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    Vendemmia 2025 Monteverro: un viaggio meteorologico sulle montagne russe

    Non esiste una formula magica, una ricetta perfetta: ogni vendemmia è cosa a sé. Lo conferma anche l’annata 2025 dove spesso la meteorologia ha infranto gli schemi della statistica regalando stagioni con caratteristiche lontane dalla loro confort zone: un inverno molto piovoso, una primavera umida più del solito e un’estate bizzarra con picchi di calura e momenti decisamente più miti anche rispetto alle medie ponderate.
    «Nei mesi freddi, in appena sei settimane, si è registrato un livello di precipitazioni equivalente a quello annuale», spiega Matthieu Taunay, enologo di Monteverro, la cantina gioiello di Capalbio, dolcemente adagiata sulle colline con lo sguardo rivolto alla Costa d’Argento. «Anche la primavera è stata particolarmente bagnata fino a metà aprile: le piante hanno così potuto crescere con vigore e in perfetto equilibrio, pronte ad affrontare lo stress della stagione estiva».
    L’estate ha mantenuto la sua fama di periodo più complesso, con un andamento disomogeneo «come le montagne russe» l’ha definita Taunay: una prima fase molto calda, dal 20 giugno al 10 luglio, durante la quale le piante hanno reagito in maniera davvero sorprendente.  “Si sono dimostrate davvero resilienti di fronte a questo andamento climatico”, spiega ancora Matthieu.  “Poi dal 10 luglio le temperature sono diventate molto più mite regalando così un’invaiatura veloce e omogenea e un inizio di maturazione con delle condizioni ideali”.
    Dall’8 agosto, una nuova ondata di calore ha reso necessario intervenire tempestivamente: «Abbiamo raccolto una prima parcella di Chardonnay già il 7 agosto e completato le altre tra l’11 e il 12. Subito dopo siamo passati al Merlot e, per non farci mancare nulla, anche al Vermentino, che è entrato in cantina durante la stessa settimana».
    Ora l’attenzione è massima, con scelte accurate e mirate per portare a termine la vendemmia garantendo una maturità fenolica ottimale e mantenendo il perfetto equilibrio tra alcol e acidità, fondamentale per l’eleganza dei vini Monteverro.
    La vendemmia è un momento irripetibile, il culmine assoluto di un anno di lavoro in vigna, quando l’attesa, le sfide e la dedizione si trasformano nella magia del raccolto.
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    Cascina del Ronco (Cooperativa Sociale OIKOS) presenta “Oro del Ronco”: nuovo vino IGT Chardonnay della Bergamasca

