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    La degustazione si sposta sul web: il Podere Pellicciano apre le porte su internet

    L’arrivo della pandemia, che ormai si protrae da quasi un anno in tutto il mondo, ha messo letteralmente in ginocchio il settore della ristorazione e la possibilità di poter viaggiare in lungo ed in largo per la penisola e per il mondo.
    Podere Pellicciano è una piccola azienda a conduzione familiare sulle colline di San Miniato, che nasce nel 2003 grazie alla volontà di produrre vino da parte della Mamma Concetta. In 17 anni di vita l’azienda di strada ne ha già fatta molta, diventando un punto di riferimento per la zona e non solo, partendo già con le idee ben chiare: valorizzare al massimo il territorio grazie ai vitigni autoctoni come Sangiovese, Malvasia Nera, Colorino e Trebbiano e facendosi affiancare da uno degli enologi più competenti e rinomati del panorama Italiano, cioè Emiliano Falsini.
    L’azienda si è sempre fondamentalmente basata su due canali di vendita, ovvero il canale Horeca, cioè della ristorazione, e l’enoturismo, che per ironia della sorte, sono stati indubbiamente due dei settori più colpiti a livello mondiale.
    Dopo un iniziale e umano spiazzamento, vedendo da giorno all’altro ha visto crollare le vendite, il Team di Podere Pellicciano, in particolar modo i due fratelli che oggi conducono l’azienda, Federico e Fabio, coadiuvati dalla mamma Concetta hanno trovato un modo per reinventarsi e cercare di portare avanti in qualche modo l’enoturismo: hanno ideato la Degustazione Digitale a distanza fruttando le opportunità offerte della tecnologia.
    Per merito di questa iniziativa è possibile visitare l’azienda comodamente da casa e con la compagnia che più si desidera, grazie al Kit che ti verrà inviato da Podere Pellicciano, contenente ben 5 vini più l’olio EVO e alcuni gadget. Il tutto si svolge come una tradizionale visita in azienda, partendo proprio dalla vigna, passando per la cantina fino ad arrivare alla degustazione. Tutto questo naturalmente si svolge in diretta streaming tramite gli appositi dispositivi e verrai guidato, dall’inizio alla fine di questo percorso da uno dei titolari dell’azienda.

    Per aiutare il Podere a superare questo periodo difficile, ma soprattutto vivere un’esperienza molto piacevole, è possibile provare la nuova forma di degustazione mandando una mail a: info@poderepellicciano.it o visitando il sito www.poderepellicciano.it. I canali Social del Podere Pellicciano:- facebook: https://www.facebook.com/PoderePellicciano- instagram: https://www.instagram.com/podere_pellicciano/ LEGGI TUTTO

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    La degustazione si sposta sul web: il Podere Pellicciano apre le porte su internet

    L’arrivo della pandemia, che ormai si protrae da quasi un anno in tutto il mondo, ha messo letteralmente in ginocchio il settore della ristorazione e la possibilità di poter viaggiare in lungo ed in largo per la penisola e per il mondo.
    Podere Pellicciano è una piccola azienda a conduzione familiare sulle colline di San Miniato, che nasce nel 2003 grazie alla volontà di produrre vino da parte della Mamma Concetta. In 17 anni di vita l’azienda di strada ne ha già fatta molta, diventando un punto di riferimento per la zona e non solo, partendo già con le idee ben chiare: valorizzare al massimo il territorio grazie ai vitigni autoctoni come Sangiovese, Malvasia Nera, Colorino e Trebbiano e facendosi affiancare da uno degli enologi più competenti e rinomati del panorama Italiano, cioè Emiliano Falsini.
    L’azienda si è sempre fondamentalmente basata su due canali di vendita, ovvero il canale Horeca, cioè della ristorazione, e l’enoturismo, che per ironia della sorte, sono stati indubbiamente due dei settori più colpiti a livello mondiale.
    Dopo un iniziale e umano spiazzamento, vedendo da giorno all’altro ha visto crollare le vendite, il Team di Podere Pellicciano, in particolar modo i due fratelli che oggi conducono l’azienda, Federico e Fabio, coadiuvati dalla mamma Concetta hanno trovato un modo per reinventarsi e cercare di portare avanti in qualche modo l’enoturismo: hanno ideato la Degustazione Digitale a distanza fruttando le opportunità offerte della tecnologia.
    Per merito di questa iniziativa è possibile visitare l’azienda comodamente da casa e con la compagnia che più si desidera, grazie al Kit che ti verrà inviato da Podere Pellicciano, contenente ben 5 vini più l’olio EVO e alcuni gadget. Il tutto si svolge come una tradizionale visita in azienda, partendo proprio dalla vigna, passando per la cantina fino ad arrivare alla degustazione. Tutto questo naturalmente si svolge in diretta streaming tramite gli appositi dispositivi e verrai guidato, dall’inizio alla fine di questo percorso da uno dei titolari dell’azienda.

