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    Enotria riparte: la rinascita della storica rivista dell’Unione Italiana Vini

    Dopo quattordici anni di silenzio, Enotria torna a far sentire la sua voce. La storica rivista dell’Unione Italiana Vini – fondata nel 1921 da Arturo Marescalchi e per decenni osservatorio privilegiato sul mondo del vino – riprende il suo cammino con un nuovo progetto editoriale che guarda lontano. La rinascita arriva in un momento simbolico: […]
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    Borgo del Tiglio e la maledizione del climate change

    Inutile negarlo o minimizzare: i fenomeni atmosferici sempre più intensi e
    frequenti sono uno degli aspetti degli attuali cambiamenti climatici.
    Alluvioni rovinose ce ne sono sempre state, e in alcune aree italiane
    probabilmente più spesso che in altre, ma la loro frequenza è un aspetto
    nuovo al quale non si era abituati. More

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    Pegoraro – Tai Rosso Colli Berici DOC 2023

    Una uggiosa e stranamente silenziosa Venezia è stata ancora una volta incantevole scenario per presentare la dodicesima edizione di Vinetia – La Guida ai Vini del Veneto, il portale firmato AIS Veneto che ogni anno traccia una mappa aggiornata delle eccellenze regionali.Una giuria di quaranta professionisti – sommelier, ristoratori e giornalisti – si è misurata […]
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    Cascina Generala: trent’anni di ricerca sul Nizza DOCG

    Tra i luoghi simbolo della denominazione Nizza, Cascina Generala rappresenta da trent’anni uno dei progetti più identitari di Bersano, emblema di una Barbera capace di coniugare profondità, eleganza e longevità. Situata ad Agliano Terme, nel cuore della zona più storica e vocata, la cascina è da sempre il laboratorio naturale in cui l’azienda sviluppa la propria idea di Nizza, attraverso ricerca agronomica, pratiche sostenibili e un approccio produttivo rigorosamente legato al vigneto.

    “Generala rappresenta per noi un luogo speciale, una vigna che racconta chi siamo e dove vogliamo andare” spiega Federica Massimelli, amministratore delegato e co-owner di Bersano. – Qui la Barbera trova una delle sue forme più complete, un equilibrio naturale tra forza e finezza, memoria e futuro.” Acquistata nel 1995 da Ugo Massimelli, Cascina Generala è stato uno dei primi progetti che ha seguito personalmente in azienda, segnando l’inizio di un nuovo corso per Bersano. Fu proprio Ugo a intuire il potenziale straordinario di questa vigna e ad avviare un percorso di valorizzazione ambizioso, affiancandosi a due figure di spicco dell’enologia italiana e padri del destino della Barbera: Giuliano Noè ed Ezio Rivella.

    La tenuta, che si estende per 53 ettari, nel tempo ha anticipato molte delle scelte oggi considerate distintive della denominazione Nizza: rese contenute, zonazione interna e selezione delle migliori parcelle, attenzione alla biodiversità e all’equilibrio del suolo. Oggi Generala continua a rappresentare un modello di filiera completa, dove la produzione vitivinicola convive con progetti di formazione e valorizzazione territoriale. “Generala ospita attualmente la scuola alberghiera di Agliano Terme, fiore all’occhiello del territorio e simbolo del legame tra formazione, cultura e vino. La famiglia Massimelli, da sempre impegnata in progetti di istruzione e sostegno ai giovani, vede in Generala anche un luogo capace di trasmettere valori e conoscenze alle nuove generazioni. La visione è quella di rendere la tenuta, nel tempo, un polo di ospitalità e di dialogo con il territorio, dove l’esperienza del vino si intrecci con quella dell’accoglienza e della condivisione.” afferma Federica Massimelli.

    Cascina Generala si inserisce nel progetto dei grandi single vineyard di Bersano, un racconto che unisce le dieci cascine di proprietà tra Monferrato e Langhe. Ogni tenuta, circondata da vigneti con terreni e microclimi omogenei, traduce in vino l’identità di un terroir e la visione dell’azienda. Solo i grappoli migliori vengono destinati a queste etichette che portano il nome della cascina d’origine, nate dalla consapevolezza che ogni vigneto ha una voce unica. “La nostra filosofia produttiva è chiara: valorizzare ogni singolo vigneto e il suo terroir per creare vini iconici nel tempo” afferma Federica Massimelli. “Questi vigneti e le relative cascine non sono solo luoghi di produzione vinicola, ma rappresentano la nostra storia, la nostra identità e il nostro impegno verso un futuro sostenibile e di qualità.

