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    Vino, pacco solidale per la ripartenza

    “9×9=47. Pacco solidale per la ripartenza”, il progetto per riaccendere la speranza.

    Il pacco della ripartenza

      Nove giovani aziende, quarantasette ristoratori e un’immagine forte e carica di speranza: una vite sradicata e piegata, legata saldamente da tanti fili rossi ad una struttura metallica. “Sebbene sferzati da venti impetuosi siamo già pronti a ricominciare”, si legge nella lettera che accompagna una scatola contenente 9 bottiglie di vino, provenienti dalle cantine degli autori dell’iniziativa, che in queste ore viene consegnata nelle mani dei ristoratori: “tra i più colpiti in questi mesi, coloro che contribuiscono a dare valore ai vini artigiani. Un gesto per far sentire la nostra vicinanza.”
    Un anno, il 2020, che ci ha privati del piacere e della gioia di sedere nei nostri ristoranti preferiti, tuttora nell’incertezza di ciò che potrà accadere, ma senza abbandonarci allo sconforto, nutriamo la speranza che al più presto si potrà tornare a lavorare con impegno e dedizione.
    Da qui l’idea di regalare a quarantasette ristoratori sparsi in tutta Italia, scegliendo tra tutti quelli localizzati nelle province più piccole e disagiate a causa del lockdown, nove bottiglie di vino, le più rappresentative di ciascuna delle nove aziende, inserite in una scatola a forma di cubo, simbolo di pienezza, solidità e stabilità.
    “Gli stessi valori dei quali abbiamo ora bisogno più di sempre, dopo un 2020 terribilmente brutto e un 2021 ancora pieno di incertezze”, commentano i giovani produttori. Ed è per questo che al cubo è stata associata una pianta di vite, simbolo di vita, di adattamento, di resilienza. Un pacco solidale, che porta con sé un auspicio di ripartenza: soltanto uniti i vignaioli e i ristoratori si può ripartire.

    Villa Maiella a Guardiagrele (Chieti)

    I giovani produttori partecipanti all’iniziativa “9×9=47. Pacco solidale per la ripartenza” e i vini nella scatola sono:
    Luigi e Valentina Di Camillo – Tenuta i Fauri Abruzzo DOC Pecorino (Abruzzo) – ideatori e coordinatori del progetto –
    Paolo Bertani, Leonardo Di Vincenzo, Alfredo Colangelo, Manfredi La Barbera, Marianna Pastore, Loreto Lamolinara, Michael Opalenski – Masseria La Cattiva “Riposata” vino Rosso (Puglia)
    Davide Fasolini e Pierpaolo Di Franco – Dirupi Grumello Riserva Valtellina Superiore DOCG (Lombardia)
    Alessandro e Felicia Palombo – Luiano Chianti Classico DOCG (Toscana)
    Marco Cirese – Noelia Ricci “Il Sangiovese” Predappio Romagna DOC (Emilia-Romagna)
    Luca Baccarelli – Cantina Roccafiore “Fiorfiore” Umbria Grechetto IGP (Umbria)
    Alessandra Quarta – Sanpaolo Claudio Quarta “Totó Rosso” Campania IGP (Campania)
    Diletta Tonello – Tonello “ioTeti” Lessini Durello Metodo Classico (Veneto)
    Rocco Vallorani – Vigneti Vallorani “Polisia” Piceno Superiore DOC (Marche)

    Tags: #ripartenza LEGGI TUTTO

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    La tutela del Prosekar e della sua inclusione nel Consorzio Prosecco DOC

