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    Gavi Fornaci 2019 di Michele Chiarlo

    Alcuni vini sono capaci di parlare di sé anche quando non sono prodotti, questo è il caso del Gavi Fornaci di Michele Chiarlo. La prima annata risale al 1988, ma è dieci anni dopo, nel 1998, che il Gavi Fornaci entra ufficialmente nella storia enologica quando il Gambero Rosso decide di assegnargli i Tre Bicchieri, […] More

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    Casa Cayega e i 555 anni di Tenuta Carretta

    Manca sempre meno alla celebrazione dei 555 anni dalla fondazione di Tenuta Carretta, storica cantina di Piobesi d’Alba. Il cartellone che celebra l’anniversario sarà ricco di eventi e per la prima volta coinvolgerà anche il capoluogo delle Langhe. Ad aprire i festeggiamenti giovedì 15 settembre ad Alba alle ore 18.45 sarà infatti il concerto del […] More

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    Taranto Ego Festival: un viaggio tra i trulli, Gravine, festival della cozza tarantina, masterclass, degustazioni e assaggi

    Saranno ben 12 gli chef di fama internazionale che si riuniranno dal 19 al 24 settembre a Taranto per la quarta edizione di Ego Festival, l’evento enogastronomico dedicato alla formazione professionale nel mondo della ristorazione.

    E saranno loro a dare vita al progetto Dinner Incredible ‘invadendo’ la città dei due Mari per definire la cucina pugliese e tracciare una mappa del gusto che supera i confini nazionali.

    Gli chef racconteranno la Puglia gastronomica e le aziende, si aggireranno dai trulli alle Gravine, dai vigneti agli uliveti per reperire gli ingredienti principali e dar vita a piatti speciali.

    Il viaggio e il loro racconto diventerà poi una serie tv distribuita su Food Network per l’Italia.

    Il programma di questa quarta edizione si preannuncia ricco di appuntamenti e sorprese con masterclass, moderatori, ospiti internazionali. Per cinque giorni a Taranto si parlerà di alta cucina con momenti di studio e di approfondimento.

    Giovedì 22 settembre, dalle 10 alle 18,30, al Relais Histò gli ospiti stranieri racconteranno com’è cambiata la ristorazione nel mondo dell’enogastronomia 

    con un occhio verso la sostenibilità. A fare da cornice, i banchi di assaggio con prodotti pugliesi.

    Venerdì 23 settembre, il Relais Històaprirà le sue porte ad una cena iconica, irripetibile. Per la prima volta Dinner Icredible arriva in Italia dopo al fortunata edizione a Bangkok: i 12 cuochi da tutto il mondo interpreteranno le materie prime scoperte in Puglia un’occasione per deliziare i palati degli amanti del buon cibo e regalare un piatto unico (biglietti www.egofestival.it).

    La cozza tarantina

    Focus importante sarà poi la regina indiscussa di Taranto, la cozza nera che quest’anno è diventata presidio Slow Food. Il taglio Pop di Ego Festival sarà 

    legato alla prima edizione di “Cozza in the City” il primo vero Festival dedicato interamente alla cozza tarantina e l’importante novità di questa edizione 2022.  Sabato 24 settembresaranno coinvolti cuochi pugliesi che si confronteranno tra loro, studiando e creando dei piatti in cui la “cozza” sarà la protagonista assoluta di una festa che darà nuova vita a un contenitore centrale e importante come l’ex Mercato Coperto in via Anfiteatro a Taranto.  Una giornata all’insegna del gusto, che prevede degustazioni, musica, intrattenimento, ma anche momenti dedicati alla conoscenza della cozza tarantina. L’ex Mercato Coperto di via Anfiteatro di Taranto ospiterà gli stand dei cuochi e stand di cantine vinicole e aziende olearie rigorosamente pugliesi individuate dal progetto Radici Virtuose, il programma di promozione finanziato dal Mipaaf, volto al rilancio dei prodotti e del paesaggio jonico salentino. Il progetto vede coinvolti il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria, il Consorzio di Tutela dei Vini Doc Brindisi e Squinzano, il Consorzio del Salice Salentino Doc, il Consorzio dell’Olio di Puglia Igp e il DAJS – Distretto Agroalimentare di qualità Jonico Salentino.