    Nei vigneti di Generala si adottano pratiche vitivinicole volte a preservare la salute delle uve e l’equilibrio ecologico del territorio, ma la coltivazione di questi vigneti presenta diverse sfide: i terreni declivi, con pendenze comprese tra il 15% e il 25%, richiedono una gestione attenta. I filari sono disposti a girapoggio, seguendo le linee di livello, una tecnica che, pur complicando le operazioni colturali, migliora la gestione dell’acqua e previene l’erosione del suolo. Qui la resa è virtuosamente limitata – circa 50 quintali per ettaro, ben al di sotto dei 70 previsti dal disciplinare – una scelta che privilegia concentrazione, equilibrio e longevità.

    La potatura secca, limitata a 7-8 gemme, e il sistema di allevamento a Guyot, insieme a pratiche come il diradamento dei grappoli, assicurano una corretta esposizione al sole e una maturazione omogenea. Queste attenzioni, unite a un monitoraggio costante dello stato vegetativo e a un approccio rispettoso della biodiversità, esprimono l’impegno di Bersano per una viticoltura responsabile e di precisione.

    Nizza Docg Riserva “Generala”: una Barbera simbolo di identità e visione

    Dalle migliori esposizioni della tenuta nasce il Nizza DOCG Riserva “Generala”, una delle etichette più rappresentative della cantina. Dopo la raccolta manuale, per preservare l’integrità dei grappoli, la vinificazione inizia con una macerazione delle bucce in vinificatori di acciaio automatici, dotati di temperatura controllata. Durante questa fase, vengono effettuati ripetuti rimontaggi e ossigenazioni per garantire la completa trasformazione degli zuccheri in alcol.

    Successivamente si procede alla svinatura e a una sosta sulle fecce fini, utile a favorire lo svolgimento della fermentazione malolattica. Le annate attualmente in commercio prevedono un affinamento di almeno 12 mesi in legno, con l’80% in tonneaux e il 20% in botti di rovere, seguito da ulteriori 12 mesi in bottiglia.A partire dall’annata 2024 il protocollo di affinamento evolve verso una gestione ancora più precisa delle componenti aromatiche e strutturali, con una sosta di circa 8 mesi in barriques e un successivo passaggio in botte grande fino a raggiungere complessivamente i 18 mesi di legno, cui seguiranno almeno 12 mesi di affinamento in bottiglia.

    Alla vista, il Nizza Riserva “Generala” si presenta di un rosso rubino intenso con riflessi violacei. Al naso è ampio e avvolgente, con note di ciliegia matura, vaniglia, cacao e sottobosco. In bocca è vellutato e persistente, con un finale che ripropone l’intensità dei toni fruttati.

    “Nel cuore di Generala nasce un Nizza DOCG Riserva che parla la nostra lingua: naturalmente elegante, profondo senza ostentazione. Un vino che avvicina le persone, crea intimità, trasforma la convivialità in memoria. È l’espressione più autentica della nostra missione: portare finezza e qualità nei momenti che contano.” aggiunge Federica Massimelli. More

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    Il Natale firmato Tedeschi: un vino per ogni occasione

    Il Natale è il momento in cui i profumi diventano memoria, i sapori si intrecciano alle tradizioni e un calice di vino può trasformarsi in un gesto di condivisione. Per accompagnare ogni istante delle Feste, Tedeschi, storica azienda interprete della Valpolicella, presenta una selezione di vini pensata per raccontare il territorio attraverso tre diverse interpretazioni, in grado di accompagnare ogni momento.

    GA.RY nasce dal desiderio della famiglia Tedeschi di portare una nuova espressione di freschezza all’interno della propria produzione, unendo la tradizione vitivinicola veronese alla vocazione innovativa che caratterizza da sempre l’azienda. È un IGT Veneto Bianco ottenuto da Garganega, Riesling Renano e Chardonnay, vinificati con grande cura per preservare l’identità aromatica delle tre varietà. La raccolta manuale avviene in due fasi, per cogliere ogni sfumatura di maturazione. Dopo una breve macerazione e una fermentazione a temperatura controllata, il vino affina in bottiglia per otto mesi, protetto da un tappo a vite che ne custodisce fragranza e integrità. Il risultato è un vino contemporaneo dal carattere aromatico, armonioso e sorprendentemente equilibrato, capace di accompagnare con freschezza e precisione i momenti più spontanei delle Feste: un aperitivo informale, una cena che nasce all’ultimo, le prime note di convivialità che animano la tavola apparecchiata.

