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    Vendite al dettaglio di vino (GDO Italia) – dati Circana, primi 9 mesi 2024

    Un’estate tranquilla per il mercato del vino. Le vendite trimestrali nella GDO sono cresciute dell’1.3% a 727 milioni di euro, con una leggera differenza a favore degli spumanti e molte delle tendenze già viste nei trimestri precedenti: i vini rosati che crescono più dei bianchi, a loro volta meglio dei rossi e i vini IGT meglio dei DOC. Queste “divaricazioni” che vedete nei grafici sono partite all’inizio del 2022, forse quando siamo usciti dai problemi del Covid. Una novità che sembra piano piano imporsi è invece nei vini spumanti dove la corsa del Prosecco sembra essersi esaurita verso la fine del 2023 e cominciamo a vedere un andamento più positivo per gli spumanti metodo classico. Per chiudere e per non lasciare indietro niente: si beve sempre di meno: -2% nel terzo trimestre e -1.5% nei 9 mesi dell’anno. Se confrontato con il dato 2019, quindi pre-Covid, spendiamo a fine settembre 2024 il 15% in più e beviamo il 4% in meno, per un prezzo cresciuto del 20%.
    Passiamo in rassegna nel resto del post i principali dati con tutte le tabelle riassuntive per categoria.

    Le vendite al dettaglio di vino nella GDO nel terzo trimestre crescono dell’1% a 556 milioni per i vini fermi e del 2.2% a 163 milioni per gli spumanti. Lo Champagne, categoria separata, cresce del 9% a 6 milioni di euro. Nei 9 mesi i dati sono sovrapponibili: +1.5% per il totale, +1.2% per i vini fermi e +3% per gli spumanti.
    I volumi venduti sono come dicevamo in calo. Stiamo parlando dell’1.5-2% per un volume venduto di 1.73 milioni di litri nel trimestre e 5.3 milioni di litri nei 9 mesi.
    Rosati, bianchi e rossi dicevamo, +4.6%, +2% e -1% rispettivamente in un trimestre che forse avrebbe anche favorito i vini rossi visto il clima mite di luglio e settembre. Le percentuali sono quasi perfettamente sovrapponibili a quelle dei primi 9 mesi dell’anno e su questo periodo per la prima volta si sono bevuti più bianchi e rosati che non vini rossi (io provo a compensare però ho bisogno che qualcuno mi aiuti!).
    Negli spumanti, la novità da qualche tempo è il recupero dei metodo classico, +8% nel terzo trimestre e +7% nei 9 mesi, contro il +1.5% e +2.6% rispettivamente per gli Charmat secchi. Stiamo parlando di un rapporto 1:5 tra le due categorie ma certamente è un segnale che va nella direzione contraria rispetto a quello dei vini fermi dove gli IGT crescono più dei DOC, a sottolineare una moderazione del mix dei consumi degli italiani.

    Se siete arrivati fin qui……ho un piccolo favore da chiedervi. Sempre più persone leggono “I Numeri del Vino”, che pubblica da oltre dieci anni tre analisi ogni settimana sul mondo del vino senza limitazioni o abbonamenti. La pubblicità e le sponsorizzazioni servono per aiutare una missione laica in Perù. Per fare in modo che questo lavoro continui e resti integralmente accessibile, ti chiedo un piccolo aiuto, semplicemente prestando da dovuta attenzione con una visita alle inserzioni e alle sponsorizzazioni presenti nella testata e nella sezione laterale del blog. Grazie. Marco LEGGI TUTTO

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    USA – consumi e mercato del vino – aggiornamento 2023