    La Cooperativa Sociale OIKOS, con il marchio Cascina del Ronco, arricchisce la propria produzione con una nuova etichetta: Oro del Ronco, un vino IGT Chardonnay della Bergamasca che sarà presentato ufficialmente sabato 13 settembre alle ore 11 alla Porta del Parco di Mozzo (su invito).UN VINO ELEGANTE E ARMONICO
    Prodotto nel vigneto Masnada, nel comune di Mozzo, Oro del Ronco nasce da uve 100% Chardonnay biologiche raccolte a mano e vinificate con fermentazione a bassa temperatura. Dopo un affinamento di otto mesi in acciaio e cinque mesi in bottiglia, il vino si presenta con un colore giallo dorato e un profilo organolettico raffinato: al naso emergono note di fiori di arancio, camomilla, foglie di salvia, di pomodoro e di agrumi; al palato ritornano le sfumature agrumate, che donano eleganza, equilibrio e armonia.
    Perfetto da servire a 6/8 gradi, Oro del Ronco si abbina con formaggi a pasta morbida, primi piatti tipici come tagliatelle al ragù di lago e scarpinòcc, e secondi a base di carni bianche o pesce di fiume, come coniglio alla bergamasca e tartare di trota.
    UNA STORIA DI VINO BIOLOGICO E TERRITORIO
    La Cooperativa Sociale OIKOS – con il marchio Cascina del Ronco – è stata una delle prime realtà orobiche a credere nella produzione di vini biologici secondo un modello di sviluppo sostenibile – e sviluppate come vere e proprie azioni di tutela e rigenerazione del territorio e del paesaggio. Nasce dal Consorzio La Cascina, proprietario di un’area agricola a Villa d’Almè, con l’obiettivo di avviare la coltivazione della vite. Un progetto che oggi, nel 2025, si estende su 13 ettari di terreni situati nei comuni di Villa d’Almè, Brembate Sopra, Mozzo (Porta del Parco in collaborazione con la Cooperativa Sociale Alchimia), Scanzorosciate e Bergamo (nei terreni della Fondazione MIA, nell’area del Monastero di Astino).
    Ad oggi Cascina del Ronco porta sul mercato 9 etichette, espressione di una viticoltura 100% biologica, attenta alla sostenibilità, al legame con la terra e al rispetto delle tradizioni. 35 mila bottiglie anno
    Fida Tironi responsabile Settore Vino OIKOS-Cascina del Ronco: “Oro del Ronco è un vino che rappresenta al meglio la nostra identità: fresco, elegante ed equilibrato. Nasce da un lavoro attento in vigna nel pregevole sito della Porta del Parco – un progetto in collaborazione con la Cooperativa Sociale Alchimia –, e in cantina, e siamo orgogliosi di presentarlo come nuova espressione della nostra Bergamasca”.
    Gianfranco Cortinovis presidente Cooperativa sociale OIKOS: “Con Cascina del Ronco abbiamo scelto fin dall’inizio la strada del biologico, perché crediamo in una produzione sostenibile, rispettosa del paesaggio e del territorio. Ma soprattutto sappiamo che il nostro vero patrimonio sono le persone: donne e uomini che ogni giorno con passione e competenza danno vita a questo progetto”. More

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    La Festa della Vendemmia 2025 di Fontanafredda torna dal 13 al 14 settembre al Villaggio Narrante