    Per aiutare il Podere a superare questo periodo difficile, ma soprattutto vivere un’esperienza molto piacevole, è possibile provare la nuova forma di degustazione mandando una mail a: info@poderepellicciano.it o visitando il sito www.poderepellicciano.it. I canali Social del Podere Pellicciano:- facebook: https://www.facebook.com/PoderePellicciano- instagram: https://www.instagram.com/podere_pellicciano/ LEGGI TUTTO

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    La degustazione si sposta sul web: il Podere Pellicciano apre le porte su internet

    L’arrivo della pandemia, che ormai si protrae da quasi un anno in tutto il mondo, ha messo letteralmente in ginocchio il settore della ristorazione e la possibilità di poter viaggiare in lungo ed in largo per la penisola e per il mondo.
    Podere Pellicciano è una piccola azienda a conduzione familiare sulle colline di San Miniato, che nasce nel 2003 grazie alla volontà di produrre vino da parte della Mamma Concetta. In 17 anni di vita l’azienda di strada ne ha già fatta molta, diventando un punto di riferimento per la zona e non solo, partendo già con le idee ben chiare: valorizzare al massimo il territorio grazie ai vitigni autoctoni come Sangiovese, Malvasia Nera, Colorino e Trebbiano e facendosi affiancare da uno degli enologi più competenti e rinomati del panorama Italiano, cioè Emiliano Falsini.
    L’azienda si è sempre fondamentalmente basata su due canali di vendita, ovvero il canale Horeca, cioè della ristorazione, e l’enoturismo, che per ironia della sorte, sono stati indubbiamente due dei settori più colpiti a livello mondiale.
    Dopo un iniziale e umano spiazzamento, vedendo da giorno all’altro ha visto crollare le vendite, il Team di Podere Pellicciano, in particolar modo i due fratelli che oggi conducono l’azienda, Federico e Fabio, coadiuvati dalla mamma Concetta hanno trovato un modo per reinventarsi e cercare di portare avanti in qualche modo l’enoturismo: hanno ideato la Degustazione Digitale a distanza fruttando le opportunità offerte della tecnologia.
    Per merito di questa iniziativa è possibile visitare l’azienda comodamente da casa e con la compagnia che più si desidera, grazie al Kit che ti verrà inviato da Podere Pellicciano, contenente ben 5 vini più l’olio EVO e alcuni gadget. Il tutto si svolge come una tradizionale visita in azienda, partendo proprio dalla vigna, passando per la cantina fino ad arrivare alla degustazione. Tutto questo naturalmente si svolge in diretta streaming tramite gli appositi dispositivi e verrai guidato, dall’inizio alla fine di questo percorso da uno dei titolari dell’azienda.

    Per aiutare il Podere a superare questo periodo difficile, ma soprattutto vivere un’esperienza molto piacevole, è possibile provare la nuova forma di degustazione mandando una mail a: info@poderepellicciano.it o visitando il sito www.poderepellicciano.it. I canali Social del Podere Pellicciano:- facebook: https://www.facebook.com/PoderePellicciano- instagram: https://www.instagram.com/podere_pellicciano/ LEGGI TUTTO

