Grazie a un’ingente plusvalenza sulla cessione parziale di una partecipazione finanziaria estranea al vino, il bilancio 2025 di Lunelli segna l’utile più elevato di sempre (37.4 milioni di euro contro 11.7) e, grazie all’incasso, azzera il debito: la posizione finanziaria netta è positiva per 0.4 milioni contro i -50.0 milioni di fine 2024. In realtà la cassa netta sarebbe molto più consistente se considerassimo le attività finanziarie immobilizzate non incluse nel calcolo, che valgono circa 105 milioni: 54 milioni di partecipazioni in collegate (di cui 50 il 24.2% residuo di Coster e 4 FT Energia), una decina di milioni di partecipazioni non quotate, 35 milioni di fondi di private equity e altri titoli, 6 milioni di crediti finanziari. Nella PFN aziendale sono invece già computati 22.8 milioni di azioni quotate e titoli “di immediato smobilizzo” e 4 milioni di time deposit.
Ferrari stabile, Bisol ancora in ristrutturazione
Spostandoci sull’andamento operativo, beh, è stato un altro anno di transizione per Ferrari, con volumi stabili a 5.7 milioni di bottiglie (+0.8%), un fatturato sostanzialmente piatto a 97.8 milioni (-0.2%) e una marginalità in leggero miglioramento (EBITDA a 25.5 milioni da 25.2, pari al 27.8% dei ricavi). La ristrutturazione di Bisol continua, con un’altra limata alle vendite (-10.9% a 17.8 milioni, volumi -9.5% a 3.9 milioni di bottiglie) ma perdite quasi azzerate, a -0.2 milioni da -0.8, EBITDA da 0.1 a 0.4 milioni e debito finanziario sceso da 7.4 a 3.4 milioni.
Le previsioni contenute nel bilancio Lunelli 2025, approvato a maggio e disponibile da qualche giorno sul registro delle imprese, indicano fatturato e volumi in “crescita moderata” e un miglioramento della marginalità, in un contesto che il gruppo stesso definisce complesso: la relazione cita esplicitamente i dazi americani e, tra gli eventi successivi alla chiusura, le tensioni sullo Stretto di Hormuz seguite al conflitto tra Stati Uniti e Iran di fine febbraio.
Passiamo a un commento dettagliato sui dati del bilancio Lunelli 2025.
Bilancio Lunelli 2025: vendite in calo del 3.3%
Le vendite consolidate calano del 3.3% a 133.1 milioni di euro, con un -1.1% in Italia a 109.2 milioni e un -12.1% all’estero a 23.9 milioni. Il calo dell’export è concentrato su Stati Uniti e Germania, mentre il gruppo segnala il consolidamento del Giappone e la crescita della Norvegia (+65%); sul mercato interno Ferrari ha recuperato nella seconda parte dell’anno chiudendo con volumi +5.1% e, secondo Circana, un fatturato in GDO in crescita del 6.2% con quota in aumento di 0.3 punti.
Per marchio, Ferrari ha tenuto il fatturato a 97.8 milioni (-0.2%), con la linea classica in crescita e in calo la linea Maximum e i grandi formati, anche per effetto della conclusione della partnership con la Formula 1; i ricavi contabili della società scendono però di 4.6 milioni, per la maggiore incidenza dei contributi di fine periodo alla GDO e soprattutto per l’exit fee incassata nel 2024 proprio dalla F1. Bisol è scesa di un altro 11% a 17.8 milioni (fatturato netto), con un calo delle bottiglie vendute a 3.9 milioni e un prezzo medio in leggera flessione, penalizzato dai dazi americani e da un mix meno favorevole: l’Italia cala dell’8.6% a valore, l’estero del 12.5%. Fuori dal perimetro vino, Tassoni chiude con volumi in lieve crescita a 22.1 milioni di bottiglie e fatturato -1.2%, Surgiva con un record a 41.8 milioni di bottiglie e ricavi +5.0%, Tenute Lunelli in calo nell’ultimo trimestre.
A livello di margini, l’EBITDA di 25.8 milioni scende del 3.4%, in linea con il fatturato, per un margine del 19.4% invariato rispetto al 2024, mentre l’utile operativo di 8.9 milioni è in calo più marcato (-13.1%) a causa dell’incremento degli ammortamenti, da 16.4 a 16.9 milioni, di cui 7.5 milioni relativi ai marchi rivalutati nel 2020 e 1.5 milioni all’avviamento Tassoni.
Utile record grazie alla plusvalenza Coster
Come dicevamo sopra, l’utile netto beneficia della plusvalenza sulla cessione di circa un terzo della partecipazione in Coster Tecnologie Speciali, scesa dal 32.9% al 24.2%: 20.3 milioni a livello consolidato (di meno rispetto al bilancio della capogruppo, dove la partecipazione era iscritta al costo e non a patrimonio netto). La gestione finanziaria passa così da 1.2 a 26.1 milioni, a cui si aggiungono 4.8 milioni di proventi da partecipazioni in altre imprese, di cui 3.2 milioni di plusvalenze sulle cessioni di Berkshire Hathaway, Lottomatica, Mediobanca e Intermonte, 2.5 milioni da fondi di private equity e obbligazioni e 5.6 milioni di rettifiche di valore su partecipazioni, quasi interamente la rivalutazione a equity della quota residua di Coster. Il tutto con un carico fiscale di soli 3.1 milioni, pari al 7.7% del risultato ante imposte contro il 20.8% del 2024, a conferma della sostanziale esenzione della plusvalenza. L’utile netto chiude a 37.4 milioni contro 12 dell’anno scorso. Come nel 2023, l’utile netto di Lunelli è volatile per via di queste operazioni significative su partecipazioni non legate al mondo del vino: dei 37.4 milioni, soltanto 10.1 arrivano da Ferrari, mentre Bisol contribuisce per -0.2 e Tenute Lunelli per -2.0 milioni.
Debito azzerato e flusso di cassa in crescita
A livello finanziario, il debito è azzerato rispetto ai 50 milioni dello scorso anno. A contribuire è un incremento da 22 a 27 milioni di euro del flusso dell’attività operativa, nonostante un assorbimento di circa 6 milioni di euro del capitale circolante netto (di cui 4.6 relativi alle scorte, funzionali all’allungamento degli invecchiamenti). Ad aiutare sono stati i cali degli investimenti industriali da 17.5 a 10.9 milioni, ma soprattutto i 40 milioni di disinvestimenti netti sulle immobilizzazioni finanziarie (61 lordi meno 21 di reinvestimenti), in parte riassorbiti da 5.4 milioni netti investiti in attività finanziarie non immobilizzate. I dividendi sono rimasti stabili a 8 milioni di euro. Il debito bancario lordo resta di 49 milioni, per il 78% a medio-lungo termine e concentrato per 33.2 milioni su Ferrari.
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