More stories

  • in

    Davide Profeti è il nuovo Amministratore Delegato di Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute

    È il manager Davide Profeti, con un’importante esperienza nel mondo del vino, il nuovo Amministratore Delegato di Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute. Profeti succede a Bruno Alvisini, che conclude il suo percorso professionale dopo dieci anni alla guida dell’azienda.
    Davide Profeti ha iniziato la sua carriera in Procter & Gamble, Bolton Group e Mars Inc.
    Continua a leggere Davide Profeti è il nuovo Amministratore Delegato di Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute More

  • in

    MTV: Cantine Aperte 2026, la vigna diventa esperienza rigenerante

    Le cantine associate al Movimento Turismo del Vino si preparano, in tutta Italia, a vivere la nuova edizione di Cantine Aperte 2026: sabato 30 e domenica 31 maggio torna il weekend più iconico dell’Associazione, l’appuntamento che ogni anno continua a raccontare l’evoluzione del turismo del vino italiano.
    La 34ª edizione si annuncia come un palcoscenico privilegiato per le nuove tendenze dell’enoturismo, con l’obiettivo di rendere l’esperienza in cantina sempre più coinvolgente, accessibile e contemporanea.
    Continua a leggere MTV: Cantine Aperte 2026, la vigna diventa esperienza rigenerante More

  • in

    Attems presenta il millesimo 2025 del Pinot Grigio Ramato Friuli DOC

    Attems presenta il nuovo millesimo del Pinot Grigio Ramato Friuli DOC, una delle interpretazioni più distintive della tenuta e del suo modo di leggere il Pinot Grigio.
    Con il suo colore luminoso, tra le sfumature della buccia di cipolla e i riflessi ramati del mango maturo, Attems Pinot Grigio Ramato 2025 racconta un equilibrio preciso tra memoria e sensibilità contemporanea.
    Continua a leggere Attems presenta il millesimo 2025 del Pinot Grigio Ramato Friuli DOC More

  • in

    Envisioning2035: il vino italiano è ancora competitivo?

    Quanto è competitivo oggi il vino italiano, al di là della qualità del prodotto, e cosa serve per mantenerne la rilevanza nei prossimi anni? Sono ledomande al centro dellaseconda edizione di Envisioning2035 – Wine [R]evolution, il summit promosso da FreedL Group, in programma giovedì 4 giugno 2026 alla Terrazza Belvedere di Palazzo Regione Lombardia, a Milano.
    Continua a leggere Envisioning2035: il vino italiano è ancora competitivo? More

  • in

    Il vino italiano è ancora competitivo? Le risposte dei protagonisti a Envisioning2035

    Il settore vitivinicolo nazionale si trova a un bivio storico dove la sola eccellenza racchiusa nella bottiglia non basta più a garantire il successo sui mercati internazionali. Per interrogarsi sulle reali capacità di tenuta del comparto e tracciare le rotte dei prossimi dieci anni, il capoluogo lombardo si appresta a ospitare un momento di riflessione […]
    L’articolo Il vino italiano è ancora competitivo? Le risposte dei protagonisti a Envisioning2035 proviene da La Stanza del vino. More

  • in

    Festival della Malvasia di Sala Baganza: 30 anni di storia, territorio e cultura del vino

    Il Festival della Malvasia di Sala Baganza si prepara a vivere una delle sue edizioni più significative. Nel 2026 la manifestazione raggiunge la sua 30ª edizione, confermandosi come uno degli appuntamenti più prestigiosi e riconoscibili per la promozione della Malvasia dei Colli di Parma.
    Saranno due giornate di grande partecipazione e coinvolgimento del pubblico, con iniziative enogastronomiche, degustazioni, momenti di approfondimento e premiazioni.
    Continua a leggere Festival della Malvasia di Sala Baganza: 30 anni di storia, territorio e cultura del vino More

  • in

    Benanti, l’Etna e il tempo lungo del vino

    Quando si racconta il rinascimento enologico dell’Etna, il nome della famiglia Benanti occupa inevitabilmente un posto centrale. Oggi i vini del vulcano sono presenza stabile nelle carte dei ristoranti internazionali e nel dibattito tra appassionati, ma fino agli anni Novanta il panorama era molto diverso: poche cantine, scarsa attenzione mediatica e un territorio ancora lontano […]
    L’articolo Benanti, l’Etna e il tempo lungo del vino proviene da La Stanza del vino. More