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    Il Fiano merita tempo

    Quasi mi sento inadatto a commentare un vino. Ormai sono molto più bravo a berlo, ma non per il semplice gusto dell’ebbrezza, ma per entrarvi in sintonia, ascoltarlo, cercare di penetrarne la materia, la storia, il bagaglio di natura, tempo e sapere che lo hanno plasmato fino all’istante che lo traduce al mio assaggio. Ieri sera ho incontrato uno di quegli assaggi che si staglia nella mente forse per sempre, di quei vini che piazzi tranquillamente tra i più buoni mai sentiti. Ed é successo di nuovo con un Fiano di Avellino. La prima esperienza memorabile fu con una Magnum di Marsella del 2009, già 4 o 5 anni fa. Ieri é stata una bottiglia di Rocca del Principe 2011 a folgorarmi.Un tappo traditore, imbevuto all’estremo e persino trafilato, ma alla stappatura mostrava ancora tenuta sufficiente. Verso attendendo il fluido e il suo colore, e mi rincuoro e stupisco nel giallo tenue e brillante, quasi vivo di riflessi argentei. Metto il naso al calice e mi rendo conto di essere davanti a un vino da epifanie. Descriverlo é riduttivo, rischio di fargli torto, per quanto era luminoso, vivo, pulsante, così generoso di sentori tanto nitidi quanto fini, eleganti, capaci di mescolarsi, sovrapporsi, scomparire per lasciare posto al successivo e poi riproporsi al sorso, ogni volta leggermente diverso, ogni volta deciso in un allungo potente ed elegante, senza sbavature di alcol, senza note amare, eppure così penetrante, così vibrante di un’acidità buona e diffusa in tutta la sua trama.Sbuffi di mare, poi di roccia, di agrume giallo di lime, pompelmo, arancia bionda, poi miele di acacia, biscotti alla cannnella, babà al rhum, albicocche fresche, ananas, erbe aromatiche (su tutte il rosmarino, ma anche il mirto) e ricordi balsamici, di cera d’api. Ti stacchi dal calice e presto senti l’istinto di avvicinarlo ancora, al naso e alle labbra, a raccoglierne gli umori come in un bacio da innamorati.Il Fiano ha bisogno di tempo, di pazienza, di rispetto, che ripaga con immense bellezze da gustare e fare risuonare dentro, come un mantra, come una canzone alla vita, come un sogno ancora vivo al risveglio. Che non vuoi scordare e alla fine non puoi proprio.

    Click here for reuse options!Copyright 2020 Il TaccuVino LEGGI TUTTO

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    Toscana zona rossa, Coldiretti: “Perdite per 700 milioni di euro per bar, ristoranti e agriturismi”

    Chiusi in Toscana 22.500 ristoranti, pizzerie e bar e 3.200 agriturismi che effettuano attività di ristorazione e degustazione, con una perdita di fatturato mensile di almeno 700 milioni di euro ed un drammatico effetto a valanga sull’intera filiera per il mancato acquisto di alimenti e vino. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Toscana, in occasione dell’entrata in vigore dell’Ordinanza del Ministero della Salute che ha inserito la Toscana in zona rossa, classificata come regione ad alto rischio.
    “E’ un duro colpo inferto a ristoranti, bar e pizzerie e ai nostri agriturismi che nel periodo del lungo lockdown da marzo a maggio sono già stati al collasso per la chiusura della strutture, con un drammatico effetto a valanga sull’intera filiera agroalimentare. Si prospetta un buco da 200 milioni di euro per gli agriturismi toscani stretti fra lo stop della zona rossa ma anche per il crollo del turismo che rischia di compromettere il Natale” denuncia Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana.”In zona rossa – continua Coldiretti Toscana – è consentita la sola consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle vicinanze dei locali. Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – precisa la Coldiretti – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato”.“Le limitazioni alle attività di impresa devono dunque prevedere un adeguato sostegno economico e iniezioni di liquidità lungo tutta la filiera – insiste il presidente Filippi – e interventi a fondo perduto per salvare gli agriturismi, un esempio straordinario del turismo rurale ed enogastronomico”.

