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    Montina e il Festival di Franciacorta 2025: due giorni di esperienze tra gusto, convivialità e musica

    In occasione del Festival di Franciacorta, Montina si prepara ad accogliere appassionati e curiosi con un programma ricco di emozioni e appuntamenti esclusivi. Sabato 20 e domenica 21 settembre, la storica tenuta di Monticelli Brusati aprirà le porte al pubblico con percorsi di visita, degustazioni tematiche e momenti di festa che uniscono l’eccellenza del Franciacorta a esperienze uniche da vivere nel cuore di questo affascinante territorio.FESTIVAL DI FRANCIACORTA DA MONTINA: IL PROGRAMMA DI SABATO 20 E DOMENICA 21 SETTEMBRE 2025
    La giornata di sabato sarà dedicata alla scoperta della storia e del patrimonio della cantina. Le visite guidate condurranno i partecipanti tra la corte di Villa Baiana, la cantina ipogea di oltre 7.500 metri quadrati e la Galleria d’Arte Contemporanea. Durante il percorso sarà possibile immergersi nell’anima produttiva della tenuta e approfondire i diversi volti del Franciacorta attraverso degustazioni dedicate. Dalla finezza del Satèn, accompagnato da selezioni gastronomiche del territorio, alle verticali dei millesimati più rappresentativi, fino all’esperienza interattiva del laboratorio “Crea la tua Cuvée”, ogni momento sarà un’occasione per avvicinarsi al mondo Montina in modo autentico e coinvolgente. La domenica sarà invece una vera e propria festa all’aperto che unirà vino, cucina e musica. Le visite guidate si svolgeranno nell’arco della giornata e saranno arricchite dalla degustazione del Franciacorta Satèn abbinato a specialità locali. Dalle 11 del mattino fino alla sera, Villa Baiana diventerà il cuore pulsante di una Food&Wine Experience senza interruzioni, con gli chef della tenuta impegnati a proporre piatti iconici come paccheri con pomodoro e burrata, calamari fritti, pane con pulled pork e, nel pomeriggio, una ricca paella, accompagnata da gelati artigianali e calici di Franciacorta. Il momento più atteso sarà al tramonto, quando la corte storica si trasformerà in palcoscenico di un esclusivo Sunset Party animato dal DJ set Soleil. Un’atmosfera unica che unirà il brindisi con le bollicine Montina alla musica, per un finale indimenticabile tra convivialità e divertimento.
    FORMA E COLORE: L’INCLUSIONE IN MOSTRA A MONTINA CON LA COOPERATIVA IL VOMERE.
    All’interno della Galleria d’Arte Contemporanea di Montina sarà ospitata la mostra “Simposio – quando arte e vino si incontrano”, frutto del progetto “Forma e Colore” della Cooperativa Il Vomere. L’iniziativa nasce come percorso di inclusione e creatività, dove le persone con disabilità possono esprimersi attraverso l’arte, trasformando emozioni, materia e libertà in opere uniche. L’esposizione sarà visitabile dal 3 settembre al 27 ottobre 2025 presso l’azienda, offrendo al pubblico l’occasione di ammirare quadri che raccontano storie di bellezza, immaginazione e condivisione.
    La partecipazione a tutte le attività è su prenotazione e i posti sono limitati per garantire la migliore accoglienza possibile.
    Per informazioni e prenotazioni è possibile scrivere a: [email protected]
    Telefonare allo 030 653278
    Inviare un messaggio WhatsApp al numero 342 7550097. More

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    Cantina Valtidone prima al Premio Metodo Classico Emilia-Romagna 2025

