More stories

  • in

    Puglia, Tutte le filiere agroalimentari in un unico brand istituzionale

    Si chiama PugliaGoodWorld la nuova sfida, tutta digitale, dell’Assessorato Regionale alle Risorse Agroalimentari della Puglia. Si articola in otto macro filiere produttive ed è iniziata con il vino, attraverso la presentazione del portale pugliawineworld.it ai produttori che si sono collegati in webinar con Donato Pentassuglia, assessore regionale alla Risorse Agroalimentari e con Rosa Fiore, dirigente Sezione Promozione Agroalimentare Regione Puglia. “La strategia mira a definire un’immagine distintiva del settore agroalimentare pugliese. Vogliamo attivare e coinvolgere gli operatori del settore agroalimentare pugliese, in modo da ‘fare rete’ – ha evidenziato l’assessore Pentassuglia – per offrire occasioni di visibilità e promozione in modo inclusivo, a tutte le realtà, indipendentemente dalla loro dimensione. Tutte le attività digitali, ci tengo a sottolinearlo, saranno a partecipazione gratuita per le aziende agroalimentari”.
    Due i punti focali sui quali ha portato l’attenzione il moderatore Daniele Cernilli ovvero Doctorwine: la transizione verde già iniziata da anni nei vigneti in una Puglia sempre più orientata verso le produzioni bio, e la transizione digitale, che non è più rinviabile. In sintesi, come ha fatto notare Cernilli, si sentiva l’esigenza di avere una risposta chiara e unitaria a chi sul web cerca i vini pugliesi. Due anche gli step che ha previsto l’Assessorato alle Risorse Agroalimentari nella attuazione di questa articolata azione di branding della Puglia a tavola. “Sarà un marchio-ombrello unico del settore agroalimentare pugliese denominato PugliaGoodWorld. Svilupperemo più marchi per i singoli settori, secondo una linea di continuità e coerenza grafica e di naming ad iniziare dal vino, che è il portale pilota in corso di realizzazione”, ha illustrato la dirigente Rosa Fiore.
    Alessandro Regoli, fondatore e direttore di Winenews.it, che è stato fra i primi in Italia a puntare sul mondo del vino nel web, ha elogiato la pianificazione della Regione Puglia di promuovere l’immagine del settore agroalimentare pugliese a livello anche internazionale attraverso canali digitali. Lo shopping digitale è oramai entrato a far parte delle abitudini di tutte le famiglie. “Il percorso che porta all’acquisto – ha fatto notare Robert Maggi, millenial con ampia esperienza di import del vino in tutto il mondo – è identico anche per i buyer professionali: si clicca sui motori di ricerca per saperne di più, quindi si sceglie di comprare”.
    “Le dinamiche del commercio estero con l’impatto Covid 19 sul settore agroalimentare evidenziano un segno positivo, come evidenziato dal più recente report del Ministero delle Politiche Agricole. Per la Puglia si è registrato un +12,3% confermando un trend positivo per tutto il Mezzogiorno. L’impegno è consolidare e far crescere questi risultati commerciali facendo leva sul potente strumento del web, a supporto del brand Puglia – ha detto Antonella Millarte, digital wine expert, coordinatore per Kibrit & Calce delle strategie digitali”.