    Il Villaggio Narrante di Fontanafredda si prepara a celebrare il momento più importante dell’anno vitivinicolo: sabato 13 e domenica 14 settembre torna la Festa della Vendemmia, quest’anno intitolata “Inno alla Biodiversità”. Un ricco programma anima i due giorni con intrattenimento, musica live, spettacoli per grandi e piccini, street food, cene tematiche e, naturalmente, grandi vini. L’evento, con ingresso gratuito tramite accredito, consente di accedere alle aree del Villaggio, ai mercatini vintage curati da Flairy Market, alle postazioni di cibo di strada e ai momenti simbolici della vendemmia, come la tradizionale pigiatura dell’uva a piedi nudi dedicata ai bambini.Il Villaggio Narrante di Fontanafredda propone anche esperienze speciali prenotabili e acquistabili online: dalla Passeggiata Letteraria con Marta Perego in collaborazione con la Fondazione E. di Mirafiore alla Grigliata della Vendemmia in riva al lago, dalla cena firmata Ugo Alciati al Garden del Lago o alla cena intorno al lago animata da musica dal vivo, fino al brindisi con il Cocktail sotto le stelle. La domenica sarà la volta di “Degustando”, con 12 grandi chef italiani protagonisti, mentre per tutto il weekend non mancheranno le visite nelle storiche cantine di Fontanafredda e lo Yoga nel Bosco per riscoprire il legame con la natura. Sempre aperto il Bar Fontana by Ugo Alciati, il nuovo format gastronomico nella piazzetta del Villaggio Narrante di Fontanafredda, inaugurato nel 2025, per gustare i sapori di Langa in purezza.
    Degustazione Vini Fontanafredda
    SABATO 13 SETTEMBRE: PASSEGGIATA LETTERARIA, GRIGLIATA, CENE CONVIVIALI E COCKTAIL SOTTO LE STELLE
    La giornata di sabato si apre alle 11:00 con una Passeggiata Letteraria firmata dalla Fondazione E. di Mirafiore in compagnia della giornalista e storyteller Marta Perego, che guiderà i partecipanti nel Villaggio Narrante presentando il suo nuovo libro Colazione al parco con Virginia Woolf – L’arte di innamorarsi dei libri. Un’esperienza che intreccia natura e letteratura, con racconti e aneddoti legati all’opera. La prenotazione è obbligatoria, posti limitati.
    Dalle 12:30, il Garden del Lago ospita la Grigliata della Vendemmia, a cura di BeFood: un convivio open air con tagli selezionati di carne e verdure al barbecue, accompagnati da antipasti tipici e opzioni pensate anche per i più piccoli con hamburger e patatine (prenotazione obbligatoria).
    In serata, dalle 20:00, due appuntamenti speciali al Garden del Lago: la Cena by Ugo Alciati, con un menu firmato dallo chef Ugo Alciati e la Cena Musicale, animata da piatti d’autore e intrattenimento live (prenotazione obbligatoria).
    Dalle 22:30 alle 1:00, la giornata si conclude con Cocktail sotto le stelle, brindisi in riva al lago accompagnato da musica dal vivo (prenotazione obbligatoria).
    DOMENICA 14 SETTEMBRE: “DEGUSTANDO” CON 12 GRANDI CHEF
    La domenica è dedicata a Degustando, il format gastronomico itinerante che racconta la ricchezza della biodiversità italiana attraverso le interpretazioni degli chef. Dalle 12:30 al Garden del Lago, 12 grandi chef italiani proporranno piatti d’autore in un percorso che unisce alta cucina e territorio. Tra i protagonisti: Ugo Alciati (Guidoristorante, 1 Stella Michelin), Sabrina Stravato e Stefano Mancinelli (Unforgettable, 1 Stella Michelin), Emanuele Bellomo (Visione Barbaresco), Giuseppe e Francesco D’Errico (Pico Bistrot), Fernando Tommaso Forino (Osteria Arborina), Luca Peccerella (L’orangerie de le due Matote), Antonio Di Leo (Cà del Profeta), Carmela Straniero (La sbornia a Verduno), Gabriele Eusebi (San Tommaso10), Daniel Zeilinga (Faulà Ristorante), Giulio Carlo Ferreo (San Giors) e Fabrizio Racca. Prezzo: 55 euro a persona, con prenotazione obbligatoria.
    TUTTO IL WEEKEND: VISITE IN CANTINA E YOGA NEL BOSCO
    Per entrambe le giornate, saranno disponibili durante tutto il giorno visite guidate alle storiche cantine ottocentesche di Fontanafredda, un tempo appartenute a Re Vittorio Emanuele II, con degustazione del Barolo del Comune di Serralunga d’Alba 2020 (prenotazione obbligatoria). Alle ore 11:00, sabato e domenica, il Bosco dei Pensieri ospita Yoga nel Bosco, un’esperienza immersiva tra corpo e natura guidata da Irene Romano e Simone Campa, con pratiche di yoga, meditazione e sound healing (prenotazione obbligatoria).
    L’ingresso alla Festa della Vendemmia è gratuito, previa registrazione obbligatoria per adulti e bambini. Per informazioni e prenotazioni: https://www.villaggionarrante.it. More

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    Consorzio Brunello: USA, Canada, Giappone e Cina al centro del piano di promozione internazionale 2025-2026

