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    Letrari celebra 50 anni: una storia di famiglia e di Trentodoc

    La storia cinquantennale della cantina Letrari si è sempre mossa su una traiettoria coerente, nata da una visione precisa e arrivata oggi a una maturità che guarda avanti senza smarrire il proprio punto di origine. Alla base c’è la figura di Leonello Letrari, nome che appartiene di diritto alla storia dell’enologia italiana. Già negli anni […]
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    L’Amarone della Valpolicella al Sabato del Vignaiolo

    Un Sabato con con i Vignaioli e i loro vini. Non sarà necessario nemmeno
    uscire dalla città, questa volta: saranno loro a venire da voi.

    A partire da Sabato 2 Maggio (e per i successivi sabati del mese), in tutta
    Italia sarà il Sabato del Vignaiolo, una giornata pensata dalla
    Federazione Italiana Vignaioli Indipendenti per raccontare al pubblico e
    agli appassionati le realtà territoriali dei soci di questa Associazione.
    Moltissimi gli appuntamenti sparsi per l’Italia, ma per i veronesi quello
    di sabato prossimo avrà un gusto speciale: quello dell’Amarone (e non
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    Il battesimo di un Cru: dal Chiusino al Pieve Le Grazie di Talosa

    “Il progetto ‘Pieve’ ha cambiato le coordinate del Vino Nobile di Montepulciano, spostando l’attenzione dal nome della denominazione a quello delle singole vigne. Questa iniziativa, figlia di un lungo lavoro di squadra tra i produttori del territorio, ha l’obiettivo di raccontare le sfumature millimetriche delle vigne poliziane. Tutto è nato da una ricerca minuziosa che […]
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    Tenute Perda Rubia: l’anima profonda dell’Ogliastra

    Il recente spunto critico offerto dal professor Michele Antonio Fino sul Gambero Rosso solleva una riflessione preziosa sulla comunicazione odierna: la crisi del vino potrebbe essere, in parte, una questione di parole. Negli ultimi decenni abbiamo abbracciato con entusiasmo il modello di Luigi Veronelli, quel linguaggio colto e ambizioso che ha avuto il merito di […]
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    Perché salvare il vigneto storico di Nicola Manferrari riguarda tutti noi

    Ricordo ancora nitidamente il primo incontro con Nicola Manferrari nel 2011 e il mio arrivo a Borgo del Tiglio. Ad indicare la cantina non c’erano cartelli sbandierati ai crocicchi, né effetti speciali ad accogliere il visitatore al civico 71 di via San Giorgio; solo la sobria eleganza di una casa antica che sembra quasi volersi […]
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    Storie Ritrovate e sorsi futuri: i nuovi vini di Mandrarossa

    Camminare tra gli stand di Vinitaly dopo ore di assaggi, analisi e confronti professionali lascia addosso una stanchezza sottile, un velo di saturazione che appanna la mente e il palato. Anche se il vino viene degustato con il rigore di chi non deglutisce, corpo e mente arrivano al traguardo quotidiano stropicciati. Eppure, proprio in quel […]
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    Barolo & Derthona 2026 a Milano: come è andata