    Tags: pugliawineworld LEGGI TUTTO

  • in

    Nasce Pugliawineworld

    Nasce ‘Pugliawineworld’ la piattaforma digitale per valorizzare e promuovere le eccellenze vinicole pugliesi in Italia e all’estero sfruttando la rete e gli strumenti del web. Sarà presentato alla stampa dall’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia, Donato Pentassuglia, martedì 29 giugno 2021 alle ore 10.30, nel corso di un evento digitale, della durata di 60 minuti.
    Dedicato alle aziende vitivinicole di tutta la Puglia, e al mondo dell’informazione, il progetto darà inizio ad un percorso che porterà entro il 2021 ad implementare i canali digitali di visibilità̀ e di vendita, oramai indispensabili per tutti gli operatori del settore agroalimentare.
    Il progetto, sostenuto dall’Assessorato regionale Agricoltura, ha l’obiettivo di supportare e migliorare la visibilità di prodotti e produttori, attraverso una strategia basata sull’ottimizzazione dei motori di ricerca. Un risultato ambizioso al quale arrivare attraverso un processo di innovazione condiviso con le aziende, di qualunque dimensione, dando a buyers, importatori, gestori di piattaforme di distribuzione, opinion leader, chef, enogastronomi e appassionati di tutto ciò che è la Puglia.
    Pugliawineworld è il primo passo di un’evoluzione digitale che a breve riguarderà anche tutti gli altri settori produttivi agroalimentari. Si inizia dal vino, settore trainante dell’economia e del brand Puglia, che andrà ad essere ancora di più potenziato.
    All’evento del 29 giugno, moderato dal giornalista enogastronomico Daniele Cernilli, interverranno la dirigente regionale della Sezione Attuazione programmi comunitari agricoltura e pesca, Rosa Fiore, il direttore e fondatore di WineNews, Alessandro Regoli, l’imprenditore import digitale del vino, Roberto Maggi e la Digital Wine Expert, Antonella Millarte. Le conclusioni saranno affidate all’assessore all’Agricoltura, Donato Pentassuglia. LEGGI TUTTO

  • in

    Spumantitalia 2021 a Garda dal 2 al 4 luglio

    Festival Spumantitalia, giunto alla sua terza edizione, cambia date e location. La manifestazione si svolgerà dal 2 al 4 luglio a Garda, sulle sponde veronesi del Lago di Garda, dando vita ad un format e a una progettualità volti alla promozione del mondo spumantistico italiano sia in ottica nazionale che estera, dando voce non solo ai grandi nomi ma anche ai protagonisti della spumantistica italiana che non hanno ancora una voce pur avendo già qualcosa da dire.
    Il Festival, organizzato da Bubble’s Italia, ha già ricevuto il patrocinio del Comune di Garda, Federdoc e Assoenologi e vede già l’iscrizione di molti Consorzi Vitivinicoli come quelli di Garda DOC, Monti Lessini Durello DOC, Soave DOC, Oltrepò Pavese DOCG, Asti DOCG, Acqui DOC, Abruzzo DOC, Valtenesi DOC, Cofagricoltura di Treviso, Prosecco DOC, Sannio DOP, ai quali, nei prossimi giorni, se ne aggiungeranno altri.
    Cuore della manifestazione sarà lo storico Palazzo Piccini Carlotti dove si svolgeranno incontri, dibattiti, degustazioni, talk shows, masterclass e approfondimenti che coinvolgeranno i principali attori del mondo spumantistico italiano.
    La kermesse aprirà le porte anche ai wine lovers con l’obiettivo di promuovere la cultura del vino e la conoscenza di uno dei prodotti icona dello stile italiano nel mondo. La terza edizione non sarà dunque riservata ai soli operatori di settore ma sarà un vero e proprio Festival, un brindisi alla ripresa che apre a un’estate sotto il segno dell’italianità e del bel vivere.
    L’intero paese di Garda prenderà vita con piccoli villaggi enogastronomici nella piazza principale, eventi esclusivi, aperitivi nelle terrazze di palazzi e hotel, visite guidate nelle cantine del territorio, eventi enogastronomici nei ristoranti coinvolti, brindisi nei musei e wine experience che vedranno coinvolti Ambassador e influencer italiani per una vera e propria grande ripresa del nostro territorio.
    Tutte le attività saranno contingentate, a numero chiuso e previa prenotazione online per far fronte alle norme anti-contagio.
    Il programma è consultabile sul sito della manifestazione: www.spumantitalia.it

