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    BoscodiVino 2025. Incanto della Natura, eccellenze Made in Italy da degustare

    Il bosco come esperienza sensoriale ed immersiva unita ad un percorso enogastronomico per la riscoperta del Made in Italy di qualità. Nasce da questo originale binomio la kermesse “BoscodiVino”, giunta alla sua terza edizione che si svolgerà dal 17 al 20 luglio 2025 presso la Fonte Ontanese (all’interno del Parco dei Castelli Romani a Lariano). La magia di ritrovarsi all’interno di un polmone verde secolare con una ricca vegetazione, la possibilità di scoprirne i misteri  ed i suoni al calar del sole e quella di far assaporare il profumo di vini regionali e nazionali con delle degustazioni guidate, grazie alla presenza di esperti del settore, sarà per tutti un viaggio stimolante che regalerà  benefici alla mente, al cuore e al corpo. Ogni sera una incredibile varietà di sapori e odori in cucina con piatti tipici e gourmet, realizzati da chef professionisti, saranno abbinati ai vini posti in degustazione dalle cantine produttrici con i sommelier della Fisar.
    L’idea, realizzata dal presidente dell’associazione Ricreativa Culturale Lariano Doc 2023, Avvocato Roberto Ficcardi, unitamente ai soci Gianluca Casagrande Raffi, Vito Bruno, Antonio Montecuollo, Antonio Tagliaferri e Massimiliano D’annibale, si pone lo scopo di far esplorare la magnificenza della natura con la complicità della luna e di creare delle nuove opportunità per le aree naturali raramente frequentate in orari serali. La novità di questa edizione, completamente rinnovata, prevede inoltre la possibilità di condividere il percorso anche con il proprio amico a quattro zampe.
    I visitatori umani saranno accolti con un calice, mentre i cani con gustosi snack per tutti i gusti e tutte le esigenze. Altra grande opportunità di benvenuto per i quattro zampe una serie di postazioni, dislocate in varie aree del parco, con acqua fresca sempre a disposizione. Coccole ed emozioni, ma anche visite guidate a 6 zampe e bustine in regalo per non lasciare ricordini indesiderati nel bosco, messe a disposizione dal Comune di Lariano, per permettere a tutti di rispettare la natura in tutto e per tutto.
    “Sarà un evento speciale – ha dichiarato il presidente dell’associazione- reso possibile grazie ad un valido team e per questo devo ringraziare le istituzioni, il presidente del Parco del Castelli Romani, l’Arsial, la Regione Lazio, le aziende produttrici e gli sponsor e il Sindaco Francesco Montecuollo. Queste magiche notti sotto le stelle saranno per tutti indimenticabili”.
    Info e prenotazioni: wwww.boscodivino.com More

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    Il vino secondo Francesco Guccione: etica, terra, tempo

    Nel mondo del vino così detto naturale, troppo spesso diviso tra dogmi e approssimazioni, Francesco Guccione incarna una via solida e coerente, fatta di rigore, ascolto, tecnica e intuizione, tempo e misura. I suoi vini, biodinamici sono tra i più puliti, espressivi e vitali che si possano trovare in Italia. E proprio per questo, tra i più “naturali”, nel senso pieno del termine.

    In un tempo in cui la parola naturale ha perso quasi ogni significato, diluita tra marketing e ideologia, Guccione ha scelto un’altra via: lasciar parlare il vino, e farlo bene. Dietro ogni bottiglia c’è una vigna condotta con attenzione artigianale e sensibilità agricola; c’è la capacità di attendere il momento giusto, anche quando questo vuol dire rimandare l’uscita di un vino di anni; c’è un pensiero profondo e mai gridato su cosa voglia dire coltivare, trasformare e infine condividere un pezzo di terra.

    Un’altra Sicilia, in Contrada Cerasa

    Siamo a Cerasa, nel cuore dell’entroterra palermitano, tra le colline che separano la valle dello Jato da quella del Belìce. Qui, il bisnonno di Francesco, durante la Prima guerra mondiale, decise di piantare vigna per sottrarsi al mercato nero del grano. Da allora, la storia agricola della famiglia Guccione ha attraversato generazioni, terremoti, fratture e rinascite. Fino a quando, nel 2005, Francesco decide di iniziare una nuova fase: vinificare in proprio, con il proprio nome, le uve che da sempre crescevano in quelle terre.