    Dal consolidamento dei mercati storici all’apertura di nuove frontiere.  Il Consorzio del vino Brunello di Montalcino si prepara all’ultimo quadrimestre 2025 con un piano di promozione che guarda a ovest con focus su Stati Uniti – prima piazza export per la denominazione dove vengono destinate oltre il 30% delle spedizioni – e Canada per poi spingersi a Est verso l’Asia con Giappone e Cina come prossimi obiettivi strategici e iniziative già in agenda anche nei primi mesi del 2026. In programma un fitto calendario di attività: incoming di stampa e trade, partecipazione a fiere internazionali, roadshow e percorsi di alta formazione curati dall’Accademia Brunello, la scuola di specializzazione dell’ente consortile.
    “Gli Stati Uniti restano il nostro primo mercato e per questo dobbiamo continuare a presidiarlo con attenzione, soprattutto in questa fase resa ancora più complessa dai dazi e dalla svalutazione del dollaro – commenta il presidente del Consorzio del vino Brunello di Montalcino Giacomo Bartolommei -. Allo stesso tempo è fondamentale aprire a nuove piazze internazionali. Diversificare infatti significa anche mettere in sicurezza il futuro della nostra denominazione: per questo abbiamo deciso di investire su potenziali nuovi mercati come il Giappone e la Cina così come di rafforzare la nostra presenza in Nord America”.
    Ad aprire il piano di promozione – lunedì 8 settembre – la delegazione di sette top operatori specializzati giapponesi ospitati a Montalcino per una quattro giorni di visite in aziende, degustazioni dedicate, visite culturali immersive oltre a un seminario introduttivo sul territorio. A guidare le attività, che si inseriscono nell’offerta formativa dell’Accademia, Isao Miyajima, considerato uno dei massimi esperti di vino in Giappone. Le attività di incoming proseguono in contemporanea dal 9 al 13 settembre con l’arrivo di cinque giornalisti canadesi.
    Gli Stati Uniti e il Canada saranno poi al centro del nuovo format dell’academy, quando nel borgo toscano il 28 settembre arriveranno 11 professionisti (8 americani e 3 canadesi) per la formazione dei nuovi ambasciatori del Brunello di Montalcino. Ogni nuovo ambassador ospiterà in seguito nel 2026 nel proprio paese delle industry nights, le serate – novità del concept – rivolte a buyer e operatori trade per un totale di 22 eventi complessivi. A seguire, il Consorzio volerà a Chicago in occasione di Vinitaly.USA (5-6 ottobre), la manifestazione di promozione del vino italiano sul mercato a stelle e strisce. E dalla Città del Vento alla Grande Mela quando a febbraio del prossimo anno si terrà Benvenuto Brunello New York, mentre a Montalcino dal 20 al 24 novembre prossimi si svolgerà la 34^ edizione dell’omonima anteprima di presentazione delle nuove annate che vedrà arrivare a Montalcino giornalisti dall’Italia e dal mondo.
    Nel 2026 sarà anche la volta della Cina con il Consorzio che sta organizzando seminari di approfondimento sulla denominazione così come la partecipazione ad eventi fieristici nella Terra del Dragone con una collettiva istituzionale.  E, sempre sul fronte fieristico internazionale, l’ente consortile prenderà parte anche ai prossimi Wine Paris (9-11 febbraio 2026), Prowein (15-17 marzo 2026) e Vinitaly (12-15 aprile 2026). Infine, ad aprile, appuntamento in Inghilterra con una masterclass e un open tasting – su invito – a Londra. More

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    Tommasi rafforza le radici in Puglia: nuove acquisizioni e un progetto mediterraneo

    La famiglia Tommasi continua a scrivere nuove pagine della propria storia enologica, questa volta in Puglia. Con l’ingresso di Tenuta Eméra a Lizzano e della Cantina Moros a Guagnano, il progetto di Masseria Surani si consolida e guarda al futuro con un respiro sempre più ampio.

    L’operazione segna anche un passaggio generazionale importante: Claudio Quarta, figura di rilievo del vino pugliese contemporaneo, annuncia il proprio ritiro, lasciando il testimone alla famiglia Tommasi. Ma il filo non si spezza: la figlia Alessandra Quarta continuerà a collaborare per garantire continuità e sviluppo al percorso avviato più di quindici anni fa.

    Claudio e Alessandra Quarta

    Quella di Claudio Quarta è una vicenda che somiglia a un ritorno romantico. Nel 2005, dopo una carriera da ricercatore e imprenditore farmaceutico negli Stati Uniti, scelse di tornare in Salento, la terra della sua infanzia, per inseguire la passione del vino. Con lui, dal 2012, Alessandra: formazione internazionale e la volontà di trasformare la passione in progetto, unendo ricerca e innovazione a tradizione e sostenibilità.

    Masseria Surani_Cantina Moros

    Per la famiglia Tommasi, già presente in Puglia dal 2012 con Masseria Surani a Manduria, l’acquisizione rappresenta un tassello strategico: «È una grande opportunità – sottolinea Giancarlo Tommasi, enologo e direttore tecnico – che ci permette di rafforzare la nostra presenza e di integrare nuove cantine di vinificazione e imbottigliamento». Il gruppo raggiunge così un patrimonio di oltre 800 ettari vitati in tutta Italia, confermando la propria vocazione ad abbracciare territori diversi e identitari.