    (ingresso è libero e sarà possibile acquistare i ticket di degustazione sul posto). 

    “Il tema di questa edizione è la rigenerazione – dichiara la giornalista ed ideatrice di EGO Festival Monica Caradonna – intesa come apertura alla rinascita e al riscatto; è il rinnovamento di un ciclo vitale, è un circuito virtuoso che non distrugge ma ricrea. Il mondo dell’enogastronomia è legato a doppio filo alla terra e alle attività umane e guardare in ottica di rigenerazione significa far rivivere ciò che era obsoleto e farlo tornare ad essere utile e produttivo ancora e ancora”.

    allevamento cozza tarantina

    “Nella teatralità e spettacolarizzazione che ha assunto la cucina internazionale, vogliamo riprendere e rimarcare dei temi fondamentali: il legame intergenerazionale e la sacralità dei gesti in cucina. – continua Caradonna- Da questo concetto è nato il nuovo visual del Festival, firmato da Nunnari grafiche. Abbiamo così immortalato nella nostra grafica scene di vita (ultraterrena!) nell’atto di avvicinare in modo del tutto enfatico cibo e uomo.  Nella scena, c’è un Bambino che gioca con un mestolo.  Una Madre che lo asseconda. Un gruppo di angeli che partecipa all’azione.  Tolta la parte sacra “stereotipata” è un incredibile passaggio generazionale. Questo concetto è fondamentale poiché sancisce il viaggio intergenerazionale della cucina moderna in un’ottica di futuro in cui la madre viene incoronata con quello che è l’emblema della cucina italiana al mondo, ovvero la pasta, che è simbolo della storia e dell’identità del Bel Paese”.

    Ego Festival nasce ed è da un’idea della giornalista Monica Caradonna insieme allo chef Martino Ruggieri e per l’edizione 2022 vede la partnership con l’organizzazione internazionale Dinner Incredible che fa capo al cuoco Giorgio Diana.

    Il progetto è realizzato grazie all’intervento di partner istituzionali quali Regione Puglia, i comuni di Taranto, Martina Franca e Laterza, Programma Sviluppo, Autorità Portuale di Taranto, e grazie all’interventi di partner privati quali l’azienda vinicola Varvaglione1921 e Radici Virtuose, Ferrarelle, Roboqpo, Longino& Cardenal la Bcc di San Marzano di San Giuseppe, Ninfole1921, Bertos Cucine partner dei più grandi cuochi. 

    Per info: www.egofestival.it

    Gli Chef 

    Giorgio Diana / lucida Restaurant / Cairo – Egypt  

    Gregoire Berger / Ossiano restaurant/ Dubai 

    Jaime Pesaque/ Mayta restaurant/ Lima – Peru  

    Fatma Binta / dineonamat restaurant/ Accra- Ghana  

    Antonio Bachour/ Bachour restaurant / Miami-Florida – USA  

    Ruben Arnanz/ 19.86 restaurant / Madrid – Spagna  

    Christian Herrgesell/ Culinary Director / Berlin- Germany  

    Kay Baumgardt/ Hotel Saltauserhof / Trentino Alto Adige – south Tirol

    Nelson Chantrawan/ Chim by Siam Wisdom / Bangkok- Thailand  

    Giovanni Solofra / Ristorante Tre olivi / Paestum-Salerno – Campania – Italy 

    Tim Golsteijn/ Bougainville  restaurant / Amsterdam- Holland 

    Francesco Martucci / pizzeria I masanielli / Caserta – Napoli- Italy More

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    Daniele Palavisini è il Miglior Sommelier AIS della Toscana 2022

    Daniele Palavisini è il Miglior Sommelier AIS della Toscana 2022. Una vittoria conquistata dopo un serratissimo testa a testa finale andato in scena al Teatro Roma di Castagneto Carducci, con Benedetta Costanzo, seconda classificata. Terzi a parimerito, Simone Vergamini e Fabio Ceccarelli. “Complimenti al vincitore – ha affermato il Responsabile della Scuola Concorsi di AIS Toscana Maurizio Zanolla – che […] More

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    Cosa si beve a Cuba? Chianti off course

    Il Consorzio Vino Chianti organizza un programma in grande stile per il suo ritorno a Cuba, dopo la pausa forzata causa pandemia. Etichette, gusti e tradizioni sono pronti a volare oltreoceano sulla “Isla grande” . I due appuntamenti si terranno dal 7 al 9 settembre: la “Chianti Academy Latam Wine & Food Experience” e la celebrazione del 55esimo anniversario di ‘Cohiba’, la più prestigiosa marca di sigari premium del marchio Habanos, già storico ‘alleato’ del Consorzio da svariati anni.