    Fonte: Wine Institute su dati bw166/Gomberg, Fredrikson & Associates
    Dopo il terremoto Covid, il mercato del vino americano si è normalizzato nel 2021-22 e ora sembra aver preso le sembianze della maggior parte degli altri mercati: volumi in calo e valori in crescita, segno di una sempre maggiore qualità del prodotto con prezzi molto elevati. Se però nei nostri mercati ci muoviamo molto lentamente, i dati 2023 prodotti da Wine Institute mettono in risalto una situazione ben diversa: consumi in volume in calo del 9% nonostante un aumento del “retail value” del consumo di vino americano del 5%. Il che significa, un aumento del 15% del prezzo-mix. Sebbene i dati siano considerati dal Wine Institute come preliminari e possano comunque essere rivisti, si tratta comunque di un segnale importante e lo si vede anche sulle statistiche traslate sui 5 anni, quindi dal 2018 al 2023, che segnalano un calo del consumo del 2% circa in volume all’anno, ma un incremento annuo dell’8% a valore (tutto da verificare). E certamente si tratta di una tendenza che giustifica le mosse degli ultimi anni di diversi operatori che hanno deciso di uscire dal segmento di vini di media-bassa gamma. Per quanto riguarda il vino californiano in particolare, le conclusioni non sono molto diverse anche se i dati sono leggermente meglio, con un calo dei volumi del 6% (contro 8%) e un incremento a valore dell’8% (contro 5%). Passiamo a qualche commento più in dettaglio.

    Secondo il Wine Institute il consumo di vino in USA è calato a 34.0 milioni di ettolitri nel 2023 da 37.3 del 2022 e dal picco di 40 toccato nel 2021. Di questi, 29 milioni di ettolitri sono vino fermo (-8%), 2.8 sono spumanti (-14%) e 2.5 sono altri vini (dolci per esempio), in calo del 6% ma crollati negli anni precedenti. Del totale di 34 milioni di ettolitri, si stima che circa 18.5 siano di vino proveniente dalla California.
    Il consumo pro-capite scende a 10.3 litri, contro il picco di circa 12 toccato durante il Covid.
    Il valore al dettaglio è stimato per il 2023 a 106 miliardi di dollari, che equivalgono a 31 dollari al litro, un dato molto elevato rispetto alle nostre evidenze. Il 60% è rappresentato dal vino californiano, che ha un prezzo medio di vendita addirittura superiore, pari a 34 dollari al litro.
    Se analizzati sugli ultimi 5 anni ci troviamo dunque di fronte a un calo del consumo di vino del 2% annuo, rispetto a un incremento del 2-3% annuo dei 10 anni precedenti. Decisamente un cambio di direzione: gli USA non possono più essere considerati l’eccezione nel settore del vino, pur restando il mercato più importante.

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    Vendite al dettaglio di vino (GDO Italia) – dati Circana, primo semestre 2024

    Fonte: Circana. Dati elaborati da I numeri del vino. Nota bene: i dati vengono ri-basati di trimestre in trimestre per le variazioni del campione
    I dati di vendita di vino nella GDO per il secondo trimestre mostrano un calo del 2% a circa 700 milioni di euro. In realtà i dati andrebbero più letti in ottica semestrale, in quanto la tempistica della Pasqua ha determinato un calo di quasi il 5% delle vendite di spumanti, che era stato accorpato nel +13% del primo trimestre. Se passiamo per un momento ai sei mesi, le vendite crescono dell’1.6% a 1.4 miliardi di euro con un calo dei volumi dell’1.3% a 3.54 milioni di ettolitri, incorporando quindi ancora un impatto positivo nei prezzi del 3%. E in questo contesto l’andamento degli spumanti resta più positivo di quello del vino fermo: nel semestre, +3.3% per le vendite in euro contro +1.2% per i vini fermi. Nonostante una primavera fredda, soprattutto al nord, continua l’andamento negativo dei vini rossi a vantaggio dei vini bianchi e ricomincia ad allargarsi la forbice tra i vini DOC e i vini IGT, a vantaggio dei secondi che hanno un prezzo del 35% più basso, un segno chiaramente negativo rispetto all’evoluzione strutturale del passato, tesa verso i vini di maggiore qualità. Bene, fatte queste premesse l’analisi continua nel resto del post con grafici e tabelle dettagliate.