    Il Natale trova la sua eleganza nel Maternigo Valpolicella Superiore, un vino che nasce in una delle aree più suggestive della Valpolicella orientale. Tra colline ariose e terreni chiari, le viti crescono lentamente e con grande carattere, dando origine a uve ricche di espressività. La vinificazione, attenta e rispettosa, lascia che il vino maturi con calma in botte grande, dove acquisisce equilibrio e profondità prima del riposo finale in bottiglia. Nel calice si rivela un Valpolicella Superiore dal profilo raffinato: profumi di frutta rossa matura, spezie delicate ed erbe officinali si intrecciano con una struttura morbida e una freschezza vivace. È il vino che completa naturalmente la tavola delle Feste, capace di valorizzare arrosti, brasati e i sapori più caldi dell’inverno, accompagnando conversazioni che, come i vini più autentici, diventano più intense con il passare del tempo.

    Il momento più prezioso del Natale è firmato Amarone Capitel Monte Olmi 2018, il cru storico della famiglia Tedeschi e simbolo di sessant’anni di dedizione alla Valpolicella. Nato nel 1964 dalla visione di Lorenzo Tedeschi, questo Amarone esprime ancora oggi la filosofia della cantina: rispetto della tradizione, interpretazione del territorio e sguardo rivolto al futuro. L’annata 2018 rivela grande freschezza aromatica, struttura elegante e un equilibrio che unisce intensità e finezza, grazie a un lungo affinamento che ne esalta profondità e carattere. Protagonista anche del nuovo Archivio Tedeschi, che custodisce oltre 27.000 bottiglie storiche, il Capitel Monte Olmi è il vino delle ricorrenze importanti, quello che trasforma una cena di festa in un ricordo da custodire. Perfetto da regalare o condividere, accompagna il Natale con la sua eleganza senza tempo. Con questa selezione, la famiglia Tedeschi invita a vivere il Natale come un percorso nel cuore della Valpolicella: dai vini giovani che accendono gli incontri, a quelli che accompagnano le tavole imbandite, fino all’icona che celebra le emozioni più profonde. Un invito a ritrovare nel calice il valore del tempo, della cura e della storia di un territorio unico. More

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    Viticoltura Eroica: il ritorno della rivista del CERVIM, tra carta e digitale

    La viticoltura eroica ha finalmente di nuovo una casa editoriale. Dopo alcuni anni di silenzio, il CERVIM rilancia la sua rivista Viticoltura Eroica, un progetto che si propone come punto di riferimento per chi vive e racconta i vigneti estremi: quelli che sfidano la gravità dei pendii, le altitudini impervie e i paesaggi che sembrano scolpiti dalla mano dell’uomo e della natura insieme.

    La pubblicazione, semestrale e disponibile sia online sia in formato cartaceo, non sarà soltanto un contenitore di notizie. Viticoltura Eroica nasce come strumento di divulgazione e approfondimento, capace di intrecciare articoli scientifici, interviste, curiosità e testimonianze dirette dai territori. L’obiettivo è chiaro: dare voce a chi coltiva la vite in condizioni straordinarie, raccontando la passione, l’impegno e la sostenibilità che rendono questi vigneti un patrimonio culturale e ambientale unico.

    Un ritorno atteso

    Nell’editoriale di apertura, il presidente del CERVIM Nicola Abbescia sottolinea l’emozione di questo nuovo inizio. “Torniamo a far sentire la nostra voce – scrive – con uno strumento rinnovato nella grafica, ma con la stessa autorevolezza di sempre”. La rivista diventa così un ponte tra memoria e futuro, un luogo dove ricerca e pratica si incontrano, dove la tecnica dialoga con il territorio e dove le storie dei vignaioli si intrecciano con le voci autorevoli del settore.

    Il rilancio porta con sé anche un rafforzamento del Comitato Tecnico Scientifico, recentemente ricostituito, che garantirà contenuti rigorosi e di qualità. Non si tratta quindi di un semplice ritorno editoriale, ma di un passo importante per consolidare il ruolo del CERVIM come centro di riferimento internazionale per la viticoltura eroica.

    Storie di coraggio e identità

    Il primo numero di questa nuova stagione raccoglie progetti di ricerca, esperienze quotidiane e interviste che mettono in luce la resilienza dei vignaioli. Sono pagine che raccontano eccellenza e identità, ma anche orgoglio e appartenenza: valori che la viticoltura eroica continua a esprimere nonostante le difficoltà.

    In un mondo del vino sempre più attento alla sostenibilità e alla valorizzazione dei territori, Viticoltura Eroica si propone come spazio di incontro e confronto, celebrando un patrimonio che non è soltanto produttivo, ma anche culturale e paesaggistico e di profondo legame tra uomo e territorio.