    Nel primo caso, i giorni 7 e 8, nel rinnovato e centralissimo Hotel Manzana Kempinsky proprio di fronte al Capitolio, si svolgeranno due masterclass del programma professionale Chianti Academy, declinate al nuovo format “Wine & Food Experience” ovvero con tasting immersivi di una trentina di vini Chianti d.o.c.g., per l’occasione in veste di ‘Annata’, ‘Governo all’uso Toscano’ e ‘Riserva’. Questa prima fase di approccio tecnico e degustativo, verrà condotta dal Wine Ambassador Luca Alves e verrà corollata da due show cooking che proporranno piatti italiani e cubani in abbinamento ai prodotti, proprio al fine di testare dal vivo la duttilità e bontà del vino Chianti. L’occasione sarà molto utile per tutti i professionisti locali ed i circa sessanta già diplomati “Chianti Wine Expert” degli scorsi anni, che hanno dimostrato grande vivacità e interesse per la nostra denominazione. 

    Nei giorni 7, 8 e 9, invece, il Chianti sarà ancora protagonista nelle giornate di celebrazione della marca Cohiba, in tandem con Habanos Sa., come del resto avviene da molti anni. Cohiba rappresenta la massima qualità nel portfolio di marche (ben 27) dell’azienda cubana, la punta di diamante sotto vari aspetti, non ultimo quello di valore storico e creativo: era nato come regalia diplomatica per volere dello stesso Fidel Castro nel 1966 e solo nel 1982 commercializzato nel mondo come sigaro ultra premium. Una folta rappresentanza di etichette accompagnerà la serata di inaugurazione e la Cena di Gala finale, dove sono attese circa 1.200 persone da tutto il mondo. 

    “Siamo molto orgogliosi ed emozionati di tornare a Cuba dopo oltre due anni, saranno due appuntamenti straordinari. Vogliamo portare sull’isola l’eccellenza dei nostri vini. Abbiamo selezionato con attenzione il miglior equilibrio di gusti, esperienza e tradizionalità, al fine di far conoscere ancora una volta la Chianti land al mondo interno – afferma Giovanni Busi, presidente del Consorzio Vino Chianti -. L’ultimo nostro viaggio, per cause di forza maggiore, risale ormai a febbraio 2020. Ma in questo periodo non ci siamo fermati: le nostre aziende e produttori hanno continuato a lavorare per alzare ancora di più gli standard e la varietà dell’offerta”. More

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    Valmontone: il 10 e l’11 settembre torna Arte da Bere – Le Dimore del Vino

    Torna l’appuntamento con Arte da Bere – Le dimore del Vino previsto il 10 e l’11 settembre presso il Valmontone Outlet. Un programma ricco di appuntamenti tra seminari, incontri, degustazioni e spettacoli. Si parte il 10 settembre alle ore 18.00 presso la Sala Conferenze con il seminario/workshop svolto dal prof. Ernesto di Renzo, antropologo dell’Università […] More

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    L’Associazione produttori del Nizza compie 20 anni

    Di Luciano Pavesio

    Ricorrenza in grande stile per l’Associazione Produttori del Nizza, giunta quest’anno al suo ventesimo anniversario della sua nascita, ricorrenza festeggiata con una ricca serie di eventi dedicati ovviamente alla denominazione Nizza Docg lungo tutto il 2022.

    Il sodalizio, sostenuto oggi da ben 75 produttori, è nato il 19 novembre 2002 per garantire una maggiore promozione in Italia e all’estero della “Barbera d’Asti” prodotta in questo territorio, obiettivo perseguito dai quattro presidenti-produttori che si sono via via succeduti, da Michele Chiarlo a Gianluca Morino a Gianni Bertolino, fino a Stefano Chiarlo, attualmente in carica, coadiuvato dai vicepresidenti Giovanni Bertolino e Daniele Chiappone.

