I dati SINAB aggiornati al 2024 confermano il quadro di stabilizzazione degli ultimi anni: la superficie vitata biologica italiana si attesta a 132.441 ettari, in leggera flessione rispetto al 2023 e sotto il picco del 2022. Dietro il dato aggregato fermo si muove però una ricomposizione, con la parte già convertita al massimo storico e quella in conversione in ulteriore contrazione.
Nel 2024 la superficie biologica totale (convertita più che in conversione) è pari a 132.441 ettari, 566 in meno rispetto ai 133.007 del 2023 e circa 3.200 ettari sotto il massimo di 135.667 toccato nel 2022. Vi ricordo che questo dato è relativo sia all’uva da tavola che all’uva da vino, anche se la superficie “bio” dell’uva da tavola ha un peso residuale (circa 4 mila ettari). Il dato aggregato nasconde due movimenti di segno opposto: la superficie effettivamente convertita sale a 104.767 ettari, +1.841 ettari o +2% rispetto al 2023, e rappresenta il nuovo massimo della serie. La superficie in conversione scende invece a 27.674 ettari, -2.400 o -8%, il livello più basso dal 2020. La quota di vigneto già convertito sale così al 79% del totale, contro il 21% ancora in conversione. Il grafico sull’incremento delle superfici convertite descrive la stessa dinamica: dopo un biennio 2022-2023 di crescita quasi nulla, il 2024 segna un recupero modesto, mentre il bacino delle superfici in conversione – da cui dipende la crescita futura del convertito – si è assottigliato rispetto ai 32 mila ettari del 2022.
Passiamo a commentare qualche dato insieme. Dati in formato testo disponibili nella sezione Solonumeri, con anche gli anni precedenti al 2017.
- 104.767 e 27.674 sono rispettivamente la superficie convertita e quella in conversione del 2024. La prima cresce dell’1.8% e segna il massimo storico; la seconda cala dell’8% e scende sotto i 28mila ettari, ai minimi degli ultimi anni. La combinazione indica una transizione ormai matura, con un flusso di nuove conversioni in rallentamento.
- La Sicilia resta la prima regione con 33823 ettari, il 25% del totale nazionale. Dopo il forte calo del 2023 (-4.863 ettari) recupera in parte nel 2024, +1.036 ettari o +3,2%, ma resta sotto sia il picco del 2022 (37650).
- La Toscana è la seconda regione con 23068 ettari, il 17% del totale, in leggera flessione sul 2023 (-486 ettari, -2%) e ancora sotto il picco di circa 25mila ettari del 2021.
- La Puglia segue con 21.320 ettari, il 16% del totale, e prosegue la sua progressione: +805 ettari o +4%, nuovo massimo storico per la regione. Insieme, le tre principali regioni rappresentano circa il 59% della superficie bio italiana.
- Tra le altre regioni, prosegue il ridimensionamento del Veneto, sceso a 7900 ettari (-9% rispetto al 2023, e contro i 9.712 del 2022). In calo anche Marche (7mila ettari, -4.3%), Piemonte (4.557 ettari, -4.5%) e Friuli Venezia Giulia (1989 ettari, -18%); in crescita Abruzzo (6468 ettari, +2%) mentre è stabile l’Emilia-Romagna (6440 ettari).
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