra il design

    Dal 2018 Brilla! offre una rilettura originale del Prosecco DOC, attraverso una collezione che unisce la cura nella produzione a una forte vocazione estetica. La bottiglia – con la sua texture brevettata ispirata al taglio a goccia dei diamanti – non è solo forma, ma racconto. Evoca il mondo dell’alta gioielleria italiana, coniugando l’arte vetraria e decorativa che ha fatto del Veneto un crocevia tra funzionalità e bellezza.Con Brilla!, il design è parte integrante dell’esperienza del vino, che comincia dalla vista e prosegue nell’assaggio. Alla base, un’idea precisa: valorizzare la versatilità di uno dei simboli più riconosciuti del made in Italy attraverso un linguaggio visivo distintivo e una gamma capace di esprimere le diverse anime del Prosecco. Dall’espressione classica e quotidiana del Prosecco DOC, alla versione Rosé, gastronomica e contemporanea, fino alla massima espressione territoriale incarnata dall’Asolo Prosecco Superiore DOCG.
    Asolo Prosecco Superiore DOCG
    Questo spumante nasce nel cuore delle colline di Asolo, territorio che ha ottenuto la DOCG nel 2009. La zona di produzione – delimitata da disciplinare – si sviluppa tra le pendici del Monte Grappa e il fiume Piave, in un’area di forte vocazione, caratterizzata da condizioni pedoclimatiche ideali.
    Le uve Glera, provenienti da parcelle selezionate e a rese contenute, sono vinificate per esprimere un profilo elegante e nitido: profumi di pera, mela verde e fiori d’acacia, un sorso fresco, sapido e armonico, con perlage fine e acidità ben calibrata.
    Prosecco DOC
    Un classico intramontabile, di grande piacevolezza e versatilità nell’abbinamento gastronomico, caratterizzato da un perlage fine e persistente. Al naso emergono note fruttate di pesca e mela verde con delicati sentori floreali di acacia e lillà. In bocca, la freschezza e la leggerezza sono bilanciate da un gusto armonico e un retrogusto persistente.
    Prosecco DOC Rosé
    Un’interpretazione elegante e gastronomica del Prosecco DOC, che unisce la freschezza della Glera alla struttura del Pinot Nero. Dal colore rosa tenue con riflessi luminosi, presenta un bouquet delicato con note di frutti rossi e fiori bianchi. Il sorso è morbido e avvolgente, con un equilibrio perfetto tra acidità e sapidità.
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    Brilla! è il marchio che unisce la tradizione vinicola italiana a un’estetica distintiva e contemporanea. Nato nel 2018 e oggi parte del Gruppo Argea, Brilla! si distingue per la sua visione innovativa nel mondo degli spumanti e dei vini fermi. La sua identità si riflette nel design iconico delle bottiglie, caratterizzate dal raffinato motivo a goccia ispirato all’alta gioielleria, un dettaglio che esprime l’eleganza e l’attenzione al dettaglio proprie del brand.Specializzato nella produzione di Prosecco DOC e Asolo Prosecco Superiore DOCG, Brilla! ha ampliato la sua offerta includendo vini fermi come Pinot Grigio, Pinot Grigio Rosé e Pinot Nero, oltre a proposte innovative come il nuovo Vino Spumante Dealcolato 0.0. Ogni creazione di Brilla! è pensata per un pubblico che ricerca un’esperienza che unisce gusto e stile italiano.
    Via L. Cadorna 17, Fossalta di Piave, 30020 VE IT+39 0421 67194 – www.brilla.wine More

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    Vernaccia di San Gimignano Regina Ribelle: torna il Wine Fest

    Dopo il successo delle edizioni precedenti – l’ultima, nel 2024, ha superato i 1.000 visitatori – il festival torna ad animare il centro storico della città con degustazioni, masterclass, laboratori e intrattenimento.

    Organizzato dal Consorzio del Vino Vernaccia di San Gimignano insieme al Comune, il Wine Fest rappresenta un’occasione unica per scoprire e assaporare il grande bianco di Toscana nei luoghi in cui è nato e ha saputo crescere, attraversando i secoli.