    Domenica 22 marzo 2026 è andato in scena il banco di degustazione del Barolo e del Derthona, all’interno di Palazzo Bovara (edificio storico del XVIII secolo) a due passi dalla fermata Palestro della linea rossa. Se sul Barolo si è già detto tutto, qualche parola sul Derthona. Siamo in Piemonte, nel tortonese, una delle aree vinicole più interessanti della provincia di Alessandria. Prodotto dall’uva Timorasso in purezza, è un vino bianco, secco e fermo, con bouquet ricco di note floreali, fruttate – pesca, albicocca – e minerali, che con l’invecchiamento evolvono in sentori di miele e idrocarburi. Al palato spicca per la sua sapidità, freschezza e struttura. Arrivando leggermente in anticipo, è stato possibile apprezzare lo stile neoclassico di Palazzo Bovara, e iniziare qualche minuto prima, godendosi gran parte dei banchi senza la folla che si sarebbe creata successivamente. Questo ha permesso anche di instaurare un dialogo con i produttori, tutti disponibili a raccontare i vini e alcuni la loro filosofia di produzione. La Degustazione Abbiamo iniziato dalla prima sala, dedicata ai produttori di Derthona, con le sue svariate sfumature ed interpretazioni, per poi concludere nell’ultima sala dedicata all’ “aristocratico Barolo”. Quando si parla di vini così prestigiosi, viene da farsi una domanda: “A chi è destinata la bottiglia che sto assaggiando?” A un pubblico esperto che è alla ricerca della particolarità del vino, oppure al pubblico meno esperto che popola spesso le enoteche per passare una serata spensierata accompagnata da un calice? Nel caso del Barolo, la risposta pende facilmente sull’esperto, sia per il costo della singola bottiglia, sia perché nelle enoteche milanesi, è ancora abbastanza raro trovare Barolo in mescita. Per il Derthona il discorso cambia. Primo perché per molti è un vino ancora poco conosciuto. Non dimentichiamoci che il Timorasso venne quasi completamente abbandonato nella produzione vinicola, sia per l’inconsistenza produttiva sia per la sua sensibilità ai marciumi. Se oggi viene riconosciuto come uno dei bianchi più apprezzati dagli esperti e non mancano i riconoscimenti, bisogna ringraziare alcuni piccoli produttori, come Walter Massa, più volte citato durante la giornata, che dagli anni ’90 in poi hanno creduto e investito in questo vitigno e nel territorio, scegliendo di puntare sul nome Derthona. Degustando il Derthona Tornando alla degustazione del Derthona, il filo conduttore negli assaggi è stato sempre una sapidità caratteristica. Probabilmente, un utente non abituato a questo vino avrebbe trovato alcune interpretazioni troppo sapide, quasi fastidiose, ma che personalmente ho ritenuto amalgamate perfettamente a un’acidità, morbidezza e persistenza che rendevano l’assaggio divertente. Al contrario, altri vini, prodotti con uso di legno, barrique o tonneau, smussavano questa sapidità facendo emergere più la morbidezza, rendendolo più facilmente interpretabile e più gradito da utenti meno esperti. Entrando nel dettaglio delle cantine, per esempio “Romanzo del vino” presentava due vini, in entrambi i casi la sensazione era non di bere un vino, ma di mangiare un dolce fruttato. Buono? Certo. Di facile interpretazione? Anche, ma non apprezzati da diversi appassionati per la mancanza della spiccata sapidità presente in molte altre cantine. Se dovessi scegliere la cantina che ho apprezzato di più, Villa Cerrutti. È la cantina che nel complesso mi è piaciuta maggiormente, soprattutto l’outsider Monleale con Barbera in purezza. Menzioni d’onore anche al Bourg della cantina Boveri Luigi, un Timorasso che per primo riporta sull’etichetta “verso nord”. Zerba antica della cantina Volpi. Degustando il Barolo Passiamo ora al Barolo. La sala ormai piena e i banchi affollati non ci hanno impedito di degustare nella giusta misura i vini presenti e di poter scambiare due parole con i produttori. Quasi tutti i vini assaggiati, tranne un 2015, erano di annate superiore al 2021. Parliamo di vini in cui il nebbiolo deve ancora smussarsi nella sua componente tannica. In alcuni casi, forse anche in modo eccessivo, si trattava di bottiglie più da comprare e far invecchiare, che da degustare. La zona di La Morra è quella dove personalmente ha incontrato maggiormente il mio gusto. Monchiero e Ciabòt Bertòn sono le due interpretazioni che mi sono piaciute maggiormente e per completare il podio metterei Borgogno con la sua interpretazione. Vini non ancora al loro massimo, come giusto che sia, ma già capaci, con i loro aromi, di far intuire la propria qualità che emergerà con il tempo. Conclusione Un ottimo banco di assaggio, che permette di concentrarsi su due vini tanto diversi, ma con una visione orientata alla qualità e alla longevità.Servizio ben organizzato ed efficiente, forse solo un piccolo appunto sulla scarsa disponibilità delle classiche bottiglie d’acqua per sciacquare il bicchiere.
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     Alessio Planeta alla guida del Consorzio DOC Sicilia

    Dal 10 aprile 2026, con l’elezione di Alessio Planeta alla presidenza del Consorzio DOC Sicilia, prende avvio una nuova fase che porta con sé il peso di una biografia che, prima ancora dei numeri e dei riconoscimenti, racconta un legame profondo con la terra. Classe 1966, laureato in Scienze Agrarie, Planeta appartiene a quella generazione […]
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