    La svolta è anche spirituale, oltre che tecnica. «In biodinamica – dice – l’agricoltore deve avere un approccio che possiamo definire artistico, cioè la capacità di sentire quello che è veramente necessario per la propria vigna». È una frase che racconta molto del suo metodo: non un’adesione dogmatica, ma un dialogo costante con la natura, con la memoria, con il ritmo del tempo. A Cerasa non si rincorre la moda, non si forzano le annate: si attende. Si studia. Si riflette. E si produce vino solo quando ha senso farlo.

    Pulizia, profondità, consapevolezza

    Nel mondo del vino cosiddetto naturale, troppo spesso si tollerano scorrettezze e difetti in nome di una supposta autenticità. Ma Francesco Guccione dimostra con ogni etichetta – che sia Trebbiano, Catarratto, Perricone o Nerello – che si può fare vino pulito, elegante, espressivo, e al tempo stesso pienamente agricolo, pienamente vivo. Un vino che non ha bisogno di travestirsi da altro, perché è già se stesso.

    La sua è una lezione implicita ma fondamentale: fare vino naturale non significa lasciare fare alla natura, ma lavorare il doppio per metterla nelle condizioni di esprimersi senza forzature. Significa conoscere a fondo ogni parcella, ogni fermentazione, ogni attesa. Significa – e questo è il punto – partire sempre dalla qualità dell’uva, non dalla narrativa che la circonda. Perché non basta dire “biodinamico” per garantire bontà o salubrità. Serve rigore, serve cultura, serve un’etica agricola che sia anche etica umana.

    La ferita e la rinascita

    Come spesso accade alle storie autentiche, anche quella di Francesco ha conosciuto una frattura. Dopo aver costruito con anni di lavoro la prima cantina, l’identità aziendale e la reputazione dei vini di Cerasa, si è ritrovato fuori da ciò che aveva fondato. «Come in un brutto sogno – ha scritto – ti trovi la porta della cantina chiusa e qualcuno che ti dice: “tu sei fuori”». È una ferita profonda, che avrebbe potuto chiudere ogni strada. E invece ha dato inizio a un nuovo percorso.

    Francesco Guccione ha ricominciato. Senza clamore, senza recriminazioni, ma con la forza interiore di chi sa che la coerenza, alla lunga, ha più valore di ogni marchio. Ha ricostruito la sua identità viticola pezzo dopo pezzo, ha continuato a portare in giro per il mondo i suoi vini, a parlare con chiarezza, a far degustare senza parole superflue. Ha mostrato, con l’esempio, cosa può diventare il vino naturale quando è fatto con cultura, sensibilità e precisione.

    Un punto di riferimento, non un modello

    Francesco Guccione non ama essere messo su un piedistallo, ma chi oggi parla di vini naturali, e soprattutto chi li fa, dovrebbe guardare al suo lavoro come a una bussola possibile. Non per copiarlo, ma per capire che esiste una via sobria, riflessiva, profondamente etica di fare vino. Una via in cui il terroir non è un concetto astratto, ma un equilibrio tra ciò che la terra offre e ciò che l’uomo sa cogliere senza stravolgere.

    Nel panorama enologico attuale, dove le barriere tra naturale e convenzionale andrebbero finalmente superate a favore della qualità, della verità e del rispetto per il consumatore, Francesco Guccione è una figura cardine. Uno che ha scelto il silenzio del lavoro alla retorica dei manifesti. E che, proprio per questo, produce vini che parlano con una voce chiara, netta, inconfondibile.

    I vini di Francesco Guccione

    Trebbiano 2020 Terre Siciliane igtUn bianco che sa di storia e freschezza. Niente legno, solo acciaio, per esprimere agrumi, frutta bianca, delicate note di miele. In bocca è teso, vibrante e sorprendentemente sapido.

    Catarratto 2022 Terre Siciliane igtFine, luminoso, essenziale. Un Catarratto dallo stile gentile ma deciso, con profumi di frutta gialla matura, erbe aromatiche e un finale fresco e salino.

    Bianco di Cerasa 2021 Terre Siciliane igt L’unione riuscita tra Trebbiano e Catarratto. Frutta, fiori, sale e miele in un sorso denso ma agile. Un bianco elegante, profondo e irresistibile. Da bere senza accorgersi del tempo che passa.

    Machado 2020 rosato Terre Siciliane igt (Trebbiano, Catarratto, Perricone e Nerello Mascalese in quantità variabili).Nato da uve bianche e nere, è fresco come un bianco ma con il cuore da rosso. Profuma di fragoline e chinotto, il sorso è raffinato, un vino rosa affascinante e delicato.

    Rosso di Cerasa 2020 Terre Siciliane igtRealizzato solo con la migliore selezione di Nerello Mascalese e Perricone e prodotto solo in determinate annate. Nerello Mascalese e Perricone in equilibrio perfetto. Profuma di ciliegie e fiori. Sorso avvolgente per un vino di rara eleganza.