    In questo contesto è importante il via libera alle domande per il bonus di filiera Italia per l’acquisto di prodotti Made a sostegno della ristorazione attraverso il Portale della ristorazione www.portaleristorazione.it dal 15 al 28 novembre 2020 o presso gli sportelli degli uffici postali dal 16 al 28 novembre 2020 negli orari di sportello.  “Del bonus – spiega la Coldiretti – potranno beneficiare non solo i ristoranti, le mense e chi svolge attività di catering su base continuativa (ossia coloro che forniscono pasti presso ospedali, scuole, industrie), ma anche gli agriturismi, le attività di catering e banqueting per eventi e gli alberghi che somministrano cibo. Al Fondo per la filiera della ristorazione per il 2020 sono stati stanziati 600 milioni finalizzati alla erogazione di un contributo a fondo perduto per l’acquisto, effettuato dopo il 14 agosto 2020, di prodotti di filiere agricole e alimentari, inclusi quelli vitivinicoli, anche DOP e  IGP,  valorizzando la materia  prima  di territorio anche attraverso l’acquisto di prodotti in vendita diretta dalle aziende agricole. Il beneficiario – continua la Coldiretti – è tenuto  ad acquistare almeno tre differenti tipologie di prodotti  agricoli e alimentari e il prodotto principale non può superare il 50% di spesa totale sostenuta mentre il contributo non può mai essere superiore all’ammontare complessivo degli acquisti che non può essere inferiore ai 1.000 euro né superiore a 10.000 euro (esclusa IVA)”. LEGGI TUTTO

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    Toscana zona rossa, Coldiretti: “Perdite per 700 milioni di euro per bar, ristoranti e agriturismi”

    Chiusi in Toscana 22.500 ristoranti, pizzerie e bar e 3.200 agriturismi che effettuano attività di ristorazione e degustazione, con una perdita di fatturato mensile di almeno 700 milioni di euro ed un drammatico effetto a valanga sull’intera filiera per il mancato acquisto di alimenti e vino. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Toscana, in occasione dell’entrata in vigore dell’Ordinanza del Ministero della Salute che ha inserito la Toscana in zona rossa, classificata come regione ad alto rischio.
    “E’ un duro colpo inferto a ristoranti, bar e pizzerie e ai nostri agriturismi che nel periodo del lungo lockdown da marzo a maggio sono già stati al collasso per la chiusura della strutture, con un drammatico effetto a valanga sull’intera filiera agroalimentare. Si prospetta un buco da 200 milioni di euro per gli agriturismi toscani stretti fra lo stop della zona rossa ma anche per il crollo del turismo che rischia di compromettere il Natale” denuncia Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana.”In zona rossa – continua Coldiretti Toscana – è consentita la sola consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle vicinanze dei locali. Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – precisa la Coldiretti – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato”.“Le limitazioni alle attività di impresa devono dunque prevedere un adeguato sostegno economico e iniezioni di liquidità lungo tutta la filiera – insiste il presidente Filippi – e interventi a fondo perduto per salvare gli agriturismi, un esempio straordinario del turismo rurale ed enogastronomico”.

    In questo contesto è importante il via libera alle domande per il bonus di filiera Italia per l’acquisto di prodotti Made a sostegno della ristorazione attraverso il Portale della ristorazione www.portaleristorazione.it dal 15 al 28 novembre 2020 o presso gli sportelli degli uffici postali dal 16 al 28 novembre 2020 negli orari di sportello.  “Del bonus – spiega la Coldiretti – potranno beneficiare non solo i ristoranti, le mense e chi svolge attività di catering su base continuativa (ossia coloro che forniscono pasti presso ospedali, scuole, industrie), ma anche gli agriturismi, le attività di catering e banqueting per eventi e gli alberghi che somministrano cibo. Al Fondo per la filiera della ristorazione per il 2020 sono stati stanziati 600 milioni finalizzati alla erogazione di un contributo a fondo perduto per l’acquisto, effettuato dopo il 14 agosto 2020, di prodotti di filiere agricole e alimentari, inclusi quelli vitivinicoli, anche DOP e  IGP,  valorizzando la materia  prima  di territorio anche attraverso l’acquisto di prodotti in vendita diretta dalle aziende agricole. Il beneficiario – continua la Coldiretti – è tenuto  ad acquistare almeno tre differenti tipologie di prodotti  agricoli e alimentari e il prodotto principale non può superare il 50% di spesa totale sostenuta mentre il contributo non può mai essere superiore all’ammontare complessivo degli acquisti che non può essere inferiore ai 1.000 euro né superiore a 10.000 euro (esclusa IVA)”. LEGGI TUTTO

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    Toscana zona rossa, Coldiretti: “Perdite per 700 milioni di euro per bar, ristoranti e agriturismi”

