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Garda Doc: una doc con il vento in poppa che parla di turismo e territorio

di Patrizia Vigolo

Le acque del Garda Doc sono tornate limpide dopo un 2023 che ha vissuto un calo importante nei volumi.

Il “Garda Wine Stories”, evento tenutosi il 6 giugno 2024 presso la splendida Dogana Veneta di Lazise è stata l’occasione per discutere il dinamismo, la qualità e il legame con il territorio che caratterizzano questa denominazione.

Speaker di grande importanza si sono rivolti al pubblico fatto di giornalisti italiani e internazionali esponendo studi e riflessioni sullo sviluppo della Doc Garda che sta vivendo una ripresa dopo un calo dei volumi del 8% accusato nel 2023.

Garda DOC, la forza di un sistema

Durante il convegno, uno dei momenti più rilevanti è stato l’intervento di Eugenio Pomarici, esperto del Centro per la Ricerca in Viticoltura ed Enologia dell’Università di Padova. Il suo studio ha offerto una panoramica sul dinamismo e la crescita della denominazione Garda DOC, mettendo in luce l’evoluzione significativa del settore vitivinicolo gardesano.

Negli ultimi anni, l’area coltivata e il numero di viticoltori del Garda DOC hanno registrato una crescita straordinaria. Dal 2017, l’area vitata è aumentata del 46%, e la produzione di uva ha superato i 410.000 quintali nel 2023. Questo incremento testimonia la capacità del territorio di rispondere alla domanda crescente sia sul mercato nazionale che internazionale.

Pomarici ha poi sottolineato la capacità del Garda DOC di innovare e diversificare la propria offerta, adattandosi alle esigenze del consumatore moderno. La produzione di bottiglie è passata da 6,1 milioni nel 2017 a 18,6 milioni nel 2023, evidenziando una crescita impressionante e una risposta positiva del mercato ai vini della denominazione.

Un aspetto cruciale emerso dallo studio è la forza del brand “Garda”. Questo nome evoca immediatamente le bellezze e le caratteristiche uniche del lago di Garda, conferendo ai vini un’immagine positiva e attrattiva, particolarmente apprezzata in Europa centrale. Tuttavia, Pomarici ha anche evidenziato la necessità di una maggiore specificità distintiva per la denominazione, suggerendo un focus su varietà come Chardonnay e Pinot Grigio per posizionarsi più in alto nel mercato.

Garda Doc e Google

Nel secondo intervento della giornata, Angelo Zago, Dipartimento di Economia dell’Università di Verona, ha presentato un’analisi approfondita sull’attività di ricerca online relativa ai vini della denominazione Garda DOC.

Il progetto di ricerca, finanziato dal consorzio territoriale Garda Doc, esamina il comportamento degli utenti europei e di alcune aree italiane su Google, concentrando l’attenzione sui termini associati ai vini veronesi, in particolare quelli della denominazione Garda DOC. I risultati indicano che il termine “Garda” risulta essere il più ricercato tra le principali denominazioni veronesi, con un significativo interesse proveniente principalmente da Germania, Austria, Olanda, Trentino Alto-Adige e Lombardia.

L’analisi rileva inoltre un marcato interesse per i vini Garda DOC nelle categorie specifiche delle bevande alcoliche, con Austria, Germania e Inghilterra sempre evidenziate come i Paesi con maggiore interesse. Questo interesse è altrettanto forte nelle regioni italiane già menzionate, dove i vini Garda DOC superano altre denominazioni come Valpolicella e Lugana. Il progetto continuerà ad esplorare il ruolo del turismo nel potenziare ulteriormente l’interesse per questi vini e valutare lo sviluppo di modelli predittivi che possano ottimizzare le attività promozionali nelle aree di maggiore interesse.

Strategie Future e Visione del Consorzio Garda Doc

Nonostante il successo e il prestigio raggiunto, i vini Garda DOC si trovano di fronte a diverse sfide nel contesto del mercato globale. La crescente concorrenza e l’evoluzione delle preferenze dei consumatori richiedono un costante adattamento e innovazione da parte del Consorzio e soprattutto dei suoi produttori stessi.

Una delle principali sfide è quella di mantenere e rafforzare l’identità distintiva dei vini Garda DOC. Sebbene il marchio “Garda” evochi immediatamente bellezza e qualità, è fondamentale consolidare questa percezione attraverso strategie di marketing mirate e una comunicazione efficace.

Un’altra sfida importante è rappresentata dalla sostenibilità ambientale e sociale. Il Consorzio Garda DOC si è posto l’obiettivo di ridurre l’impatto ambientale della produzione vitivinicola, adottando pratiche agricole sostenibili e riducendo l’uso di pesticidi e fertilizzanti chimici. Inoltre, si impegna a promuovere la responsabilità sociale d’impresa, sostenendo progetti locali e iniziative volte a migliorare la qualità della vita nelle comunità circostanti.

La digitalizzazione e l’innovazione tecnologica rappresentano un’altra area di sviluppo cruciale. Il Consorzio intende sfruttare appieno le opportunità offerte dalla tecnologia per migliorare la tracciabilità del prodotto, ottimizzare i processi di produzione e distribuzione, e rafforzare l’engagement dei consumatori attraverso piattaforme digitali e social media.

Infine, il Consorzio mira a rafforzare la coesione tra i produttori locali, promuovendo una maggiore collaborazione e condivisione delle best practices. Questo spirito di comunità è visto come un elemento chiave per affrontare le sfide future e consolidare la posizione dei vini Garda DOC nel panorama enologico globale.