    Arvange Blanc De Noir Pas Dosé di Cantina Valtidone, vincitore nella categoria “Metodo Classico Bianco” del ‘Premio Giuliano Zuppiroli – Miglior Spumante Metodo Classico Emilia-Romagna’, premiato insieme ai vini selezionati dalla Guida A.I.S. “Emilia Romagna da Bere e da mangiare”.
    Il premio per il Miglior Spumante Metodo Classico dell’Emilia-Romagna è un riconoscimento annuale che celebra le eccellenze e valuta le migliori produzioni spumantistiche Metodo Classico della regione, con il coinvolgimento di esperti dell’Associazione Italiana Sommelier (AIS)
    La premiazione è avvenuta martedì 22 luglio nella Rocca Sforzesca di Dozza, sede dell’Enoteca Regionale dell’Emilia-Romagna: i top 12 e best 100, che hanno ottenuto i migliori punteggi sulla Guida A.I.S. 2026 tra le oltre mille etichette partecipanti, hanno ricevuto il Diploma che attesta la qualità della propria produzione.
    Il vino di Cantina Valtidone che è stato giudicato primo classificato per la “Categoria Metodo Classico Bianco” è Arvange Spumante Blanc De Noir Pas Dosè. Uve di Pinot Nero, con una piccola aggiunta di Chardonnay, dei vigneti più vocati della Val Tidone: pressatura soffice, vinificazione in bianco e tirage primaverile, affinamento di almeno 40 mesi sui lieviti danno vita a questo spumante dalla spuma bianca esuberante e bollicina finissima e persistente. Colore giallo paglierino intenso e brillante, profumo penetrante e complesso; sapore secco, sapido e potente in bocca.
    “La nostra Regione ha una grande tradizione enologica” commenta il Presidente di Cantina Valtidone Gianpaolo Fornasari “Essere stati riconosciuti meritevoli del Primo premio nella categoria Metodo Classico Bianco insieme alla nostra presenza sulla Guida A.I.S. 2026, attenta e competente rispetto alle eccellenze dell’Emilia-Romagna, ci rende orgogliosi del grande lavoro di ricerca della qualità che stiamo attuando.” More

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    Golferenzo celebra il Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese

    Il borgo di Golferenzo, riconosciuto tra i “Borghi più belli d’Italia”, si prepara a diventare il palcoscenico di un racconto fatto di bollicine e Pinot Nero. Il 21 e 22 settembre, l’Oltrepò Pavese celebra la quinta edizione di “Oltrepò: Terra di Pinot Nero”, evento ideato dal Consorzio Classese Oltrepò Pavese per mettere in dialogo produttori, operatori del settore, stampa e – per la prima volta – appassionati di vino.

    Due giorni in cui la tradizione incontra la visione del futuro. Al centro dell’attenzione c’è il Metodo Classico DOCG, pronto a diventare Classese, e il Pinot Nero DOC vinificato in rosso, ambasciatori di un territorio che punta con decisione sulla qualità e sull’identità.

    La giornata di domenica 21 settembre sarà aperta al pubblico: dalle 10.30 alle 18, gli appassionati potranno degustare i vini di 30 cantine locali, incontrare i produttori e scoprire i segreti di un territorio che ha fatto del Pinot Nero il suo simbolo. I biglietti sono disponibili online a 35 euro (25 euro per soci AIS, FISAR, ONAV e studenti).

    Protagonista indiscusso dell’evento è il blanc de noirs, celebrato quest’anno anche dal nuovo disciplinare DOCG che introduce il nome Classese e una serie di norme dedicate alla valorizzazione della qualità. Un passo storico, che coincide con i 160 anni dalla nascita del Metodo Classico in Oltrepò, quando a Rocca de’ Giorgi furono prodotte le prime bottiglie spumantizzate nel 1865.

    Non si tratta solo di un cambio di denominazione, ma di una vera e propria visione: fare dell’Oltrepò Pavese la prima denominazione al mondo fondata sul Metodo Classico da uve Pinot Nero vinificate in bianco. Un ambizioso progetto che affonda le radici nella storia e guarda con decisione al futuro del territorio e dei suoi vini.

    Segreteria organizzativa e accreditamento operatori: Scaramuzzi Team +39 055 494949 Ufficio stampa evento: AB Comunicazione [email protected] biglietti: https://eventboost-ticketing.myshopify.com/

    Foto Linda Vukaj – Agenzia AICOD More

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    Modigliana luogo di forte identità, è un caso in Italia, i suoi vini sono unici

    Le parole arrivano da Londra e hanno il peso di una consacrazione: «La qualità dei vini di Modigliana è cresciuta in modo impressionante, nessuno in Italia ha fatto meglio». A scriverle è Nelson Pari, uno dei narratori del vino più ascoltati nel mondo anglosassone, che nell’ultimo report dedicato all’annata 2022 incorona Modigliana come la vera regina del vino in Romagna.

    Ed è proprio a Modigliana che, domenica 7 settembre, ritorna l’appuntamento annuale con i vini dell’associazione Stella dell’Appennino, ospitato quest’anno nello spazio coperto davanti al Municipio. Una giornata interamente dedicata all’anima più autentica dell’Appennino romagnolo, con banchi d’assaggio aperti dalle 10 alle 19, masterclass, incontri e la possibilità di conoscere da vicino i vignaioli che hanno reso questo territorio un caso unico in Italia.

