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    I migliori rosati sbocciano in Puglia (cit.)

    I migliori rosati sbocciano in Puglia. Circa una quindicina di anni fa, con questo slogan oggi decisamente desueto, la Regione Puglia, non senza un pizzico di sano campanilismo, presentava al mondo i suoi vini rosa. D’altronde, se andate nella Valtenesi, a Bardolino o in Abruzzo, vi diranno che i migliori vini rosa italiani vengono da lì. Chi ha ragione? Credo tutti, è questa è un’ottima cosa perché sta a significare che il vino rosa italiano, al di là delle mode e delle tendenze, a volte anche deleterie, ha raggiunto livelli qualitativi di assoluta eccellenza. Nel primo semestre di quest’anno, oltre alla consueta Anteprima del Chiaretto di Bardolino e un approfondimento sulla Valtenesi, ho avuto la possibilità di degustare un discreto numero di referenze pugliesi.

    La Puglia è terra di grande tradizione, si hanno notizie di produzione di vino rosé già a partire dalla metà dell’Ottocento e per certo, può vantare il primo vino rosa imbottigliato, correva l’anno 1943 quando Piero de Castris iniziò a commercializzare il Five Roses, ma oggi, a che punto siamo? Qualcuno è arrivato a dire che l’identità dei rosati pugliesi è stata stravolta, che ha seguito solo logiche di mercato, le quali hanno portato ad un appiattimento dei vini fortemente orientato verso la Provenza. È davvero così? Sinceramente a me non pare, anzi, riferendomi nello specifico all’annata 2022 ho trovato dei vini in grado di bilanciare finezza, eleganza, struttura, riuscendo a mantenere una facilità di beva sorprendente e fortemente identitaria, grazie alla peculiarità di uve come il Susumaniello, la Malvasia Nera, il Nero di Troia e naturalmente il Negroamaro.   

    Gli assaggi

    Di seguito una serie di belle sorprese da bere tutto l’anno e non solo d’estate. Il vino rosa va assolutamente destagionalizzato, questo deve essere un mantra che tutti i comunicatori di vino devono recitare fino allo sfinimento.

    Iniziamo con due spumanti Metodo Martinotti, il primo è il Susumaniello Rosato brut Masseria L’Astore. Dalla prima naturale spremitura delle uve si ottiene il mosto detto in Salento “lacrima”, questo è messo a fermentare a temperatura controllata in vasche d’acciaio. Successivamente viene spumantizzato in autoclave alla temperatura di 10°/12° C per almeno 5 mesi. Note intense e delicate di piccoli frutti rossi e melograno al naso, al palato è teso ed elegante.

    L’Astore Masseria si trova a Cutrofiano, nella Grecia salentina. Il secondo è il Aka Charme Primitivo Rosè Brut Produttori di Manduria. Vinificazione in bianco, con resa non superiore al 50-55%. Dopo la pressatura, il mosto rosato viene avviato verso la fermentazione primaria, sotto stretto controllo termodinamico (da 13 a 15°C). La trasformazione del mosto in vino prosegue sempre in acciaio, sulle fecce fini, fino al termine di ottobre. Successivamente il vino viene trasferito in autoclave per la fermentazione secondaria, dove avviene la presa di spuma ed il successivo affinamento sui lieviti, per un periodo complessivo di circa 120 giorni. All’olfatto intensi piccoli frutti rossi e delicata tostatura. Al palato è cremoso ed espressivo. La cantina cooperativa Produttori di Manduria si trova a ovviamente a Manduria, siamo in provincia di Taranto.

    Per quanto riguarda i vini rosé fermi segnalo: Castillo IGP Susumaniello Rosato 2022 Cardone. Macerazione delle bucce con il mosto, per circa 24/36 ore, al fine di permettere l’estrazione del colore desiderato. Pressatura soffice del pigiato. Fermentazione alcolica a temperatura controllata (18-20°C). Affinamento in tini di acciaio. Il profilo olfattivo è di bella intensità, melograno, piccoli frutti rossi, delicate note iodate. Al palato è cristallino ed espressivo. L’azienda Cardone si trova in quel gioiello che è Locorotondo. Taranta Negroamaro e Malvasia Nera IGP 2022 Vetrère. Raccolta meccanica, pressatura soffice, illimpidimento statico, fermentazione in serbatoi d’acciaio a temperatura controllata (14°-16°C). Affinamento in serbatoi d’acciaio sui lieviti per due mesi. Alla vista si presenta con un rosa ciliegia deciso. L’olfatto si presenta con note intense di frutta rossa, al palato è dinamico. L’azienda Vetrère si trova a Montemesola in provincia di Taranto. 