    Le vendite di vino nella GDO nel secondo trimestre calano dell’1.8% a 699 milioni di euro, con un impatto negativo dei volumi del 3% a 1.75 milioni di ettolitri e un beneficio dell’1.2% del prezzo medio al litro, 4 euro. I dati semestrali restano in territorio positivo: +1.6% a valore, -1.3% a volume e +2.9% in termini di prezzo medio.
    Gli spumanti calano nel trimestre del 4.7% a 145 milioni, mentre i vini fermi sono a 1% per 547 milioni. Nel secondo trimestre i vini rossi sono a -4% (confrontandosi con un ottimo secondo trimestre 2023), i vini bianchi crescono del 2% e i vini rosati del 2.7%.
    In termini di categorie, i vini DOC calano del 2.2%, i vini da tavola dell’1.1% mentre i vini IGT (dove probabilmente si concentrano maggiormente rosati e bianchi) crescono dell’1.5%.
    Nel segmento degli spumanti i vini Charmat secchi sono comunque meno peggio delle altre categorie con un calo del 3.2% (contro -6% per i metodo classico).
    Guardando all’epoca pre-covid, quindi su un ottica di 4.5 anni, il vino fermo cresce in valore del 14% e cala in volume del 3.6%, il vino spumante cresce del 43% in valore (+53% per gli Charmat secchi) e del 27% in volume (+36%). Nel segmento dei vini fermi, i vini IGT sono a +21%, i vini DOC a +16% mentre i vini da tavola sono a +1% rispetto a fine 2019. Per colore, +30% i rosati, +17% i bianchi e +11% i rossi, in quest’ultimo caso con un calo dell’8% dei volumi venduti, contro i volumi stabili dei vini bianchi.

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    Vendite al dettaglio di vino (GDO Italia) – dati Circana, primo trimestre 2023

    Complice l’anticipo della Pasqua che sfalsa il confronto con l’anno passato, le vendite di vino nella GDO italiana crescono del 5% nel primo trimestre a 706 milioni di euro con volumi stabili a 1.8 milioni di ettolitri. I dati che gentilmente Circana ha condiviso mostrano un incremento del 3% dei vini fermi e del 13% dei vini spumanti. Un paio di considerazioni: continua la tendenza positiva dei vini rosati (+7% nel trimestre) in una progressione che finalmente assomiglia a quanto avvenuto in Francia già da qualche anno. Continua anche il momento di debolezza dei vini rossi, a vantaggio di bianchi e rosati. Negli spumanti sono una volta tanto più forti i tassi di crescita dei metodo classico invece degli Charmat, mentre anche gli spumanti dolci sembrano aver avuto un buon trimestre, per quanto la Pasqua anticipata in Marzo ha sicuramente avuto un impatto importante: se confrontiamo il dato trimestrale con quello dei 12 mesi stimiamo che la Pasqua ha “spostato” la crescita totale di circa l’1.5% e quella dei vini spumanti del 6-7%, mentre non sembrerebbe aver avuto grandi impatti sui vini fermi. Ovviamente, volumi stabili e vendite in crescita significano prezzi che continuano a crescere: il mix forse ingannevole del primo trimestre dice +4/5%. Passiamo a un’analisi più dettagliata nel resto del post, con grafici e tabelle.

    Le vendite di vino nella GDO crescono del 5.1% nel primo trimestre 2024 a 706 milioni di euro. Di questi, 558 milioni sono di vino fermo, +3.2%, 141 milioni sono di spumante italiano, +13% e 7 milioni sono di Champagne, +12%.
    I volumi sono stabili a 1.79 milioni di ettolitri, con i vini fermi a 1.58 milioni, -1% e gli spumanti a 208mila ettolitri, +12%.
    Nell’ambito dei vini fermi, i rossi calano del 2% in volume e crescono del 2% in valore, i vini bianchi sono stabili in volume e crescono del 4% in valore, mentre i vini rosati crescono dell’1% in volume e del 7% in valore. Se confrontati con il totale dei vini fermi i vini rosati sono attualmente il 4.8% degli acquisti degli italiani.
    Probabilmente guardare i dati sugli ultimi 12 mesi è più rilevante per catturare i veri trend. Su questa metrica le vendite crescono del 3.5% (3.06 miliardi di euro), di cui +3.1% per i vini fermi (quindi poco impattati dalla Pasqua) e +5.5% dei vini spumanti.
    Sempre sui 12 mesi i volumi sono in calo del 2% circa a 6.4 milioni di ettolitri per i vini fermi e crescono di un timido 1% a 1 milione di ettolitri per i vini spumanti, per un totale di 7.4 milioni di ettolitri.
    Vi lascio ai grafici e alle tabelle.