    Perché Modigliana non è solo un luogo geografico: è un’identità collettiva, una comunità che ha scelto di raccontarsi attraverso il vino. «Siamo impegnati a produrre fine wines, vini di grande pregio. È l’Appennino che ci chiama a questa sfida», spiega Giorgio Melandri, curatore della manifestazione e produttore con Mutiliana. Nei calici, chi verrà a degustare troverà un filo conduttore fatto di freschezze balsamiche, speziature sottili, agrumi e mineralità: tratti comuni che diventano lingua condivisa del territorio.

    Anche Francesco Falcone, che ha firmato i ritratti dei vignaioli nel catalogo dell’evento, descrive Modigliana come «un’anomalia felice, un contrattempo che suona sinfonie sospese nel bosco». Un’immagine potente che restituisce il senso di una viticoltura capace di parlare al di fuori degli schemi romagnoli consolidati, con una voce che vibra di autenticità.

    Durante la giornata, oltre ai banchi d’assaggio — accessibili con una donazione di almeno 20 euro che comprende calice, catalogo e braccialetto per le degustazioni illimitate — sarà possibile partecipare alle tre masterclass gratuite condotte da Nelson Pari, dal titolo emblematico Tannins don’t lie. Un’occasione per approfondire i tratti dell’annata 2022 e scoprire da vicino i segreti che rendono unici i vini di Modigliana.

    A raccontarsi saranno nove aziende: Casetta dei Frati, Fondo San Giuseppe, Lu.Va., Menta e Rosmarino, Mutiliana, Pian di Stantino, Il Pratello, Il Teatro e Villa Papiano. Realtà diverse per dimensione e stile, ma unite dalla volontà di dare voce a un territorio che oggi rappresenta uno dei laboratori più interessanti del vino italiano.

    Modigliana, insomma, non è più un segreto per pochi. È diventata un caso emblematico di come l’identità territoriale, se custodita e condivisa, possa trasformarsi in un racconto corale capace di arrivare lontano, persino oltre i confini dell’Appennino.

    Tutte le informazioni sono disponibili anche sulla pagina Facebook dell’associazione. More

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    Viticoltura a piede franco: Ercolano ospita la conferenza nazionale

    L’8 settembre 2025 Villa Campolieto a Ercolano diventa il centro di un confronto nazionale dedicato alla viticoltura a piede franco, organizzato dall’Associazione Culturale Identità Mediterranea. Un tema che guarda alle radici più autentiche del vino, ma anche al futuro della sostenibilità, della ricerca scientifica e della valorizzazione territoriale.

    La conferenza – dal titolo “Progresso ed evoluzione per un sistema integrato di difesa, preservazione e valorizzazione” – riunirà ricercatori, docenti, enologi, giornalisti ed esperti del settore. Tra i relatori attesi: Roberto Cipresso, winemaker e scrittore di fama internazionale; Luciano Pignataro, docente di Comunicazione Enogastronomica all’Università Federico II di Napoli; Ciro Giordano, presidente del Consorzio di Tutela dei Vini del Vesuvio; Marco Serra, presidente del Consorzio di Tutela dei Vini di Salerno; Stefano Del Lungo, ricercatore del CNR; l’agronomo Gaetano Conte; e la professoressa Teresa Del Giudice, economista agraria.

    La giornata si aprirà con i saluti istituzionali di rappresentanti del mondo politico, accademico e consortile, per poi lasciare spazio agli interventi scientifici e ai contributi di ricerca. A moderare sarà Gaetano Cataldo, fondatore di Identità Mediterranea, giornalista enogastronomico e Miglior Sommelier dell’Anno al Merano Wine Festival.

    I temi al centro del dibattito

    Il valore genetico e la biodiversità della viticoltura a piede franco.

    Le prospettive di sostenibilità ambientale, sociale ed economica.

    Le opportunità di sviluppo territoriale e turistico legate al vino.

    L’ipotesi di un protocollo integrato per la salvaguardia della viticoltura a piede franco e, più in generale, del sistema agricolo.

    La conferenza gode del patrocinio morale del Consiglio Regionale della Campania, del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, dell’Associazione Nazionale delle Città del Vino, dei Consorzi di Tutela dei Vini del Vesuvio e di Salerno, della Fondazione Monti Lattari Onlus, della Fondazione Ente Ville Vesuviane e del Mavv-Wine Art Museum.