    Il Consorzio Prosecco DOC, per offrire una nuova bollicina ai propri estimatori, ha deciso di creare un altro prodotto vitivinicolo, il Prosecco Rosè. Questo nuovo spumante, ottenuto da uve Glera e Pinot Nero, non ha alle spalle nessuna tradizione vitivinicola, né nel vicino Veneto, né sul nostro territorio. In breve, stiamo assistendo a un nuovo “progetto agricolo” utile soprattutto per aumentare guadagni, visibilità e ricavi (e in ciò noi non vediamo nulla di controverso, né di sbagliato).
    Il 15 luglio di quest’anno, la Kmečka zveza – Associazione Agricoltori, l’Associazione Prosekar e l’Associazione dei Viticoltori del Carso, hanno presentato un ricorso contro la modifica del disciplinare Prosecco DOC, che prevedeva l’inclusione del territorio triestino nella zona di produzione del nuovo Prosecco Rosè.
    Il 29 luglio di quest’anno i rappresentanti della Kmečka zveza – Associazione Agricoltori, dell’Associazione Prosekar, del Gruppo di azione locale GAL Carso e dell’Associazione dei viticoltori del Carso hanno deciso di ritirare il ricorso. Contestualmente hanno firmato una convenzione con il Consorzio per la tutela della denominazione Prosecco DOC, con finalità di valorizzazione e sviluppo della viticoltura locale.
    All’interno della nostra associazione siamo ben consapevoli dell’importanza che ricopre l’intera questione, ed è per questo che non dobbiamo aver fretta nel prendere delle decisioni che potrebbero rivelarsi sbagliate in futuro. Dopo un’attenta valutazione, siamo giunti alla conclusione che il Prosekar, sia il nome del vino che il particolare metodo di vinificazione, deve rimanere esclusivamente nelle mani del territorio dove nasce e si produce storicamente e questa opportunità non va assolutamente sprecata. Purtroppo, dobbiamo constatare che alcuni non concordano con la nostra proposta, anzi abbiamo la netta sensazione che, in questa specifica occasione, non vogliono considerare l’identità e la specificità del territorio come un elemento essenziale per lo sviluppo della viticoltura locale, e per qualche piccolo aiuto promesso dal vicino Veneto, cederebbero in cambio il Prosekar. A nostro parere, l’aiuto promesso rappresenta solo uno specchietto per le allodole.
    Come firmatari della presente lettera siamo infatti molto preoccupati del fatto, che se il Prosekar passasse sotto la gestione diretta del Consorzio Prosecco DOC, questo poi possa essere usato a proprio piacimento dal Consorzio, che potrebbe prendere delle decisioni unilaterali utili solo per i propri scopi. In passato abbiamo già assistito a grandi promesse, rassicurazioni, firme di protocolli, ecc., Sappiamo tutti come è andata a finire. Siccome non vogliamo ripetere gli errori del passato, ci opponiamo fermamente all’inclusione del Prosekar nel disciplinare del Consorzio Prosecco DOC.
    I vignaioli locali e i soci della nostra associazione investono sul territorio da molti anni, e il nostro obiettivo fondamentale è produrre del buon vino, presentarlo adeguatamene ai consumatori, posizionarlo in un determinato segmento di mercato, e ovviamente venderlo al meglio rispetto alla naturale capacità produttiva, per veder adeguatamente ricompensati il nostro lavoro e la nostra fatica. Non esistono scorciatoie, né facili compromessi! La nostra strategia è chiara: non vogliamo lavorare sulla quantità, ma sulla qualità. Vogliamo produrre vini che rispecchiano il carattere del territorio.
    Per concludere. L’Associazione dei Viticoltori del Carso propone un’azione comune, unitaria, di tutte le associazioni e rappresentanti politici locali, regionali e nazionali, al fine di prevenire la svalutazione del Prosekar e del nostro territorio, e per mantenere il controllo diretto su di essi. In questo modo, vogliamo dimostrare che, cooperando tra piccole realtà, siamo in grado di fornire un sostegno di qualità all’economia locale e anche per preservare e valorizzare vieppiù la nostra identità, orgoglio e credibilità della nostra storia, la storia del Carso e della provincia di Trieste!
    A volte forse siamo troppo poco consapevoli del fatto che tutti lasciamo delle tracce nel momento storico in cui viviamo e le decisioni ambientali, sociali ed economiche che prendiamo oggi, inevitabilmente condizioneranno le generazioni future. Qualità e rispetto del patrimonio naturale e culturale sono indubbiamente componenti chiave di qualsiasi progetto di successo, molto difficile da realizzare, ma basta veramente poco per rovinare tutto!
    Matej Skerlj, Sandi Škerk, Benjamin Zidarich, Rado Kocjančič, Lucija Milič, Bruno Lenardon, Martin Merlak, Stanko Milič, igor Grgič, Cristina Urizio, Peter Radovič, Dimitri Cacovich, Gregor Budin, Sharon Ostrouska, Andrej Skerlj, Damijan Milič, Tania e Mitja Zahar, Roberto Šavron.

    Associazione viticoltori del Carso
    Društvo Vinogradnikov Krasa

    Tags: carso, prosecco rosè, Prosekar LEGGI TUTTO

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    Assegnate 18 Medaglie d’oro al Concorso Müller Thurgau