    Nerello Mascalese 2021 Terre Siciliane igtUna versione elegante e gentile del celebre vitigno etneo. Frutti di bosco, spezie leggere e un tocco di cuoio. Il sorso è fresco, scorrevole, pieno di grazia.

    P16 (Perricone 2016)Otto anni di attesa per un vino che parla con la stessa lingua dei grandi rossi del mondo. Ciliegia in confettura, agrumi, cuoio, spezie e frutti di bosco. Rotondo, complesso, con tannini morbidi e lunghissima persistenza. Un Perricone da collezione. More

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    Cantina Meraviglia: la nuova cantina bolgherese nata all’interno di una cava dismessa

    Era il 2017 quando venne annunciato il progetto, il 2019 quando sono iniziati i lavori per la messa in sicurezza della cava, il 2021 quando è partita l’opera di costruzione vera e propria. Dopo 1125 giorni di costruzione, è stata finalmente inaugurata la nuova Cantina Meraviglia, il più ambizioso progetto architettonico ed enologico del Gruppo ABFV Italia – Alejandro Bulgheroni Family Vineyards in Toscana. Incastonata all’interno dell’ex cava di Cariola la struttura rappresenta un unicum nel panorama vitivinicolo italiano: un luogo dove paesaggio, vino, architettura e sostenibilità si integrano in modo armonico e profondo. Un progetto di riqualificazione territoriale che è una dichiarazione d’amore a questo territorio: la cantina è frutto della visione dell’imprenditore Alejandro Bulgheroni, mosso dalla volontà di restituire bellezza e valore a un luogo ferito e dimenticato, trasformandolo in un simbolo di rinascita territoriale e culturale. L’Ingegner Bulgheroni ha presenziato alla cerimonia e alla cena di gala inaugurali, insieme alla moglie Bettina Bulgheroni e ai figli Alejandro Jr e Diego: con emozione, ha ricordato le sue origini italiane (il bis-nonno Giovanni Alessandro Bulgheroni aveva lasciato Olgiate Comasco nel 1873 per spostarsi in Argentina) e si è detto orgoglioso di questo progetto, nato non a caso in luogo dove il terroir è straordinario.Firmata dallo Studio Bernardo Tori con la consulenza ingegneristica di Niccolò De Robertis (AEI Progetti), la cantina si sviluppa su tre livelli, seguendo l’orografia naturale della cava. Con 7.000 m² di spazi produttivi e tecnologici, una terrazza panoramica che guarda il Mar Tirreno e un tetto verde immerso nella macchia mediterranea, l’edificio si fonde nel paesaggio senza alterarlo, rispettando i margini della cava. I materiali utilizzati, per oltre il 95% di provenienza locale e i sistemi di costruzione adottati rispondono ai più alti standard di sostenibilità ambientale.