    Rosamora Malvasia Nera 2022 Cantine Paololeo. Dopo la raccolta l’uva viene raffreddata a 0°C e fatta stazionare all’interno della pressa soffice per circa 4 ore a contatto con le bucce da dove si estrae il caratteristico colore “rosa cerasuolo”. Il pressato, all’interno di un serbatoio d’acciaio inox, fermenta a temperatura bassa per circa 10 giorni. Matura per 3 mesi in serbatoi d’acciaio. All’olfatto intense note di piccoli frutti rossi, e leggera speziatura. Al palato è slanciato ed elegante. Le Cantine Paololeo si trovano a San Donaci in provincia di Brindisi. Cyntia Nero di Troia 2022 Cantine Merinum. I vigneti sono situati a Vieste ai piedi della Foresta Umbra Patrimonio Unesco e nel cuore del Parco Nazionale del Gargano. Macerazione a freddo in pressa soffice, fermentazione e vinificazione a temperatura controllata. Affinamento in vasche per due mesi e altri due mesi in bottiglia prima della commercializzazione. All’olfatto intense note di piccoli frutti rossi, melograno, arancia rossa. Al palato è suadente e di bella espressività. Le cantine Merinum si trovano in località Pasquarella a Vieste.

    Fabri Murgia Nero di Troia 2022 Rivera. Vendemmia manuale nella seconda settimana di ottobre a raggiunta maturazione fenolica. Dopo 8 ore di macerazione a °5C, il mosto fiore prosegue la fermentazione in acciaio a 18°C. Affina per 4 mesi in anfore di terracotta Tava e botti in gres porcellanato Clayver. Assaggio questo vino con grande emozione perché è dedicato a Fabrizio De Corato, ultimogenito della famiglia proprietaria della storica e direi mitica cantina Rivera, prematuramente scomparso un anno fa.  All’olfatto intense note di amarena e melograno e delicate note speziate e fumé. Al palato è succoso e slanciato. LEGGI TUTTO

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    Vendite di vino per denominazione nella GDO Italiana – aggiornamento 2022

    Il Chianti resta il vino più venduto in Italia nella grande distribuzione anche nella nuova configurazione della ricerca (che ora include anche l’ecommerce), redatta da Circana, nuova veste della vecchia IRI. Il confronto con i dati del passato è diventato molto difficile ma ho lo stesso cercato di costruire un trend storico fatto delle variazioni percentuali delle vendite in euro, mentre invece per i volumi, il “salto” di un anno nel 2021 rende impossibile ricongiungere le serie. È questo il problema di queste statistiche “pubblicitarie” redatte in occasione del Vinitaly, nelle quali si fanno vedere i dati di breve termine senza occuparsi delle prospettive storiche. Ad ogni modo, i numeri che vedete oggi vi fanno rendere molto bene conto del trend di crescita dei vini bianchi (a proposito, ho escluso il Prosecco che da quest’anno viene incluso nella classifica), esemplificata dal grande successo del Vermentino, ma anche dal rimbalzo di un vino come il Muller Thurgau. Seconda considerazione: sono un po’ meno lanciati i vini rossi pugliesi, capaci comunque di una crescita a doppia cifra negli ultimi 5 anni, al pari del Vermentino. Vermentino che resta il prodotto fermo tra questi più venduti con il prezzo di vendita più elevato. Passiamo a commentare qualche dato insieme.