    Tags: garda, lago di Garda, spumantitalia LEGGI TUTTO

  • in

    Il Percorso delle Panchine Arancioni di Oslavia e la Ribolla

    Apro (Associazione Produttori RIbolla di Oslavia) lo scorso ottobre -in occasione dell’appuntamento annuale RibolliAMO – ha completato il progetto di posizionamento delle 7 panchine arancioni sui luoghi più suggestivi e panoramici di Oslavia. Una per cantina: Dario Princic, La Castellada, Gravner, Primosic, Fiegl, Radikon e Il Carpino. Le “sedute” sono ora tappe di un tour da percorrere a piedi diviso in 3 appuntamenti  calendarizzati a partire dall’ 8 maggio 2021. Naturalmente con l’occasione si potranno visitare le cantine e assaggiare la Ribolla di Oslavia da cui tutto è partito.
    I tour verranno effettuati in collaborazione con Ecoturismo FVG  che metterà a disposizione la guida naturalistica Sabrina Pellizon. L’idea è stata sin da subito organizzare piccoli gruppi, per puntare ad un’esperienza che possa essere gestita in sicurezza e poter dare ad ogni partecipante la possibilità di immergersi, con i suoi tempi, nel racconto di Oslavia.
    Per chi conosce Oslavia sarà un modo per scoprire i punti turisticamente meno noti (le camminate saranno infatti organizzate nelle campagne e fra le vigne) per chi ad Oslavia non ci è mai stato, sarà un modo per incontrare la sua testimonial di eccellenza: La Ribolla di Oslavia.
    Di seguito riporto le parole pubblicate sul sito dell’Associazione Produttori Ribolla di Oslavia per lanciare l’evento:
    “Ci siamo.
    Un progetto non è reale se la sua messa a terra non è strategica e lungimirante. Quando abbiamo iniziato a installare le panchine arancioni (una per ogni cantina) nei luoghi più suggestivi e nascosti di Oslavia sapevamo che queste “macchie arancioni” sarebbero state solo una metafora. Il loro significato è racchiuso nell’invito al visitatore a trovarle, ad ammirare il panorama, a scoprire la storia e il futuro della terra che ha sotto i piedi. A sconfinare con lo sguardo. Ora le panchine sono al loro posto.
    7, come le cantine associate ad APRO. Ma siamo andati oltre a questo, abbiamo pensato che fosse giusto poterle scoprire con una guida che possa raccontare Oslavia ed il progetto di valorizzazione portato avanti da anni.
    I primissimi tour saranno gestiti da Sabrina Pellizon, Ecoturismo FVG. Saranno in tutto 3: si potranno fare a piedi, in un pomeriggio dedicato alla scoperta delle bellezze naturalistiche del colle goriziano e delle sue cantine. In ogni tour saranno incluse le visite in cantina (suddivise per itinerario) ed un assaggio della Ribolla di Oslavia che oltre a tanto altro, ha dato anche spunto al colore delle panchine :-). Il Percorso delle Panchine Arancioni è dunque la risposta autentica ad un turismo di prossimità, è il nostro modo per far sì che da una semplice “seduta” si possa sviluppare un racconto autentico di ciò che siamo e della nostra storia invitando tutti a farne parte.”

    Tags: dario princic, fiegl, gravner, il carpino, la castellada, primosic, radikon, ribolla di oslavia LEGGI TUTTO

  • in

    Vino, pacco solidale per la ripartenza

    “9×9=47. Pacco solidale per la ripartenza”, il progetto per riaccendere la speranza.

    Il pacco della ripartenza

      Nove giovani aziende, quarantasette ristoratori e un’immagine forte e carica di speranza: una vite sradicata e piegata, legata saldamente da tanti fili rossi ad una struttura metallica. “Sebbene sferzati da venti impetuosi siamo già pronti a ricominciare”, si legge nella lettera che accompagna una scatola contenente 9 bottiglie di vino, provenienti dalle cantine degli autori dell’iniziativa, che in queste ore viene consegnata nelle mani dei ristoratori: “tra i più colpiti in questi mesi, coloro che contribuiscono a dare valore ai vini artigiani. Un gesto per far sentire la nostra vicinanza.”
    Un anno, il 2020, che ci ha privati del piacere e della gioia di sedere nei nostri ristoranti preferiti, tuttora nell’incertezza di ciò che potrà accadere, ma senza abbandonarci allo sconforto, nutriamo la speranza che al più presto si potrà tornare a lavorare con impegno e dedizione.
    Da qui l’idea di regalare a quarantasette ristoratori sparsi in tutta Italia, scegliendo tra tutti quelli localizzati nelle province più piccole e disagiate a causa del lockdown, nove bottiglie di vino, le più rappresentative di ciascuna delle nove aziende, inserite in una scatola a forma di cubo, simbolo di pienezza, solidità e stabilità.
    “Gli stessi valori dei quali abbiamo ora bisogno più di sempre, dopo un 2020 terribilmente brutto e un 2021 ancora pieno di incertezze”, commentano i giovani produttori. Ed è per questo che al cubo è stata associata una pianta di vite, simbolo di vita, di adattamento, di resilienza. Un pacco solidale, che porta con sé un auspicio di ripartenza: soltanto uniti i vignaioli e i ristoratori si può ripartire.