    Il risultato finale è una fusione profonda tra elementi, un dialogo continuo tra ciò che esisteva e ciò che è stato immaginato e costruito. L’architettura non si impone, ma aderisce al luogo. La cava, in origine un luogo con possibilità di sviluppo molto limitate, è stata letta come risorsa. Le fragilità del terreno, aggravate dalla presenza di rioliti — un materiale vulcanico friabile — hanno richiesto soluzioni progettuali complesse, già a partire dalla messa in sicurezza, seguita da un lungo lavoro di geologi e tecnici.
    Le caratteristiche uniche della cava – fatta di roccia vulcanica effusiva (riolite), le vulcaniti di San Vincenzo – non sono solo un elemento paesaggistico, ma una risorsa enologica. La naturale inerzia termica e l’umidità costante offrono un microclima ideale per la vinificazione e l’affinamento. Il processo enologico avviene per gravità, con il conferimento delle uve sul piazzale al piano più alto (dove troviamo anche un banco di cernita vibrante con selettore ottico); sotto trovano posto le Tulipe in cemento grezzo e i tini in acciaio, per la vinificazione. Infine, la sala con le grandi botti di rovere francese non tostate, dove la grande parete rocciosa preserva caratteristiche perfette per la lunga evoluzione del vino.
    Il progetto Cantina Meraviglia si basa su tre pilastri – sostenibilità ambientale, sociale ed economica – che rappresentano l’essenza stessa del modello ABFV. Tra gli interventi realizzati: gestione delle acque piovane per ridurre erosione e sedimentazione, riduzione dell’inquinamento luminoso secondo lo standard DarkSky, tetti verdi, sistemi energetici intelligenti e comfort ambientale per i lavoratori e i visitatori.
    La Cantina Meraviglia sarà il luogo produttivo dei due brand aziendali, ovvero Tenuta Meraviglia e Tenuta Le Colonne, per un totale di 95 ettari. La divisione fra le due tenute è prettamente agronomica: Tenuta Meraviglia, più in alto, ha suoli di natura vulcanica, ed è quasi per la sua totalità piantata a Cabernet Franc (ad eccezione di 3 ettari nel pedecollinare di Vermentino); Tenuta Le Colonne invece si estende fino quasi a toccare il mare, su suoli a matrice sabbiosa, regalandoci vini eleganti e immediati.
    Sarà anche un luogo di ospitalità ed enoturismo. Le due sale al piano superiore, la bellissima terrazza panoramica, ma anche la library con le vecchie annate sospesa sulla bottaia, sono luoghi suggestivi pensati per un turismo del vino di qualità, dove fare promozione di territorio e cultura. La cantina aprirà al pubblico a settembre.
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    IL GRUPPO ABFV – Alejandro Bulgheroni Family Vineyards
    Chianti Classico, Montalcino, Bolgheri: tre terroir tra i più importanti del panorama vitivinicolo mondiale accomunati da un progetto unico, quello di ABFV – Alejandro Bulgheroni Family Vineyards. Alejandro Bulgheroni è un imprenditore italo-argentino con una grande passione per la terra e i suoi prodotti, vino e olio in primis, con tenute in alcuni dei territori più vocati al mondo, dal Sudamerica alla Francia, fino all’Italia dove i primi investimenti risalgono al 2012. Ha scelto di investire in Toscana incentrando il suo progetto sulla valorizzazione delle proprietà acquisite, l’attenzione all’impatto ambientale e il rispetto della tradizione e del tessuto sociale ed economico delle zone interessate.
    La partenza è stata Dievole, storica tenuta del Chianti Classico dove, si è voluto tornare alle origini, all’autenticità, valorizzando solo uve e tecniche produttive locali, per poi proseguire a Montalcino con Poggio Landi e Podere Brizio, fino ad arrivare a Bolgheri. Qui, nel 2015, nascono Tenuta Le Colonne e Tenuta Meraviglia e, a giugno 2025, viene inaugurata Cantina Meraviglia, il luogo produttivo di entrambe. Ad oggi, il gruppo conta in Italia 330 ettari vitati, tutti condotti con metodo biologico, e una produzione che si aggira su un milione di bottiglie l’anno, tra Chianti Classico, Brunello di Montalcino e Bolgheri. More

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    Cantina Tramin è la migliore cooperativa vinicola al mondo secondo Weinwirtschaft

    Cantina Tramin è stata insignita del premio come Migliore Cooperativa Vinicola al Mondo nel concorso CO-OP 2025 organizzato dalla rivista tedesca Weinwirtschaft, testata di riferimento a livello internazionale per il settore vitivinicolo. Il prestigioso riconoscimento è giunto a seguito di un’intensa selezione ad opera di un panel di esperti redattori che hanno degustato alla cieca i vini di 112 cooperative da tutto il mondo, dalla categoria entry level alla premium.
    La cerimonia di premiazione si è tenuta il 25 giugno a Deidesheim (Germania), durante la quale Vincent Meßmer, redattore di Weinwirtschaft, ha consegnato il titolo al presidente di Cantina Tramin Leo Tiefenthaler e al direttore commerciale Wolfgang Klotz.
    “Essere considerati la miglior cooperativa vinicola a livello mondiale è un onore che condividiamo con ogni singolo socio – ha dichiarato Wolfgang Klotz –. È il risultato di un lavoro collettivo condotto con dedizione e sapienza, che inizia in vigna, prosegue in cantina e si traduce in vini capaci di raccontare l’identità del nostro territorio alpino”.
    La competizione ha attestato sia l’eccellenza organizzativa di Cantina Tramin che la sua solidità e qualità produttiva: Epokale Gewürztraminer Spätlese 2017, infatti, è stato giudicato Miglior Vino in Assoluto con un punteggio di 94/100. Riconoscimento a cui si aggiunge il titolo di Miglior Bianco Secco d’Italia per Troy Chardonnay Riserva 2021.
    Cantina Tramin è la terza più antica cantina cooperativa dell’Alto Adige. Nasce nel 1898 per volontà di Christian Schrott, parroco del paese e allora deputato al Parlamento di Vienna, al fine di rilanciare e sostenere il lavoro dei piccoli viticoltori locali. Nel 1971 Cantina Tramin si fonde con la Cantina Sociale di Egna, ampliando così il numero di soci e i territori di competenza. Nel 1989 prende avvio il progetto Selezione, primo intervento compiuto in direzione della qualità enologica. Il progetto vede una svolta decisiva con l’arrivo in azienda dell’enologo Willi Stürz, 34 anni fa, le cui scelte e metodo portano i vini di Cantina Tramin a ottenere autorevoli riconoscimenti da parte dell’alta critica italiana e internazionale. Epokale Gewürztraminer, in particolare, è il primo vino bianco italiano a ottenere 100/100 punti di Robert Parker’s Wine Advocate con l’annata d’esordio 2009. More