    La rivista è liberamente scaricabile a questo link

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    Viticoltura Eroica: il ritorno della rivista del CERVIM, tra carta e digitale

    La viticoltura eroica ha finalmente di nuovo una casa editoriale. Dopo alcuni anni di silenzio, il CERVIM rilancia la sua rivista Viticoltura Eroica, un progetto che si propone come punto di riferimento per chi vive e racconta i vigneti estremi: quelli che sfidano la gravità dei pendii, le altitudini impervie e i paesaggi che sembrano […]
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    Roberto Cipresso è l’Enologo dell’Anno FIS 2026: il futuro è nel dialogo diretto

    Roberto Cipresso è l’Enologo dell’Anno 2026. Con il secondo Oscar del Vino, annuncia la rivoluzione: il futuro è nel dialogo diretto con gli appassionati.

    A vent’anni esatti dal suo primo trionfo, la Fondazione Italiana Sommelier incorona nuovamente Roberto Cipresso “Enologo dell’Anno 2026”. Un riconoscimento storico che non solo celebra due decenni di ricerca pionieristica, ma coincide con una svolta strategica radicale: il rafforzamento del canale diretto, per privilegiare un rapporto autentico con il pubblico attraverso visite in cantina, masterclass esclusive e momenti di racconto.

    Inoltre, l’attività di consulenza enologica prosegue con immutato impegno, rimanendo un pilastro della filosofia di Cipresso.

    La scelta di potenziare il contatto diretto nasce dalla volontà di condividere senza filtri l’anima dei suoi progetti. Il cuore di questa rivoluzione è la cantina-laboratorio di Montalcino, un luogo di pensiero e creazione. Qui, i vini che Cipresso realizza in Argentina, California, Armenia, Spagna, Francia e Italia convivono con sperimentazioni audaci come “Pigreco” e “La Quadratura del Cerchio”.

    È per aprire le porte di questo universo creativo che nasce la necessità di un canale diretto, gestito attraverso il Club Eureka e un calendario di eventi esclusivi.

    “Questo Oscar, a vent’anni dal primo, non è un traguardo, ma un’iniezione di fiducia per la nostra prossima evoluzione,” dichiara Roberto Cipresso. “È un onore immenso che dedico alla mia famiglia e al mio team. Oggi, grazie a loro, siamo pronti a eliminare ogni distanza con chi ama il nostro vino, condividendo non solo un prodotto, ma l’intero processo creativo che c’è dietro. Il futuro è in questo dialogo diretto.”

    Nato a Bassano del Grappa nel 1963, Roberto Cipresso è tra i protagonisti più autorevoli del vino italiano, con oltre 35 anni di esperienza nella creazione di etichette d’eccellenza. La sua filosofia intreccia radici culturali profonde con una visione aperta al mondo, dando vita a vini capaci di raccontare territori unici in Italia, California, Argentina, Francia e altri paesi, sempre con l’obiettivo di trasformare la diversità in un linguaggio universale di emozioni.

    “Roberto Cipresso Named FIS Winemaker of the Year 2026: The Future Lies in Direct Dialogue”

    Roberto Cipresso has been named Winemaker of the Year 2026 by the Fondazione Italiana Sommelier (FIS). With his second “Oscar del Vino,” he announces a revolution: the future lies in direct dialogue with wine lovers.

    Exactly twenty years after his first triumph, FIS once again crowns Roberto Cipresso “Winemaker of the Year 2026.” This historic recognition not only celebrates two decades of pioneering research, but also coincides with a radical strategic shift: strengthening direct channels to foster an authentic relationship with the public through winery visits, exclusive masterclasses, and storytelling moments.

    Meanwhile, his consulting activity continues with unwavering commitment, remaining a cornerstone of Cipresso’s philosophy.

    The choice to enhance direct contact stems from the desire to share the soul of his projects without filters. At the heart of this revolution is the Montalcino winery-laboratory, a place of thought and creation. Here, the wines Cipresso produces in Argentina, California, Armenia, Spain, France, and Italy coexist with bold experiments such as Pigreco and La Quadratura del Cerchio.

    To open the doors of this creative universe, a direct channel has been established, managed through the Club Eureka and a calendar of exclusive events.

    “This Oscar, twenty years after the first, is not a finish line but a boost of confidence for our next evolution,” says Roberto Cipresso. “It is an immense honor that I dedicate to my family and my team. Today, thanks to them, we are ready to eliminate every distance with those who love our wine, sharing not only a product but the entire creative process behind it. The future lies in this direct dialogue.”

    Biographical Notes: Born in Bassano del Grappa in 1963, Roberto Cipresso is one of the most authoritative figures in Italian wine, with over 35 years of experience in crafting outstanding labels. His philosophy weaves deep cultural roots with an international outlook, creating wines that tell the stories of unique territories in Italy, California, Argentina, France, and other countries, turning diversity into a universal language of emotions. More