    Molteplici sono gli obiettivi raggiunti dall’Associazione in questo ventennio, a cominciare dalla denominazione Nizza Docg, con le prime bottiglie uscite in commercio il 1° luglio 2016 relative alla vendemmia 2014, al culmine di un percorso partito proprio agli inizi degli anni 2000, con la prima importante tappa nella vendemmia 2008, quando la Barbera d’Asti Superiore Nizza poté cominciare a fregiarsi della Docg.

    Filari di barbera D’Asti in zona Nizza

    Una “super Barbera d’Asti” fortemente voluta “per dimostrare quello che sappiamo da tempo, ovvero che la Barbera, oltre ad essere un vitigno che dà vita a grandissimi vini per la quotidianità, è capace di dare anche grandi vini da invecchiamento” come aveva sottolineato nella presentazione ufficiale l’allora presidente Gianni Bertolino.

    Il disciplinare di questa denominazione, particolarmente rigido e selettivo, annovera tra i paesi produttori non solo l’omonimo paese di Nizza Monferrato bensì altri 17 comuni limitrofi (Agliano Terme, Belveglio, Bruno, Calamandrana, Castel Boglione, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Castel Rocchero, Cortiglione, Incisa Scapaccino, Moasca, Mombaruzzo, Mombercelli, Rocchetta Palafea, San Marzano Oliveto, Vaglio Serra e Vinchio), con il vitigno che deve essere al 100% Barbera raccolta da vigneti che devono avere un’esposizione sud o sud-est o sud-ovest, con una resa non superiore ai 70 quintali per ettaro.

    La durata minima dell’affinamento è di 18 mesi (di cui almeno sei in botti di legno) per il Nizza Docg mentre di ben 30 mesi (di cui 12 in legno) per il Nizza Riserva Docg.

    grappoli di Barbera prossimi alla vendemmia

    Ad oggi sono circa 600 gli ettari di vigneto del Nizza Docg per una produzione di circa 800.000 bottiglie, entrambi i dati in costante crescita annua, di fronte a un potenziale territoriale di 720 ettari e oltre 4,5 milioni di bottiglie teoriche.

    L’Associazione nel frattempo ha raggiunto altri traguardi importanti come, ad esempio, la definizione di un logo unico e distintivo e l’istituzione di una degustazione annuale alla cieca effettuata dagli associati che, grazie al confronto, consente di costruire un giudizio di consapevolezza del livello dei vini, la caratterizzazione delle annate e la direzione migliorativa da intraprendere.

    Ancora più importante è stata senza dubbio la creazione nel 2018 della Mappa del territorio del Nizza Docg realizzata in collaborazione con il giornalista Alessandro Masnaghetti, editore di Enogea.

    Per realizzare questa Mappa ci sono voluti molti mesi di lavoro, durante i quali Masnaghetti ha battuto il territorio palmo a palmo, interrogando innanzitutto i “vecchi” produttori, dal momento che secondo lui la tradizione locale è l’elemento fondamentale per delimitare i confini di un “cru”, perché sono proprio coloro che hanno vissuto il territorio da generazioni che hanno la memoria storica dei toponimi e delle posizioni delle vigne.

    Alessandro Masnaghetti illustra la mappa del Nizza

    Altro elemento importante per arrivare a definire estensione e morfologia di una zona particolarmente vocata per la coltivazione del Barbera d’Asti è il paesaggio, perché proprio i cambiamenti di scenario e di vegetazione danno indicazioni importanti sulla tipologia di suolo e di conseguenza segnano dei confini naturali, con un po’ di attenzione chiaramente individuabili a occhio nudo.

    Ne è scaturito un lavoro affascinante, che fotografa in maniera precisa il territorio dei 18 comuni in cui si produce il Nizza Docg, iniziando con individuarequattro diverse zone all’interno della denominazione per complessivi oltre 130 potenziali “cru” alla francese ovvero zone particolarmente vocate per caratteristiche morfologiche, esposizione e microclimi alla coltivazione del vitigno Barbera.

    Analizzando la cartina si nota ad esempio come la viticoltura sia sviluppata soprattutto nel settore centrale, un’ampia porzione che va da Agliano Terme a ovest fino a Mombaruzzo a est, e nella parte meridionale, caratterizzata da colline più alte e ripide, con quote altimetriche che superano i cinquecento metri in prossimità del monte Dagno, il punto più alto della Docg.