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    Vendite di vino per denominazione nella GDO Italiana – aggiornamento 2023

    Presentiamo oggi I dati relative alle vendite di vino nella GDO per denominazione, come comunicate da Circana. In termini generali, il 2023 è stato un anno di calo dei volumi del 3% circa e di un incremento in euro del 2.5%, spumanti inclusi. Ne deriva un incremento di prezzo del 5.6%. I dati relativi alle DOC (il 42% del totale) sono praticamente uguali per l’andamento in euro, con un effetto volume più negativo (-3.5%) e un incremento dei prezzi più marcato. Le 15 categorie di vino qui analizzate totalizzano circa 1 miliardo di euro di vendite rispetto ai 3 miliardi totali della GDO nel 2023. Come potete vedere dalle tabelle, il Prosecco è di gran lunga il vino più venduto, a oltre 350 milioni di euro (in passato si considerava solo la categoria frizzante in questa analisi), seguito dal Chianti e dal Vermentino. Proprio il Vermentino, insieme a Montepulciano, Prosecco, Primitivo e Negroamaro sono le denominazioni più dinamiche del 2023, in crescita tra il 5% e il 10%, mentre è negativo l’andamento del Lambrusco, della Bonarda e del Muller Thurgau. Facendo un passo indietro e guardando agli ultimi 5 anni ed escludendo il Prosecco sono chiaramente tre le tipologie in crescita: Vermentino, Negroamaro e Primitivo. L’analisi prosegue con le tabelle complete degli ultimi anni con l’annotazione che i dati prima del 2022 sono concatenati in base alle variazioni percentuali comunicate nel corso del tempo, mentre per i volumi la serie è discontinua a causa di un cambio nelle categorie.

    Con 47 milioni di litri (-1.5%) e 352 milioni di euro di vendite (+4.8%) il Prosecco è di gran lunga la tipologia di vino più venduta in Italia nella grande distribuzione organizzata. Il suo rilevamento in questo contesto è partito soltanto nel 2022, per cui non abbiamo dati storici coerenti prima del 2021.
    Il Chianti si mantiene la prima denominazione di “vino fermo” in Italia con un leggero incremento delle vendite nonostante il calo del 5% dei volumi venduti, mentre è il Vermentino il vero fenomeno di crescita nel mercato, +6.5% a 74 milioni nel 2023 con un incremento anche dei volumi del 2% a 10.4 milioni di litri.
    Perde ulteriormente terreno il Lambrusco, fino a prima del Covid indiscutibilmente il secondo vino fermo venduto in Italia. Nel 2023 il calo è del 3% a 59 milioni di euro con un pesante calo dei volumi, quasi il 10% a 15.8 milioni di litri.
    Lasciano stare i dati stabili dello Chardonnay, vale la pena chiudere con un paio di commenti. Il primo sui dati del Montepulciano, che ha ripreso a crescere, +7% nel 2023, probabilmente anche grazie al prezzo particolarmente conveniente (l’unico rimasto sotto i 4 euro al litro).
    Il secondo riguardo ai vini pugliesi Primitivo e Negroamaro, che rappresentano i vini rossi con la maggiore crescita (ovviamente tra quelli più venduti), +10% e +8% rispettivamente. Il ritmo degli ultimi anni è altrettanto impressionante (+10% e +13% rispettivamente annuo sugli ultimi 5 anni).

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    Vendite al dettaglio di vino (GDO Italia) – dati Circana, aggiornamento 2023