    Tutti i vini premiati hanno ottenuto un punteggio superiore agli 86,4 punti, segno della grande qualità delle etichette in concorso. Nel medagliere, 12 cantine trentine, 3 altoatesine e 3 tedesche. Dei 18 “best”, 12 sono produzioni 2019, 5 sono del 2018 e 1 del 2017, a conferma delle potenzialità della varietà.
     Si è svolta venerdì 16 ottobre, la premiazione della 17° edizione Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau, in concomitanza con la 33° edizione della rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna, organizzata dal Comitato Mostra Valle di Cembra con il supporto di Trentino Marketing, il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest, e il sostegno di Consorzio Vini del Trentino.
    Presenti alla cerimonia, Mirko Bisesti, Assessore alla Cultura della Provincia di Trento; Michele Passerini, Vicesegretario generale della Camera di Commercio di Trento; Pietro Patton, Presidente del Consorzio Vini del Trentino; e Rosario Pilati, Presidente Comitato Tecnico Territoriale Colline Avisiane, Faedo, Valle di Cembra della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino. Nel corso degli interventi tutti hanno voluto ricordare l’importanza di un evento come questo organizzato, in completa sicurezza, proprio grazie alla caparbietà che contraddistingue le genti di montagna, la stessa che rende possibile la coltivazione sugli arditi pendii della Valle di Cembra. È inoltre stato sottolineato come questo cambio necessario di formula, con le degustazioni a Palazzo Roccabruna di Trento, anziché a Cembra, si sia rivelata una bella occasione per uscire fuori dai confini della valle e far conoscere al meglio il prodotto e quello che si nasconde dietro ad esso, come l’impegno di 800 ore lavoro per ettaro che è molto maggiore rispetto a quello di altre zone più meccanizzate anche per i problemi legati al mantenimento dei muretti a secco, patrimonio dell’umanità Unesco. Difficoltà che rendono però il paesaggio unico, come dimostra la recente iscrizione della Valle nel Registro dei Paesaggi Storici Rurali d’Italia.
    Dei 60 vini in gara – di cui 51 italiani, provenienti da Trentino e Alto Adige e 9 stranieri, provenienti da Germania e Ungheria –  ben 18 hanno ottenuto la Medaglia d’Oro grazie ad un punteggio superiore agli 86,4 punti.
    “Una eccezionalità che avevamo registrato solo nel 2018 – ha commentato Renzo Folgheraiter, Presidente del Comitato Mostra Valle di Cembra – che attesta gli elevati standard qualitativi dei vini in concorso. In realtà – ha specificato – avrebbero meritato la medaglia molte più etichette ma per regolamento il numero di premiati non può superare il 30% di quelli partecipanti. Spiace non aver potuto svolgere la consueta degustazione dei vini vincitori – ha concluso – ma possiamo già dirci soddisfatti di essere riusciti a superare le difficoltà del Covid e ad aver raccolto una risposta così importante dalle aziende ritengo premi il lavoro svolto negli ultimi anni”.
    Dei 18 premiati con Medaglia d’Oro, 12 sono vini trentini: San Rocco IGT Vigneti delle Dolomiti Müller Thurgau 2019 di Azienda Agricola Casimiro; San Lorenz DOC Trentino Müller Thurgau 2019 di Bellaveder; Lavis Classici DOC Trentino Müller Thurgau 2019 di Cantina La Vis; Cortuta DOC Trentino Müller Thurgau 2018 di Cantina Rotaliana di Mezzolombardo; Casata Monfort DOC Trentino Müller Thurgau 2019 di Cantine Monfort; Musivum DOC Trentino Superiore Cembra Müller Thurgau 2017 di Cantine Mezzacorona; IGT Vigneti delle Dolomiti Müller Thurgau 2019 di Cantine Simoni; Bottega Vinai DOC Trentino Müller Thurgau 2019 di Cavit; Vigna delle Forche DOC Trentino Müller Thurgau 2018 di Cembra cantina di montagna; DOC Trentino Müller Thurgau 2019 di Fondazione Mach; DOC Trentino Müller Thurgau 2019 di Gaierhof; Pietramontis DOC Trentino Superiore Valle di Cembra Müller Thurgau 2018 di Villa Corniole.
    A questi si aggiungono 3 altoatesini, ovvero DOC Alto Adige Valle Isarco Müller Thurgau 2019 di Cantina Bolzano; Graun DOC Alto Adige Müller Thurgau 2018 di Cantina Kurtatsch e DOC Alto Adige Val Venosta 2019 di Castel Juval, e 3 tedeschi, Deutscher Qualitateswein Pfalz Rivaner Trocken Edeshelmer Ordensgut 2019 di Anselmann; Mardorfer Deutscher Müller Thurgau Trocken 2018 di Winzerverein Hagnau; e Deutscher Qualitateswein Rivaner Trocken 2019 di KK-Weine.
    I punteggi sono stati assegnati da una commissione di qualità composta da 18 membri suddivisi in enologi, sommelier – in rappresentanza delle diverse associazioni – e giornalisti della stampa di settore, attraverso degustazioni alla cieca in cui ogni vino è stato analizzato nel suo complesso, prendendo in considerazione vista, olfatto, gusto e gusto-olfatto e calcolando la media dopo aver eliminato i risultati più alto e più basso.
    Al termine della degustazione, si è potuto constatare tutta la potenzialità del Müller Thurgau non d’annata, infatti i millesimi 2018 e 2017 hanno ottenuto significativi punteggi, a conferma dell’ottimo lavoro svolto dalle cantine nel corso degli ultimi anni.
    Foto di Rocco Lettieri. LEGGI TUTTO

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    Trentino, ad ottobre si celebra il Müller Thurgau