    Un appuntamento pensato per mettere in dialogo saperi diversi – dall’archeologia alla biologia molecolare, dall’agronomia all’economia – con l’obiettivo di sensibilizzare istituzioni e pubblico su un patrimonio che appartiene non solo alla Campania, ma all’intera viticoltura italiana ed europea.

    Associazione Identità Mediterranea

    Fondata il 12 luglio 2016, da sempre impegnata nella divulgazione della Cultura del Mare Nostrum mediante la promozione del Patrimonio Paesaggistico, la divulgazione della Tradizione Enogastronomica e la preservazione della Biodiversità Mediterranea, oltre che ideatrice di Mosaico per Procida, primo vino a celebrare una Capitale Italiana della Cultura, ha organizzato tale evento, così come nel settembre dello scorso anno, quale associazione richiedente il coinvolgimento e il patrocinio del Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli, confermato anche quest’anno. More

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    Alto Adige Wine Summit: un’occasione unica per esplorare l’eccellenza vinicola del territorio

    Il 7 e l’8 settembre si terrà la prima edizione dell’Alto Adige Wine Summit interamente dedicata ai professionisti del vino italiani. Organizzato dal Consorzio Vini Alto Adige, l’evento accoglierà ristoratori, enotecari e sommelier per due giornate di approfondimento e degustazione.

    L’appuntamento, che segna anche il 50° anniversario della DOC Alto Adige e il riconoscimento delle 86 Unità Geografiche Aggiuntive, offrirà un’immersione completa nel panorama enologico altoatesino. Saranno presenti 98 aziende con 365 etichette, tra cui anteprime, annate storiche e vini iconici.

    Il programma e le masterclass

    Il summit si aprirà la sera del 7 settembre con una cena di gala a Castel Mareccio, nel cuore dei vigneti di Bolzano, un’opportunità per degustare i migliori vini e spumanti del territorio.

    La giornata successiva, l’8 settembre, si sposterà nella Sala Carroponte del NOI Techpark, dove si svolgerà la grande degustazione. Il programma prevede sei masterclass, guidate da professionisti del calibro di Andrea Amadei, Filippo Bartolotta, Aldo Fiordelli, Cristina Mercuri, André Senoner ed Eros Teboni. Le sessioni si concentreranno su temi chiave, tra cui:

    I vitigni autoctoni simbolo, come Gewürztraminer, Pinot nero, Schiava e Lagrein.

    Le nuove visioni dei giovani produttori altoatesini.

    Un’analisi approfondita degli Icon Wines del territorio.

    Questa prima edizione del Wine Summit, aperta al pubblico professionale nazionale, rappresenta un’opportunità imperdibile per scoprire da vicino una delle realtà vitivinicole più dinamiche d’Italia.

    Per ulteriori informazioni e per accreditarsi all’evento, gli operatori del settore possono scrivere a: [email protected]. More

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    Sicilia nel bicchiere: la via di Salvatore Tamburello

    Ci sono bottiglie che non si dimenticano. Non accade sovente, ma quando succede ti ritrovi a fermarti, a riassaggiare, a chiederti cosa ci sia dietro quel sorso. Con il 797 N, Catarratto biologico non filtrato, l’incontro sorprende come una parola perfetta detta al momento giusto, capace di entrarti dentro come una lama: la Sicilia, in quel bicchiere, non era un’idea, ma una presenza viva. “797” è la particella catastale del vigneto, “N” la linea di vini senza filtrazione, chiarifica o stabilizzazione. Il resto lo raccontano la terra, l’uva, l’aria di Poggioreale.

    A duecento metri d’altitudine, nel cuore agricolo della provincia di Trapani, Tamburello coltiva ventiquattro ettari, tredici dei quali a vite — nero d’Avola, grillo, catarratto e trebbiano — accanto agli ulivi di Nocellara del Belìce. È un’azienda di famiglia, passata di mano per cinque generazioni, ma è nel 2006, alla morte del padre, che Salvatore ne assume la guida. Fino al 2014 le uve, di qualità già riconosciuta, finivano altrove; poi la saggia decisione di vinificarle in proprio.

    Dal 2010 la conduzione è biologica, con il marchio Qualità Sicura Sicilia. La linea “N” nasce da una constatazione semplice e radicale: i vini, prima delle filtrazioni e delle chiarifiche, in vasca hanno un respiro più pieno, una fragranza intatta. Perché allora non proporli così com’erano, integri? Da qui i “non filtrati, non chiarificati, non stabilizzati”, che per Salvatore non sono moda ma coerenza. Non si definisce “produttore di vini naturali” finché non esisterà un disciplinare chiaro, certificato, capace di distinguere la serietà dal marketing: per lui, almeno il biologico è condizione minima.