    Come abbiamo già discusso qualche settimana fa le vendite di vino al dettaglio sono calate del 2% nel 2022. Con questo “spartiacque” possiamo quindi fare qualche calcolo su chi è andato meglio o peggio in Italia. E il risultato è che ci sono pochi che sono andati molto bene, e tanti sono andati leggermente peggio.
    Vale il leggermente peggio per il Chianti, che con 95 milioni di vendite resta in cima alla classifica, redatta includendo anche l’ecommere, ma cala del 3.6%. E’ vero per il Lambrusco che per la seconda volta in tantissimi anni non è più il numero 2 della classifica ma il numero 3, con un calo del 4% a 60 milioni di euro. Ma lo stesso vale per Barbera, Primitivo (dopo la grande corsa degli ultimi anni), Nero d’Avola, Bonarda, Sangiovese.
    Nel 2022 salgono soltanto il Vermentino, +10%a 69 milioni e il Muller Thurgau, +6% a 51 milioni di euro.
    Vi propongo poi la solita matrice volumi prezzi, dove potete vedere il posizionamento dei prodotti, con il Vermentino in cima a quella dei prezzi e il Chianti con il Lambrusco a quella dei volumi, mentre si nota come il Primitivo si stia caratterizzando sempre di più per essere l’alternativa al Chianti nella sua fascia di prezzo.
    Vi lascio alle tabelle e al grafico animato.


    Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco LEGGI TUTTO

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    Vendite di vino per denominazione nella GDO Italiana – aggiornamento 2020

    Grazie al prezioso contributo di IRI possiamo riprendere la serie dei dati sulle vendite di vino (in bottiglia) per vitigno, aggiornato al 2020. La serie di quest’anno include anche i discount e quindi ha dati non perfettamente comparabili con quelli del passato, i quali sono comunque ribasati sulla base delle variazioni registrate prima del 2018. Per chiarezza, in questa analisi abbiamo messo insieme Chianti e Chianti Classico e Valpolicella con la versione Ripasso. I dati del 2020 come ben sapete sono stati molto positivi per le vendite di vino in GDO (+7.3%, come analizzato in questo post). I vini che hanno mostrato la crescita più marcata nell’anno del COVID sono stati (con mia sorpresa) i vini rossi: Primitivo, Valpolicella, Morellino e Negroamaro sono cresciuti tra il 23% e il 13%, seguendo quasi tutti (salvo il Morellino) dei trend positivi già visti negli anni passati. Con 92 e 65 milioni di vendite rispettivamente, sono sempre il Chianti e il Lambrusco i vini più acquistati nella grande distribuzione in valore (e anche in volume). Bene, le tabelle sono nel resto del post.

    L’andamento del 2020 è stato molto positivo, con una crescita del 7.3% per il segmento vino e, per quanto riguarda le bottiglie da 0.75, del 7.9%.
    Il Chianti e il Lambrusco hanno perso un po’ di quota, con un incremento comunque soddisfacente poco superiore al 6%, mentre il Vermentino, in grande crescita negli ultimi anni è andato meno bene, con vendite a +3% (49 milioni di euro).
    Osservando i dati del 2020 ma anche quelli dei 3-4 anni precedenti possiamo dire che i “vitigni” più di moda sono il Primitivo e il Valpolicella, +18% e +16% annuo dal 2016 al 2020, seguiti dal Negroamaro (+10%), dalla Falanghina (+9%) e dal Pinot Grigio (+8%).
    Nel 2020 soltanto la Bonarda (-5%) e il Sangiovese (-0.5%) non sono cresciuti, in qualche modo confermando l’andamento non positivo già visto in passato.
    Nella parte iniziale del post poi trovate una matrice che mette a confronto la crescita in valore delle vendite dal 2016 a questa parte con il prezzo medio di vendita al litro dei diversi vitigni. Come avevamo già osservato in passato, il Traminer è il vino con il prezzo più elevato, quasi 9 euro al litro, anche se combinando prezzo e crescita recente è il Valpolicella a posizionarsi meglio, con una crescita del 16% annuo dal 2016 al 2020 e un prezzo medio di vendita di quasi 8 euro.

    Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco LEGGI TUTTO

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    Ottimi risultati per Tenute Rubino

    L’estate di Tenute Rubino è stata ricca di successi, anche grazie ad importanti riconoscimenti ottenuti all’estero. Non possono che essere letti in questo senso, infatti, i giudizi espressi dalla celebre rivista Falstaff, una delle testate specializzate sul vino e sulla gastronomia più seguite in Austria, Germania e Svizzera, espressi sul Torre Testa Rosé e il […] LEGGI TUTTO