    Dal 15 al 17 ottobre, a Palazzo Roccabruna-Enoteca Provinciale del Trentino, la XXXIII edizione della rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna, nata per celebrare il vitigno a bacca bianca che in Trentino, e in particolar modo in Valle di Cembra, ha trovato terreno fertile per esprimersi al meglio.
    Da ogni crisi, può nascere un’opportunità. E così, il Comitato Mostra Valle di Cembra che da oltre trent’anni organizza Müller Thurgau: Vino di Montagna ha individuato nella particolare situazione attuale l’occasione per realizzare un’edizione diversa di questa storica rassegna, grazie al supporto di Trentino Marketing e al coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest.
    L’evento, nato per celebrare e far conoscere il vitigno protagonista della viticoltura eroica della Valle di Cembra attraverso degustazioni aperte al pubblico e un prestigioso concorso enologico internazionale, è slittato da inizio luglio – periodo in cui tradizionalmente si svolge – alle giornate del 15-17 ottobre. Una bella occasione per gli ospiti che parteciperanno di poter visitare il Trentino in un momento dell’anno altamente attrattivo come l’inizio dell’autunno, quando il panorama è impreziosito dalle innumerevoli sfumature di colori caratteristiche dell’autunno.
    L’appuntamento per poter degustare le diverse espressioni di questo vitigno a bacca bianca, nato a fine 800 per mano del Prof. Hermann Müller attraverso l’incrocio tra Riesling Renano e Madeleine Royal, è a Palazzo Roccabruna – Enoteca Provinciale del Trentino, messo a disposizione per l’occasione dalla CCIAA di Trento, dove da giovedì 15 a sabato 17 ottobre sarà possibile degustare tutte le etichette candidate alla XVII edizione del Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau, organizzato in collaborazione con il Consorzio Vini del Trentino.
    Nonostante per quest’anno siano stati archiviati i momenti di piazza nel borgo di Cembra, dove solitamente le giornate della rassegna venivano impreziosite da concerti e varie iniziative, si suggerisce di dedicare una visita alla Valle di Cembra per ammirarne i tipici vigneti terrazzati, che si rincorrono per oltre 700 km su ardite pendenze offrendo all’ospite fin dal primo sguardo il vero significato di “viticoltura eroica”.
    L’occasione è rappresentata dal convegno aperto al pubblico organizzato per raccontare il recente inserimento della Valle nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici d’Italia. Nel corso dell’incontro, in programma per sabato 17 ottobre alle ore 10.00, verrà presentato lo studio realizzato per ottenere il prestigioso riconoscimento: un importante documento che ripercorre gli ultimi 60 anni di storia della Valle, tra storia vitivinicola e scelte politiche orientate allo sviluppo territoriale legate a questa importante filiera del territorio.

    Profilo manifestazione
    La Rassegna Internazionale Müller Thurgau: Vino di Montagna è organizzata dal Comitato Mostra Valle di Cembra, con il supporto di Trentino Marketing e il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest, oltre alla collaborazione di Provincia Autonoma di Trento, APT Pinè Cembra, Comunità della Valle di Cembra, BIM dell’Adige, Comune di Cembra Lisignago, Comune di Giovo, Comune di Altavalle, Fondazione Edmund Mach, Consorzio Vini del Trentino, Istituto Tutela Grappa del Trentino, Cassa Rurale Rotaliana e Giovo, Cassa Rurale Trento-Lavis-Mezzocorona-Valle di Cembra, Pastificio Felicetti, Acqua Cedea.
    www.mostramullerthurgau.it
    Profilo Müller Thurgau
    Nato tra il 1882 e il 1891 dall’incrocio di Riesling renano e Madeleine Royal per mano del prof. Hermann Müller, il Müller Thurgau è un vitigno che matura al meglio in montagna e che in Valle di Cembra, territorio al riparo da montagne e boschi e caratterizzato da terreni porfirici e forte escursione termica, ha trovato il suo habitat ideale. Dalla vinificazione delle sue uve, si ottiene un vino bianco di colore giallo paglierino scarico con riflessi verdolini, una componente aromatica molto evidente, con sentori di erbe aromatiche, sambuco, frutta tropicale e agrumi. Sapido, minerale, con piacevole acidità: tipiche caratteristiche dei vini di montagna.
    Profilo Valle di Cembra
    Paesaggio rurale storico d’Italia e membro dell’”Alleanza Mondiale dei paesaggi terrazzati”, è caratterizzata da terreni porfirici e da una forte escursione termica ed è emblema nazionale ed internazionale della viticoltura eroica di montagna. Attraversata dal torrente Avisio, oltre che per i suoi vini e per le sue grappe, è conosciuta a livello mondiale per la presenza di porfido, definito “oro rosso”, e per le Piramidi di Segonzano, monumento naturale frutto dell’erosione dei fianchi dei monti.
    Tags: muller thurgau, trentino, trentino wine fest, val di cembra LEGGI TUTTO

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    Il Festival Nazionale Spumantitalia si sposta e diventa itinerante