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    Enologia: Sicilia, dai vini che hanno fatto la storia alle etichette del futuro, Master Class con Adua Villa

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    Buglioni. Vino da vivere, ospitalità da ricordare

    Tra i vigneti della Valpolicella e il centro di Verona, la cantina Buglioni firma un’ospitalità ricca di passione, autenticità e relax. Un universo fatto di gusto e accoglienza, dove il vino non si limita a essere bevuto: si respira, si assapora, si vive.Al centro di questa esperienza c’è Dimora Buglioni, un raffinato wine relais a San Pietro in Cariano (VR) immerso nei vigneti e ricavato da un antico casolare dell’Ottocento restaurato con eleganza, dove il tempo sembra rallentare. A soli 10 km dal centro di Verona e a 15 km dal Lago di Garda, è qui che inizia il viaggio sensoriale firmato Buglioni: svegliarsi tra le vigne, fare colazione sotto il pergolato, passeggiare tra i filari per una cena romantica.
    L’edificio ha mantenuto molti degli aspetti architettonici originali: muri in pietra e mattoni, vecchi camini, elementi in legno e ferro battuto che rendono gli ambienti di Dimora Buglioni un rifugio accogliente. Il pavimento in cotto, i mobili in legno e il soffitto con travi a vista donano il calore tipico delle case in campagna.
    Ogni mattina una ricca colazione con prodotti fatti in casa, tipici del territorio, dà il buongiorno agli ospiti sotto la pergola o nell’intima saletta, un ottimo modo per iniziare la giornata con il piede giusto.
    Dimora Buglioni è, infatti, il punto di partenza ideale per escursioni a cavallo, trekking o uscite in e-bike alla scoperta del territorio, ma anche il luogo dove rifugiarsi lontano dallo stress della città.
    La sera, con una passeggiata di pochi minuti tra le vigne di San Pietro in Cariano, si può cenare presso Locanda Buglioni, il wine restaurant della famiglia Buglioni, dove sapori e profumi del territorio si fondono in piatti stagionali cotti alla brace di vite: dalla fiorentina, rigorosamente biologica, fino a tagli recentemente riscoperti come il diaframma. Tutto cuoce su un fuoco alimentato dai tralci e dagli scarti dei vigneti, nell’ottica della filosofia sostenibile di Buglioni.

    Nel calice, ça va sans dire, i vini della cantina Buglioni e dulcis in fundo, i dessert, tutti fatti in casa. Dallo stile country chic e dal sapore bucolico e romantico, Locanda Buglioni vuole essere un punto di riferimento per chi ama gustare una cucina attenta al territorio, bere una buona bottiglia di vino e trascorrere piacevoli momenti a tavola.
    Dalle vigne alla città di Romeo e Giulietta, il soggiorno firmato Buglioni si compone anche di due residenze di charme dal design moderno nel cuore di Verona, ideali per chi desidera esplorare la città sulle orme di Shakespeare, tra balconi fioriti, antichi palazzi, piazze animate e scorci senza tempo. Residenza Piazza Erbe, appartamento con due camere da letto – che può ospitare fino a quattro persone – con vista su Piazza Erbe, un tempo sede dell’antico mercato e da sempre cuore pulsante della città e la Residenza Teatro Romano, nuovo ed elegante monolocale con un ampio angolo cottura attrezzato per cucinare – con un secondo letto a scomparsa per ospitare fino a quattro persone – che offre una vista mozzafiato sul centro storico e si trova a due passi dall’Adige e dal Teatro Romano, importante testimonianza archeologica che ogni estate torna a rivivere accogliendo spettacoli classici e contemporanei sotto le stelle. In ognuno di questi alloggi la filosofia dell’ospitalità Buglioni prende forma: accogliere come a casa, stupire con semplicità, lasciare il segno.
    L’esperienza nel centro storico veronese prosegue anche a tavola presso l’Osteria del Bugiardo, punto di riferimento cittadino tra cicchetti, chiacchiere e calici che sanno di territorio e un’atmosfera conviviale e all’Enoteca del Bugiardo, a Santa Maria di Negrar (VR), che propone una cucina locale e genuina, ideale per un pranzo rilassato o un aperitivo tra amici per scoprire i vini Buglioni in modo smart e informale.