    Il programma si articola su due giornate: protagonisti saranno i produttori della Denominazione, presenti agli stand per raccontare la propria Vernaccia, ma anche masterclass, wine tasting, laboratori di abbinamento con eccellenze toscane come Prosciutto Toscano DOP, Finocchiona IGP e Pecorino Toscano DOP. La festa proseguirà con appuntamenti di musica e dj-set nella splendida cornice della Rocca di Montestaffoli, senza dimenticare attività dedicate anche ai più piccoli.

    Domenica 18 maggio si terrà inoltre la finale del concorso “Miglior Sommelier AIS Toscana 2025”, frutto della rinnovata collaborazione tra il Wine Fest e AIS Toscana.

    “L’idea di creare un evento aperto al pubblico per promuovere la nostra Regina Bianca è nata come una scommessa,” spiega Irina Strozzi, Presidente del Consorzio. “Oggi siamo orgogliosi di vedere come questa manifestazione stia contribuendo a consolidare e rinnovare l’immagine della Vernaccia di San Gimignano.”

    Come da tradizione, il Wine Fest sarà preceduto da due giornate – il 15 e 16 maggio – dedicate alla stampa di settore italiana e internazionale. I giornalisti potranno degustare in anteprima le nuove annate di Vernaccia al Museo De Grada e visitare alcune aziende del territorio attraverso un press tour dedicato.

    PROGRAMMA:Sabato 17 Maggio11:00-19:00 Banchi di assaggio nel Centro Storico di San GimignanoIncontri con i produttori della Vernaccia di San Gimignano DOCGPiazza della Cisterna e Piazza del Duomo11:00-17:30 Accesso libero al percorso museale de “La Vernaccia di San Gimignano Wine Experience”Rocca di Montestaffoli12:00 Masterclass: La Vernaccia di San Gimignano incontra le altre eccellenze toscaneCon il Prosciutto Toscano DOP, la Finocchiona IGP e il Pecorino Toscano DOPPiazza delle Erbe14:00 Masterclass: La Vernaccia di San Gimignano incontra il Bistrot MagninoPiazza delle Erbe16:00 Masterclass: La Vernaccia di San Gimignano incontra l’Osteria San GiovanniPiazza delle Erbe18:00 Masterclass: La Vernaccia di San Gimignano incontra il ristorante FuoriluogoPiazza delle Erbe20:00-24:00 Dj-setMusica, Food, degustazione di Vernaccia di San Gimignano DOCG e special drinks firmati “Il Gingegnere”Cassero della Rocca di Montestaffoli Domenica 18 Maggio11:00-18:00 Banchi di assaggio nel Centro Storico di San GimignanoIncontri con i produttori della Vernaccia di San Gimignano DOCGPiazza della Cisterna e Piazza del Duomo10:00-11:30 Prove di esame AIS per “Miglior Sommelier della Toscana 2025”Accesso riservato ai partecipanti iscritti all’esame presso La Vernaccia di San Gimignano Wine ExperienceRocca di Montestaffoli11:00 Masterclass: Ilaria Lorini presenta le nuove annate della Vernaccia di San GimignanoPresentazione di 6 etichette di Vernaccia di San Gimignano. A cura di Ilaria Lorini – Miglior Sommelier Toscana AIS 2024Piazza delle Erbe 13:00-17:30 Accesso libero al percorso museale de “La Vernaccia di San Gimignano Wine Experience”Rocca di Montestaffoli14:30 Masterclass: Vernaccia di San Gimignano Ritorno al FuturoTalk Show con degustazione – Presentazione di 6 etichette premiate nelle ultime 6 edizioni della Guida Vitae AIS.Interverranno: Cristiano Cini – Presidente AIS Toscana, Roberto Bellini, Valentino Tesi – brand ambassador Vernaccia di San GimignanoPiazza delle Erbe16:00 Finale “Miglior Sommelier della Toscana 2025”Conclusione dell’esame AIS di DegustazioneLoggia del Comune17:30 Premiazione AIS  “Miglior Sommelier della Toscana 2025” e chiusura eventoCerimonia di consegna premi e saluti istituzionaliLoggia del Comune More

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    Il futuro del Vino è giovane: il percorso di Elisa e Gloria Campana

    La Ciocca incarna l’essenza di una tradizione vinicola familiare che si intreccia con uno spirito moderno e dinamico. Fondata nel 1972, l’azienda ha saputo evolversi nel tempo, abbracciando la visione di Elisa e Gloria Campana, giovani titolari capaci di unire radici e contemporaneità. Cresciute in un ambiente dove la passione per il vino si trasmette da generazioni, le due sorelle hanno trasformato La Ciocca in un luogo di esperienze enogastronomiche immersive nei Colli Piacentini.