    Nizza Monferrato Ph. Joe Gamberini

    Nella parte nord, che si sviluppa sulla sinistra orografica del torrente Tiglione, e in quella orientale dei paesi di Mombaruzzo, Bruno e Castiglione Belbo, la viticoltura è meno diffusa.

    In questa zona il clima più fresco e i terreni sabbiosi e calcarei permettono di creare dei vini più rotondi ed equilibrati fin da giovani, però meno corposi ed austeri rispetto a quelli prodotti a Nizza Monferrato, Agliano Terme o nel versante occidentale di Mombaruzzo.

    Il ricco calendario per festeggiare il ventennale dell’Associazione Produttori del Nizza, stilato in collaborazione con il Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato, tra gli altri annovera quattro eventi principali:

    Il #ForumNizzadocg,che si è svolto ad aprile a Zurigo, con ventisei produttori del Nizza Docg presenti per la prima volta in Svizzera. Il programma prevedeva la degustazione delle annate più rappresentative della denominazione attraverso banchi d’assaggio e un paio di masterclass denominate “Nizza Docg – der Top Barbera” tenuti da Othmar Kiem, caporedattore di Falstaff Italia, di approfondimento rivolte ad un pubblico di professionisti e appassionati.Il #ForumNizza, che si è svolto a maggio, con una giornata dedicata agli operatori del settore Ho.re.ca, in particolare sommelier ed enotecari, provenienti da Torino e Milano, che si è svolta alla Tenuta La Romana, con diversi momenti di approfondimento, tra cui la masterclass “Il Nizza Docg e le sue caratteristiche” tenuta dall’enologo Claudio Dacasto e da Alessandro Masnaghetti; un “walk around tasting” alla presenza dei produttori dell’Associazione e in chiusura una cena curata da Damiano Nigro, chef stellato di Palas Cerequio di La Morra.

    Presentazione dei cru del Nizza da parte del presidente Chiarlo

    #Natailprimoluglio,svoltosi a giugno per festeggiare i sei anni dall’uscita in commercio della denominazione Nizza Docg, avvenuta la prima volta nel 2016. Un evento dedicato a tutti i produttori dell’Associazione ed al folto pubblico di appassionati degustatori di questo vino, che in questo tempo è cresciuto non solo in termini quantitativi, ma soprattutto qualitativi, conquistando e incuriosendo sempre più estimatori non solo in Italia, ma anche all’estero.

    Infineil #ForumNizzaVentennale che si svolgerà il 21 novembre a Torino, presso la Centrale Nuvola Lavazza. Ancora una giornata dedicata agli operatori del settore della regione Piemonte, con diversi momenti di approfondimento: un seminario sul territorio e la denominazione Nizza Docg, un banco di assaggio con i produttori dell’Associazione, per concludere con la cena nel ristorante Condividere curata dallo chef stellato Federico Zanasi.

    Giro del Nizza_sosta a Calamandrana

    Il “Nizza Wine Experience”, un tour sulle colline del Nizza Docg da percorrere con le e-bike, al quale ho avuto il piacere di partecipare in anteprima in primavera, è davvero utile per verificare e ammirare di persona quanto tracciato e documentato da Magnaghetti nella sua Mappa, questo insieme di terre in apparenza simili ma in realtà molto diverse tra loro.

    Organizzato dal Teatro degli Acerbi di Fabio Fassio e Elena Romano, il “Giro del Nizza” è lungo circa 45 chilometri, suddivisi in dieci tappe, in gran parte su strade secondarie asfaltate, che culmina con una cena abbinata a quattro Nizza Docg provenienti da diversi “cru” presso l’Osteria Vineria La Signora in Rosso, rilevata da un paio d’anni proprio da Fassio e Romano, meta immancabile degli appassionati in quanto ospita nella stessa sede l’Enoteca Regionale.La particolarità di questo tour è che non solo si possono ammirare caratteristiche e paesaggi incantati di questo territorio, bensì dalla stessa voce degli organizzatori, attori teatrali di professione, aneddoti, storia e leggende di questi luoghi.