    Masseria Surani_Tenuta Espera

    Il portafoglio pugliese di Tommasi Family Estates si articola ora su tre poli:

    Tenuta Espéra a Manduria, cuore originario del progetto, con etichette dedicate alla ristorazione e legate al Primitivo;

    Tenuta Eméra a Lizzano, dove si coltivano Primitivo Doc, Fiano e Negroamaro Rosé;

    Cantina Moros a Guagnano, custode del Salice Salentino Doc Riserva.

    Per Alessandra Quarta, la scelta di affiancare la famiglia Tommasi nasce da una visione pragmatica e al tempo stesso affettiva: «Cercavo un approdo solido per crescere sui mercati globali – racconta – e sono certa che insieme potremo far fiorire il progetto avviato con papà, generando nuove opportunità per il territorio».

    Tommasi IV generation

    Con questa mossa, Tommasi completa il proprio mosaico mediterraneo: Salento in Puglia, Vulture in Basilicata con Paternoster, Etna in Sicilia con Ammura. Una geografia che racconta la ricchezza dei terroir del Sud e la loro capacità di parlare al mondo, mantenendo un legame stretto con la tradizione.

    In questa visione, la Puglia non è solo un luogo di produzione, ma un territorio da ascoltare e interpretare. Un laboratorio dove il vino diventa racconto, memoria e al tempo stesso progetto, capace di restituire l’identità locale in una prospettiva internazionale. More

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    La qualità dei vini di Grosjean: l’impegno e la passione fanno da volano a un territorio unico

    Giorno dopo giorno, tra i filari delle vigne, l’azienda Grosjean parla dei suoi vini fatti di passione, di amore per la propria terra, di rispetto per la tradizione. Ogni riconoscimento è il frutto di un lavoro in vigna, della dedizione di una famiglia e del profondo valore che i vini valdostani, anno dopo anno, sanno esprimere.Ogni bottiglia racconta la Valle d’Aosta: la sua forza, il suo silenzio, la sua bellezza aspra. Una storia che nasce in vigna ottenendo ottimi punteggi sia in Italia e che all’estero, come per la Superclassifica di Gentleman dove l’uva simbolo di questa regione, la Petite Arvine etichetta Les Fréres annata 2022 appare tra i Migliori 50 Vini Bianchi d’Italia o come per il Pinot Nero – sempre della stessa linea Les Freres annata 2022 – autentica espressione montagnosa di quest’uva che raggiunge i 97 punti secondo James Suckling.
    La cantina valdostana, sin dagli inizi, ha abbracciato un approccio sostenibile, rispettando ogni singolo aspetto legato all’ambiente, tutelando e valorizzando la vigna e il lavoro in azienda, celebrando così tutti i giorni, da sapienti custodi, la salvaguardia e la valorizzazione dei vigneti autoctoni, vera e radicata espressione dell’agricoltura regionale.
    Vini di montagna che nascono da una viticoltura eroica: vigneti terrazzati, importanti pendii, lavoro manuale, massima esaltazione dell’utilizzo di uve autoctone, elementi che costruiscono un incastro perfetto dove il fattore umano gioca da sempre un aspetto fondamentale con la famiglia al centro di tutto.
    Con i suoi vini e le sue storie, Grosjean intende trasmettere l’essenza autentica di questa terra di montagna, dove il territorio si racconta attraverso le persone e il patrimonio valdostano si apre al mondo.
    GROSJEAN La cantina valdostana è una storica realtà enoica che da sempre coniuga storia e tradizione, creatività e innovazione.  Prende vita agli inizi degli anni ’60 sotto la guida di nonno Dauphin che decide di investire nell’attività vinicola e imbottiglia il proprio Ciliegiolo presentato con successo all’”Exposition des Vins du Val d’Aoste” nel 1968. Negli anni ’80 ha inizio un processo di valorizzazione dei vari vigneti di proprietà. Nel 2000 viene inaugurata la nuova cantina e nel 2011 inizia la conversione al biologico. Grosjean Vins è la prima azienda in Valle d’Aosta a compiere questo passo, quasi dieci anni in anticipo sulle altre realtà locali. Il “fattore umano”, l’amore per il proprio lavoro e per la propria terra rappresentano gli elementi fondamentali sui cui negli anni si è consolidata l’identità aziendale. Oggi a guidarla è la terza generazione, i giovani Hervé, Didier, Simon e Marco. More