    «Con i nostri eventi, i locali, l’ospitalità, stiamo esportando un format che va ben oltre l’idea del vino che apri e finisci – afferma Mariano Buglioni, titolare dell’azienda Buglioni – vogliamo che chi ci sceglie si senta parte della nostra storia e torni a casa con un pezzo di Valpolicella e di Verona nel cuore».
    Buglioni è un invito a fermarsi, ad assaporare e a innamorarsi.
    Per vivere al massimo l’offerta enoturistica di cantina Buglioni è possibile scegliere fra tre percorsi pensati per chi vuole scoprire la cantina, esplorare i vigneti, conoscere il processo di lavorazione delle uve e degustare vini e piatti in abbinamento. Un’immersione totale nella cultura del vino, dalla Valpolicella a Verona, unita al relax di un soggiorno curato nei minimi dettagli.
    Le quattro Buglioni Wine Experience:

    Jeroboam (40 euro a persona): tour di cantina e vigneti, degustazione guidata di 8 vini e 4 cicchetti in Enoteca del Bugiardo;
    Mathusalem (85 euro a persona): tour di cantina e vigneti, visita al fruttaio di appassimento, degustazione guidata di 5 vini e 5 portate in Locanda Buglioni;
    Balthazar (180 euro a persona): aperitivo di benvenuto in Enoteca del Bugiardo, 1 notte con colazione nel Wine Relais Dimora Buglioni, tour guidato di cantina e vigneti, visita al fruttaio di appassimento e degustazione guidata in Locanda Buglioni (pranzo o cena con 5 vini e 5 portate in abbinamento).
    Solomon (240 euro a persona): aperitivo di benvenuto in Enoteca del Bugiardo, 2 notti con colazione nel Wine Relais Dimora Buglioni, tour guidato di cantina e vigneti, visita al fruttaio di appassimento e degustazione guidata in Locanda Buglioni (pranzo o cena con 5 vini e 5 portate in abbinamento).

    Info e prenotazioni
    DIMORA BUGLIONI
    Via Cariano, 24/A – San Pietro in Cariano (Verona)
    Telefono: + 39 3802394222
    E-mail: [email protected]
    www.dimorabuglioni.it

    LOCANDA BUGLIONI
    Via Cariano, 24/A – San Pietro in Cariano (Verona)
    Telefono: + 39 3275872214 3275872214
    E-mail: [email protected]
    www.locandabuglioni.it

    RESIDENZE BUGLIONI
    Residenza Teatro Romano (via Redentore 6, Verona)
    Residenza Piazza Erbe (Corso Porta Borsari 1, Verona)
    Telefono: +39 3470902376
    E-mail: [email protected]
    www.residenzebuglioni.it

    OSTERIA DEL BUGIARDO
    Corso Porta Borsari 17/A, Verona
    Telefono: 045 591869
    E-mail: [email protected]
    www.osteriadelbugiardo.it

    ENOTECA DEL BUGIARDO
    Via Casette, 19 – Santa Maria di Negrar (Verona)
    Telefono: +39 3295508545
    E-mail: [email protected]
    www.enotecadelbugiardo.it More

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    Soave, Impressioni d’Arte: Tra vino, cultura e paesaggi incantati