    Il Festival Nazionale Spumantitalia si sposta e diventa itinerante
    L’obiettivo dichiarato del Festival è portare in giro per l’Italia la cultura spumantistica, per coinvolgere il maggior numero di realtà spumantistiche e i loro territori organizzandosi quest’anno a Padenghe, a due passi da Desenzano, sul Lago di Garda, dal 21 al 24 gennaio 2021 presso il Bay Luxury Resort.
    La terza edizione si propone ancora più effervescente degli anni passati all’insegna dell’ottimismo, di una positiva ripartenza, calzando l’idea che hanno tutti gli addetti ai lavori, e non solo, di una sana voglia di freschezza. Alla base di tutto c’è un ricco calendario di incontri culturali, basati su riflessioni, momenti di degustazione e approfondimenti inerenti al sistema spumantistico, attraverso quattro Talk Show, che vedranno la partecipazione di personaggi di alto profilo tecnico scientifico, composto da ricercatori, professionisti, enotecnici, giornalisti, produttori e opinion leader del settore vitivinicolo e non solo.
    A questi aspetti culturali si aggiungono ben 16 Master Class, pensate da Bubble’s Italia, aperte a tutti agli appassionati delle bollicine che avranno l’occasione di scoprire e degustare cose uniche e inusuali oltre al parterre di etichette note; Master Class il cui elenco è possibile consultare già sul sito www.spumantitalia.it
    La presenza di ben sei Maison francesi, che proporranno i loro Champagne, daranno al Festival quel tocco di internazionalizzazione a cui aspira d’arrivare l’organizzazione nei prossimi anni.
    Oltre al Master Bubble’ Lectio Magistralis History Bubble’s, del 21 gennaio, utile per approfondire, presentare e confrontare la conoscenza dell’inestimabile patrimonio spumantistico italiano, ci saranno appuntamenti che coinvolgono altre luoghi del Lago fra questi la presentazione, con degustazione di Pinot Nero Metodo Classico, di alcuni libri gialli “Noir i Giallo”, oltre a cene tematiche che hanno trovato l’entusiasmante disponibilità di diversi ristoranti gardesani di poter collaborare con il Festival per diffondere la cultura spumantistica italiana.
    Le attività si concluderanno il 24 gennaio con l’originale “Banco d’assaggio guidato” al quale saranno ammessi solo 25 vin di altrettante aziende italiane.
    Tutti gli eventi potranno essere quasi certamente seguiti anche in streaming.
    Tags: lago di Garda, spumantitalia LEGGI TUTTO

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    Vendemmia nelle Terre Derthona

    Domenica 20 e 27 settembre 2020Invito a vivere la raccolta dell’uva Nelle Terre Derthona tra i filari, gomito a gomito con i viticoltori
    Partecipare attivamente alla vendemmia respirandone intensamente gli aromi, interpretandone i colori, vivendone a fondo le atmosfere è un sogno di molti enoturisti che decidono di trascorrere un periodo alla scoperta del paesaggio vitivinicolo del Piemonte. Domenica 20 e 27 settembre 2020questo sogno è una realtà: tutti, infatti, potranno vivere in prima persona i giorni in cui l’uva inizia quel particolare percorso che la porterà a trasformarsi in vino. Vendemmia è un’iniziativa nata in Langa nel 2003 dalle Associazioni Turismo in Langa di Alba e Monregaltour di Mondovì che torna ora in una versione inedita nelle Terre Derthona grazie al Consorzio Tutela Vini Colli Tortonesi e alla Strada del Vino e dei Sapori dei Colli Tortonesi con il sostegno FEASR Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale -l’Europa investe nelle zone rurali Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 Sottomisura 16.4. Nelle ultime due domeniche di settembre, in alcune aziende vitivinicole selezionate, enoturisti ed appassionati potranno prendere parte alla vendemmia gomito a gomito con i viticoltori, vivendone da vicino l’atmosfera e la magia. Dieci aziende agricole selezionate del territorio accoglieranno infatti i visitatori nelle vigne, dove potranno prendere parte alla vendemmia, e poi in cantina, dove sarà possibile effettuare visite e degustazioni. Sarà l’occasione per conoscere i produttori apprezzando il paziente lavoro che mani esperte svolgono, stagione dopo stagione, intorno alle viti, ma si potranno anche vivere da vicino le prime fasi della vinificazione. Dopo essere saliti fra i filari, i  visitatori saranno invitati a scendere in cantina, dove potranno seguire quei lavori che in quel momento occorre svolgere. E intanto potranno godersi un ottimo calice dei vini dell’azienda, in compagnia del produttore o dei suoi familiari. Nel rispetto delle norme di prevenzione anti-Covid19, l’attività è a numero contingentato e su prenotazione, compilando il form on line sul sito sulla pagina  http://www.turismoinlanga.it/it/vendemmia-nelle-terre-del-derthona/ oppure scrivendo a eventi@turismoinlanga.it o inviando un SMS al 331.9231050.
    Le visite in azienda che comprendono anche l’esperienza in vigna e una degustazione sono gratuite! L’attività si svolgerà anche in caso di maltempo, limitando l’uscita in vigna. Il Calendario della Vendemmia nelle Terre Derthona:
    DOMENICA 20 SETTEMBRE 2020
    Ezio Poggio, Loc. Colombaie 1, Vignole Borbera
    La colombera, Strada Comunale per VHO 7, Tortona
    Valli Unite, Cascina Montesoro 1, Costa Vescovato
    Vigneti Massa, Piazza Capsoni 10, Monleale
    Vigneti Repetto, Loc. Castellazzo, Montemarzino
    DOMENICA 27 SETTEMBRE 2020
    BoveriLuigi, Via XX Settembre 6, Costa Vescovato
    Cascina Gentile, Strada per San Cristoforo 11, Capriatad’Orba
    Cascina Giambolino, Via Giambolino 3, Carbonara Scrivia
    Mandirola, Via Roma 29, Casasco
    Nebraie, Fraz. Sisola 11, RocchettaLigure

    Tags: colli tortonesi, derthona LEGGI TUTTO

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    Nuovo progetto per il ventennale del Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori

    “Facciamo qualcosa di nuovo. Lo facciamo da 20 anni”. Il Consorzio Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori compie 20 anni e apre un nuovo capitolo della sua storia. Per festeggiare questo importante compleanno, ha sviluppato un progetto ambizioso: La Nuova Cucina, un punto di partenza (e una riflessione) che vuole condividere con l’intera ristorazione del Friuli Venezia Giulia e, più in generale, italiana.
    20, numero magico
    Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori è un Consorzio fra 20 top restaurant del FVG, affiancati da una quarantina fra vignaioli e artigiani del gusto. Insieme rappresentano l’eccellenza agroalimentare del Friuli VG. La loro è una storia unica, che vede l’intrecciarsi di persone, luoghi e grande voglia di fare al meglio il proprio lavoro. Con un grande valore aggiunto: collegare il bene personale a quello generale del territorio, che hanno sempre contribuito a promuovere.
    Se andiamo a ritroso nel tempo, è curioso scoprire come la cucina del Friuli Venezia Giulia produca decisi scatti in avanti – e relativi diffusi rinnovamenti – a cadenza ventennale. Verso il 1980 inizia la storia del grande Gianni Cosetti con la sua “Nuova Cucina di Carnia”. Nel 2000, 20 ristoratori si uniscono in un visionario progetto comune e danno vita a Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori: nel 2003 pubblicano il primo libro che raccoglie la loro visione e che sarà tradotto in sei lingue. E siamo ad oggi, il 2020: ancora dopo 20 anni. Un segno del destino? A loro piace crederlo. Di un fatto sono certi: che ora il rinnovamento è necessario e che è ormai imprescindibile dare maggior forza ai rapporti di interscambio tra allevatori, pescatori, coltivatori, vignaioli, cuochi per realizzare collaborazioni virtuose. Filiere che, da anni, i ristoratori del gruppo hanno individuato come uno dei punti fondanti e distintivi del loro lavoro e che vanno ulteriormente sviluppate.
    La Nuova Cucina
    Il periodo forzato di pausa determinato dal Covid ha indotto i ristoratori di FVG Via dei Sapori ad interrogarsi sul proprio lavoro e li ha portati a confrontarsi su aspettative, paure e speranze, a condividere sensazioni e progetti. Pensieri che hanno generato La Nuova Cucina.
    “L’abbiamo chiamata La Nuova Cucina, perché oggi più che mai è arrivato il momento di stabilire un nuovo canone di qualità nella ristorazione – spiega il presidente del consorzio Walter Filiputti – E non può che venire dalla nostra terra, da sempre esempio di ripartenza e ricostruzione.”
    Ecco quindi, l’unicità del Friuli Venezia Giulia (i sapori del suo futuro) raccontati da 20 ristoranti, 21 artigiani del gusto, 22 produttori di vino e 20 giovani chef, nuovi “amici” in cui il gruppo crede, che sono stati invitati a collaborare al progetto. “La Nuova Cucina è un ritorno all’alfabeto della cucina stessa, un modo per stringere un patto nuovo con il territorio di cui facciamo parte – continua Filiputti – Infatti si ripartirà dagli ingredienti del Friuli Venezia Giulia e non dalle ricette tradizionali. Si deve avere il coraggio di sperimentare in campi nuovi, dare vita a nuove suggestioni, ritrovando un equilibrio diverso con la natura e con l’ambiente, anche per un rinnovato modello di turismo sostenibile. Ripartire da 0 non significa buttare tutto il lavoro che fino a oggi è stato fatto, ma riorganizzare il sapere secondo nuove strutture. È importante avere memoria del nostro passato, ma non rimanerne ancorati. Il bisogno di liberarsi da schemi preconcetti per poter stupire e stupirci è un motore eccezionale.”
    Il racconto del piatto
    La Nuova Cucina vuole ripartire dall’essenzialità del gusto e ritrovare la semplicità anche nei gesti, nell’accoglienza, nello stare insieme. Vuole piegare la maestria, la tecnica e l’audacia dei ristoratori al racconto del piatto, rinunciando a inutili spettacolarizzazioni della forma per ritrovare sostanza. E vuole creare un rapporto con il cliente sempre più intenso e profondo, coinvolgendolo e facendolo diventare attore, perché la nuova cucina è di tutti e la si costruisce insieme.
    Cene-laboratorio, da settembre