    Villa Maiella a Guardiagrele (Chieti)

    I giovani produttori partecipanti all’iniziativa “9×9=47. Pacco solidale per la ripartenza” e i vini nella scatola sono:
    Luigi e Valentina Di Camillo – Tenuta i Fauri Abruzzo DOC Pecorino (Abruzzo) – ideatori e coordinatori del progetto –
    Paolo Bertani, Leonardo Di Vincenzo, Alfredo Colangelo, Manfredi La Barbera, Marianna Pastore, Loreto Lamolinara, Michael Opalenski – Masseria La Cattiva “Riposata” vino Rosso (Puglia)
    Davide Fasolini e Pierpaolo Di Franco – Dirupi Grumello Riserva Valtellina Superiore DOCG (Lombardia)
    Alessandro e Felicia Palombo – Luiano Chianti Classico DOCG (Toscana)
    Marco Cirese – Noelia Ricci “Il Sangiovese” Predappio Romagna DOC (Emilia-Romagna)
    Luca Baccarelli – Cantina Roccafiore “Fiorfiore” Umbria Grechetto IGP (Umbria)
    Alessandra Quarta – Sanpaolo Claudio Quarta “Totó Rosso” Campania IGP (Campania)
    Diletta Tonello – Tonello “ioTeti” Lessini Durello Metodo Classico (Veneto)
    Rocco Vallorani – Vigneti Vallorani “Polisia” Piceno Superiore DOC (Marche)

    Tags: #ripartenza LEGGI TUTTO

  • in

    La tutela del Prosekar e della sua inclusione nel Consorzio Prosecco DOC

    Il Consorzio Prosecco DOC, per offrire una nuova bollicina ai propri estimatori, ha deciso di creare un altro prodotto vitivinicolo, il Prosecco Rosè. Questo nuovo spumante, ottenuto da uve Glera e Pinot Nero, non ha alle spalle nessuna tradizione vitivinicola, né nel vicino Veneto, né sul nostro territorio. In breve, stiamo assistendo a un nuovo “progetto agricolo” utile soprattutto per aumentare guadagni, visibilità e ricavi (e in ciò noi non vediamo nulla di controverso, né di sbagliato).
    Il 15 luglio di quest’anno, la Kmečka zveza – Associazione Agricoltori, l’Associazione Prosekar e l’Associazione dei Viticoltori del Carso, hanno presentato un ricorso contro la modifica del disciplinare Prosecco DOC, che prevedeva l’inclusione del territorio triestino nella zona di produzione del nuovo Prosecco Rosè.
    Il 29 luglio di quest’anno i rappresentanti della Kmečka zveza – Associazione Agricoltori, dell’Associazione Prosekar, del Gruppo di azione locale GAL Carso e dell’Associazione dei viticoltori del Carso hanno deciso di ritirare il ricorso. Contestualmente hanno firmato una convenzione con il Consorzio per la tutela della denominazione Prosecco DOC, con finalità di valorizzazione e sviluppo della viticoltura locale.
    All’interno della nostra associazione siamo ben consapevoli dell’importanza che ricopre l’intera questione, ed è per questo che non dobbiamo aver fretta nel prendere delle decisioni che potrebbero rivelarsi sbagliate in futuro. Dopo un’attenta valutazione, siamo giunti alla conclusione che il Prosekar, sia il nome del vino che il particolare metodo di vinificazione, deve rimanere esclusivamente nelle mani del territorio dove nasce e si produce storicamente e questa opportunità non va assolutamente sprecata. Purtroppo, dobbiamo constatare che alcuni non concordano con la nostra proposta, anzi abbiamo la netta sensazione che, in questa specifica occasione, non vogliono considerare l’identità e la specificità del territorio come un elemento essenziale per lo sviluppo della viticoltura locale, e per qualche piccolo aiuto promesso dal vicino Veneto, cederebbero in cambio il Prosekar. A nostro parere, l’aiuto promesso rappresenta solo uno specchietto per le allodole.