    Terra di vino, di tradizioni culinarie antiche e di accoglienza autentica, Soave è molto più di un borgo medievale: è un’esperienza enogastronomica che coinvolge tutti i sensi. Il suo nome, conosciuto in tutto il mondo, è legato indissolubilmente al vino Soave DOC, un bianco elegante, fresco e armonico, simbolo dell’eccellenza vinicola italiana. Le colline che circondano il Borgo dei Borghi 2022, caratterizzate da terreni vulcanici e da un clima mite, ospitano i vigneti della Garganega, l’uva regina del Soave, coltivata fin dall’epoca romana.Il risultato è un vino dal colore giallo paglierino, profumo delicato con note di fiori bianchi, mandorla e frutta matura, perfetto in abbinamento con la cucina locale. Accanto al Soave DOC si affiancano denominazioni prestigiose come Soave Classico, Soave Superiore DOCG e Recioto di Soave DOCG, vino dolce passito da meditazione. Soave vanta oltre trenta cantine visitabili, molte delle quali situate all’interno del borgo o nei colli circostanti, che offrono degustazioni guidate e percorsi enoturistici.
    In questi spazi accoglienti e curati, è possibile scoprire i metodi di vinificazione, passeggiare tra le vigne, visitare antiche barricaie e, naturalmente, degustare i vini accompagnati da prodotti tipici del territorio. Ma Soave non è solo sinonimo di sapori. Negli ultimi anni il borgo ha saputo trasformarsi in un centro culturale di rilievo nazionale, in cui l’arte contemporanea e la storia si intrecciano per offrire esperienze immersive e coinvolgenti.
    Un percorso che trova il suo apice nell’ambizioso progetto “Soave Impressioni d’Arte”, che dal 5 luglio al 30 novembre 2025 porterà nel borgo due mostre di altissimo profilo, allestite nella suggestiva e antica Chiesa di Santa Maria dei Padri Domenicani.
    L’iniziativa, curata dalla storica dell’arte Roberta Tosi e promossa dall’Associazione SoaveCultura e dal Comune di Soave, con il sostegno della Fondazione Cariverona, della Camera di Commercio di Verona, e il patrocinio di Regione Veneto e Provincia di Verona, trasformerà il borgo in un vero e proprio palcoscenico artistico diffuso.
    La prima esposizione, “Un altro ‘900. Casorati, Semeghini, Trentini e l’arte a Verona”, sarà visitabile dal 5 luglio al 21settembre e presenterà 31 opere provenienti da prestigiose collezioni, tra cui la Collezione Cariverona e la Collezione privata Veneri – Dalli Cani. I capolavori di Felice Casorati, Pio Semeghini e altri 16 artisti offriranno uno spaccato unico sull’arte veronese tra fine Ottocento e metà Novecento.
    Dal 27 settembre al 30 novembre, sarà invece Omar Galliani, artista di fama internazionale, a presentare la sua installazione site-specific “…Apri gli occhi”, ispirata agli affreschi della chiesa e in particolare alla figura di Santa Lucia. Un’opera intensa, che invita a guardare con nuovi occhi il dialogo tra passato e presente, spiritualità e materia, luce e segno.
    A completare il percorso, le sculture in acciaio corten e bronzo della veronese Sabrina Ferrari con il progetto “Urban Jungle”, che popoleranno strade e piazze del borgo. Le sue creature immaginarie, già annunciate dall’opera “Freedom” all’ingresso del paese, sembrano emergere dalla pietra e dal tempo, creando un cortocircuito visivo e concettuale tra arte contemporanea e paesaggio storico.
    L’arte, a Soave, non è chiusa nei confini di un museo, ma si espande nel tessuto urbano, negli scorci, nei silenzi e nei sapori. Un’esperienza immersiva che richiama sempre più visitatori: 200.000 turisti nel solo 2024, con un incremento costante delle presenze (+168% rispetto al 2022). «Soave negli ultimi tre anni è cresciuta moltissimo come destinazione turistica», conferma il sindaco Matteo Pressi. «Vogliamo continuare a investire nella valorizzazione del borgo attraverso eventi culturali di alto profilo, come le mostre di questa estate e autunno, che rappresentano un passo ulteriore verso l’obiettivo di rendere Soave un punto di riferimento stabile nel panorama artistico italiano».
    Il progetto Soave Impressioni d’arte è promosso e sostenuto dall’Associazione SoaveCultura e dal Comune di Soave con il sostegno della Camera di Commercio di Verona, il patrocinio della Regione Veneto e della Provincia di Verona e curato dalla storica dell’arte Roberta Tosi. Con il patrocinio di Rai Veneto e la mediapartnership della TGR.
    INFORMAZIONI MOSTRE

    “Un altro ‘900. Casorati, Semeghini, Trentini e l’arte a Verona”
    Elenco artisti in esposizione: Avanzi, Beraldini, Calvi, Casorati, Dall’Oca, Danieli, De Stefani, Farina, Ferrari, Piccoli, Pigato, Savini, Semeghini, Trentini, Vitturi, Zancolli, Zenatello, Zannoni.
    Periodo espositivo: 5 luglio – 21 settembre 2025
    A cura di Roberta Tosi, storica dell’arte
    Organizzazione: Associazione SoaveCultura
    Sostegno: Comune di Soave, Camera di Commercio di Verona
    Patrocinio: Regione Veneto, Provincia di Verona, Rai Veneto e TGR
    Partner: Fondazione Cariverona e Collezione privata Veneri – Dalli Cani.
    Catalogo: Grafiche Aurora
    Sede espositiva: Chiesa di Santa Maria dei Padri Domenicani, Soave (VR)
    Ingresso: libero e gratuito
    Orari: dal martedì al venerdì 14.30 – 18.30; sabato e domenica: 10-12.30; 14.30-18.30
    Per info: 045/6939887 – e-mail: [email protected]
    Durante il periodo espositivo, in agosto, nelle serate dell’8, 16 e  22 dalle 21 alle 23 è prevista una visita guidata in notturna con la curatrice.