    Visitare la cantina, aperta nell’ottobre 2024, significa toccare con mano la misura e la pazienza che animano i suoi vini: luce, ordine, legni scelti con misura (dieci tonneau da 500 litri, metà in rovere francese, metà in americano), niente eccessi tecnologici, tanta attenzione ai tempi.

    Si comincia ad assaggiare. Il Metodo Classico 30 mesi 2019 ha la cremosità e la gentilezza di chi sussurra un segreto: lievito, gelsomino, una bolla morbida, un’acidità citrina che non punge, eppure resta. Poi il 756 N Rosato, ancestrale di merlot: albicocca, pesca, un sorso pieno, allegro, come una chiacchiera a pranzo in una terrazza sul mare.

    Il 204 N Grillo 2024 è un lampo di agrume, teso ma dolce di cedro; il 797 N Catarratto 2023 — quello dell’incontro folgorante — è tutto freschezza e frutta croccante, con un fondo di polpa gialla che resiste al ricordo.

    Il Trebbiano N 2023 è lieve, elegante, ma conserva quella succosità che ti obbliga al secondo bicchiere. Il 204 Grillo Bio ha il passo del viaggiatore di costa: minerale, salmastro, asciutto.

    Poi il Primo Blend 2023: Trebbiano del 1986 e Catarratto del 2011. È un vino giallo, tutto giallo: ginestra, limone, luce di pomeriggio. Fresco, minerale, ma con un corpo che riempie la bocca come un pane caldo. E infine il 306 N Nero d’Avola 2024, fermentato in cemento: mora croccante, frutti rossi, tannini giovani che chiedono tempo, come certe promesse d’amicizia che maturano piano.

    In ogni bottiglia c’è la misura di un uomo che lavora per far parlare la terra. Nei suoi vini, Poggioreale non è un luogo sulla mappa: è un profumo, una luce, un sapore che resta. More

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    Dolovinimiti: la Valle di Cembra e i suoi vini verticali

    Cembra e i suoi vini verticali

    Dal 9 al 12 ottobre, la Valle di Cembra diventa palcoscenico di Dolovinimiti, il festival che celebra la viticoltura eroica tra le Dolomiti. Quattro giorni di appuntamenti pensati per raccontare un angolo appartato ma affascinante del Trentino, attraverso degustazioni, trekking tra i vigneti, masterclass e momenti culturali, con incursioni anche nella vicina Val di Fiemme.

    Qui, la viticoltura non conosce la parola “facile”: pendenze che superano il 30%, filari oltre i 500 metri di quota e vigneti incastonati su terrazzamenti e gradoni. Secondo i parametri del Centro di Ricerca per la Viticoltura in Montagna, il 96% del territorio vitato della valle rientra a pieno titolo nella definizione di viticoltura eroica: numeri che parlano da soli.

    Il paesaggio, scolpito nei millenni dal torrente Avisio, custodisce oltre 800 ettari di vigne, frutto di un lavoro paziente e ostinato. Da queste alture nascono uve dalla spiccata acidità naturale, capaci di dare ai vini freschezza, identità e longevità. Tra i protagonisti, il Müller Thurgau – simbolo della valle – affiancato da Riesling, Schiava, Pinot Nero e Chardonnay. Le altitudini importanti, i terreni porfirici e le marcate escursioni termiche offrono inoltre basi di grande qualità per il Trento Doc.

    Giunto alla terza edizione e ideato dall’Associazione Turistica Valle di Cembra con ApT Fiemme Cembra, Dolovinimiti propone un programma che spazia dal convegno sulla viticoltura eroica, con ospiti provenienti da altri territori montani, a masterclass dedicate alle diverse espressioni del vino di quota. Non mancheranno esperienze immersive: trekking verticali, spettacoli, cene in quota con chef stellati e degustazioni all’aria aperta.

    Accanto al vino, spazio anche alla grappa trentina. In collaborazione con l’Istituto Tutela Grappa del Trentino, sarà possibile visitare gli alambicchi in piena attività post-vendemmia, respirando i profumi delle vinacce e scoprendo i segreti della distillazione in un’atmosfera calda e avvolgente.

    Un invito, insomma, a vivere la montagna attraverso i suoi vini e le persone che la coltivano, scoprendo che la verticalità, qui, non è solo una questione di pendenze ma una vera e propria filosofia. More