    Come firmatari della presente lettera siamo infatti molto preoccupati del fatto, che se il Prosekar passasse sotto la gestione diretta del Consorzio Prosecco DOC, questo poi possa essere usato a proprio piacimento dal Consorzio, che potrebbe prendere delle decisioni unilaterali utili solo per i propri scopi. In passato abbiamo già assistito a grandi promesse, rassicurazioni, firme di protocolli, ecc., Sappiamo tutti come è andata a finire. Siccome non vogliamo ripetere gli errori del passato, ci opponiamo fermamente all’inclusione del Prosekar nel disciplinare del Consorzio Prosecco DOC.
    I vignaioli locali e i soci della nostra associazione investono sul territorio da molti anni, e il nostro obiettivo fondamentale è produrre del buon vino, presentarlo adeguatamene ai consumatori, posizionarlo in un determinato segmento di mercato, e ovviamente venderlo al meglio rispetto alla naturale capacità produttiva, per veder adeguatamente ricompensati il nostro lavoro e la nostra fatica. Non esistono scorciatoie, né facili compromessi! La nostra strategia è chiara: non vogliamo lavorare sulla quantità, ma sulla qualità. Vogliamo produrre vini che rispecchiano il carattere del territorio.
    Per concludere. L’Associazione dei Viticoltori del Carso propone un’azione comune, unitaria, di tutte le associazioni e rappresentanti politici locali, regionali e nazionali, al fine di prevenire la svalutazione del Prosekar e del nostro territorio, e per mantenere il controllo diretto su di essi. In questo modo, vogliamo dimostrare che, cooperando tra piccole realtà, siamo in grado di fornire un sostegno di qualità all’economia locale e anche per preservare e valorizzare vieppiù la nostra identità, orgoglio e credibilità della nostra storia, la storia del Carso e della provincia di Trieste!
    A volte forse siamo troppo poco consapevoli del fatto che tutti lasciamo delle tracce nel momento storico in cui viviamo e le decisioni ambientali, sociali ed economiche che prendiamo oggi, inevitabilmente condizioneranno le generazioni future. Qualità e rispetto del patrimonio naturale e culturale sono indubbiamente componenti chiave di qualsiasi progetto di successo, molto difficile da realizzare, ma basta veramente poco per rovinare tutto!
    Matej Skerlj, Sandi Škerk, Benjamin Zidarich, Rado Kocjančič, Lucija Milič, Bruno Lenardon, Martin Merlak, Stanko Milič, igor Grgič, Cristina Urizio, Peter Radovič, Dimitri Cacovich, Gregor Budin, Sharon Ostrouska, Andrej Skerlj, Damijan Milič, Tania e Mitja Zahar, Roberto Šavron.