  • in

    Rosso di Montalcino, il vino che c’era e forse ci sarà

    Si è svolta a Milano la degustazione del Rosso di Montalcino, organizzata dal Consorzio con la guida del sempre bravo Riccardo Viscardi di Doctor Wine. È stata un’occasione per riflettere su questo vino, fratello (non sempre minore) del più blasonato Brunello. In degustazione 10 Rosso di Montalcino di aziende diverse delle ultime 2 annate (2023 e 2024) con un’eccezione del 2022. Prima di parlare dei vini degustati, è stato interessante capire insieme a Riccardo ed ai produttori presenti l’evoluzione che questo vino avrà nei prossimi anni, soprattutto grazie ai nuovi 400 ettari di vigneti di Sangiovese che potranno essere usati per fare il Rosso. Il Rosso infatti è un vino strano, conosciutissimo anche dai bevitori meno incalliti, ma spesso come ripiego più economico del Brunello. Per gli addetti ai lavori, un vino d’attacco al ristorante (ma spesso senza grande attenzione a chi lo produce, basta avere il nome Montalcino e prezzo inferiore al fratellone, per venderlo bene). Per gli enotecari vino di grandi possibilità, ma di pochi volumi, nel senso che grandi quantità non ce ne sono in giro e con l’impennata dei prezzi del Brunello ha anche lui avuto rincari ben visibili.Per gli appassionati più veraci, perché acquistarlo, quando il Brunello ha produttori, annate, riserve e vigne che permettono di fare più bella figura ai consessi organizzati? Un vino, come dice Riccardo, che spesso è stato visto anche dagli stessi produttori come “ricaduta” del vino principale, quando invece è spesso l’espressione più autentica di cosa possono dare le vigne di quel produttore. Al Vinitaly, anni fa, quando arrivavo agli stand del consorzio del Brunello, si partiva sempre dal buon Palmucci di Poggio di Sotto e si assaggiava il suo Rosso. Poi, dopo, i Brunello degli altri produttori ed alla fine si tornava da Palmucci per bere il suo Brunello. Serviva a fissare il livello del sangiovese di Montalcino, senza grossi orpelli e da lì capire come veniva interpretato con affinamenti più lunghi, versanti e conduzioni in vigna diverse. Oppure quando conobbi Luciano Ciolfi, che aveva da poco iniziato l’avventura di Sanlorenzo, fu il Rosso (un po’ acerbo ma con una potenzialità già visibile) a rappresentare quello che avrebbe potuto dare la sua azienda. Ma veniamo ai vini, che sono riusciti a dimostrare la “variabilità” ed il “carattere” del Rosso, con espressioni diverse, soprattutto a seconda della zona e dell’interpretazione dell’annata.Presenti i rossi di Carpineto (2024), Poggio Antico (2024), Pietroso (2023), La Fortuna (2023), La Gerla (2023), Caprili (2024), Lisini (2024), Pian delle Vigne (2024), Corte de venti (2024) Col d’Orcia (Vigna Banditella 2022). L’ordine dei vini ha cercato di individuare elementi comuni (i primi tre provenienti da vigneti da altitudini più alte), versante est (La Fortuna, La Gerla) e così via per gli altri versanti. Personalmente, ho apprezzato le interpretazioni di Carpineto, Pietroso, Caprili (ricco ed aristocratico), Lisini (che ha dato il meglio di se lasciandolo un po’ di tempo nel bicchiere).Su Banditella 2022 di Col d’Orcia discorso a parte. Sicuramente il Rosso più potente ed espressivo, alla cieca l’avrei scambiato tranquillamente per un Brunello fresco e giovane.A dimostrare come anche il rosso, soprattutto come vigna, possa esprimersi ad altissimi livelli.
    L’articolo Rosso di Montalcino, il vino che c’era e forse ci sarà proviene da Enoteche a Milano, le migliori e gli eventi del vino. More