    Degustazione di Nizza Docg dopo il Giro del Nizza in ebike

    Tra le altre cose ho appreso ad esempio che il Monferrato è più antico delle vicine Langhe, dal momento che ben 140 milioni di anni fa al posto di queste spettacolari colline sormontate dal Monte Dagno con i suoi 455 metri, esisteva un mare molto profondo, chiamato Tetide. La nascita di questi declivi risale quindi a circa 50 milioni di anni fa in seguito allo schiacciamento della crosta europea da parte di quella africana.Per scoprire le origini del nome Monferrato occorre invece risalire alla leggenda di Aleramo, in particolare al “mattone ferrato”, che nella lingua piemontese dell’epoca si chiamava “Mun” con cui ferrò il cavallo (“Frrha”) con cui completò il perimetro della sua “Marca”, in seguito alla nomina a Marchese concessa dall’imperatore Ottone I come riconoscenza per aver liberato il nipote ostaggio dei nemici bresciani.

    Ottone disse così ad Aleramo che avrebbe ottenuto un territorio tra la Liguria e il Piemonte vasto quanto la distanza che sarebbe stato in grado di coprire a cavallo nell’arco di tre giorni e tre notti.

    Nel corso del giro non è fatto insolito scorgere in lontananza delle torri, utilizzate nel corso dei secoli come punti di avvistamento a guardia delle vallate contro i saraceni e i contrabbandieri, così per individuare i viandanti e fargli pagare le tasse, come ad esempio quella di Rocchetta Palafea o di Calamandrana, sull’allora confine che divideva il Monferrato con l’Astesana.

    Informazioni prima del via del Giro del Nizza

    A Nizza, in passato “città di confine e di battaglie”, l’enoturismo non è affatto cosa recente, se si pensa che già negli anni ‘50 ogni domenica una dozzina di pullman approdavano in questa cittadina per mangiare presso il blasonato Ristorante Italo e fare scorta di vino: dati alla mano, ogni domenica venivano vendute già allora oltre 2.000 bottiglie a settimana, forti del motto che “Tutto il Nizza è Barbera, ma non tutta la Barbera è Nizza!”.

    Un tour veramente ben congegnato, un insieme di nozioni storiche e aneddoti divertenti che contribuirà senz’altro a diffondere la conoscenza di questo vino-territorio in tutto il mondo (informazioni dettagliate sul sito http://www.landscapestorymovers.it/portfolio/il-nizza-experience/).

    Rivolti ancora principalmente agli enoturisti infine le manifestazioni promosse dall’Associazione Produttori del Nizza, in collaborazione con l’Enoteca Regionale di Nizza Monferrato, la Città di Nizza Monferrato e la condotta Slow Food del territorio, “Il Giro del Nizza”ad aprile, “Nizza è Barbera” a maggio ed il conclusivo “Nizza è” in programma dal 22 al 24 ottobre all’interno di Palazzo Crova e del Palazzo del Gusto con banchi d’assaggio e masterclass, per completare un anno alla scoperta del Nizza Docg.

    Stefano Chiarlo – Presidente dell’Associazione Produttori del Nizza 3

    “Il programma di eventi che abbiamo creato per celebrare l’anniversario dell’Associazione è il più ricco di sempre” – affermava il presidente Stefano Chiarlo – “Siamo felici che finalmente si sono potuti svolgere in presenza così da attivare un dialogo e un confronto attivo e proattivo con i partecipanti. In tutti gli eventi, infatti, la nostra missione è stata quella di coinvolgere operatori professionisti, giornalisti italiani e internazionali, chef di eccellenza per farli innamorare del Nizza Docg.”.

    “Il principale obiettivo sul mercato italiano, per i prossimi anni, è l’implementazione del presidio del Nizza Docg nelle aree strategiche del Piemonte e della Lombardia e in parallelo sulle zone di origine. Per quanto riguarda l’estero si punterà a rafforzare la presenza in Svizzera e nei Paesi Nord Europei che in questi anni hanno dimostrato un forte interesse nella denominazione sia da parte del grande pubblico e wine lovers sia da parte di imprenditori che iniziano ad investire sul territorio. Come obiettivo a breve termine puntiamo pertanto a raggiungere il milione di bottiglie, grazie all’aumento del numero di nuove etichette di Nizza e Nizza Riserva che i produttori inseriranno nel loro listino. More