More stories

  • in

    Barolo & Derthona 2026 a Milano: come è andata

    Domenica 22 marzo 2026 è andato in scena il banco di degustazione del Barolo e del Derthona, all’interno di Palazzo Bovara (edificio storico del XVIII secolo) a due passi dalla fermata Palestro della linea rossa. Se sul Barolo si è già detto tutto, qualche parola sul Derthona. Siamo in Piemonte, nel tortonese, una delle aree vinicole più interessanti della provincia di Alessandria. Prodotto dall’uva Timorasso in purezza, è un vino bianco, secco e fermo, con bouquet ricco di note floreali, fruttate – pesca, albicocca – e minerali, che con l’invecchiamento evolvono in sentori di miele e idrocarburi. Al palato spicca per la sua sapidità, freschezza e struttura. Arrivando leggermente in anticipo, è stato possibile apprezzare lo stile neoclassico di Palazzo Bovara, e iniziare qualche minuto prima, godendosi gran parte dei banchi senza la folla che si sarebbe creata successivamente. Questo ha permesso anche di instaurare un dialogo con i produttori, tutti disponibili a raccontare i vini e alcuni la loro filosofia di produzione. La Degustazione Abbiamo iniziato dalla prima sala, dedicata ai produttori di Derthona, con le sue svariate sfumature ed interpretazioni, per poi concludere nell’ultima sala dedicata all’ “aristocratico Barolo”. Quando si parla di vini così prestigiosi, viene da farsi una domanda: “A chi è destinata la bottiglia che sto assaggiando?” A un pubblico esperto che è alla ricerca della particolarità del vino, oppure al pubblico meno esperto che popola spesso le enoteche per passare una serata spensierata accompagnata da un calice? Nel caso del Barolo, la risposta pende facilmente sull’esperto, sia per il costo della singola bottiglia, sia perché nelle enoteche milanesi, è ancora abbastanza raro trovare Barolo in mescita. Per il Derthona il discorso cambia. Primo perché per molti è un vino ancora poco conosciuto. Non dimentichiamoci che il Timorasso venne quasi completamente abbandonato nella produzione vinicola, sia per l’inconsistenza produttiva sia per la sua sensibilità ai marciumi. Se oggi viene riconosciuto come uno dei bianchi più apprezzati dagli esperti e non mancano i riconoscimenti, bisogna ringraziare alcuni piccoli produttori, come Walter Massa, più volte citato durante la giornata, che dagli anni ’90 in poi hanno creduto e investito in questo vitigno e nel territorio, scegliendo di puntare sul nome Derthona. Degustando il Derthona Tornando alla degustazione del Derthona, il filo conduttore negli assaggi è stato sempre una sapidità caratteristica. Probabilmente, un utente non abituato a questo vino avrebbe trovato alcune interpretazioni troppo sapide, quasi fastidiose, ma che personalmente ho ritenuto amalgamate perfettamente a un’acidità, morbidezza e persistenza che rendevano l’assaggio divertente. Al contrario, altri vini, prodotti con uso di legno, barrique o tonneau, smussavano questa sapidità facendo emergere più la morbidezza, rendendolo più facilmente interpretabile e più gradito da utenti meno esperti. Entrando nel dettaglio delle cantine, per esempio “Romanzo del vino” presentava due vini, in entrambi i casi la sensazione era non di bere un vino, ma di mangiare un dolce fruttato. Buono? Certo. Di facile interpretazione? Anche, ma non apprezzati da diversi appassionati per la mancanza della spiccata sapidità presente in molte altre cantine. Se dovessi scegliere la cantina che ho apprezzato di più, Villa Cerrutti. È la cantina che nel complesso mi è piaciuta maggiormente, soprattutto l’outsider Monleale con Barbera in purezza. Menzioni d’onore anche al Bourg della cantina Boveri Luigi, un Timorasso che per primo riporta sull’etichetta “verso nord”. Zerba antica della cantina Volpi. Degustando il Barolo Passiamo ora al Barolo. La sala ormai piena e i banchi affollati non ci hanno impedito di degustare nella giusta misura i vini presenti e di poter scambiare due parole con i produttori. Quasi tutti i vini assaggiati, tranne un 2015, erano di annate superiore al 2021. Parliamo di vini in cui il nebbiolo deve ancora smussarsi nella sua componente tannica. In alcuni casi, forse anche in modo eccessivo, si trattava di bottiglie più da comprare e far invecchiare, che da degustare. La zona di La Morra è quella dove personalmente ha incontrato maggiormente il mio gusto. Monchiero e Ciabòt Bertòn sono le due interpretazioni che mi sono piaciute maggiormente e per completare il podio metterei Borgogno con la sua interpretazione. Vini non ancora al loro massimo, come giusto che sia, ma già capaci, con i loro aromi, di far intuire la propria qualità che emergerà con il tempo. Conclusione Un ottimo banco di assaggio, che permette di concentrarsi su due vini tanto diversi, ma con una visione orientata alla qualità e alla longevità.Servizio ben organizzato ed efficiente, forse solo un piccolo appunto sulla scarsa disponibilità delle classiche bottiglie d’acqua per sciacquare il bicchiere.
    L’articolo Barolo & Derthona 2026 a Milano: come è andata proviene da Enoteche a Milano, le migliori e gli eventi del vino. More