    Il mercato del vino italiano nella GDO tocca nel 2023 il suo massimo storico in valore a 3020 milioni di euro, +2.5%, per la prima volta da tanti anni con un andamento di nuovo molto simile per i vini fermi e i vini spumanti (inclusi Champagne). In valore si tratta di 7.4 milioni di ettolitri, in discesa del 3.2% rispetto all’anno scorso con un ulteriore “passo” di normalizzazione rispetto all’era del Covid. Sono questi i grandi numeri che ci ha fornito Circana nel suo aggiornamento trimestrale. L’ultimo trimestre è stato un po’ meno positivo dei precedenti, anche per via della struttura della domanda, più orientata verso i vini rossi che crescono meno dei rosati e dei vini bianchi, e nonostante il maggior peso degli spumanti, che come dicevamo non hanno brillato (+1% per gli italiani, -8% per lo Champagne nel quarto trimestre, addirittura peggio del vino fermo che invece è cresciuto dell’1.8%). L’effetto prezzo (e mix) resta molto potente anche nel 2023, +5.6%, portando il prezzo medio al litro a 3.7 euro, ossia il 16% sopra il 2019. Il 2024 si apre dunque con un rallentamento della domanda e probabilmente anche la fine o quasi delle pressioni inflazionistiche che hanno supportato il dati in euro. L’andamento dei volumi sarà dunque importante e ricordarsi di quanto è successo l’anno scorso (e che vedete nei grafici), quando i forti incrementi di prezzi hanno pesantemente influenzato i volumi (-5%), sarà importante. Passiamo a una breve analisi dei dati, che trovate completi all’interno del documento.

    Le vendite di vino nel quarto trimestre sono cresciute dell’1.3% a 923 milioni di euro, con un +1.8% per i vini fermi, trainati dai vini bianchi e rosati (+5% e +9% rispettivamente) quasi completamente compensato da un calo dell’1% dei vini rossi, che come dicevamo fanno il loro picco stagionale nel trimestre. Non sono andate tanto bene le cose nemmeno per i vini spumanti, in crescita soltanto dell’1.2% per il segmento italia e in calo dell’8% per gli Champagne. Qui pesa il calo dei vini spumanti metodo classico (-2.5%) e dei vini dolci (-5%), mentre per gli Charmat secchi si conferma un incremento del 4%.
    I dati sui volumi sono di nuovo negativi. La domanda è calata del 2% nel trimestre, allineata per vini fermi e spumanti italiani, mentre gli Champagne sono giù del 18% per via dei forti incrementi di prezzo applicati (+12%), a ulteriore conferma dell’elasticità della domanda. Nel dettaglio i vini rossi calano del 5% in volume (e sono una parte importante, 0.9 milioni di ettolitri sui 2.07 totali), i bianchi sono a +1% (0.7 milioni), mentre i rosati crescono del 3% ma sono solo 0.1 milioni di ettolitri.
    Non mi resta molto da aggiungere. Il 2023 è stato un anno di crescita in valore di tutte le categorie salvo che per lo Champagne (-11% in GDO) e per gli spumanti dolci (-2%): +1% per i rossi, +6% per i rosati, +3% per i bianchi, +1% per il metodo classico nazionale, +6% per quello charmat.
    Buona consultazione!

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    Vendite al dettaglio di vino (GDO Italia) – dati Circana, primi 9 mesi 2023

    Fonte: dati Circana rielaborati da inumeridelvino.it
    Le vendite al dettaglio di vino proseguono nel rallentamento anche nel terzo trimestre 2023, che ha visto la GDO segnare un incremento di vendite del 2%, fatto di un calo dei volumi del 3% e di un aumento dei prezzi ancora sostenuto, del 5% anno su anni. Gli spunti di riflessione non sono diversi da quelli già fatti in passato: nei vini fermi i rosati crescono più di tutti (da una base molto limitata), +5% circa, quelli bianchi sono a +3% (un po’ meglio del primo semestre), mentre quelli rossi, già più deboli che in passato passano in territorio leggermente negativo. Si tratta anche di una questione di prezzo: i vini rosati e fino ad ora quelli bianchi sono stati mediamente un po’ meno cari dei rossi. Gli spumanti mantengono un trend decisamente più sostenuto (+7%) grazie ai volumi ancora leggermente in crescita, mentre per quanto riguarda l’andamento del prezzo medio siamo all’incirca sui medesimi livelli del vino fermo, 6% contro 5%. Bene, ci avviciniamo all’ultimo trimestre, che lo scorso anno era stato il 31% delle vendite di vino fermo e il 37% delle vendite di vino spumante… come dire, un trimestre che vale un quadrimestre. E ci avviciniamo purtroppo con dei dati macroeconomici piuttosto deboli (PIL invariato nel terzo trimestre, fiducia dei consumatori bassa) e probabilmente bollette un po’ più care… vedremo a inizio febbraio. Intanto facciamo una breve analisi dei dati.