    Gloria e Elisa Campana con il papà Patrizio

    Grazie alla loro energia, il territorio viene valorizzato attraverso esperienze dirette che parlano non solo di vino, ma anche di convivialità e relazione, attirando un pubblico giovane, curioso e coinvolto.

    Il loro progetto si inserisce in un contesto storico particolarmente favorevole: il mercato mostra infatti una crescente predilezione per vini più snelli, freschi e con un tenore alcolico contenuto. Una tendenza che rispecchia la nuova sensibilità verso un consumo più consapevole e che trova piena espressione nei vini dei Colli Piacentini, come Gutturnio, Ortrugo e Malvasia — proposti sia in versione ferma che frizzante — capaci di coniugare semplicità e immediatezza senza rinunciare all’identità territoriale.

    Sono vini pensati per la convivialità, perfetti compagni anche dei pic-nic che Elisa e Gloria organizzano nei mesi estivi  tra le vigne situate sui dolci pendii della Val Chero.

    La Val Chero: memorie di terra e natura

    La Val Chero non è solo uno scenario suggestivo, ma un vero e proprio archivio naturale che racconta secoli di storia e trasformazioni. Situata tra la Val D’Arda e la Val Nure, si estende in parte nel Parco Regionale dello Stirone e del Piacenziano, un’area protetta che custodisce oltre 300 ettari di paesaggio immacolato e ricco di biodiversità.

    La peculiarità geologica della Val Chero risiede nei suoi suoli antichi: da un lato, le sabbie argillose grigie impregnate di fossili, derivanti da ambienti costieri risalenti al Pliocene medio-superiore; dall’altro, le sabbie gialle, testimonianza delle antiche spiagge che un tempo bagnavano queste terre. Questa duplice natura dei terreni contribuisce a creare un terroir unico, capace di conferire ai vini una spiccata sapidità e una complessità aromatica senza pari, grazie all’abbondanza di micronutrienti e alle tracce fossilifere che raccontano un passato marino.

    Il fascino della Val Chero si intreccia anche con la storia e la cultura. Qui persino Leonardo da Vinci trovò ispirazione: nel 1482, nel Codice Leicester, il genio rinascimentale menzionò la straordinaria ricchezza geologica dell’area, sottolineando l’importanza dei fossili marini e la singolarità del paesaggio. Questo collegamento con il passato rende la Val Chero non solo un laboratorio a cielo aperto per la geologia, ma anche un luogo di esperienza culturale ed educativa.

    L’enoturismo esperienziale: un invito a riscoprire il piacere della convivialità

    Elisa e Gloria Campana hanno saputo cogliere l’importanza di integrare la produzione vinicola con iniziative che valorizzano il contatto diretto con la terra e la cultura enogastronomica. I pic-nic in vigna, organizzati da giugno a settembre, sono un esempio emblematico di questo approccio esperienziale. Immersi nella bellezza dei filari, i visitatori possono godersi aperitivi e cene a base di prodotti tipici, buon vino, musica e l’atmosfera conviviale che regna tra le vigne.

    Questa formula di ospitalità, pensata per attrarre soprattutto i giovani, sfida il pregiudizio secondo cui “ai giovani non interessa il vino”. Al contrario, l’offerta enogastronomica diventa un potente volano di innovazione culturale, capace di trasformare il tradizionale bicchiere di vino in un’esperienza multisensoriale. Durante gli eventi, oltre alla degustazione, vengono proposti laboratori e percorsi tematici che approfondiscono il legame tra la produzione del vino e la valorizzazione del territorio, coinvolgendo anche artigiani locali e professionisti del settore.

    Elisa e Gloria Campana

    La proposta di La Ciocca, unita all’energia e alla sensibilità di Elisa e Gloria Campana, dimostra che il futuro del vino passa attraverso l’apertura al cambiamento e il contatto diretto con il territorio. L’enoturismo esperienziale non solo arricchisce la proposta commerciale, ma rappresenta anche un modo attuale di riscoprire il patrimonio culturale ed enologico, rendendolo accessibile e interessante anche per le nuove generazioni. More

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    Bologna Wine Week, ecco le date della terza edizione!