  • in

     Alessio Planeta alla guida del Consorzio DOC Sicilia

    Dal 10 aprile 2026, con l’elezione di Alessio Planeta alla presidenza del Consorzio DOC Sicilia, prende avvio una nuova fase che porta con sé il peso di una biografia che, prima ancora dei numeri e dei riconoscimenti, racconta un legame profondo con la terra. Classe 1966, laureato in Scienze Agrarie, Planeta appartiene a quella generazione […]
    L’articolo  Alessio Planeta alla guida del Consorzio DOC Sicilia proviene da La Stanza del vino. More

  • in

    Vinitaly 2026: Tendenze, Consumi, Proiezioni

    E’ di nuovo Vinitaly-time: 5 giorni di festa, assaggi, performances
    enogastronomiche, culturali, musicali. Un rito che da 58 anni si celebra a
    Verona, dentro e (negli ultimi anni) sempre più anche fuori il quartiere
    fiera, nel centro della città. More

  • in

    Chronicon: una lettura contemporanea dei vitigni autoctoni d’Abruzzo

    Con Chronicon, Cantina Zaccagnini – realtà abruzzese fondata nel 1978 e oggi parte del gruppo Argea – sviluppa un progetto dedicato alla valorizzazione della tradizione enologica regionale, attraverso una gamma che attraversa le principali denominazioni dell’Abruzzo. All’interno della linea, Pecorino, Passerina e Montepulciano – affiancati dal Cerasuolo come espressione in rosa – offrono letture complementari del territorio, capaci di restituire con immediatezza il carattere dei vini di questa regione tra mare e montagne. 
    Continua a leggere Chronicon: una lettura contemporanea dei vitigni autoctoni d’Abruzzo More

  • in

    Vini di Parma: a Vinitaly 2026 debutta la nuova identità che unisce vino, cucina e territorio

    In occasione di Vinitaly 2026, il Consorzio Vini di Parma presenta un progetto strategico che rilancia la DOC Colli di Parma, rafforzandone il ruolo all’interno del sistema territoriale della Food Valley. Dal 12 al 15 aprile, a Verona, il Consorzio sarà protagonista con uno stand istituzionale e un calendario di iniziative pensate per consolidare il posizionamento della denominazione nei settori della ristorazione e dell’ospitalità.
    Continua a leggere Vini di Parma: a Vinitaly 2026 debutta la nuova identità che unisce vino, cucina e territorio More

  • in

    Mionetto e i nuovi codici del bere contemporaneo a Vinitaly 2026

    In occasione della 58ª edizione di Vinitaly, Mionetto (Pad. 4, Stand B3) invita operatori e visitatori a immergersi in un’esperienza che racconta l’evoluzione del bere contemporaneo: dalle etichette iconiche del Prosecco alle storiche cuvée, fino alla mixology e alle nuove proposte low e no alcohol, oggi sempre più centrali e richieste.
    Continua a leggere Mionetto e i nuovi codici del bere contemporaneo a Vinitaly 2026 More

  • in

    La biodiversità in fiera: a Vinitaly Collavini ricrea i giardini friulani

    Portare l’immaginario dei giardini friulani e trasformarlo in uno spazio di incontro e degustazione: Collavini inaugura il nuovo stand a Vinitaly 2026 dove trovano casa piante, alberi e botaniche. Un allestimento che parla di territorio, circolarità ed ecologia attraverso una progettazione essenziale, concreta e fortemente riconoscibile. La storica azienda di Corno di Rosazzo propone in fiera i colori, le piante e l’atmosfera dei giardini delle ville friulane, restituendoli in una forma contemporanea e misurata.
    Continua a leggere La biodiversità in fiera: a Vinitaly Collavini ricrea i giardini friulani More

  • in

    Vino: dove la quantità incontra la qualità

    In occasione di Vinitaly, l’ufficio studi di SACE, la Export Credit Agency italiana partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, ha realizzato il Focus On “Settore Vino”, un’analisi che scatta una fotografia sui trend del vino italiano e sull’export del settore.
    L’Italia si conferma nel 2025 il primo produttore mondiale di vino, con 47,3 milioni di ettolitri, superando Francia e Spagna.
    Continua a leggere Vino: dove la quantità incontra la qualità More