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    Lo Spinello dei Falconi è TopWine SlowWine 2026

    La Guida SlowWine di SlowFood, da quando è nata, ha sempre dedicato alla Cantina Cupertinum parole d’elogio per l’impegno aziendale – enologico e sociale – e l’alta qualità dei vini. E se in altre edizioni era stato il Negroamaro a ricevere il TopWine in quella del 2026 (in libreria da ottobre) la “palma d’oro” è passata al rosato Spinello dei Falconi Salento Igt, ottenuto da negroamaro in purezza, ormai diventato uno dei simboli enoici non soltanto della storica Cantina di Copertino ma dell’intero Salento. La comunicazione di questo nuovo riconoscimento è arrivata dalla redazione di SlowWine, precisamente da Giancarlo Gariglio, suo direttore.
    Felice di questo premio il presidente Francesco Trono: “la nostra storica Cantina è in sintonia con gli obiettivi del ‘buono, giusto, pulito’ di SlowFood, che ha particolare attenzione per la valorizzazione del territorio, dell’ambiente, dei prodotti enogastronomici. Questa affermazione, che conferma i premi ottenuti negli ultimi anni: WineSpectator, Decanter, Joe Bastianich, Vinous, Vitae/AIS, Bibenda/FIS, Vinibuoni, etc”. Soddisfatto anche l’enologo Giuseppe Pizzolante Leuzzi: “Sia in Italia che all’estero, siamo da sempre una realtà che dà sicurezza per la qualità dei propri vini. La serietà alla lunga paga e grazie a questo premio continuiamo a valorizzare non solo i nostri vini ma anche il territorio e le sue ricchezze turistiche. Il Salento – continua Pizzolante Leuzzi – è la regione in cui questo metodo di vinificazione ha mantenuto i più solidi legami con la tradizione. La vinificazione trae origine dall’antica lacrima – ottenuta un tempo per percolazione del liquido attraverso le trame dei sacchi di iuta che contenevano i grappoli di Negroamaro – poi sostituita dalla vinificazione per alzata di cappello: dopo la diraspatura, l’uva pigiata viene lasciata fermentare e si attende che la parte solida, costituita dalle bucce, risalga in superficie per formare quello che in gergo viene chiamato appunto il cappello; a quel punto si estrae solo il fiore, il mosto leggermente colorato, che termina la fermentazione. Il Rosato è il vino di una notte: nel volgere di poche ore acquista le sue caratteristiche cromatiche, dal rosa corallo alle nuances più tenui. La versatilità negli abbinamenti con il cibo, i profumi, la sapidità e la freschezza sono le principali caratteristiche di questo vino simbolo del Salento”.
    Cupertinum Antica Cantina del Salento 1935 / 90° annivesrario di fondazione
    Via Martiri del Risorgimento 6, Copertino (Le)
    Tel.0832.947031 / 3393667470; www.cupertinum.it More

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    Parte il countdown per Vinòforum 2025, 3.200 etichette in degustazione di 800 cantine