    Dopo il grande successo delle prime due edizioni in Piazza Minghetti nel 2023 e nel 2024 che hanno visto la partecipazione di 10.000 partecipanti per anno, ritorna la Bologna Wine Week con una proposta ancora più ambiziosa, capace di unire il grande pubblico e i professionisti del settore in un viaggio sensoriale ed educativo attraverso il mondo del vino. La manifestazione  che promuove la cultura del vino e le eccellenze enologiche italiane e regionali si sposta nel cuore di Bologna, tra Piazza Nettuno, Palazzo Re Enzo e Sala Borsa, portando l’attenzione per un’intera settimana sul mondo del vino.A Palazzo Re Enzo saranno presente tra le 80 e le 100 cantine, con una bella rappresentanza dei Colli Bolognesi, ma anche di tutta la regione e oltre, offrendo una panoramica completa della produzione vinicola italiana, con particolare attenzione alle eccellenze locali: “L’idea è scaturita dalla volontà di creare un evento che celebrasse l’eccellenza enologica italiana con un’attenzione particolare ai vini dell’Emilia-Romagna – racconta l’organizzatore Gian Marco Gabarello – Volevamo offrire sia ai professionisti del settore che al grande pubblico un’occasione per incontrarsi, degustare e approfondire la cultura del vino in un contesto conviviale e accessibile”.
    La terza edizione della Bologna Wine Week punta ad aumentare la presenza di operatori del settore attraverso pass dedicati a buyer e professionisti, senza però perdere il suo legame con il grande pubblico e gli appassionati potranno partecipare a degustazioni guidate, scoprire nuove etichette e approfondire la cultura del vino attraverso masterclass e incontri con esperti, che accompagneranno i visitatori alla scoperta delle cantine, delle degustazioni e delle varie attività in programma.
    Tra le novità dell’edizione 2025 un focus dedicato agli spumanti grazie alla partnership con Spumanti Italia, giunta alla sua settima edizione: “in questi anni il mondo della spumantistica è cresciuto tantissimo ed oggi sono diverse le cantine che propongono una bollicina nella loro carta dei vini – sottolinea Andrea Zanfi, fondatore di Spumanti Italia – la partnership con la Bologna Wine Week è per noi un modo di unire le forze e proporre un grande evento in questa città”.
    Ci sarà inoltre una sala dedicata ai distillati, che permetterà ai visitatori di esplorare il mondo della mixology e delle produzioni artigianali, arricchendo ulteriormente l’esperienza della manifestazione. Il programma è in fase di definizione e tutti i dettagli saranno svelati a breve ma si anticipa sin d’ora che tutta la settimana sarà animata dagli eventi OFF nei ristoranti e locali partner, con un focus sui vini regionali: grazie a queste iniziative, la manifestazione amplia la sua offerta e coinvolge attivamente la città, trasformandola in un palcoscenico diffuso dedicato alla cultura del vino.
    La manifestazione è ideata e organizzata da Gian Marco Gabarello attraverso la sua società Ebrezze, realtà che unisce ristorazione, accoglienza e cultura del bere. Oltre a dare vita a Bologna Wine Week, la società gestisce Ebrezze, ristorante di pesce e cocktail bar nel cuore della città (Via Castiglione, 11D), ed Ebrezze Giardino, il suggestivo locale estivo sui colli bolognesi. Con questa manifestazione, Ebrezze rafforza il suo ruolo nel panorama enogastronomico, valorizzando il vino come elemento centrale di un’esperienza culturale e conviviale che coinvolge la città intera.
    Bologna Wine Week 2025 andrà in scena da Venerdì 9 a Domenica 11 Maggio 2025 e si conferma già come un appuntamento imperdibile per tutti coloro che amano il vino, vogliono approfondire alcune tematiche e vivere un’esperienza autentica tra cultura, sapori e scoperte. More

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    Cos’è il controllo di gestione nell’azienda vitivinicola?