    La Nuova Cucina durerà un anno: è sperimentazione di innovativi modelli di collaborazione per moltiplicare le energie, un cantiere aperto al pubblico innanzitutto attraverso un ciclo di Cene- laboratorio, che partirà in settembre. Il pubblico è chiamato ad essere protagonista, insieme ai ristoratori, ai vignaioli e agli artigiani del gusto, di questo cambiamento. Nei 20 ristoranti del Consorzio sarà organizzata una cena sperimentale firmata da due chef del consorzio e da un giovane chef “amico”. Ognuno presenterà un piatto inedito cui ha a lungo lavorato confrontandosi coi colleghi. Le cene avranno un prezzo unico e accessibile, un investimento del gruppo di ristoratori per far vivere – anche a chi solitamente non la frequenta – l’alta cucina, in una nuova dimensione. L’innovazione coinvolgerà non solo la maniera di pensare il cibo, ma anche il come proporlo, in totale libertà creativa, con location inedite e modi insoliti e anticonvenzionali di gustarlo.
    “Sarà un’esperienza unica, ispirata ai grandi trend internazionali che verranno calati nella nostra realtà, fatta di biodiversità e tradizione innovativa. Ma soprattutto, la sperimentazione
    sarà per tutta la filiera. Ogni ristoratore, ogni chef, ogni vignaiolo e artigiano del gusto presenterà la sua novità. Allora davvero La Cucina sarà Nuova per e con tutti” conclude Filiputti.
    Gli appuntamenti saranno via via svelati sul sito www.fvg-lanuovacucina.it, dove sono raccontati tutti gli attori della Nuova Cucina e dove si potrà seguire nei prossimi mesi il percorso del progetto. A fare da filo conduttore del racconto (che porta la firma creativa di Tundra, agenzia torinese guidata da Francesco Busso) è il cerchio, forma perfetta e conclusa. Rotondo, pulito, autentico. Come il contorno di un piatto, da riempire con la passione e il talento degli 83 che hanno deciso di fare ora un decisivo passo avanti, tutti insieme.
    Il calendario  
    Questo il calendario delle Cene – laboratorio, che andranno prenotate direttamente al ristorante prescelto. Saranno accettate prenotazioni per un massimo di 6 partecipanti a tavolo. Il costo sarà il medesimo per tutte.
     SETTEMBRE
    03/09
    Ilija  – Golf club (Tarvisio)
    che ospita gli chef dei ristoranti: Al Paradiso, Darsena
    La Subida (Cormons)
    che ospita gli chef dei ristoranti: Costantini, Al Torinese
    10/09
    Sale e Pepe (Stregna)
    che ospita gli chef dei ristoranti: Al Ponte, Barcaneta
    Ai Fiori (Trieste)
    che ospita gli chef dei ristoranti: La Taverna, 1883 Restaurant & Rooms
    17/09
    All’Androna (Grado)
    che ospita gli chef dei ristoranti: Mondschein, Da Valeria
    La Torre (Spilimbergo)
    che ospita gli chef dei ristoranti: Da Nando, Antica Ghiacceretta
    Da Toni (Varmo)
    che ospita gli chef dei ristoranti: La Primula, La Pigna
    24/09
    Vitello d’Oro (Udine)
    che ospita gli chef dei ristoranti: Devetak, Altro Gusto
    Al Gallo (Pordenone)
    che ospita gli chef dei ristoranti: Carnia, La Tavernetta del Castello
    Al Grop (Tavagnacco)
    che ospita gli chef dei ristoranti: Campiello, Sal de Mar
     OTTOBRE
    01/10
    Lokanda Devetak (Savogna d’Isonzo)
    che ospita gli chef dei ristoranti: La Primula, Da Alvise
    La Taverna (Colloredo di M. Albano)
    che ospita gli chef dei ristoranti: Sale e Pepe, AB Osteria Contemporanea
    08/10
    Al Ponte (Gradisca d’Isonzo)
    che ospita gli chef dei ristoranti: Vitello d’Oro, Il Piron dal Re
    Mondschein (Sappada)
    che ospita gli chef dei ristoranti: All’Androna, La Buteghe di Pierute
    15/10
    Da Nando (Mortegliano)
    che ospita gli chef dei ristoranti: Ilija -Golf club, Pura Follia
    Carnia (Venzone)
    che ospita gli chef dei ristoranti: Al Grop, Alla Luna
    22/10
    Campiello (San Giovanni al Natisone)
    che ospita gli chef dei ristoranti: Al Gallo, Hostaria La Tavernetta
    La Torre (Spilimbergo)
    che ospita gli chef dei ristoranti: Ai Fiori, San Michele
    29/10Costantini (Collalto di Tarcento)che ospita gli chef dei ristoranti: Da Toni, Tre MerliAl Paradiso (Paradiso di Pocenia)che ospita gli chef dei ristoranti: La Subida, Enoteca di Buttrio
    Per informazioni:
    Friuli Venezia Giulia Via dei Sapori www.fvg-lanuovacucina.it – Tel 0432 538752
    La Nuova Cucina_Intervista a Walter Filiputtihttps://1drv.ms/u/s!Ajrvi1BjiR5tiwmOh2kYFTof6mAv?e=TqmYKh LEGGI TUTTO