    È tutto pronto per le serate di Vinòforum 2025. Piazza di Siena si prepara ad accogliere visitatori, addetti ai lavori, stampa e professionisti del settore in un grande omaggio all’enogastronomia tricolore.  Ben 3.200 etichette ai banchi d’assaggio di 800 cantine rappresentative dei territori enologici più interessanti di tutto lo Stivale e oltre 60 tra chef e maestri pizzaioli provenienti da Roma e da tutta Italia saranno i protagonisti di centinaia di appuntamenti che, da lunedì 8 a domenica 14 settembre, porteranno il pubblico alla scoperta delle grandi eccellenze e dei migliori talenti del nostro Paese. Sette serate di grandi degustazioni, esperienze enogastronomiche di altissimo livello, ma anche momenti di formazione con i percorsi di avvicinamento al vino e all’Extravergine, nonché spazi business oriented e incontri sul mondo del digitale. Tutto questo nella cornice di Piazza di Siena nel cuore di Villa Borghese, una location d’eccezione che farà da sfondo unico e suggestivo per questa nuova, attesissima 22esima edizione di Vinòforum.“Vinòforum 2025 rinnova il concetto di Roma Capitale del Vino e del Cibo, questo perché per sette giorni, Piazza di Siena, cuore della città, sarà palcoscenico di promozione assoluta non solo dei prodotti del territorio, ma di tutta l’eccellenza nazionale, con qualche incursione internazionale – racconta Emiliano De Venuti, organizzatore e CEO di Vinòforum. Siamo felici che Istituzioni, Consorzi ed Enti di Promozione, come la Regione Lazio, l’ARSIAL, la Regione Calabria, l’ARSAC, Unaprol, ma anche la Strada del Barolo e dei grandi Vini di Langa, il Consorzio della Doc Friuli Venezia Giulia e Frascati Docg, vedano in Vinòforum un’importante vetrina di diffusione e comunicazione. Siamo onorati infine di avere, per questa edizione, il sostegno da parte del Ministero delle Politiche Agricole, della Sovranità Alimentare e delle Foreste con l’obiettivo di supportare la valorizzazione enologica e gastronomica nazionale e allo stesso tempo rinnovare al pubblico la candidatura della cucina italiana come patrimonio UNESCO”.
    Per questa edizione Vinòforum ha in programma un calendario di appuntamenti unici che spaziano dalle cene esclusive in compagnia di grandi chef, agli incontri con i più importanti nomi del vino e menu interamente dedicati alla tradizione gastronomica di Roma e del Lazio nei Temporary Restaurant. Si parte lunedì 8 con Flavio Pulicati di N’Antro Bistrot e L’Oste della Bon’Ora (Roma) anima e cuore della vera cucina romana, Giuseppe Milana di Giù Upside Down Restaurant (Roma), il connubio perfetto tra tradizione, passione per l’Oriente e le origini siciliane dello chef e Alessandro Bizzotti di JappoRomano (Roma), grande esempio di come cultura romana e nipponica possano dialogare alla perfezione. Martedì 9 si prosegue con Riccardo Ulsi de La Bottega Frascatana (Frascati) con la sua cucina sincera e fortemente legata alla tradizione, Ciro Alberto Cucciniello di Carter Oblio (Roma) con le sue materie prime d’eccellenza e Franklin Garcia di Garden Ristò (Roma) che mixa origini ecuadoriane e una cucina sostenibile fatta di materie prime locali. Mercoledì 10 sarà la volta di Enrico Braghese di Zi’ Rico (Palestrina) con il suo menu tributo ai sapori del territorio, Otello Evangelista di Casa Maggiolina (Roma) con i grandi classici della tradizione e Pietro Adragna di Anni e Bicchieri (Roma) che propone materie prime della cucina romana rivisitate in chiave originale. I protagonisti di giovedì 11 saranno: Daniele Mochi di Cantina Simonetti  (Frascati) grande esempio di vera tradizione dei Castelli Romani, Paolo D’Ercole di Scima (Roma) con il suo percorso che passa per i piatti più iconici di varie regioni italiane. A chiudere il trio Marco Di Venere e Federico Compagnucci, i due amici e colleghi del ristorante Mafè Osteria Moderna (Roma) che propongono una cucina creativa dalle influenze moderne.