“I vini della DOC Garda nascono in un’area geografica senza uguali, un luogo unico avvolto dalle Alpi e illuminato da una luce travolgente che si specchia nell’acqua del lago. Qui, le colline, disseminate da vigne, raccontano un paesaggio ricco di “iconemi” la cui storia si intreccia imprescindibilmente a quella della viticoltura”. Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda DOC.

Storia della denominazione Garda Doc

La Denominazione Garda DOC è stata fondata nel 1996 e ufficialmente riconosciuta nel 2015. I suoi 250 produttori, impegnati in ogni fase della produzione “dall’uva alla bottiglia”, incarnano l’autenticità e l’eccellenza enologica del territorio.

Le speciali caratteristiche dell’area del Garda si traducono in una straordinaria varietà e ricchezza dal punto di vista enologico. Esaminando da vicino le zone di coltivazione della vite nel territorio gardesano, emerge un’enografia diversificata, suddivisibile in quattro grandi aree geografiche: la sponda est, la sponda sud, la sponda ovest e l’ala orientale del territorio.

Il terroir del Garda DOC è definito da aspetti unici di questa area geografica, influenzati sia dal clima favorevole dovuto alla vicinanza del lago, sia dai numerosi eventi geologici che nel corso dei millenni hanno modellato il territorio. La viticoltura del Garda si sviluppa su suoli di agglomerati morenici, formatisi dai detriti di rocce, sabbia e argilla depositati nel tempo dal ghiacciaio che ha originato il lago di Garda. Questi elementi, combinati con il tempo, l’acqua e la vegetazione, hanno trasformato l’area nelle odierne colline che caratterizzano il paesaggio gardesano.

I terreni del Garda si distinguono per una bassa differenziazione del profilo pedologico; sono generalmente pietrosi, ricchi di scheletro e fortemente calcarei, ma con bassi livelli di calcare attivo. Nella maggior parte dei casi, questi suoli sono moderatamente profondi e presentano una scarsa capacità di trattenere l’acqua a causa della tessitura grossolana e della debole strutturazione.

È in questo terroir dalle caratteristiche così peculiari, plasmato dal tempo e favorito da un clima ideale, che nascono i vini della DOC Garda, noti per la loro morbidezza, freschezza e mineralità. Queste caratteristiche distintive rendono i vini Garda DOC unici e rappresentativi del loro territorio d’origine, offrendo ai consumatori un’esperienza enologica che riflette la ricchezza e la diversità del paesaggio gardesano.

Numeri e notizie del Garda Doc:

  • 1986: anno in cui viene utilizzato per la prima volta il termine geografico “Garda” per etichettare i vini prodotti in questo territorio
  • 1996: riconoscimento della DOC e la nascita del Consorzio Volontario
  • Il Consorzio Garda Doc rappresenta oggi 250 produttori
  • area gardesana, tra le province di Verona, Mantova e Brescia
  • 10 zone storiche di produzione dell’area gardesana: Valtenesi, San Martino della Battaglia, Lugana, Colli Mantovani, Custoza, Bardolino, Valpolicella, Valdadige, Durello, Soave
  • 31.000 ettari totali idonei
  • 371.000 quintali di uva rivendicata nel 2022
  • 18.753.867 di bottiglie nel 2023

Il territorio

  • Territorio caratterizzato da colline moreniche dalla tipica forma a semicerchio, formatisi dai detriti di moto, rocce, sabbia e argilla depositati nel corso dei millenni dallo stesso ghiacciaio che avrebbe poi originato il lago di Garda
  • In genere i terreni sono pietrosi, ricchi di scheletro, fortemente calcarei, ma con bassi livelli di calcare attivo. Nella maggior parte dei casi sono moderatamente profondi e presentano una scarsa trattenuta dell’acqua a causa della tessitura grossolana e della debole strutturazione.
  • clima temperato subcontinentale
  • vegetazione ricca di olivi, capperi, limoni, cedri e agavi
  • quattro grandi aree geografiche: la sponda est, la sponda sud, la sponda ovest e infine l’ala orientale del territorio.

I vini:

  • caratterizzati da morbidezza, freschezza e mineralità
  • vitigni principali: in totale sono otto, quattro a bacca bianca “Garganega”, “Trebbiano” (“Trebbiano di Soave” e/o “Trebbiano di Lugana”), “Chardonnay”, “Pinot grigio” e quattro a bacca nera “Corvina”, “Marzemino”, “Merlot”, “Cabernet Sauvignon”

Tipologie di vino

  • Vini fermi varietali
    Pinot bianco, Pinot grigio, Chardonnay, Riesling b., Sauvignon, Cortese, Cabernet Sauvignon, Merlot, Corvina, Pinot nero, Marzemino.
  • Vini fermi in uvaggio e/o taglio a freddo
    Bianco (garganega, chardonnay, pinot grigio e trebbiano) Rosso (merlot, cabernet, corvina, marzemino, rebo)
  • Vini Spumanti “metodo italiano” principalmente varietali

Bianco (garganega, trebbiano di lugana, pinot grigio)

  • Vini Spumanti “metodo classico” principalmente in cuvée

Bianco (chardonnay, pinot nero, corvina)
Rosè (marzemino, corvina, pinot nero)

“Un clima temperato che sembra ricordare quello mediterraneo, ma che gode, inoltre, della brezza del lago di Garda, di una luminosità senza pari e di un’esposizione al sole che garantisce una maturazione delle uve eccezionale”. Paolo Fiorini, Presidente del Consorzio Garda DOC.


Fonte: http://www.lastanzadelvino.it/feed/


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