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    Autochtona 2020. Nuova formula per il Forum dedicato ai vitigni autoctoni italiani

    Il prestigioso Premio “Autochtona Award” e un ricchissimo banco di assaggio con etichette provenienti da tutta Italia. Si svolgerà dal vivo, in assoluta sicurezza e con una nuova formula, la 17^ edizione del Forum dei vitigni autoctoni di Fiera Bolzano il 19 e 20 ottobre 2020.
    Bolzano, 28 luglio 2020 – Il più ricco e completo parterre di vini da vitigni autoctoni provenienti da tutta Italia animerà la 17^ edizione di “Autochtona”, il Forum dei vini autoctoni che si terrà il 19 e 20 ottobre 2020 presso Fiera Bolzano, come ogni anno in concomitanza con “Hotel”, evento fieristico dedicato alla ristorazione e all’hôtellerie che avrà inizio il 19 e terminerà il 22 ottobre.
    Nessun rinvio o annullamento, quindi, ma la decisione di Fiera Bolzano di rivedere una formula, già di successo, per andare incontro alle nuove norme di sicurezza introdotte a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19. Ed è così che, per due giorni, a Bolzano si riuniranno esperti degustatori appartenenti alla critica enologica italiana ed internazionale per valutare le numerose etichette che interpretano l’affascinante e composito universo dei vini autoctoni italiani, composto da vitigni diffusi lungo tutto lo stivale così come da varietà che hanno trovato dimora solo in piccoli e specifici areali. Dopo le selezioni di lunedì 19 ottobre, rigorosamente alla cieca, martedì 20 i giurati degusteranno nuovamente i vini finalisti per assegnare gli Autochtona Award nelle storiche categorie che da sempre contraddistinguono questo premio: “Miglior Vino Bianco”, “Miglior Vino Rosato”, “Miglior Vino Rosso”, “Migliori Bollicine”, “Miglior Vino Dolce” ai quali si aggiungono le menzioni speciali tradizionalmente assegnate nell’ambito della manifestazione. Anche quest’anno, inoltre, torna Tasting Lagrein, il premio riservato ai vini prodotti con questo vitigno autoctono a bacca rossa – organizzato in collaborazione con il Consorzio Vini Alto Adige – che decreterà il vincitore per ciascuna delle tre versioni “Rosé”, “Classico” e “Riserva”.
    I lavori della giuria, quest’anno, non si svolgeranno a porte chiuse: le telecamere e i canali social di Fiera Bolzano consentiranno di unire il fisico con il virtuale, entrando nelle sale di degustazione per trasmettere live alcuni momenti del lavoro dei degustatori, condividendo a fine giornata riflessioni e spunti sui vini e le tipologie degustate. Anche la cerimonia di premiazione potrà essere seguita in modo digitale. “Sarà certamente un’edizione speciale” affermano i giornalisti Pierluigi Gorgoni e Alessandro Franceschini, rispettivamente coordinatore e segretario dell’Autochtona Award sin dalla sua nascita. “Sarà una ripartenza importante, dopo il difficile periodo che abbiamo vissuto, e sarà una dal vivo, all’interno di una manifestazione che negli anni è riuscita a diventare un importante avamposto di visibilità per tante piccole realtà che hanno il merito di custodire varietà
    autoctone, a volte sconosciute o che hanno rischiato l’estinzione. Anche quest’anno avremo il piacere e l’onore di coordinare un panel di giurati di grande esperienza, che lavorerà in modo professionale per cercare di far emergere le eccellenze autoctone del nostro Paese”.
    Tutti i vini degustati dai giurati, infine, animeranno nei due giorni di fiera quello che sarà il più grande banco di assaggio d’Italia dedicato ai vini da vitigni autoctoni. Si troverà nei padiglioni di Fiera Bolzano, all’interno di uno spazio studiato e organizzato in sicurezza e gestito esclusivamente da personale di servizio, senza la presenza fisica dei produttori, all’interno del quale si accederà solo dopo essersi registrati online in modo da mantenere un preciso controllo degli ingressi.
    “Siamo orgogliosi di aver costruito, anno dopo anno, con pazienza e passione, una manifestazione diventata un punto di riferimento per tutti coloro che intendono approfondire la conoscenza dei vini da vitigni autoctoni presenti in Italia” afferma Thomas Mur, Direttore di Fiera Bolzano. “Il nuovo format della manifestazione ci consentirà di valorizzare il patrimonio di conoscenza che abbiamo sin qui coltivato con cura, nel rispetto degli accorgimenti che si sono resi necessari per contrastare il diffondersi della pandemia da Covid-19”.
    Sia Hotel che Autochtona, quindi, si svolgeranno regolarmente nei padiglioni di Fiera Bolzano e si
    differenzieranno dalle edizioni precedenti per le misure di sicurezza che verranno prese per tutelare la salute degli espositori e dei visitatori. “In collaborazione con le autorità locali – spiega il direttore di Fiera Bolzano – è stato redatto un protocollo di sicurezza che garantirà una permanenza sicura nel quartiere fieristico. Siamo certi che anche quest’anno Autochtona, grazie alle novità di un’edizione certamente speciale, saprà coinvolgere i tanti vignaioli che coltivano varietà autoctone, all’interno di una kermesse a loro dedicata che rappresenterà una vera e
    propria ripartenza per il vino italiano”.
    L’appuntamento con Autochtona 2020 è dunque a Fiera Bolzano il 19 e 20 ottobre 2020. Tutte le informazioni per i produttori che desiderassero partecipare con i propri vini sono disponibili sul sito www.autochtona.it
    Saranno presto online le informazioni per chi desidera visitare la manifestazione.
    AUTOCHTONA IN PILLOLE
    2020 | 17^ edizione
    Fiera Bolzano, 19 – 20 ottobre
    ore 9.30 – 16.00 – ingresso riservato agli operatori del settore
    ore 16.00 – 18.00 – apertura al pubblico (wine lovers)
    www.autochtona.it
    www.facebook.com/Autochtona
    www.twitter.com/Autochtona LEGGI TUTTO