    Associazione viticoltori del Carso
    Društvo Vinogradnikov Krasa

    Tags: carso, prosecco rosè, Prosekar LEGGI TUTTO

  • in

    Assegnate 18 Medaglie d’oro al Concorso Müller Thurgau

    Tutti i vini premiati hanno ottenuto un punteggio superiore agli 86,4 punti, segno della grande qualità delle etichette in concorso. Nel medagliere, 12 cantine trentine, 3 altoatesine e 3 tedesche. Dei 18 “best”, 12 sono produzioni 2019, 5 sono del 2018 e 1 del 2017, a conferma delle potenzialità della varietà.
     Si è svolta venerdì 16 ottobre, la premiazione della 17° edizione Concorso Internazionale Vini Müller Thurgau, in concomitanza con la 33° edizione della rassegna Müller Thurgau: Vino di Montagna, organizzata dal Comitato Mostra Valle di Cembra con il supporto di Trentino Marketing, il coordinamento della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino nell’ambito della promozione delle manifestazioni enologiche provinciali denominate #trentinowinefest, e il sostegno di Consorzio Vini del Trentino.
    Presenti alla cerimonia, Mirko Bisesti, Assessore alla Cultura della Provincia di Trento; Michele Passerini, Vicesegretario generale della Camera di Commercio di Trento; Pietro Patton, Presidente del Consorzio Vini del Trentino; e Rosario Pilati, Presidente Comitato Tecnico Territoriale Colline Avisiane, Faedo, Valle di Cembra della Strada del Vino e dei Sapori del Trentino. Nel corso degli interventi tutti hanno voluto ricordare l’importanza di un evento come questo organizzato, in completa sicurezza, proprio grazie alla caparbietà che contraddistingue le genti di montagna, la stessa che rende possibile la coltivazione sugli arditi pendii della Valle di Cembra. È inoltre stato sottolineato come questo cambio necessario di formula, con le degustazioni a Palazzo Roccabruna di Trento, anziché a Cembra, si sia rivelata una bella occasione per uscire fuori dai confini della valle e far conoscere al meglio il prodotto e quello che si nasconde dietro ad esso, come l’impegno di 800 ore lavoro per ettaro che è molto maggiore rispetto a quello di altre zone più meccanizzate anche per i problemi legati al mantenimento dei muretti a secco, patrimonio dell’umanità Unesco. Difficoltà che rendono però il paesaggio unico, come dimostra la recente iscrizione della Valle nel Registro dei Paesaggi Storici Rurali d’Italia.
    Dei 60 vini in gara – di cui 51 italiani, provenienti da Trentino e Alto Adige e 9 stranieri, provenienti da Germania e Ungheria –  ben 18 hanno ottenuto la Medaglia d’Oro grazie ad un punteggio superiore agli 86,4 punti.
    “Una eccezionalità che avevamo registrato solo nel 2018 – ha commentato Renzo Folgheraiter, Presidente del Comitato Mostra Valle di Cembra – che attesta gli elevati standard qualitativi dei vini in concorso. In realtà – ha specificato – avrebbero meritato la medaglia molte più etichette ma per regolamento il numero di premiati non può superare il 30% di quelli partecipanti. Spiace non aver potuto svolgere la consueta degustazione dei vini vincitori – ha concluso – ma possiamo già dirci soddisfatti di essere riusciti a superare le difficoltà del Covid e ad aver raccolto una risposta così importante dalle aziende ritengo premi il lavoro svolto negli ultimi anni”.
    Dei 18 premiati con Medaglia d’Oro, 12 sono vini trentini: San Rocco IGT Vigneti delle Dolomiti Müller Thurgau 2019 di Azienda Agricola Casimiro; San Lorenz DOC Trentino Müller Thurgau 2019 di Bellaveder; Lavis Classici DOC Trentino Müller Thurgau 2019 di Cantina La Vis; Cortuta DOC Trentino Müller Thurgau 2018 di Cantina Rotaliana di Mezzolombardo; Casata Monfort DOC Trentino Müller Thurgau 2019 di Cantine Monfort; Musivum DOC Trentino Superiore Cembra Müller Thurgau 2017 di Cantine Mezzacorona; IGT Vigneti delle Dolomiti Müller Thurgau 2019 di Cantine Simoni; Bottega Vinai DOC Trentino Müller Thurgau 2019 di Cavit; Vigna delle Forche DOC Trentino Müller Thurgau 2018 di Cembra cantina di montagna; DOC Trentino Müller Thurgau 2019 di Fondazione Mach; DOC Trentino Müller Thurgau 2019 di Gaierhof; Pietramontis DOC Trentino Superiore Valle di Cembra Müller Thurgau 2018 di Villa Corniole.
    A questi si aggiungono 3 altoatesini, ovvero DOC Alto Adige Valle Isarco Müller Thurgau 2019 di Cantina Bolzano; Graun DOC Alto Adige Müller Thurgau 2018 di Cantina Kurtatsch e DOC Alto Adige Val Venosta 2019 di Castel Juval, e 3 tedeschi, Deutscher Qualitateswein Pfalz Rivaner Trocken Edeshelmer Ordensgut 2019 di Anselmann; Mardorfer Deutscher Müller Thurgau Trocken 2018 di Winzerverein Hagnau; e Deutscher Qualitateswein Rivaner Trocken 2019 di KK-Weine.
    I punteggi sono stati assegnati da una commissione di qualità composta da 18 membri suddivisi in enologi, sommelier – in rappresentanza delle diverse associazioni – e giornalisti della stampa di settore, attraverso degustazioni alla cieca in cui ogni vino è stato analizzato nel suo complesso, prendendo in considerazione vista, olfatto, gusto e gusto-olfatto e calcolando la media dopo aver eliminato i risultati più alto e più basso.
    Al termine della degustazione, si è potuto constatare tutta la potenzialità del Müller Thurgau non d’annata, infatti i millesimi 2018 e 2017 hanno ottenuto significativi punteggi, a conferma dell’ottimo lavoro svolto dalle cantine nel corso degli ultimi anni.
    Foto di Rocco Lettieri. LEGGI TUTTO