    Chiusi in Toscana 22.500 ristoranti, pizzerie e bar e 3.200 agriturismi che effettuano attività di ristorazione e degustazione, con una perdita di fatturato mensile di almeno 700 milioni di euro ed un drammatico effetto a valanga sull’intera filiera per il mancato acquisto di alimenti e vino. E’ quanto emerge da una analisi di Coldiretti Toscana, in occasione dell’entrata in vigore dell’Ordinanza del Ministero della Salute che ha inserito la Toscana in zona rossa, classificata come regione ad alto rischio.
    “E’ un duro colpo inferto a ristoranti, bar e pizzerie e ai nostri agriturismi che nel periodo del lungo lockdown da marzo a maggio sono già stati al collasso per la chiusura della strutture, con un drammatico effetto a valanga sull’intera filiera agroalimentare. Si prospetta un buco da 200 milioni di euro per gli agriturismi toscani stretti fra lo stop della zona rossa ma anche per il crollo del turismo che rischia di compromettere il Natale” denuncia Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana.”In zona rossa – continua Coldiretti Toscana – è consentita la sola consegna a domicilio, nonché fino alle ore 22 la ristorazione con asporto, con divieto di consumazione sul posto o nelle vicinanze dei locali. Gli effetti della chiusura delle attività di ristorazione si fanno sentire a cascata sull’intera filiera agroalimentare con disdette di ordini per le forniture di molti prodotti agroalimentari, dal vino all’olio, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco. In alcuni settori come quello ittico e vitivinicolo la ristorazione – precisa la Coldiretti – rappresenta addirittura il principale canale di commercializzazione per fatturato”.“Le limitazioni alle attività di impresa devono dunque prevedere un adeguato sostegno economico e iniezioni di liquidità lungo tutta la filiera – insiste il presidente Filippi – e interventi a fondo perduto per salvare gli agriturismi, un esempio straordinario del turismo rurale ed enogastronomico”.

    In questo contesto è importante il via libera alle domande per il bonus di filiera Italia per l’acquisto di prodotti Made a sostegno della ristorazione attraverso il Portale della ristorazione www.portaleristorazione.it dal 15 al 28 novembre 2020 o presso gli sportelli degli uffici postali dal 16 al 28 novembre 2020 negli orari di sportello.  “Del bonus – spiega la Coldiretti – potranno beneficiare non solo i ristoranti, le mense e chi svolge attività di catering su base continuativa (ossia coloro che forniscono pasti presso ospedali, scuole, industrie), ma anche gli agriturismi, le attività di catering e banqueting per eventi e gli alberghi che somministrano cibo. Al Fondo per la filiera della ristorazione per il 2020 sono stati stanziati 600 milioni finalizzati alla erogazione di un contributo a fondo perduto per l’acquisto, effettuato dopo il 14 agosto 2020, di prodotti di filiere agricole e alimentari, inclusi quelli vitivinicoli, anche DOP e  IGP,  valorizzando la materia  prima  di territorio anche attraverso l’acquisto di prodotti in vendita diretta dalle aziende agricole. Il beneficiario – continua la Coldiretti – è tenuto  ad acquistare almeno tre differenti tipologie di prodotti  agricoli e alimentari e il prodotto principale non può superare il 50% di spesa totale sostenuta mentre il contributo non può mai essere superiore all’ammontare complessivo degli acquisti che non può essere inferiore ai 1.000 euro né superiore a 10.000 euro (esclusa IVA)”. LEGGI TUTTO

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    Visita guidata e degustazione di olio a Vicopisano

    Visita guidata del borgo fortificato di Vicopisano, importante avamposto della Repubblica pisana nel XIII secolo. Con le sue torri domina la pianura dove un tempo si estendeva il più grande lago della Toscana, il lago di Bientina. Visiteremo la pieve romanica, il borgo, la rocca (solo esterni) e delizieremo il palato con una gustosa degustazione guidata di olio EVO locale.
    Quando: Domenica 29 novembre ore 10.30Dove: alla fontana di piazza Cavalca, a VicopisanoQuanto: € 20,00; € 15,00 sotto i 16 anni; gratuito sotto i 6 anni se accompagnati. (Include visita guidata e degustazione di olio)Durata: Dalle 10.00 alle 11.30 visita guidata, a seguire degustazione di olio fino alle 13.00.Prenotazioneobbligatoria scrivendoci a citygrandtour@gmail.com
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