    “Apri gli occhi” di Omar Galliani
    Periodo espositivo: 27 settembre – 30 novembre 2025
    A cura di Roberta Tosi, storica dell’arte
    Organizzazione: Associazione SoaveCultura
    Sostegno: Comune di Soave, Camera di Commercio di Verona
    Patrocinio: Regione Veneto, Provincia di Verona, Rai Veneto e TGR
    Partner: Archivio Galliani
    Catalogo: Grafiche Aurora
    Sede espositiva: Chiesa di Santa Maria dei Padri Domenicani, Soave (VR)
    Ingresso: libero e gratuito
    Orari: giorni e orari in via di definizione
    Per info: 045/6939887 – Email: [email protected] More

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    La versatilità del Morellino di Scansano in tre cocktail d’autore

    Il Morellino di Scansano, grazie alla sua sorprendente versatilità, diventa il protagonista dell’estate, capace di uscire dal calice tradizionale e incontrare il mondo della mixology con eleganza, autenticità e freschezza. Tre cocktail d’autore – ReWine e Morellino Carousel ideati dal bartender Julian Biondi e House of Moris di Andrea Picci in collaborazione con l’azienda Moris Farm – raccontano una nuova prospettiva di questo Sangiovese della costa toscana, rendendolo interprete di una stagione estiva ricca di stile e innovazione.“Il Morellino di Scansano è un vino identitario, ma allo stesso tempo dialoga con il presente e con nuovi linguaggi. La sua versatilità ci consente di raccontarlo anche attraverso la creatività della mixology, senza mai snaturarne l’essenza. Anzi, è proprio in queste nuove forme che emerge la sua capacità di interpretare il gusto contemporaneo, pur rimanendo profondamente legato al territorio di origine”, commenta Bernardo Guicciardini Calamai, presidente del Consorzio Morellino di Scansano.
    ReWine, ideato dal bartender fiorentino Julian Biondi, è un omaggio alla struttura più importante del Morellino, nella sua tipologia Riserva. La profondità del vino si sposa con whiskey e angostura, creando un cocktail elegante e al tempo stesso accessibile, che trova la propria forza nella possibilità di essere proposto con disinvoltura in contesti diversi, sia d’estate che nei mesi più freddi. Viene servito, invece che nella tradizionale coppa cocktail, in un bicchiere tumbler basso con un singolo cubo di ghiaccio, e guarnito con una ciliegia marasca. Il risultato è un drink di grande equilibrio, capace di mettere in luce la vocazione gastronomica del Morellino anche al di fuori delle tavole tradizionali.
    In Morellino Carousel Julian Biondi si ispira alla Giostra d’Alcool, ricetta provocatoria e visionaria del Futurismo italiano. Questo cocktail mantiene come cuore pulsante il Morellino costruendo intorno ad esso una struttura fatta di cordiale al bitter e frutti rossi e un tocco di gazzosa. Il risultato è un drink sorprendente per equilibrio e complessità, con una gradazione contenuta e una personalità che lo rende perfetto per un aperitivo estivo originale, ma radicato in una visione culturale precisa e consapevole.
    Infine House of Moris nasce dalla creatività del barman Andrea Picci nel far incontrare la freschezza del succo di limone, le note aromatiche dello sciroppo al rosmarino e l’eleganza del gin Moris Farm. Il Morellino viene aggiunto in superficie come tocco finale, esaltando il profilo del drink e mantenendo la propria identità. Un rametto di rosmarino completa l’esperienza olfattiva, evocando il paesaggio mediterraneo della costa. È un cocktail che parla di territorio ma con un linguaggio giovane e internazionale, pensato per chi ama la freschezza e non rinuncia al carattere.
    L’incontro tra vino e cocktail diventa così occasione per raccontare una denominazione in costante evoluzione, pronta a uscire dai consueti canali di comunicazione per conquistare un pubblico nuovo, trasversale e curioso. Un pubblico che, proprio attraverso un cocktail estivo bevuto al tramonto, può scoprire il fascino di un vino che affonda le proprie radici nella Maremma, ma guarda al mondo con spirito aperto e contemporaneo. More