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Esportazioni di vino italiano – aggiornamento novembre 2020

Fonte: inumeridelvino.it su dati ISTAT (www.coeweb.istat.it)

Novembre si è rivelato un mese migliore di quello che si poteva temere, soprattutto grazie al rimbalzo delle esportazioni di Prosecco ma anche in virtù di una piccola inversione di tendenza sul vino in bottiglia. Ci siamo dunque avviando a chiudere il 2020 con un calo delle esportazioni tra il 2% e il 3%, il che è molto delle aspettative, ma anche molto meglio dei nostri vicini di casa. In Spagna i dati sui primi 11 mesi sono piuttosto simili, tra -3% e -4% (grazie a un buon secondo semestre), ma per la Francia sono dolori visto il loro posizionamento nell’alto di gamma (e quindi ristorazione) e visti i dazi che si sono visti applicare: i dati che pubblicheremo nei prossimi giorni mostrano un calo dell’11%. Sono poi brutti anche i dati degli americani, -7% e credo ci siano poche speranze che gli australiani, già giù del 7% nel primo semestre possano avere invertito la rotta con quello che è capitato in Cina. Tornando a noi, i primi 11 mesi chiudono a -2.7%. Se Dicembre sarà stabile andremo intorno al -2%, anche se la base di confronto (+9% nel 2019) non sembra essere incoraggiante. Passiamo ai dati.

  • Le esportazioni di novembre 2019 sono cresciute del 2.4% a 638 milioni, per un volume di 2.01 milioni di ettolitri, -5%. Da inizio anno le esportazioni sono state 5764 milioni di euro, -2.7%, mentre in volume abbiamo esportato 19.4 milioni di ettolitri, -3.3%.
  • I dati visti per categoria sui primi 11 mesi mostrano un quadro piuttosto disomogeneo, con i vini fermi in bottiglia giù dell’1.4%, i vini sfusi in crescita dell’1% e i vini spumanti giù dell’8%, anche se il divario si è chiuso un po’ rispetto ai mesi precedenti.
  • La determinante del dato di novembre, migliore dei mesi precedenti, è il Prosecco, che rimbalza del 16% dopo il calo del 6% di ottobre e del 14% di settembre. Ovviamente quando parliamo di Prosecco parliamo di Stati Uniti e Regno Unito, che nel segmento degli spumanti crescono del 17-18%, portando il saldo mensile in netto territorio positivo.
  • Tornando ai grandi numeri, il 2020 si avvia a chiudere con un calo del 3-4% del mercato americano nel suo complesso, un livello stabile in Germania, Svizzera e Canada e un calo marcato soltanto nel Regno Unito, tra i nostri grandi mercati di destinazione.
  • Scendendo nel ranking dei paesi i dati diventano volatili (e dovremo riordinare la tabella con i dati di fine anno!), ma la percezione è che i mercati nordici siano andati meglio di quelli del sud Europa, forse anche per la maggior propensione agli acquisti online che ha aiutato in questi mesi di restrizioni.
  • Bene, vi lascio alle tabelle e per questo argomento l’appuntamento è fissato per il 14 marzo, quando commenteremo i dati annuali.
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Fonte: http://feeds.feedburner.com/INumeriDelVino


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