    Intervistiamo Francesco Mangani e Duccio Fagnani, titolari della Duo Consulting, società di consulenza specializzata nel settore vitivinicolo.   Quale è la funzione e l’utilità del controllo di gestione in una azienda di produzione e vendita di vino? In estrema sintesi, …
    L’articolo Cos’è il controllo di gestione nell’azienda vitivinicola? proviene da WineJob. More

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    El Vin del Ricordo, il vino del cuore di Davide Vignato in edizione limitata

    C’era una volta un vulcano con straordinarie colonne basaltiche; poi arrivò l’uomo, che nella notte dei tempi iniziò a coltivare l’uva Garganega. Sembra l’inizio di una favola, ma la storia racchiusa in sole 111 bottiglie messe da parte sedici anni fa da Davide Vignato e finalmente pronte per essere stappate è tutta vera. Vignaiolo vulcanico come la terra da cui nascono i suoi vini, nella settimana Santa Davide presenta El Vin del Ricordo, passito di Garganega ispirato alla lunga tradizione del vin santo di Gambellara, frutto della vendemmia 2009 e di un lungo affinamento in caratelli da cinquanta litri.
    Appassita nei picai fino a marzo e fermentata spontaneamente in acciaio per poi passare a un affinamento di oltre quindici anni e a un ulteriore riposo in bottiglia, in questa versione speciale la Garganega di Gambellara regala profumi evoluti e complessi di cacao, caffè, liquirizia, erbe officinali e frutta matura in abbondanza, rivelandosi al palato dolce ed elegante, con una sorprendente freschezza dettata dai suoli vulcanici.
    “El Vin del Ricordo è un vino del cuore, che fonde i valori intramontabili dell’incontro e della vera ospitalità” racconta Davide Vignato. “L’ho fatto come si faceva una volta, come mi hanno insegnato mio nonno e mio papà, fedeli alle antiche tradizioni contadine della zona. Sono loro che, fin da quando ero bambino, mi hanno insegnato che all’ospite che bussa alla porta si offre sempre il bicchiere migliore come segno di sincera accoglienza. E’ un vino simbolico, che vuole ricordare il valore del tempo in un’epoca in cui sembra di averne sempre poco a disposizione e a volte fatichiamo a concederne anche solo una piccola parte agli altri”.
    Legato agli usi e ai costumi di Gambellara, El Vin del Ricordo è anche un vino profondamente territoriale nella sua espressività al calice, dove i sentori balsamici scaturiti dalla lunga evoluzione della Garganega sono sostenuti dalla freschezza e dalla salinità tipiche del territorio vulcanico di questo piccolo comune veneto. More

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    Marchesi Frescobaldi approda in Sicilia, una delle terre più vocate per il vino

    La passione comune per il vino e per le relazioni vere ha sempre regnato sovrana nella sincera amicizia tra Lamberto Frescobaldi e Marco de Grazia, a cui aggiungere il desiderio di creare qualcosa insieme, un sogno che hanno nutrito per 35 anni. Oggi quel sogno è diventata una collaborazione reale con la Marchesi Frescobaldi divenuta socia di minoranza di Tenuta delle Terre Nere, Etna. Un luogo con una forza, un respiro e un’energia primordiale unica. E così Marco De Grazia e Lamberto Frescobaldi hanno deciso di portare avanti insieme il bellissimo progetto siciliano che Marco ha fatto nascere nel 2002.
    “Per decine di anni Lamberto ed io abbiamo condiviso tempo, amicizia, e naturalmente vini su vini – e le gioie e dolori dei nostri figli che crescevano insieme nella stessa scuola” – queste le parole di Marco de Grazia, proprietario di Tenuta delle Terre Nere, che aggiunge – “Il caso ci ha dato una spinta. Le nostre visioni comuni anche. Gli ingranaggi hanno cominciato a girare, prima con esitazione, poi con entusiasmo. E l’amicizia è diventata qualcosa di più: una passione ed una spinta condivisa per obbiettivi più elevati, la voglia di dare forma a una chiara e comune intuizione, e finalmente tradurre il tutto in vini sempre più ambiziosi e fini. Insieme”.
    “Per me, Marco De Grazia ha rappresentato un autentico punto di riferimento” – così Lamberto Frescobaldi, Presidente Gruppo Marchesi Frescobaldi, che continua – “Nei primi anni ’90, poco dopo il mio matrimonio, abbiamo condiviso numerose serate e molte bottiglie di vino stappate insieme. In quei momenti ascoltavo con attenzione ogni sua parola: la sua costante ricerca della finezza nei vini, la sua energia contagiosa, la limpidezza della sua visione.”
    Il cammino continua. Sostenuto da una lunga amicizia e da una montagna che non smette mai di ispirare. More