    Le vendite al dettaglio di vino nel terzo trimestre sono state 713 milioni nella GDO, +2%, con un incremento dell’1% dei vini fermi, 547 milioni, e del 6.6% degli spumanti italiani, 159 milioni di euro. Lo Champagne scende del 17% ma vale solo 7 milioni. Sui 9 mesi le percentuali sono leggermente migliori: +3% per il totale (2.1 miliardi di euro), +2.3% per i vini fermi, 1636 milioni, e +6.3% per gli spumanti 435 milioni.
    I volumi sono alla base del rallentamento di cui sopra. Calano del 3% per il totale a 1.75 milioni di ettolitri, di cui 1.5 milioni di ettolitri sono vini fermi (-3.5%). Si tratta comunque di un calo in leggera moderazione, visto che i 9 mesi sono -4% per 5.3 milioni di ettolitri.
    Nei grafici allegati trovate diversi dettagli, dove si evince dove stiamo rispetto alla base del 2019: le vendite in euro sono del 13% superiori per i vini fermi (in quasi 4 anni), del 40% più alte per i vini spumanti. I volumi di vendita sono calati del 2.5% per i vini fermi e cresciuti del 26% per i vini spumanti.
    Andando più a fondo trovate una leggera ripresa per i vini a denominazione, per quanto la categoria migliore sia stata quella dei vini IGT nel corso del 2023. I vini comuni si sono stabilizzati dopo il rimbalzo del 2022. Nel segmento degli spumanti, come vedete sono sempre gli “Charmat secchi” a guidare la crescita, ormai al +50% sul 2019. LEGGI TUTTO

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    USA – consumi e mercato del vino – aggiornamento 2022

    I dati pubblicati recentemente dal Wine Institute di San Francisco restituiscono una immagine del mercato americano del vino coerente con quanto stiamo osservando nelle nostre serie di esportazione. Ossia, un mercato in cui dopo il boom legato al Covid i consumi di vino sono calati, pur mantenendo un dato stabile in termini di valore al dettaglio. In particolare, il consumo di vino 2022 è stimato in 964 milioni di galloni, che sarebbero 36.5 milioni di ettolitri, contro un consumo stimato per il 2021 di 1.1 milioni di galloni, quindi oltre 41 milioni di ettolitri. I dati possono essere volatili e gli anni anormali che abbiamo affrontato possono portare a conclusioni errate. Di certo, come potete vedere dal grafico qui sopra, i tassi di crescita del vino in USA si stanno normalizzando. Su un orizzonte quinquennale parliamo di +0.4% per i volumi e +2.6% per il valore, su base annua. Ciò si confronta con un dato del +2/3% per volumi e circa +5% annuo per il valore del decennio precedente (2007-17). Il quadro applica poi anche allo specifico del vino californiano, che è poi il focus dell’istituto da cui abbiamo preso i dati. Le spedizioni di vino sono calate del 9% circa a 22.4 milioni di ettolitri, di cui quasi 20 sono comunque dedicati al mercato americano. Nel resto del post qualche ulteriore dettaglio.

    I consumi di vino americano a volume sono stati di 36.5 milioni di ettolitri nel 2022, con un calo apparente del 12% sul 2021. Il dato 2021 comunque diverce in modo sensibile da quanto stimato da OIV, che invece dice 33 milioni di ettolitri (34 per il 2022).
    Il valore al dettaglio non viene rilevato, ma viene stimato intorno a 79 miliardi di dollari, con un incremento dell’1% sul 2021, il che implica un aumento del valore medio al litro del 15%, da 19 a 22 dollari.
    I dati per il vino californiano sono coerenti con questo quadro, con spedizioni calate dell’8.4% nel mercato americano e del 12% in quello internazionale dal punto di vista dei volumi, per un retail value che però secondo il Wine Istitute sale a 58 miliardi di dollari. Trovo il dato piuttosto strano e da controllare, essendo in incremento del 20%.
    Vi lascio ai grafici e alle tabelle. LEGGI TUTTO