    Venerdì 12 sarà il momento Jacopo Caira di Felice a Testaccio (Roma), una vera e propria istituzione dell’autentica cucina romana, Gianluca Marrella di Osteria Da Francesco (Roma) da oltre 60 anni punto di riferimento per chi ricerca piatti della tradizione fatti a regola d’arte e Pietro De Luca dell’Agriturismo La Collina (Monte Compatri), un’oasi per gli amanti dei prodotti d’eccellenza e dei sapori genuini. Ad aprire il weekend, sabato 13, ci saranno Alessandra Verdile, Federico Pitti e Andrea Verdile di Osteria Della Vittoria, nuova apertura in Prati dai sapori di casa e un’atmosfera accogliente, Daniele Maragnani di Bon’s (Roma) e il suo menu che fonde tradizione e contemporaneità e Anthony Morosillo di Caligola Osteria Sincera (Roma) e le sue rivisitazioni dei grandi classici. A chiudere la programmazione dei Temporary Restaurant domenica 14, Marcello Acquarelli e Aldo Serra – Hostaria 100 Celle (Roma), punto di riferimento per la tradizione in uno dei quartieri più identitari della Capitale, Emanuele Mastroianni di Tacito (Roma) e la fusione tra cucina romana e influenze calabresi e, infine, Federico Salvucci di Fase Cucina Spontanea (Roma) con la sua cucina innovativa, attenta all’ambiente e legata al proprio territorio.
    Vinòforum 2025 riserva un posto speciale al mondo della pizza, con le cene Pizza d’Autore signature by Molino Casillo che questo anno si arricchiranno anche della parte bakery. Da lunedì 8 a sabato 13 settembre, i maestri dell’arte bianca – pizzaioli e panificatori – provenienti da tutta Italia, si presenteranno al pubblico con menù unici ideati e realizzati a quattro mani. “La presenza a Vinòforum 2025 conferma la filosofia del Molino Casillo che vuole essere un vero partner degli artigiani, supportandoli nella valorizzazione della loro arte e del loro talento.”
    In apertura, lunedì 8 Leonardo Lanza di Sfizio (Roma) e Francesco Arena di Arena Mastrofornaio (Messina), a seguire, martedì 9, Gabriele Paradiso di Santini Bistrot (Roma) e Marco Lattanzi de Il Toscano Panificio (Corato). Mercoledì 10 sarà la volta di Ciro Salvo di 50 Kalò (Napoli – Roma) e di Alessandro Albanesi di Panificio Albanesi (Roma), mentre saranno Claudio Abate di Abate Pizzeria Gastronomica (Castel di Sangro), Pasquale Moro (Tecnico Molino Casillo) e Mauro Mari di Panificio Mari (Montefiascone) i protagonisti della serata di  giovedì 11. Venerdì 12 toccherà a Gianluigi Di Vincenzo di Giangi Pizzeria (Chieti), Antonio Tancredi di Diametro 3.0 (Casoria) e Melania Guarnieri del Panificio Grammo (Palermo) mentre sabato saliranno sul palco Pier Daniele Seu di Seu Pizza Illuminati e Tac (Roma) e Alessandro Lo Stocco . Tutte le creazioni dei pizzaioli saranno abbinate alla famosa Birra d’Abbazia Leffe nelle varianti Rouge, Blonde, Ritual, Triple, Ambree, alla spina e in bottiglia.
    Vinòforum è la grande casa di tutti gli amanti del vino di qualità non solo di quello italiano, ma anche delle grandi eccellenze di molti altri Paesi. Una delle grandi novità di questa edizione 2025 è il calendario di degustazioni interamente dedicato ai vini della Spagna che, come l’Italia, può vantare un patrimonio enologico ricco e variegato, con ben 96 denominazioni di origine e alcune tra le regioni vitivinicole più rinomate al mondo. Il programma, predisposto dall’Ente Turistico Spagnolo, tra cui il Turismo di Aragon e il Turismo della Rioja, vedrà una serie di degustazioni guidate, a partire dalle 19.30 fino a serata inoltrata, che apriranno le porte sulle più importanti etichette dell’enologia spagnola, introdotte dalla presentazione Rutas del Vino de España. Qui il programma.
    A firmare tutti i momenti di degustazione sarà Paşabahçe, leader globale nel vetro da tavola, che, con il suo calice “Allegra” accompagnerà wine lovers, espositori ed operatori in un percorso di oltre 3.200 etichette. Design elegante, funzionalità e qualità superiore si uniscono per trasformare ogni degustazione in un’esperienza memorabile.  La partecipazione di Paşabahçe a Vinòforum 2025 non è solo una collaborazione tecnica, ma una scelta di valore, volta a sottolineare l’importanza del design e della qualità del vetro nella valorizzazione del vino e dell’esperienza sensoriale. More