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    Sfida tra Vermentini: Maìa di Siddùra domina il panel del Decanter con 95 punti

    Un successo che parla sardo e profuma di eccellenza. Un nuovo e prestigioso riconoscimento si aggiunge al palmarès di Maìa, Vermentino di Gallura DOCG firmato Siddùra. La vendemmia 2023 ha conquistato il primo posto nel panel dedicato ai Vermentini organizzato da Decanter, una delle pubblicazioni enologiche più autorevoli al mondo.Tra 83 vini Vermentino in degustazione, provenienti dalla Sardegna e dalla Toscana, Maìa si è distinto nettamente, ottenendo il punteggio più alto: 95 punti. I giudici – Jason Millar, Michael Garner e Vincenzo Arnese, personalità di spicco del mondo del vino – non hanno avuto dubbi, definendolo senza esitazione: “Un vino impressionante.”
    “Confrontarsi con le produzioni nazionali e internazionali è sempre stato per Siddùra una filosofia di vita: 867 premi fa la nostra azienda riceveva il suo primo riconoscimento, proprio da Decanter e proprio con il Maìa – sottolinea Mattia Piludu, direttore generale di Siddùra -. Oggi si conferma la qualità e l’eleganza dei prodotti che, anno dopo anno, ci rendono orgogliosi di far parte di questa azienda. Mettersi in discussione e misurarsi con i mercati più affermati, ci permette di avere una visione più ampia. La tradizione e l’innovazione si incontrano nel lavoro meticoloso che quotidianamente svolgiamo. Sappiamo che abbiamo ancora tanta strada da fare – conclude Piludu – e questi riconoscimenti ci confortano e rendono il nostro lavoro sempre più stimolante”.
    La classifica del Decanter, col primo posto assoluto per Siddùra, ha un valore specifico anche sul piano commerciale. Ai riconoscimenti della critica enologica più autorevole si sommano quelli del mercato. “Maìa è un vino che soddisfa i palati più esigenti dei consumatori finali di tutto il mondo – conferma Massimiliano Farci, direttore commerciale della cantina sarda -. È un vino che sin dalla sua nascita ha regalato alla cantina tante soddisfazioni e che manifesta un trend di crescita delle vendite a doppia cifra. Questo riconoscimento ci dà ancora una volta consapevolezza del fatto che la strada intrapresa è quella giusta: produrre vini autoctoni sardi di alta qualità, longevi, che esprimano le caratteristiche uniche del territorio di produzione e dal giusto rapporto tra qualità e prezzo”.

    Il riconoscimento internazionale conferma la qualità e la coerenza di Maìa, una vera bandiera dell’eccellenza vitivinicola sarda che conquista il palcoscenico globale con eleganza, carattere e una firma inconfondibile. In una selezione che includeva etichette di cantine storiche delle due regioni, Maìa ha brillato per identità, eleganza e personalità, confermandosi come una delle eccellenze assolute del panorama enologico italiano.
    “Oggi le vigne che danno origine a Maìa sono nel pieno della loro maturità e rappresentano il frutto di un insieme di scelte: suolo, portinnesto, clone ed esposizione ci hanno permesso di ottenere un simile risultato – spiega l’enologo Dino Dini, sottolineando le caratteristiche del Maìa 2023 -. Dietro il Maìa si cela poi un ulteriore progetto: produrre un vino che fosse appagante sin dalla sua uscita in commercio, ma anche in grado di migliorare con il passare del tempo. Partendo da una materia prima di indubbia qualità, la sfida è stata quella di esaltare le caratteristiche di longevità di questo vino, da cui l’utilizzo di fusti di rovere di grande capacità già a partire dalle prime fasi di fermentazione. Se infatti sappiamo che l’acidità è un elemento fondamentale per regolare i processi di ossidazione, in grado di aumentare la conservazione dei vini bianchi, così i tannini derivanti dal rovere conferiscono struttura e consistenza tali da permettere una maggiore capacità evolutiva del vino. Sia favorendo l’evoluzione di sentori complessi, sia andando a levigare il sorso rendendolo più morbido e rotondo”. More